GIOVANNI DESCALZO.
LE BRAIE. IL SAPORE DEL MARE.
romanzi brevi .
Milano : Ceschina, 1953.

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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
            Fondazione Ezio Galiano 
               http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Testo curato da: Catia Righi per il "Progetto Manuzio", iniziativa dell'Associazione Culturale "Liber Liber".

L'AUTORE.

Giovanni Descalzo (Sestri Levante, 1 giugno 1902 Sestri Levante, 13 settembre 1951)  stato un poeta e scrittore italiano.
Marinaio, pescatore, contadino, operaio alla Fabbrica Italiana Tubi e infine impiegato comunale,  autore di romanzi, prose liriche e, per giornali e riviste, centinaia di racconti (molti dei quali per ragazzi), articoli e resoconti di viaggio.
Autodidatta nei disparati ambiti letterari, egli  per considerato, innanzitutto, un poeta ligure della seconda generazione.
La citt di Sestri Levante gli ha intitolato il Lungomare, la Scuola media statale e dedicato nel 1952, anno successivo alla morte e cinquantennale della nascita, un busto commemorativo opera dello scultore Guido Galletti, sulla cui targa campeggiano i versi:

Amo la povert della mia terra
umile innanzi al mare che l'avvolge
e l'aspra vita dei figli partenti
ogni giorno coi remi e colla vela
(da "Paese e mito", XII).



IL SAPORE DEL MARE.

1. Acciughe fresche. Ce n oggi per il bagnone e per salare. Ci siete Checco?
La pescivendola, scostata la tenda, sera affacciata sulla porta inondando losteria di luce. Salita dallo scalo abbagliato di sole, nel buio stentava a scorgere loste, quel giorno affaccendato e punto attento agli avvenimenti del villaggio. Ravvisandolo infine, insist:
Non ve ne lascio tante per due albanelle? La stagione ha tardato e non saranno abbondanti ormai.
Checco, sceso dallo sgabello sul quale era salito per fissare un armadietto alla colonna che sorreggeva il tetto nel centro del locale, diede unocchiata alla cesta. Agit il pesce con gesto da intenditore e chiam:
Marina!
Tornato al suo lavoro lasci che le donne si intendessero fra loro. La moglie, sbucata da una scaletta interna aveva a sua volta esaminato il pesce, e con un fitto parlottare aveva deliberato lacquisto. Pareva a tutta prima che leticassero, decisa la pescivendola a sostenere il prezzo contro la fermezza dellofferta di Marina, finch fu concluso:
Acquisto tutta la cesta ma a un patto, che il sale dora innanzi lo comperiate qui. Abbiamo ottenuto lo spaccio finalmente e la concessione speciale per le richieste dei pescatori. Ditelo allo scalo. Non ci sar pi bisogno di andare a Riogrande per il sale, n per i fiammiferi e nemmeno per il tabacco. Il paese ha la sua privativa. Vedete? E scostata del tutto la tenda aveva indotto la pescivendola a guardare per prima la grande novit.
Al di l del banco di latta zincata, oltre la consueta rastrelliera delle bottiglie e dei bicchieri, vera uno stipetto imbiancato che Marina aperse per far vedere le nuove merci. Un cassone a destra del banco, scoperchiato, mostr il sale grosso. Checco intanto, ultimato il collocamento dellarmadietto, lasci che la moglie spalancasse la vetrina e facesse ammirare alla pescivendola scatole, astuccini, cartoline, penne, quaderni, libercoletti, mentre la donna si compiaceva sinceramente della novit.
C rifornimento scolastico anche per i nostri ragazzi. Bene. Ecco una trovata che ci risparmia le solite fughe con la scusa dei quaderni. Voi, Checco, le studiate tutte da quellaccidente che siete. Non per nulla siete stato in America. E, lieta a sua volta per aver cos presto conclusa la vendita, sparve nella strada.
Checco, il volto corrugato come da un fisso corruccio, le ciglia nere e folte, il capo selvoso leggermente inclinato a sinistra, non parve lusingarsi del complimento. Torn a calare la tenda quasi volesse escludersi nel suo locale, continuando a trafficare intorno ai suoi armadietti per distribuire in mostra le nuove merci e darsi un contegno dinanzi a Marina, la quale anzich tornare alle sue faccende cominci proprio l, sul tavolo dentrata, il suo lavoro di ripulitura del pesce per la salagione.
 il compleanno di Angela oggi. Ti sei accorto che  gi quasi una ragazza?
Checco, rustico, per vincere limpaccio pareva non ascoltasse.
Ho fatto male a mostrare le novit alla pescivendola?  una delle donne pi discrete. Con quella corba di figlioli e luomo ostinato a vivere sul mare in questo povero paese senza avvenire, come dici tu, m sempre parsa molto sacrificata.
Luomo, ora curvo dietro il banco, rimoveva il cassone del sale.
 un mestiere duro, proprio duro e ben incerto quello del marinaio. Main, mai ninte. Dice bene il proverbio. Qui poi, fra quattro scogli, dove perdi la pelle se si leva un po di mare,  una dannazione. Non ho mai capito come quei tre o quattro si ostinino intorno alle loro reti e si levino la vita ogni giorno per issare le barche nella calanca a forza dargani e di braccia.
Cosa mi rimescoli stamattina brontol con voce risentita luomo che sembrava, ai gesti e al tono, infastidito dalle chiacchiere e pi dallostinata presenza della moglie.
 un pensiero che ho sempre avuto. Gli altri, vedi, tornano al mare nella bella stagione, ma il resto dellanno coltivano la vigna, lavorano la terra e un pane ce lhanno pi sicuro e meno faticato.
Come irritato contro se stesso, Checco ostentava di non badarle, rinnovava la disposizione delle scatole entro gli stipetti studiando di apparire assorto nel disporre la merce bene in vista e a portata di mano di chi serve al banco.
Non dovrei parlare di lavori duri con te, lo so.
Luomo se laspettava e fu lui che lentamente ora bad a farsi sentire meno ostico, meno assente. Nel rassettare, anzich studiarsi di star lontano e fingersi disattento, sent il segreto bisogno di levare il capo e guardare la sua donna che, come in soggezione, sera disposta in modo da nascondere il viso. La consider, operosa, tanto pi giovane di lui, nella luce che la tenda non bene congiunta lasciava trasparire e, ogni tanto, faceva dilagare, come lanciata in quellombra da un soffio daria marina. Cara creatura. Eppure non le aveva forse mai pi rivolto parole damore, mai pi prodigato tenerezze dopo i primi mesi dellincontro e dellintesa. Senza metterla in disparte, laveva lasciata alla sua operosit intelligente e oculata, al suo amore per le bambine, senza pi farle sentire il suo profondo affetto con gesti e parole dirette. Ma le aveva mai sollecitate Marina?
Quanto devi aver faticato tu, solo, tanto lontano, senza aiuti e col carico di altri, quando ancora non ci conoscevamo...
Ma dove voleva arrivare? Lavrebbe richiamata ora per interromperla, non intendendo tradire la propria sensibilit, e non trov altro modo per mostrare quanto la seguisse, che sbuffare. Sacrament fingendosi scontento della disposizione dellarmadio, ma non riusc a deviare i discorsi di Marina, serena quel giorno, anzi felice e bisognosa di far sentire la sua gratitudine a chi le aveva dato la possibilit desserlo,
Ora per, grazie a Dio, hai trovato la strada giusta. Cos mi pare, almeno. A volte ho persino timore daver troppo bene.  cos bello assistere allo sviluppo delle tue iniziative anche tra questi quattro tuguri, come tu dici. Le nostre bambine ne godranno, spero, ancora di pi.
Checco per restare quello che voleva farsi credere, inciampando e imprecando, unico modo di vincere il tumulto che lo turbava, scomparve per la scaletta interna. Torn poco dopo con un martello e la sega.
In cucina c qualche cosa al fuoco che va male. Ehi, stamane mi sembrate un po stordita come le ragazze a primavera.
Ho finito. Sai, c una sorpresa per Bianca in cucina.  o non  la sua festa? E anche un po la nostra, mi pare, con queste belle novit, concluse, raccogliendo la cesta e sorridendo alle cose e alluomo che per non intenerirsi la evitava e le dava del voi, ma chessa sentiva segretamente felice.
Rustico, sforzandosi dapparire inattaccabile, Checco la lasci andare senza volgere il capo. La donna, che non aveva bisogno di parole e di gesti, lo comprese per quando, fingendo uno starnuto, rumoreggi soffiando per nascondere qualche cosa che dentro lo turbava, durante gli armeggi del suo lavoro continuamente rifatto e migliorato sotto la spinta di nuove ispirazioni.
...
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...
Sera appena interrotto, stanco di cambiar posto al cassone, di rimuovere lo stipetto e larmadio, di cercare nuove disposizioni per le bottiglie dietro al banco, e stava leggendosi il giornale di contro alla fessura della tenda, con le spalle alla colonna, allorch la tela si sollev, non a gonfalone, come quando la investiva laria marina, ma a strappo. Un forestiero mise dentro il capo.
Unosteria c, finalmente. Volevo ben vedere...
Luomo, venendo dal gran sole stent a orientarsi, come la pescivendola, nella penombra.
Non c nessuno? Ah, eccovi. Scoperto Checco, prima ancora dinterrogarlo si rivolse alla strada e chiam
Ehil, avanti, costeggiate il rio e imboccate la scalinata. Ho scoperto ci che occorre. Un nido che sa darzilio, la grotta del lupo marino, la casa di riposo del pirata.
Ridendo scost deciso la tenda, facendo luce piena nel locale e apostrof familiarmente Checco, il quale, ingrugnato e con laria crucciata, sera levato quasi intendesse affrontarlo e cacciarlo.
Abbiamo una fame da marinai. Si sono scalate tutte queste colline da Riogrande, tra i vigneti, con questo sole arrabbiato e fra gli sbuffi salmastri, per venirvi a fare visita. Cio, no, per ammirare questi vostri meravigliosi paesini fuori delle strade, incastrati fra gli scogli, sani e vigorosi come i vignaioli e i pescatori che abbiamo incontrato. Abbiamo fame, maestro. Cosa ci date di buono?
Arrivava intanto chiamandosi, declamando lodi e imprecando, lagnandosi con finta indignazione e prorompendo in esclamazioni ammirate, una comitiva. Donne e uomini avevano laria di ragazzi in vacanza, soddisfatti daver scoperto qualche cosa di genuino, di primitivo. Checco, ruvido e chiuso, mentre i forestieri invadevano il locale e si sistemavano fra i tavoli al fresco, respingendo la confidenza del primo arrivato bad a precisare.
Non  una trattoria questa.  unosteria. Da mangiare non c nulla.
Sicch c solo da bere? Ma proprio nulla avete da farci mettere sotto i denti? Lanciato lallarme alla comitiva e lasciatala ad assalire lorco che si era trincerato dietro al banco, il capo della comitiva imbocc la scala interna e and a cacciarsi in cucina. Le suppliche delle donne, e le insistenze degli uomini non smovevano Checco.
Dateci intanto un bicchierotto di passito.
No, di rinforzato, di sciacchetr.
E dellacqua fresca interloquivano uomini e donne sforzando loste a stemperarsi, finch nella confusione ricomparve il primo, trionfante, per annunciare dominando tutte le voci
C una cima gonfia e soda come un prosciutto e rimpolpata come un cappone al forno.
Checco scatt tradendo una preoccupazione che non sfugg alla comitiva.
Ma quella non ...
Quella volevate papparvela tutta voi, nevvero? Ho capito la riluttanza della cuoca che s commossa soltanto al racconto delle nostre traversie.
Marina, rossa e indecisa sera fatta alluscio. Checco la invest.
Ma non abbiamo licenza per la trattoria...
Macch licenza, noi siamo degli amici, degli ospiti, convitati per mangiare una cima in famiglia. Qui, padrona. Non badate a quel pirata che vorrebbe divorarsela da solo. Facciamo una bella lista insieme: un po di salame ce lo affettate subito, di quello duro e affumicato che ho visto sotto la cappa. E lantipasto  a posto. Le tagliatelle che ingombrano la madia ce le divideremo da buoni amici, se difetteranno. La cima  il piatto forte. Le acciughe di rincalzo son gi ripulite. Col vostro vino delle Cinque Terre che avrete certo genuino, chi potr dire daver pranzato meglio di noi? E faremo tutta una tavolata. Sta bene?
Marina, travolta dalla piccola folla cordiale, tra inquieta e lusingata guardava il suo uomo per avere un cenno di consenso. Non sapeva rifiutarsi. Ecco daltronde una nuova occasione per accrescere lattivit del locale. Non lo capiva? Ma Checco, ostinato nel suo broncio, per non cedere le dava il tergo, intento a servire al banco. Si lasci allora sospingere in cucina pensando: Vuole riserbarsi il diritto del mugugno, lo so, ma non disapprover poi del tutto in fondo al cuore. Ti conosco, burberone. Oggi ci rovinano lintimit della festa? Sar una bella giornata dincassi. Questa sera, vedrai, finirai per perdonarmi perch la nostra festicciola sar ancora pi bella.
I forestieri, ormai padroni del campo, badarono a sistemare uniti tre tavoli intorno alla colonna. Comparve Angela con le tovaglie. La ragazzina, con Franca ancora bimbetta alle falde, fu liberata dalla biancheria mentre le donne la complimentavano. Ripassata in cucina, torn con piatti e posate che lasci disporre dai forestieri, finch, sempre con la sorellina al fianco, saett nella strada e ricomparve tosto con un involto gonfio di tre bei pani casalinghi che porse ai convitati, i quali saffrettarono a spezzarli e a distribuirli.
Marina volle farsi onore e superare ogni aspettativa. Data una voce dal retro alla vicina, la preg di raccogliere nellorto piselli e fave fresche: una grembiulata, che rovesci fra i piatti come un ornamento recando la fiamminga fragrante di salame.
Per poco non venne abbracciata.
Ce lavrai bello e fatto il tuo racconto questa volta, o sfruttatore degli amici. Tu ci porti in giro non tanto per farci ammirare i tuoi paesi prediletti, quanto per accumulare materia per i tuoi articoli, lo sappiamo bene malign uno della comitiva..
Ma contro loste, il pirata che non voleva darci da mangiare, devi fare le vendette.
Tutti gli elogi alla cuoca e alla bambina.
Vedi qui, salt fuori il pi insistente sventagliando il giornale rimasto tra le seggiole e capitatogli fra le mani. Il pirata  di sicuro un tuo lettore. Avvicinandosi a Checco ormai rassegnato alla tirannia di quellinvasione, domand
Lo conoscete Andrea Randi?
Quello che sta scrivendo dallAmerica?
Limpostore! Ho dunque indovinato. Eccolo l,  quello che vi ha defraudato la cima. Macch America.  ormai tornato da tre mesi, e sentendosi mancare la materia per le frottole consuete, ci ha portato in giro fra le sue calanche per far nuove provviste di impressioni. Ci sfrutta tutti e sfrutter anche voi questa volta. Per, sar una pubblicit alla rovescia se lo tratterete male. Badate,  una lingua persa, un maldicente di mestiere; non trova buono e bello se non quello che  in casa sua.
E ha ragione.
A Checco era sfuggita spontanea quella risposta secca, fuori del tono faceto dellinterlocutore che lo importunava.
Senti, senti il mio giornalista, ecco un lettore, e ancora uno che ti d ragione. Non fate la commedia. Lhai preparato per un po di messinscena. Siete vecchi amici, gira la maschera.
Qui, loste, a capotavola; e perdonatecela quella del pirata. Si ritorna ragazzi in certe ore di vacanza. Denunciate lamico per; svelateci un po i suoi trucchi.  certo da voi e dai vostri colleghi e dai parroci che viene a pescare tutte le sue informazioni, e si d poi laria di conoscitore e informatore regionale.
La tavolata, in allegria, spinse Andrea Randi presso loste con lintento di stuzzicarli, mentre Marina con rapide apparizioni badava a vigilare Angela tutta in faccende e intenta a correre da un capo allaltro sotto la guida materna per porgere con grazia quanto le veniva accennato.
Franca, sfiduciata dalla sua inutilit, dopo aver corso un bel po a fianco della sorella, sera lasciata catturare dalle signore che se lerano collocata in mezzo e sadoperavano a vincerne la soggezione per farla partecipare al pasto. La bambina seguiva con lo sguardo la sorella, un po invidiosa di vederla attiva, mentre quella non aveva occhi se non per i cenni della mamma.
I cenni, pi che le parole della mamma. Ecco una singolare intesa che cominci ad essere notata, ma sulla quale, intenti tutti ai dialoghi di Andrea e di Checco, nessuno subito si fiss.
Checco, sentita la cordialit della compagnia, accortosi che con una eccessiva resistenza avrebbe addolorato la sua donna, la quale nello sfaccendare lo sbirciava supplichevole, un tantino lusingato davere ospiti dun certo riguardo, fin per adattarsi alla situazione. Il vino portato in tavola, dopo il comune dinizio, si mut in una bevanda particolare che sciolse ancor pi lo scilinguagnolo e fece schioccare la lingua dei buongustai felici finalmente di pasteggiare col decantato nettare dei cardinali. Checco sera incaricato di graduare il trapasso, da ospite intelligente e generoso, conquistandosi le generali simpatie nonostante lapparente burbanza.
Ci che state scrivendo dellAmerica, non pot trattenersi dal confidare al giornalista mentre i commensali si distraevano  finalmente la verit. Se cos ci avessero parlato sempre!
Ne sapete qualche cosa di quei paesi?
Appena ho visto come date unocchiata alla vita dei porti, ai quartieri popolari, ai mercati della periferia, mi son detto: ecco uno che non s fatto infinocchiare dalle chiacchiere, che non ha visto ci che abbaglia dietro la guida interessata delle chiacchiere dei nativi e di qualche raro fortunato. Perch quasi sempre tornano per raccontarci meraviglie, per ripeterci alla cieca le dilettose seduzioni di chi ha ingannato per decenni gli emigranti, nessuno andando mai a vedere dove finisce la massa, attratti e distratti dai vanitosi e dagli scioperati figli dei ricchi. Vi ha salvato lincognito, ed  per questo che avete intuito e visto giusto. Se un solo giornale avesse annunciato il vostro arrivo, nulla avreste potuto conoscere. In cento vi avrebbero cordialmente sequestrato, e lAmerica sarebbe stata anche per voi leldorado. Invece...
Dove siete stato voi? E per quanto tempo?
Checco avrebbe voluto ora evitare di parlare di s, ma non solo Andrea Randi era interessato al suo discorso, che buona parte della compagnia seguiva. Infatti una voce che avrebbe voluto mantenere liniziale tono scherzoso, grid:
Hai visto se il pirata torna fuori? Chiss che avventure ha da narrarci. Pi forte. Vogliamo sentire anche noi.
Loste non simpermal per linsistenza fanciullesca di chi lo aveva battezzato pirata. Incalzato dal giornalista, preso dalla simpatia verso luomo che aveva sentito per primo vicino ai suoi pensieri e del quale aveva apprezzato esultando gli scritti, cos diversi dai soliti pezzi di colore, confess:
Sono stato nel Brasile ai tempi degli arruolamenti a viaggio gratuito. Calc sulla parola lasciando capire qual senso venisse ad assumere nella realt.
Gratuito il viaggio, s, ma beata lemigrazione colondrina. Quella, appunto come la migrazione delle rondinelle, finita la mietitura da noi si recava a falciare nella Pampa ed era libera, ma chi  naufragato nelle fazendas brasiliane...
Siete tornato dalle fazendas?
Mi basta la vostra meraviglia per assicurarmi che avete capito. Ditelo ora voi come si vive in fazenda, schiavo della terra, legato al padrone per il debito del viaggio che non si estinguer mai pi; costretto, per vivere, a tutto comperare dal fattore che stabilisce i prezzi a capriccio e sindustria di triplicare gli obblighi per mortificare, sfiduciare, annientare lo sciagurato e ridurlo alla condizione dei negri. Una capanna di fango e paglia per abitazione; abiti di rigatteria per riparare alla meglio il corpo; due o tre milreis al giorno di paga, che sono qualcosa come un cavurrino, e il divieto di lasciare lazienda, daltronde cos lontana e spersa tra le foreste da non poterne pi uscire una volta ingaggiati.
Andrea Randi, dovette spiegare il drammatico significato dei semplici accenni delloste. Narr dei proprietari di fazendas i quali appena si ricordavano dove avevano i beni e non soccupavano che di sperperare le rendite nelle beate spiaggie di Capocabana, di Carasco, e pi volontieri ancora nelle bische e nei postriboli di Montecarlo e di Parigi. Parl dei fattori, autentici filibustieri preoccupati di vincolare in permanenza le vittime allazienda, impedendo con tutti i mezzi che potessero emanciparsi dai debiti e sfuggire ai quotidiani ricatti, e nello stesso tempo timorosi di far conoscere linfernale esistenza dei condannati, perch non si esaurisse la possibilit di aggiogarne altri.
E come ne siete uscito? non pot trattenersi dal chiedere interrompendo la sua drammatica esposizione.
Checco, riluttante, avrebbe voluto lasciar cadere il discorso, ma linsistenza unanime, linteresse generale per quanto lo riguardava e la pressione di Randi lo forzarono a ricordare.
Avevo capito subito in che razza di trappola ero caduto dal modo come, sollecitamente, eravamo stati prelevati nel porto darrivo. Senza una sosta, senza la possibilit nemmeno di sogguardare la citt, vennero a intrupparci e a spingerci nella campagna. Mandre, vere mandre, sera diventati. Un garfagnino sfuggito a uno dei precedenti arruolamenti mi capit nel porto di Santos tra i piedi mentre nel negozio dun italiano, rompendo di prepotenza linquadramento, avevo fatto sosta per degli acquisti.. Sei destinato alle fazendas? Disgraziato! Scappa finch sei in tempo. Laggi, quando sarai laggi, sar impossibile o quasi. Questo mi soffi in faccia il garfagnino. Incredulo e illuso come tutta la povera massa degli emigranti, mattentai di chiedergli: E tu che fai? Vorresti tornare in Italia? Meglio una pulce italiana che tutto questo genere di Brasile, fu la risposta, che dovevo capire solo pi tardi.
Io non sono scappato, non ho voluto mancare al contratto, ma nessuno  stato in grado dalterare i patti con me. Era ridicola la mercede; sentivo che sarei forse impazzito prima darrivare a svincolarmi dagli aguzzini, pure non desistetti. Accumulando centesimo e centesimo, tutto proibendomi e dogni possibilit traendo profitto, un giorno ho pagato il mio debito e nessuno ha potuto trovare raggiri per riprendermi. A piedi son tornato dalle Fazendas di Minas Geraes, con le carovane dei bovari, nei carri col bestiame, minato dalle febbri, disfatto da oscure malattie deprimenti che non potevo curare. Qualche vecchio, frusto e sfiduciato, mha aiutato a raggiungere la cifra del riscatto, accelerando la liberazione con quel poco che possedeva. Non mi chiese nemmeno di restituirgli i soldi, ma prima di lasciare lAmerica ho trovato modo di non portare con me alcun rimorso. Nei porti non m stato difficile trovare un imbarco. Tanti marinai disertavano, nellandata in quel tempo!
In quel tempo! Loste pareva rievocare oscuri periodi di esistenza, cos lontani da far credere che parlasse non della sua esistenza presente ma quasi di una vita anteriore, rimasta nel ricordo solo con episodi dolorosi e stagioni di crudele tormento. La comitiva interdetta, perplessa, aveva finito per prestare orecchio e comprensione alle parole che non erano le solite e che rappresentavano unesistenza dai pi appena intuita.
Voi per primo avete scritto qualche cosa di vero sulla vita dallora continu Checco volendo distrarre lattenzione dal suo caso. Avevo pensato di inviarvi in una lettera la mia parola di testimonianza, per farvi sentire quanto eravate capito, ma poi m parso inutile: non avevate bisogno della mia adesione. Avevate visto cos giusto che mi parve superfluo. Avrebbe voluto aggiungere e presuntuoso, ma la reticenza fu intesa, e Randi accostandoglisi e battendogli sulla spalla lo riprese:
E perch non lo avete fatto? Sarebbe stata lunica lettera di plauso. Lunica capite? Non si sono trattenuti dallo scrivere, invece, in inglese in portoghese in spagnolo e in un italiano abbastardito, i fanfaroni soliti, scandalizzati, indignati. Quei pochi che son tornati, fra le migliaia, a vivere di rendita, han sempre in bocca lAmerica, e la vita facile e i facili guadagni di laggi. Feriti nella loro vanagloria, smentiti nelle loro smargiassate, han fatto lega concorde. Il giornale  stato assediato, assalito dalle proteste. Un console ha sentito oltraggiato il paese e ha minacciato di protestare per via diplomatica, come se la storia di ci che  avvenuto in quelle regioni non fosse un episodio comune a tutte le terre vergini prese dassalto da ingordi speculatori. Lamministrazione s impaurita per il foglio che rischiava dessere messo al bando proprio negli ambienti che intendeva interessare, sicch... sicch sono stato invitato a cambiare argomento. Proprio cos.
Ora sappiamo perch ci porti in giro alla ricerca di nuovi soggetti usc fuori la voce divertita del principale contradditore cercando di alleggerire il tono dei discorsi.
Ma non  un partito preso il tuo? insinu un secondo.
Forse. Ciascuno nel suo lavoro ha un programma e nella sua vita una missione, anche se piccola e insignificante. Il non averne poi, per chi scrive sarebbe un degradarsi a meno del mestierante e di pubblicit. Nei miei viaggi io ho preferito alle solite interviste frettolose e brillanti, gli incontri solitari e le individuali ricerche. Troppo e troppo a lungo e con troppa insistenza ci han detto e ripetuto che litaliano allestero  il peggiore dei soggetti, che emigrano individui dannosi alla societ e portati a intorbidare la compagine altrui. Io ho voluto vedere quanto cera di vero nelle perentorie affermazioni e quando ho appurato che si trattava di volgari calunnie o di interessate esagerazioni, quando ho potuto stabilire le proporzioni della disonest fra il nostro e laltrui Paese e capire che solo linvidia e talvolta la paura dellostinata attivit e della tenacia dei nostri lavoratori aveva generato il malanimo, allora s, per principio, per partito preso se volete, ho viaggiato soprattutto per far giustizia, per denunciare il marcio ovunque lo trovassi e nelle proporzioni in cui mi si presentava. Il metodo soffre del difetto di non mettere in luce ci che pur v di buono, ma equivale al metodo degli altri. Daltronde, se tutti vi rendereste conto della profonda differenza che passa tra il nostro popolo e gli altri in generale, e se non vadattaste alle definizioni suggeriteci da certi stranieri, e se stabiliste raffronti con indagini e ricerche personali, mi superereste forse nel giudicare sano e integro un popolo il cui maggior difetto  dessere povero, nei confronti non importa di chi. Perch bisogna per prima cosa,  vero, spogliarci delle nostre vanit, ma anche bisogna togliere agli altri labito da societ con cui si presentano a noi, vederli dove questo abito non esiste, considerarli quando dimenticano daverlo nella valigia, pronto per ostentarlo come il solo lustro della loro civilt, per...
Basta oh, dove ci vuoi portare?
Siamo o non siamo in gita di piacere?
Dobbiamo anche sopportare conferenze?
Fu un coro dinterruzioni e di proteste vivaci, di risentimenti comicamente indignati che costrinsero Randi a interrompersi.
Non  dunque il tuo un chiodo fisso? Vuoi aver ragione? E prenditela, ma lasciaci mangiar la cima che quel ghiottone del pirata col quale hai fatto comunella voleva divorare da solo. Eccola.
Angela, da questa parte.
No. Di qui, ragazzina.
Cercarono di accapigliarsi, divertiti, mentre la piccola cameriera, con molta grazia portava proprio davanti al babbo la cima rigonfia, insensibile alle insistenze della comitiva.
Segue a puntino le istruzioni della mamma, Angela osserv una delle signore che si coccolava Franca per trattenerla e vincere la gelosia della piccola ormai prigioniera.
Angela, Angela, un po di sale per favore chiam qualcuno.
La ragazzina non si volt. Era confusa? Solo quando il babbo del quale fissava il viso e i gesti le mormor: Porta il sale ai signori, si volt e corse difilato a servirli.
Lallegria diffusa e la buona pietanza casalinga provocarono unovazione allindirizzo di Marina, che fu costretta a far la sua comparsa col grembiule arrotolato sul grembo, sudata e rossa.
Franca, finita la sua bella fetta, in orgasmo per un piccolo segreto che non poteva pi trattenere, lusingata dallinteresse con il quale le giovani signore se la frascheggiavano, confid:
Oggi  la festa di Angela ma si trattenne dal rivelare il resto. La mamma laveva messa a parte del preparativo facendole promettere di non dirne nulla, doveva essere una sorpresa e lei, proprio lei, stava per tradire la sua fiducia?
Le donne intente alle schermaglie della tavolata afferrarono la confidenza e la denunciarono alla comitiva che si volse a cercare la ragazzina scomparsa dietro la mamma, e a chiamarla con insistenza. Comparve infatti, ma non per raccogliere gli applausi e le felicitazioni, ma per recare, confusa e impacciata, una bella torta sopra un vassoio infiorato, mentre la piccola sorella, alzandosi senza pi potersi contenere, gridava:
Il dolce! Il dolce per la festa di Angela!
Loffri dunque tu? domand alla ragazzina il pi cordiale della compagnia, un dottore, paterno nei modi e sempre riservato nella generale allegria.
Angela non si volse. Diretta verso il gruppo delle donne porse con impaccio il suo dono e stette a guardare confusa ora luna ora laltra che si prodigavano in esuberanti ringraziamenti, senza saper che rispondere. Latteggiamento e pi lo sguardo ansioso col quale la fanciulla fissava in volto chi le parlava, colpirono il dottore, che aveva gi osservato qualcosa di singolare in quellintelligente creatura. Mentre gli passava a fianco attese che si voltasse e torn a chiamarla. Angela non intese e, come seguendo unistruzione o meglio ancora un istinto, si ritrasse vicino al babbo e continu garbata a distribuire sorrisi e ringraziamenti, restando sotto la protezione paterna.
Non poteva trattarsi di semplice timidezza e tanto meno di impaccio, fin per concludere il dottore. Mentre Checco faceva circolare il rinforzato, che moltiplicava i pregi del dolce preparato da Marina per la figlia e da questa offerto con tanta spontaneit, il dottore non perdette di vista la ragazzina. Inosservato, nella lieta esuberanza del convito, persuaso ormai di non ingannarsi, salz e si rivolse in disparte alla mamma aggiuntasi ai convitati per completare la festa.
Non vi siete mai accorta che la vostra bambina intenda male ci che le dite?
Oh,  cos distratta! Devo obbligarla a badarmi ogni volta che le parlo. Se  voltata, a volte nemmeno mi d retta. Ha la testa nelle nuvole,  sempre svagata.  cos buona, diligente, per aggiunse subito, temendo di formulare un rimprovero con le sue ammissioni.
La sua figliola, no, non  distratta.  anzi attentissima.  sveglia, intelligente e nulla le sfugge, ma scusate se proprio in questo momento ve lo dico non sente bene, ecco tutto. Un piccolo difetto delludito. Non turbatevi, forse non sar nulla, forse anche mi sbaglio.
La mamma chiam la ragazza che, essendo voltata verso la comitiva, non lintese.
Non tincantare, su. Capisco che  la tua festa le disse con vivacit facendola voltare col toccarle il braccio ma dovresti essere pi attenta quanto ti chiamano.
La piccola arross. Sempre cos doveva apparire alla mamma? Gli occhi vivacissimi si appannarono rattristati. Eppure con quanto impegno imponeva ai suoi sensi di restare vigili.
II dottore comprese fa dolorosa lotta della piccola anima e accarezz paternamente la bambina. Non cera dubbio. Savviava alla sordit completa. Non ebbe bisogno dalcun esame, e per non insinuarle dubbi e timori, insistette per accrescere il senso di festa intorno a lei. Alla mamma che inquieta lo scrutava, sugger senza reticenze:
Non sgridatela. Ha bisogno di cure. Dite al vostro uomo, quando va in citt, che la porti da uno specialista.
 grave? Ma che ha mai?
Spaventata come tutte le mamme dinanzi ai dottori quando si tratta dei loro figli, Marina era sbiancata. Se ne avvide Checco mentre si alzava per trarre da sotto il banco lultima bottiglia da offrire per il brindisi alla comitiva che aveva finito per vincere la sua musoneria. Accortosi dei discorsi insoliti, col collo inclinato parve mettersi in ascolto
Cosa ti prende? chiese con la ruvidezza abituale, costantemente vigile con la moglie per non lasciarsi indurre a toni troppo gentili e nascondere la sua trepidazione.
Angela sta male. Lo dice il dottore, qui...
Checco, preso alla sprovvista, bofonchi
Male? Possibile?
Il dottore saffrett a precisare:
Non  propriamente ammalata. Le accade qualche cosa che ve la fa apparire diversa da quel che . Quando le parlate e non vi d retta non  distratta. Non ci sente... quasi pi. Ecco perch ho suggerito a vostra moglie di farla vedere da uno specialista. Devessere accaduto a poco a poco, perch parla, perch guardando voi capisce tutto a perfezione. Nemmeno lei ancora s accorta del suo difetto. E soffre solo perch si crede stordita come voi le dite, mentre  lopposto, mentre la sua intelligenza  delle pi chiare, delle pi limpide...
Costernata Marina ascoltava quasi senza capire, mentre Checco, dimenticato lo scopo per cui sera alzato, e la comitiva, e persino Angela che in bala di chi se la disputava badava ora soltanto a sorridere compiaciuta, si ritraeva fra il banco e gli stipetti, oppresso da una pena che riportava sul suo volto la severa maschera abituale, quasi volesse sfuggire alla dolorosa rivelazione.
...
O Checco, state sempre al buio come lortolano, voi.
Non c.
Scostata la tenda, le bagarine entrano nellosteria illuminata dal violento riverbero della strada.
Guarda che impianti di macchinari ti combina questuomo!
 un americano sul serio lui. Lui va con la moda di citt.
Cos questarnese lucente come un tabernacolo?
 la calderina per il caff espresso.
Caff?... Come?
S, per il caff espresso. Non sai cos?
Le bagarine, padrone del locale deserto, ingombrano il pavimento con le loro ceste di pesce e guardano in giro curiosando.
Ha fasciato le pareti di legno lucido come il salotto della signora Lucia.
Tanti avventori vengono ora da fuori e i forestieri, sai, vogliono stare nel pulito. Lha indovinata anche con la trattoria.
Le studia tutte per attirare la clientela.
E il paese se ne avvantaggia, intanto. C pi pulizia nelle strade da quando  andato a reclamare in Municipio a Riogrande.  ascoltato laggi e ottiene quanto vuole.
Ci sa dire.  un uomo che ha girato il mondo.
Checco entrando ha inteso lultima frase. Il capo  pi sensibilmente inclinato a sinistra. Una gamba pare se la trascini da claudicante. Serio, osserva le bagarine fattesi silenziose e considera le ceste del pesce.
Non sapevate pi che farvene? Il tono brusco intimidisce le venditrici.
Se n pescato tanto stanotte! Siamo corse fin su al Santuario, ma il paese lo sapete bene quanto consuma.
Portatele nel magazzino qui a fianco. Se volete trattenervi per la salagione accordatevi con Marina.
Scompare per la porta interna, dopo quella specie di ordine e quellofferta che rianima le donne, quasi volesse sfuggire la compagnia.
Anche limpresa della salagione ha assunto.
Ed  per questo che lo scalo s arricchito di nuove barche e tornano al mare anche i montanari.
Ora non c pi bisogno, quando il passo delle sardine e delle acciughe d buona annata, che i nostri pescatori rischino di gettar via il frutto della nottata andandolo a offrire sottocosto ai mercati lontani.
Discorrendo escono col loro carico e losteria resta nellombra. Checco ritorna e saggira tra il banco e i nuovi scaffali allineando barattoli variopinti. Ne ha accatastata sul banco tutta una serie che deve riporre a cimasa lungo lo scaffale a muro, di prospetto alla rastrelliera delle bottiglie. Trascina lo sgabello per issarsi e lavorare con comodo, e gli sfugge un lamento. Bofonchia tra i denti dandosi un colpo sulla gamba riluttante e comprimendosi le reni: Ha girato il mondo, s, per raccattarvi tutti i guai!, finch vinto il dolore dellartritismo si issa e continua il lavoro.
Un viso ricompare nellapertura della tenda. La pescivendola si fa avanti e, scorto il padrone, non esita:
Checco, dice il mio uomo se ce lo cedete a credito un sacco di sale. Questanno la stagione va, e lui vuol darvi retta. Ha comprato i barili e si metter a salare anche lui. Sar meno duro linverno poi, se Dio ci aiuter.
Ha comprato la barca nuova?
Comprata? Non mettetegli troppe idee in capo.
E voi non gli fate da peso morto.
La parola fa esitare la donna.
La nuova barca ha il motore. Lui non se ne intende...
E imparer.
Ma lo sapete che ci vuole un patrimonio? Finiremo ai frati, con tanti debiti. C appena da vivere, lesinando, nel paese...
Ditegli che venga a prendersi il sale.
La risposta tronca ogni possibilit di continuare alla povera pescivendola soprapensiero per le novit del suo uomo che sente imbarcato in imprese superiori alla sua spaurita timidezza. La povert, nemica di tutte le audacie, crea un vuoto di paura, paventando la sfortuna che non pu vincersi coi miseri mezzi del lavoro e della volont. La donna resta incerta a guardare loste che pi non le bada, poi si ritrae in silenzio.
Marina, con le maniche rimboccate, il grembiale macchiato di sangue, di lacerti e di lische, entra poco dopo.  invecchiata ma solida.
Le hai mandate tu le bagarine? Sono abili e il lavoro  a buon punto anche oggi. Se la stagione dura cos occorrer raddoppiare i barili. Scarseggia anche il sale. Non c quasi pi altro che il sacco del cassone.
Quello lho promesso al Paolotto.
A credito?
Timorosa daver insinuato un dubbio, Marina si riprende:
Su quello, lo so, ci si pu contare. Da quando lhai indirizzato nel lavoro non pare nemmeno pi quel poveraccio sfaticato che non riusciva a tener su la nidiata. Hai ragione, la sua ostinazione a durarla col mare merita un po di fortuna.
Checco continua il suo lavoro quasi non ascoltasse.
 vero che acquister una nuova barca col motore? Ne parlano con brutti pronostici le donne.
Invidia, stupida invidia. In un anno pagher tutto e rimarr padrone. Ne rester io garante se gli mancher il coraggio.
Marina, nella luce intensa che la investe attraverso la tenda, ancora bella, eretta col busto e col capo per guardare il suo uomo che non s voltato, ha un istintivo gesto di ammirazione e di fierezza. Carezzerebbe quel burbero e ispido capo, coi folti capelli brizzolati e le sopracciglia cespugliose e aggrottate, come si carezza il capo dun bimbo. Gli si avvicina per porgergli i barattoli e risparmiargli la fatica di rizzarsi e calarsi dallo sgabello, silenziosa, umile, amorevole.
Se lo merita. Vedessi come la famiglia  compatta allo scalo per alare i cavi, preparare spalmati di sevo i palmenti, sbrogliare le cime degli argani. Dalla moglie allultimo frugolo si caricano le reti, le vanno a lavare nel rio per ripulirle e asciugarle senza il salino, e ha gi una figlia che oltre ad acconciare quelle di casa raddobba quante gliene capitano. Ha una mano che la vince sulla mamma. Ogni tanto li guardo allopera questi pescatori, dal poggio, governando le nostre bestie e occupandomi dellorto. Ha let della nostra Angela la figliola.
Il silenzio di Checco, che sindustria dapparire pi che mai assorto nel lavoro, pesa sul cuore di Marina. Perch ha parlato di Angela? Ma dovr dunque escluderla dalla loro vita, la ragazza, che  in cima ai loro pensieri, che  lo scopo della loro incessante attivit, moltiplicata anche per aver meno tempo di ricordarla in tutte le ore.
Il Paolotto, solido e vigoroso, inquadra la persona al vano della porta. Prima che si decida a entrare e scorga nella penombra le figure, Marina scivola via silenziosa.
Oh Checco, me lhai convertita bene la donna!  cos che vanno prese, ma non potevo farlo io, ch  sempre pronta a rispondermi, stendendo la palma asciutta: Bada! Nabbiamo quanti in mano, e il tempo passa presto e ci che si acquista sha da pagare!. Non hanno poi torto, forse, le donne, per!
E tu allora dlle ragione e continua a romperti le ossa sui remi quando vai al gangamo, rischiando la pelle tua e quella dei figli, giacch mha detto che cominciano a seguirti, e fanno bene. Oppure mettiti a fare lo sterratore come gli altri quando il pesce non corre.
Non pigliartela. Con te non si pu mai discorrere.
Il sale  l. Ne hai tirate su molte acciughe?
Una mezza fortuna in una nottata, se non succeder come un tempo, quando si vogava da disperati per portarle al mercato di citt e sarrivava col carico marcio, che qualche volta nessuno voleva nemmeno per concime.
Non ha da succedere. Se i barili non li vorr nessuno, li comprer io poi, li spedir io.
Checco non vuol perdersi in discussioni. Lo sente Paolotto che va al cassone, smuove il sacco e lo porta di peso alluscio. Non  uomo da convenevoli e sa che dir grazie lo sminuirebbe innanzi a quel ruvido mallevadore. Nel partire dice per saluto:
Il mio Bablinci per non aiutarci a smagliare e asciugare, stamane ha varato il gozzetto, e da solo  andato a calare i tramagli alla Secca del Vento, sotto il tuo podere. Se li arraffa, ti mander i pesci per la zuppa.
...
Partito il Paolotto, Checco non ha pi da straniarsi nelle consuete faccende di riordinamento, eccellente pretesto per non stemperare, in confidenze che stentano a fluire, la sua segreta amarezza. Ripone lo sgabello e resta qualche attimo a stirarsi le membra, finch risoluto agita la gamba intorpidita e dolente, come a cacciare il tormento che s insinuato subdolo, savvia al banco dove apre il tiretto e cava quaderni, registri, lettere, fatture.
Lo trova in questa bisogna Pinuccio. Alto, quasi un gigante, nella decorativa divisa del Battaglione da sbarco, il giovane marinaio resta nel riquadro delluscio, esitando. C in lui lesitazione del giovinetto fattosi uomo fuori di casa, al quale sembra inopportuno assumere subito, in paese, atteggiamenti disinvolti. Potrebbero giudicarlo spavaldo. Infatti, quando  partito non era ancora un cliente dellosteria. Lesitazione  presto vinta. Sarebbe un pivello proprio lui, che ha girato mezzo mondo e ha frequentato i caff di cinquanta porti almeno su due oceani?.
Entra e va diretto al banco. Il volto di Checco sillumina nel porgergli la mano.
Oh, Pinuccio, ben tornato. Che giovinotto ti sei fatto!
Laccoglienza cordiale delloste arcigno lo smonta. Paterno nel tono non se laspettava.  dunque sempre Pinuccio in paese; gi le arie.
Son passati tre anni, non vi pare?
Tre anni?!
Checco resta soprapensiero come riflettesse allo strano senso del tempo, che ti rode un po per giorno con infinita monotonia, e che non avvert nel suo potere quando talvolta ti fermi a considerarlo.
Eh, s, tre anni. Col Battaglione da sbarco, quando si  spediti in Cina,  la ferma abituale.
Il marinaio profitta compiaciuto della confidente accoglienza. A cavalcioni di una seggiola rivela il suo proposito di oziare, accomodandosi in modo da conversare tranquillo con Checco, il quale non cessa di frugare le sue carte. Limpaccio per sussiste. Qui non  tra camerati, pronto magari a primeggiare nellattaccar lite e sostenersi contro tutti. Qui bisogna reggersi su ragionamenti ordinari, tornare alla realt del paese. E Checco non pare incoraggiarlo molto, dopo il primo slancio.
Si son fatti progressi in paese.
Loste alza il viso.  ridivenuto il viso di sempre. Pare sorpreso dellosservazione, come chiedesse: In che cosa mai?. E Pinuccio si sente obbligato a continuare.
Ho fatto un passo alla fontana, stamane. Che bella trasformazione! Han costruito una vasca-lavatoio, e lacqua raccolta mi dicono sia ogni mattina rilasciata per il lavaggio del rio. Ben trovata. Tutta quella spazzatura nel rigagnolo se ne va nel maroso e si respira finalmente. Sono innovazioni vostre, mhanno detto.
Checco ha un tentennamento del capo come per dire: Era lora che si provvedesse.
Ho visto il beccuccio dellacqua murato nel mascherone presso casa vostra. Anche lacquedotto dunque.
Questo non sar di tuo gusto. Pi dun giovanotto pare ci abbia sofferto.
Gi. Non era un po lappuntamento fuori borgo?
Se ne va dunque la poesia con le comodit.
Certo era bello incontrare sulle strade di campagna le nostre ragazze con le secchie in bilico sul capo. Ritte e modellate si lasciavano ammirare meglio.
Ma le vecchie? E chi non aveva pi da farsi ammirare?
Alzandosi per protestare, Pinuccio ride di gusto e dichiara con foga:
Non vorrete mica chio biasimi il lavoro. Le ragazze andremo a vederle lo stesso, con le secchie dei panni in capo e coi lini puliti affardellati. E poi c qualcosaltro in paese per ammirare le ragazze. Allo scalo, per esempio, non ci siete mai andato voi?
Checco, col viso di sempre, leva il capo a sogguardare il giovanotto che si morde la lingua per aver troppo spinto la confidenza e si risiede tentando riprendersi. Loste, forse no, non  mai andato in ozio per il paese. Il giovane ricorda ci che si racconta di lui, della dura vita giovanile, dellemigrazione, del ritorno sfortunato. Si sente libero solo allorch luomo riprende a sfogliare i suoi quaderni.
Ho fatto un giretto nella calanca stamane perch proprio avevo gran voglia di riguardarmele tutte le nostre quattro case. Cos piccole sembrano, se le confrontiamo coi palazzi delle grandi citt, eppure c qualcosa in esse che non possiamo trovare altrove.
Lo sguardo di Checco s come raddolcito. Lo sente il marinaio ed  incoraggiato nelle sue ingenue espansioni.
La calanca  proprio una spaccatura di roccia a ben considerarla, e solo dei marinai di razza vi potevano far base. Quando s visto come vivano in porti naturali quasi tutti gli altri popoli, si  presi dammirazione per i nostri mangia-scoglio.
La definizione piace alloste, Sempre pi spontaneo Pinuccio continua:
Chi avrebbe pensato di ricavare un porticciolo da spaccature di rocce? Di stabilirvi un approdo e senza mezzi meccanici trovare il modo di issarvi una flottiglia di gozzi e di paranze sempre in crescita? Non si s pi dove issarle e si dovr trovare un giorno addirittura il modo di inventare uno scalo a due piani. Le reti si stendono gi sulle vigne. Non bastano pi i viottoli della calanca. Son cresciute le rammendatrici. Ma a voi non interessa largomento.
Il volto di Checco frena lo slancio del marinaio, il quale rigira le parole, deciso tuttavia ad arrivare dove gli preme, tanto pi che ha scoperto il suo uomo meno orso di quanto credeva.
Per ammirarmela meglio la calanchetta, son salito sullo sperone che la domina e protegge. A forza di sentire i compagni, sui panorami marinari, mi son fatto anchio una specie di gusto e di competenza. M parso, considerando quella punta di roccia scavata a pastini, dominata sul dorso dal cimiterino campagnolo, di scoprire per la prima volta la bellezza vera del mondo. Oh! di meraviglie ne ho sentite, ma se i contemplatori percorressero il nostro paese, che dovrebbero dire?
Checco ha forse il timore dessere tratto ad accondiscendere al giovane e nella sua diffidenza pare assente. Pinuccio  invece cos schietto, che non se ne accorge e prosegue:
Il camposanto sul mare, proprio a cavalcioni della punta che lo domina, mi  parso molto meno triste dei cimiteri intravveduti altrove. Sono entrato perch qualcuno dovevo salutarlo l ormai, e m parso di incontrarlo nei nostri carruggetti, composto a fianco dei nostri vecchi, fra lerba alta e il roseto inselvatichito. E si vede di l anche il cimitero di Riogrande con le tombe spessite nella fortezza come il sopraccarico duna nave, anchesso sul mare; e a sinistra si vede quello di Montetondo, pure nella fortezza, sul costone del Paradiso che si sono accaparrato i frati. Coi frati ho fatto lega in Cina e li ho capiti finalmente. Quelli sono uomini, laggi!
Loste ascolta. Sebbene rimescoli i suoi fogli e continui certi conteggi, si sente che segue il giovane nei suoi pensieri, e le immagini evocate lo attraggono. Pinuccio ha per qualcosa che lo incalza e sollecita, giacch nel divagare ritorna sul terreno che gli preme:
Subito dopo il camposanto c il vostro podere. Era aperto il cancello. Mi son detto: certo Marina a questora va a mungere le pecore. Capiter di sorpresa a salutarla.
Checco non alza il capo. Segue i suoi conteggi e nemmeno lalscolta?
Cera infatti. Sola.
Lultima parola gli  sfuggita e ora gli rincresce daverla pronunciata. Ma che ha mai detto, in fondo? Loste non ha rilevato nulla. Quel musone ha la mente nelle fatture. Cosa pu mai capire di certe curiosit dei giovani, lecitissime specie quando tornano in paese dopo anni, e portano, lievitati nel cuore, ricordi di dolcissime figurine che hanno immaginato cresciute e un po anche in attesa, legate a vaghe illusioni, congiunte a segretissime speranze? Si riprende sicuro.
Marina mha fatto festa.  cos amica della mamma. Le  parso di rivedere un figliolo.
Checco, s, ascolta. Non d segno di noia. Bisogna aver pazienza.  il suo modo di comportarsi. Chi non lo sa che  un uomo un po strambo?
Mi son seduto sulla frattura dello stabbio che avete trasformato in ovile. Pare dessere a bordo l. Il mare frange e spruzza lerba. Ha da esserne sapido persino il latte. Si va per mare anni interi, si sogna la terra giorno e notte, e quando si rimette piede sul sodo ci saccorge che si sta proprio bene soltanto in vista e in compagnia del mare.
Loste alza il capo. Lo sguardo che posa su Pinuccio  carezzevole. Che ragazzo!, pensa, marinaio sino al midollo, e con meno interesse riabbassa gli occhi alle sue carte, intento a osservare e ascoltare il giovane.
Marina mha chiesto come si vive in Cina. Guardandola nelle sue faccende, mentre scerpava nel seminato o con la falce ripuliva ai piedi la vite e preparava con lerba il mangime, attiva, sempre in moto, intenta a trar due profitti da ogni gesto, ho dovuto risponderle: come quaggi. Specialmente le donne si somigliano, ch, quanto agli uomini,  unaltra cosa. Sembrano preoccupati specialmente di studiare il modo di perder tempo. Marina tempo da perdere non ne ha certo. Infatti, terminato il suo lavoro,  corsa lesta in paese dietro le pescivendole che salivano cariche dallo scalo. Torna stasera, mha detto. Ci parlerai un po dei tuoi viaggi.
Checco ha un risolino divertito. La riconosce bene Marina. Le piace ascoltare chi ha qualche cosa da dire, ma per concedersi di ascoltare soddisfatta, ha bisogno almeno daver un panno da rammendare. Dellozio non dovr dar conto lei.
Pinuccio non bada ai pensieri delloste, segue ormai il filo dei suoi che se ne vanno lievemente per il mondo, dietro i ricordi.
Viaggiare  bello anche con le stellette. Quando si scende franchi, alla divisa non si pensa pi. Il mondo  di chi se lo sa godere, e allora ci par proprio dessere un po signori. Tante cose nuove si vedono. Avete fatto le Americhe voi e navrete visto di cose, ma gli ufficiali, parlando in assemblea, dicevano sempre che non c paragone coi viaggi dellOriente. Io in America non ci son stato e confronti non ne posso fare. Poi, si sa come viaggiano quelli di bassa forza. Nei porti dellIndia come in quelli di casa, se non hanno un soldo di criterio e si trovano in tasca uno scudo, finiscono sempre nei caff.
Bisogna essere in bolletta per uscire dalla monotonia dei soliti locali. Lo volete credere? Io devo a questa fortuna laver visto pi di molti compagni. I soldi li spedivo a casa in gran parte, sicch per far passare le franchigie ero costretto quasi sempre a girar col naso allaria per le strade. Ed  allora che si vede il mondo.
Checco  cos incoraggiante ormai nella sua attitudine di ascoltatore che non vuol mostrare curiosit ma non si lascia sfuggire una parola, che Pinuccio inconsciamente sabbandona:
Proprio a Colombo, nellisola di Ceylon, son sceso che ero al verde. Quei delle carrozzelle avevan voglia di corrermi dietro! Le mie gambe eran pi leste e cera gusto a beffarsi della loro ostinazione. Siamo andati a finire giacch non ero solo allasciutto in un giardino fra piante cos strane e fiori cos profumati, da far pensare davvero ai giardini del paradiso terrestre. A Bombay c un tale miscuglio di bianchi e colorati, che non ci si raccapezzavano neanche gli ufficiali. Son sceso a Manilla un giorno con due lire. E l un bicchiere di birra costa almeno un paio dei nostri scudi. Bene, nessuna citt mha offerto maggiori curiosit da gustare. Ci son chiese vecchie e mura e fossati come in certe nostre citt antiche. Ho assistito a un combattimento di galli con gli speroni dacciaio, fra urla e schiamazzi, che pareva dessere al campionato di calcio. Ma cera pi gusto ad osservare le lavoratrici della paglia, quella paglia di cui fanno i cavi famosi e che devessere duna palma, e a guardare le ricamatrici. Fior di ragazze, leggermente morate, ma belle quasi quanto le nostre.
Loste non nasconde il suo interesse. Anche se lo sguardo ogni tanto si posa sulla luce intensa che viene dalla strada e ritorna sui fogli, si sente che il pensiero cammina su altre piste.
A Singapore c odor di piazzaforte. Gli inglesi in divisa stan nel suo. Per, gira e rigira, tra gente che succhiando betel in continuazione, se ti sputa sulle scarpe sembra svuoti il sangue di mezzo polmone e corri subito a disinfettarti, finisci per dar del naso in qualche cosa che ti riporta col pensiero a casa: magari in una chiesa con suore italiane che ti fan festa quasi vedessero fratelli e nipoti. Ma ci che vince anche le curiosit dei baracconi son le ville dei miliardari cinesi. Par dentrare in presepi strambi, dove i labirinti delle favole sono riprodotti con una precisione che farebbe strabiliare qualunque ragazzo. Ci sono gli uomini che si divertono a costruire figurine, paesaggi, gallerie, castelli, ponti levatoi, precipizi, pagode, con lo stucco e la cartapesta. Ci sono certe vetrine nelle case, dove si pu entrare, basta esser forestieri, cos piene di gingilli preziosi, giade perle o che so io, da perderci sopra gli occhi.
Pinuccio non segue un filo. Le immagini fluiscono spontanee e slegate.
A Hong-Kong per la Cina fa tristezza. I pescatori malesi vivono in casupole di legno poco pi grosse dei nostri ovili, piantate in mezzo allacqua; e fra le isole di Hong-Kong la gente del mare non ha altro natante che il sampan, che vale meno del nostro gozzo. Le famiglie che hanno una giunca sono considerate ricche. Hanno a bordo, coi figli, anche il porcello. Con le vele a ventaglio, queste barche traversano di conserva il mare della Cina, che  il pi cattivo dei mari. Quando capita il tifone mamma mia, Checco, se vedeste cosa succede! il mare  spazzato. Ti credi che siano andate tutte a picco e non si siano salvate nemmeno quelle a ridosso, ch non perdona il tifone e ti porta in secco i bastimenti di peso, succhia i tetti delle case di schianto e rade la terra come vi passasse un rabbioso erpice. Invece, finita la sfuriata, vedi il mare ancora pieno di quelle chiatte e di quei gusci. Chi li conta i naufragi e se ne preoccupa?
Ci che fa pi pena quando si osservano i sampan e le giunche,  vedere che chi lavora a bordo  sempre la donna. Luomo, specialmente nelle strade. di Sciangai, te lo trovi tra i piedi in gonnella con le mani conserte, infilate nelle maniche, che lo prenderesti a schiaffi. Nelle campagne lavorano come asini le donne. Risalendo i fiumi interni, fra le risaie e i campi che somigliano a quelli delle nostre pianure di Lombardia ci sono le stesse piante da frutto e la primavera ha le stesse fioriture non si vedono che donne curve, con le loro brache terrose e un largo cappello di paglia annerito, che appena levano il capo per guardare le navi.
Sulluscio, nella zona di sole, compare a interrompere le divagazioni di Pinuccio, Franca. Sembra incerta un attimo scorgendo il marinaio in divisa, poi va diritta dal babbo e gli riferisce duna commissione compiuta. Pinuccio  turbato dallapparizione. La figuretta ha una grazia cos disinvolta, cos attraente, che il giovane salza e per ammirarla meglio passeggia finch, arrischia:
Oh, Franca, quanto ti sei slanciata! che vorrebbe essere complimento iniziale, ma la giovinetta che gli d le spalle nemmeno si volta, sebbene il babbo la guardi aspettando di vederla rispondere lusingata.
Pinuccio resta a disagio. Checco e Marina se le crescono da signorine, le figliole. Le vesti, le arie, soprattutto le arie pensa contrariato dessersi lasciato portare a confidenze importune. Il viso tradisce ci che pensa, mentre la giovinetta passa a cercare la mamma, volgendo al giovane il saluto dun sorriso.
Checco  ancora lontano con la fantasia, dietro le immagini evocate da Pinuccio. Non s accorto del disappunto e rinfranca il giovane tornando a badargli con interesse. Pinuccio ha perso il filo del suo discorso.
Come s fatta grande la Franca! osa quasi con timidezza, combattuto nel giudizio dopo quel sorriso,
La giovent cresce.
 bella quasi quanto Angela. Sembra anzi la sua immagine come ancora la ricordo. Angela era infatti poco pi alta di Franca quando andai sotto le armi. Che ne avete fatto? Non lho ancora incontrata.
Checco ha smarrito di colpo il sorriso leggermente affiorato sul volto serio. Si rif grave, adombrato. Per evitare la risposta l per l, tossisce, si muove. Pinuccio non savvede di ci che accade nellanimo delloste, e continua:
Devessere gi quasi una giovinotta ormai. E chiss come, con tutte le vostre iniziative, vi sar utile, intelligente e sveglia come cresceva. Scommetto che  diventata la vostra rappresentante viaggiatrice.
Checco non  lusingato; Pinuccio capisce dessere andato un po in l per gli umori consueti dellinterlocutore, e si riprende:
Il paese  cos piccolo, che il non averla ancora incontrata mha messo in curiosit, ecco tutto, vorrebbe concludere quasi a scusa.
Loste ha capito la confusione del giovane. Vuole fargli sentire che non ha detto nulla di male, e muovendosi dietro il banco precisa con voce lenta:
Angela  in collegio... Non te lhanno detto ancora? Strano. Certe notizie son cos spesso a fior di labbra tra i compaesani.
Pinuccio  ora confuso davvero. In collegio! Ecco le arie di Franca!. La sua mente simpegola in induzioni. Certo, ma certo, per continuare gli studi! Non bastano pi le scuole del paese. Fa una capata sulluscio come avesse scorto qualcuno, e non trova le parole per continuare, mentre pensa: E chi, se non Checco, pu permettersi questo lusso? Non ha che due figliole.  padrone dun patrimonio. Fa lavorare mezzo paese per suo conto.
La sorpresa di Checco  forse maggiore. Non lhanno dunque informato della disgrazia? Possibile che il paese non sinteressi, magari per pettegolezzo, delle disgrazie altrui? Eppure sono cos mordaci a volte, alludendo alla sua fortuna materiale. Ma il pensiero conclude indulgente: Non  forse che la mia suscettibilit a farmeli sentire poco generosi.  certo comunque che se Pinuccio non  stato informato subito, la gente  proprio come ho pur sempre pensato, migliore di quanto appare. La conclusione lo riconduce alla serenit di prima, ed egli si volge a Pinuccio per chiedergli:
Ne hai molta licenza?
Un mese.
Sar lungo per te ora che hai cambiato vita e hai avuto ogni giorno incontri nuovi e nuove occupazioni.
Lo penso anchio. Son giunto ieri sera e non so gi pi come far passare il tempo.
Quello c sempre modo di passarlo bene.
Checco savvicina con profonda simpatia al giovanotto che immagina assalito dalla malinconia per il brusco cambiamento di vita o per qualche taciuta preoccupazione, forse finanziaria. Da quelluomo pratico chegli , bisognoso di veder tutti attivi e, se non felici, soddisfatti di lavorare e guadagnare, gli batte sulla spalla per riprenderlo:
La stagione della pesca  nel suo pieno. Se sei stato allo scalo stamani avrai visto con che carico tornano i gozzi.
S, ma gli equipaggi sono al completo. Proprio me aspettavano!
C posto per i vignaioli a bordo, e non vuoi che ce ne sia per i marinai? Cambia tenuta e stasera presentati al Paolotto. Parte un po prima del solito lui, perch tira a levante.
Il Paolotto? Quello sa ormai dove far gente. Ci ha lequipaggio in casa, tra laltro. E poi, proprio lui? Dicono che voglia rivoluzionare la pesca adottando il motore e le lampare...
Bene. Quella delle lampare ancora non la sapevo. Un uomo in gamba sul serio, da stimare dunque, da fidarsene. Vedrai che un paio di braccia come le tue benedir chi gliele manda.
Marina e Franca arrivano insieme a interrompere il colloquio. Pinuccio ormai sulluscio ringrazia e saluta sentendosi improvvisamente estraneo, poich losteria in paese  pur sempre la casa daltri specie in mattinata.
S fatto uomo di colpo Pinuccio osserva Marina. Mi pare ieri quando  andato di leva.
Un ragazzo che il mondo lha visto. Checco  ancora nella suggestione suscitata dal divagare di Pinuccio sulla traccia dei suoi freschi ricordi. Ne accenna alla moglie che lo ascolta lieta di sentirlo sereno, finch conclude:
Il suo  stato un viaggiare da uomo che ha gli occhi per vedere.
Lo comprende bene la donna che sa con quale rodimento il suo uomo ripensi troppo spesso allinutile audacia della propria giovinezza, dispersa negli anni pi belli in logoranti fatiche che gli avevano isterilita lanima gonfia di speranze. Franca  rimasta nel frattempo come assorta e perplessa. Guardando ora la mamma ora il babbo non ha ben capito che cosa sia passato tra loro di cos comunicativo. Istintivamente lascia i genitori alla loro espansione e si ritrae sulluscio, avvertita dallanimo suo del prezioso valore di quel loro momento di intima intesa.
Checco, scopertosi improvvisamente sulla china dalla quale gelosamente  solito guardarsi, come se manifestare i propri sentimenti fosse debolezza, ha un brusco ritorno ai modi abituali.
Franca, chiama, perch non hai risposto a Pinuccio?
La voce vorrebbe esser severa. Dalluscio la ragazza, volta alla strada, non risponde.
Franca! oh, Franca! prorompe Marina col cuore in tumulto, e un presentimento lancinante le fa portare le mani al volto.
Temendo di vederla cadere, Checco le si fa al fianco, la cinge, le offre la spalla e instintivamente le carezza i capelli mentre il volto della donna si contrae. Il silenzio  colmo dangoscia.
Come Angela!  come Angela! singhiozza Marina ora che si sente protetta e sorretta, abbandonandosi senza resistenza alla sua angoscia.
Franca, voltandosi a guardare, scopre i genitori teneramente avvinti, e per un pudore indefinibile, quasi sentendosi indiscreta, con passo leggero scivola fuori.
Passi di zoccoli pesanti savvicinano e sarrestano alluscio. Una mano scosta la tenda e la voce del Paolotto chiama:
Oh, Checco! Quel dannato, vedi qua se li ha presi. C da fare ciupin e buridda.
Marina e Checco gli si fanno intorno. Contenuto  lo strazio, ch nessuno deve leggere in volto ci che passa nei loro cuori. Frugano con ostentato interesse fra il fresco pesce della cesta di Paolotto, mormorando complimenti che fanno gongolare il pescatore.
Li ha presi con delle ragnatele. Bisogner proprio che un giorno rinnovi anche tramaglie e rezzole per il mio gaglioffo. Ci ha la passione... Ma, un po troppi progetti, dirai tu, Checco, eh?
Loste scuote la cesta, ma lo fa non certo per rivoltare i pesci di scoglio fragranti darzilio.  gi vittorioso anche se non leva il capo, quando con una calma che agghiaccia Marina osserva:
La novit pi bella te la tieni nel gozzo. Bene, bene, purch tu lo faccia. Mi piace lidea della lampara. Sha da realizzare, perdiana; come quella del motore. Per ha dovuto annunciarmela Pinuccio tornato da Sciangai.
Paolotto lo guarda stralunato.
La lampara? Vatti a fidare dei discorsi in questo buco del diavolo! S parlato della lampara stanotte coi pescatori venuti da ponente, sulla cala... Ma sai che se ne dicono meraviglie?
Dunque sotto. Ladotteremo anche noi. Checco ha vinto il proprio scoramento. La febbre del lavoro lo riprende per rimetterlo in piedi. Il Paolotto lo ascolta, pronto piuttosto ad ubbidirgli e a mettersi ai suoi ordini, che ad andare per suo conto. Si sente al sicuro dietro quella vigorosa volont che tonifica e d audacia alla sua energia.
Intanto aggiunge loste nel congedarlo imbarca Pinuccio. Non ha da avvilirsi in ozio. Sai come si torna da soldato. E da buttar via non ne hanno neanche quelli di casa. Deve poter fare una buona licenza.
...
Losteria non  pi in penombra. Un finestrone con tendine ricamate e leggere si  aperto nel muro e il luogo chera pi buio  divenuto un angolo luminoso: lufficio di Checco e insieme lo studiolo di Angela e di Franca. Lo scrittoio, che un po le nasconde alla clientela circolante presso i tavoli disposti intorno alla colonna, trincera chi vi lavora dietro unordinata fila di libri. Lo scaffaletto recinge la scrivania e rinforza il diaframma tra quellangolo e i clienti.
Angela e Franca al mattino se ne impadroniscono. Losteria non  frequentata che nel pomeriggio, ed  animata soltanto la sera quando le fanciulle scompaiono. Angela s fatta una giovane donna. Slanciata, serena se pure nascostamente malinconica, ha verso la sorella, che  ormai una giovanetta oltre lo sboccio fiorente della pubert, cure affettuosissime.  divenuta la sua guida nel vuoto mondo in cui lentamente ha finito per relegarla la sordit, e insieme la premurosa insegnante.
I libri allineati nello scaffaletto sono i gelosi amici delle due solitarie. Studiano lunghe ore col capo vicino, leggono insieme alzando il viso ogni tanto per comunicarsi pensieri che traversano la loro mente. Angela spiega ci che alla minore resta oscuro, e lallieva sincanta ammirata delle nuove cose di cui viene ad arricchirsi. Le loro voci conservano il timbro infantile, son rimaste le stesse di quando lentamente hanno cessato di udirne il suono. Vivono nel loro chiuso mondo una irreale esistenza, protette e vigilate dai genitori i quali non hanno ormai altra cura che di proteggerle dalla durezza della vita e di conservarle ignare, fuori dogni lotta, dogni contrasto e soprattutto dogni irrealizzabile aspirazione.
Colpiti dalla sventura, feriti nel profondo, come tutti i genitori disgraziati nei figli, essi soffrono moltiplicata linfelicit delle ragazze, e la loro vita non ha altro scopo che isolarle dalla realt perch non vi si sentano sperdute. Da ci una continua trepidazione, e, per le figlie, una pi fissa aderenza al loro stato. Ma chi potrebbe persuadere Marina che leccesso di cure amorose pu accrescere un male? Ella, per timore che non manifestino intero lanimo loro, che le nascondano qualche segreta pena, ha finito per vigilarle cos da vicino, da violare la loro intimit. Confortata dapprima quando le ha vedute fondersi con affettuosa armonia, ha goduto indugiando in ascolto delle lezioni che la maestrina impartiva. Ed  giunta a sorprendere confidenze, confusa e imbarazzata, inquieta e timorosa infine, quando Angela ha liberato il cuore con la sorella abbandonandosi alla malinconia dun rimpianto.
Cento volte pentita, per geloso amore ha altrettante volte ceduto alla tentazione di sorprenderne i delicati segreti. Le ragazze non si sono mai accorte della sua ombra in fondo al locale, dietro la colonna, presso luscio interno. Marina ha sempre cos bene dissimulata la sua presenza col lavoro, che le figlie non hanno mai immaginato davere un testimone.
Mi piacciono tanto le favole, pi delle cose vere, perch mi sembrano pi dolci. Non credi, Angela, che possano essere state raccontate davvero da chi le visse? Angela  soprapensiero. Hanno chiuso il libro ed entrambe corrono dietro qualcosa che somiglia al sogno. Questo penso da quando mi hai parlato di Roberto.
Ma Roberto  un ragazzo vero osserva arrossendo Angela; e riprende: Vero, e come! Il pi forte di tutti. Un puledro, sai. Nella lotta la vinceva col maestro di ginnastica, e nella corsa batteva i competitori dun buon tratto del percorso. In palestra, al lancio del disco e al lancio del giavellotto, nel sollevamento dei pesi e alle parallele, era imbattibile. Ma ci che amava di pi era il mare, il nuoto.
Era venuto a cercarmi un giorno appena aveva saputo che nellIstituto cera unallieva della stessa regione. Del mare abbiamo sempre parlato insieme. Io gli descrivevo il nostro poggetto con sopra il cimitero come un giardino, il capanno delle pecore sulla scogliera, le vigne e i pastini quasi a picco sulle onde. Lui mi parlava delle sue escursioni sulle scogliere, delle partite di pesca, delle giornate al sole in cerca di ricci e di patelle. Avrebbe sempre voluto scappare in vacanza per tornare al paese e pescare con la canna e lasciarsi dondolare al largo con le lenze.
Poi ti ha detto che sarebbe sempre venuto a trovarti per correre con te sulla riva, e, come in certe favole, non  venuto...
S, ma verr.
Verr?
Mariella scrive che lo vede spesso.  diventato un campione. Non ha tempo, forse. Deve allenarsi.  metodico, ostinato. Vuol riuscire, vuole sempre vincere lui. Lo vedessi quando ha il viso corrugato, fa quasi paura, nessuno osa affrontarlo. Ed  come un bambino, invece. Mariella  maggiore di lui e gli vuol bene proprio come una sorella. Nellultima lettera dice che mi hanno ricordata a lungo, e anche lui ha messo i saluti e ha scritto arrivederci.
Me la fai rileggere?
Angela cava la lettera. La confidenza tra loro  cos piena, ed  cos innocente il ricordo dellamico dIstituto, che Angela non sa nulla nascondere.
Dice Mariella che fra gli altri  sempre un po smarrito.
La maggiore vorrebbe osservare: Come accade a noi!, ma si frena. Franca non si sente smarrita. Pi ignara, rimasta a casa e cullata dallamore anche della consapevole sorella, nulla sa realmente del mondo e della vita e di ci che  al di l del chiuso villaggio marinaro. Le gare e i diporti di cui parla Angela restano fatti imprecisi. La sua immaginazione  ricca, ma cos indeterminate restano per lei certe azioni, che ne comprende il senso a modo suo, con lausilio appunto delle fantasie fiabesche.
Proprio per questo forse verr. Noi dellIstituto siamo e restiamo affratellati per sempre. Vorrebbe aggiungere: Una categoria che si comprende con linguaggio ignoto agli altri e che ha perci una diversa sensibilit e pi complessi bisogni, ma la mente della minore non deve essere turbata con troppe rivelazioni e Angela tace riprendendo i libri per divagare la sorella e continuare i loro studi.
Marina, rimasta ad agucchiare con le spalle alla colonna, sente il cuore gonfio allontanandosi non vista. Ricorda bene Mariella, la compagna che trovava tanto spesso con Angela quandessa andava in citt a visitare la figlia allIstituto, una ragazza cortese sempre e affettuosa, e la madre non  inquieta per questa amicizia.  pentita desser rimasta quasi a spiare, di sorprendere i piccoli segreti delle figlie, ma tenta di assolversi protestando il suo geloso amore. Non voglio che il loro bene, pensa devo vigilarle perch nulla accada che aumenti la loro tristezza. Non sono la mamma? E non saccorge che triste  soprattutto il suo spirito oppresso dalla sventura, e che solo per sollevarlo resta a volte dietro la colonna ad ascoltare con quale lieve animo e quale serena inconsapevolezza le sue creature studiano e sognano. Messaggera di bene col suo uomo ferito e chiuso, le par dessere, dopo aver inconsciamente attinto alla serenit delle figliole.
Entrano dalla strada Pinuccio e un gruppo di giovanotti e di ragazze. Pinuccio, ormai uomo,  un pescatore fra i pescatori. Il gruppo dei giovani in abito festivo si sparge nel locale. Scorte le ragazze dietro la scrivania, le voci si fanno rispettosamente sommesse, quasi temessero importunare.
S diplomata maestra, lAngela, nel collegio, nonostante tutto osserva uno dopo aver guardato nellangolo dove le ragazze, che non savvedono della brigata, continuano le loro letture.
Macch collegio! Era nellIstituto dei sordomuti replica unaspretta voce femminile.
E questo cosa significa? La frase  di Pinuccio. S avvicinato, restando in penombra, alle ragazze. Le contempla contrastato da segreti pensieri.
Che belle figliole! Peccato! Osserva un compagno cui non  sfuggito lo sguardo di Pinuccio.
Peccato, perch, infine? Sono forse meno belle perch non ci intendono quando parliamo senza guardarle?
 pure una grande infelicit, devi ammetterlo.
Siete venuti per fare allamore contemplativo? I bocconcini, comunque, non sono per voi.
Laspretta voce femminile s insinuata nel dialogo dei due giovani.
Le trovi pi belle delle giapponesine? sussurra con garbo unaltra ragazza.
E delle malesi? Eppure ne parli ancora con tanto entusiasmo aggiunge unaltra.
O Pinuccio, lhanno con te, oggi. Non badarci interviene Lucia, una brunetta vivace, dagli occhi buoni, accostandoglisi e traendolo con grazia fuori dalla vista, di cui  un po gelosa. Oggi sar una bella giornata, tutta per noi. Sha da stare allegri e non dobbiamo pungerci nemmeno per scherzo.
Te lo sei accaparrato, lo sappiamo. Ma non  mica per portartelo via, sai,... anzi,  per serbartelo, precisa una burlescamente.
 sempre pieno di nostalgie, il tuo bel Pinuccio. E poi, e poi, va l che lo sappiamo perch gradisce incarichi di fiducia da Checco aggiunge la voce aspretta.
Cosa vuoi dire? scatta Pinuccio risentito,
Lo so io... lo sai tu, va l.
Ch, forse sar proibito dir che son belle le figliole di Checco? ribatte il compagno. Sembrano fatte per essere ammirate, io ve lo dico senza timori, care le mie ragazze, e non vi nascondo che, come un po tutti noi e pi dun forestiero, se vengo volontieri allosteria  proprio perch si possono vedere qualche volta. Lho detta grossa?  cos. La vista non si paga n guasta nulla. A voi piace contemplare i mostri? Non ho mai vista una di voi nemmeno smatassare il cotone, al Ballan, per il raddobbo delle reti, perch  il pi brutto.
La sfuriata non ha fatto che moltiplicare i ripicchi, finch Lucia osserva:
Siamo qui per litigare o per concludere il nostro lavoro? Se ancora saspetta un po, addio spedizione. E oggi abbiamo pure deciso di andare alla sagra.
Marina, Marina, chiama Pinuccio vedendo schiudersi luscio interno.
Marina saffaccia sorpresa.
Cos presto? domanda. E allora, parlando a pi voci un po tutti, precisano:
S deciso di venire in mattinata.
...per sbrigarci in modo da aver pi ore libere.
...e andare poi in gruppo a Montereggi.
...alla festa della Madonna.
...come gli altri anni.
...non ci venite voi?
...e le vostre figliole non le portate?
Nessuno osa proporre: Perch non vengono con noi?, sebbene siano in diversi a pensarlo. Ma c, oltre allimbarazzo generale verso Angela e Franca rimaste a causa del loro stato alquanto estraniate dalla vita popolaresca del paese, limpaccio comune per la diversit di condizione. Angela e Franca sono cresciute come due ereditiere, signorili di modi, di gusti e di cultura. La loro raffinatezza, cos in contrasto con lambiente dove sono cresciute e con la stessa famiglia che le ha allevate, spicca troppo netta perch i coetanei non restino a disagio. Marina avverte i pensieri che traversano la mente dei giovani. Come vorrebbe vedere le figliole nella brigata! In lei non c il timore di esporle al contrasto e alla leggerezza di modi della spensierata giovent, e con uno sforzo allontana da s il tormento di quelle riflessioni.
Barili e barattoli sono pronti, se volete sbrigarvi subito. E savvia seguita dai giovani, i quali ricompaiono tosto con canestre colme di ben ordinate latte di pesce in conserva. Le ragazze reggono le grandi ceste in due, i giovani si caricano dei barili.
C un capitale soltanto in questa spedizione mormora la voce aspretta.
Il pane sicuro per linverno dei pescatori ribatte Pinuccio.  stata una provvidenza questa iniziativa.
Il resto in un secondo viaggio avverte Marina. Checco sar alla stazione e non avrete che da depositarli nel bagagliaio.
Il piccolo traffico non ha punto turbato Angela e Franca curve sui loro libri. Levatesi quando le prime della brigata tornato a rifare il carico con le ceste vuote, simbattono con le ragazze. Il saluto  cordiale ma si compie muto per il ritegno delle popolane che non osano aprir bocca, persuase che sia inutile parlare. Angela e Franca le osservano in viso con quella loro abituale attenzione di sguardo che stabilisce quasi un intimo colloquio e una amichevole franchezza, ma non scorgendo parola sorridono e lasciano le ragazze con la mamma, la quale nel frattempo ha fatto la spola tra il laboratorio e losteria per aver pronte le pile dello scatolame da passare nelle ceste, e cos non si perda tempo.
...
Anche se escluse dalla vita socievole, Angela e Franca hanno, sullesempio materno, un tale bisogno di attivit, che ogni giorno amano recarsi sul loro poggetto per risparmiare a Marina non poche delle sue fatiche di pastora. Hanno trasformato in giardino le prode meno adatte alla coltura. Tra le vigne, presso la vasca, persino ai piedi dei tralci accestiscono i garofani. Sciolgono le pecore e le conducono sul prato vigilandole perch non penetrino nellorto. Le pecore sono docili, si direbbe comprendano quali sono le erbe riservate loro, e si lasciano guidare. Amanti per anchesse della libert, si spingono di preferenza verso i salsi cespugli della scogliera. L non saranno troppo spesso tratte indietro e sgridate, perch tutta lerba che vi cresce  destinata al loro pasto.
Le ragazze le lasciano volontieri in libert quando debbono accudire ai prediletti lavori di giardinaggio o hanno da innaffiare i seminati, da scerpare fra le verdure, o, come spesso accade, da stendersi al sole con qualche libro di fiabe. La vita, quasi ai loro piedi, oltre il dirupo, si svolge fervida di opere. La calanca  animata di barche. I vialetti sono ingombri di reti. Pescatori e rammendatrici pare si sorveglino e facciano a gara per superarsi nel lavoro.  bello contemplare dalla penisoletta protesa sulle acque questo piccolo mondo operoso, anche se le ragazze, e in ispecie Angela, sognino cose lontane e irreali, figure fuori della loro ristretta vita ed esseri immaginari.
V un muretto sulla calanca, proprio dove sinizia lo scalo, che sembra recinga unaltana. Domina il groviglio delle barche e degli argani, la foce del minuscolo rio, e consente di vedere tutta larditezza delle case dei pescatori levate in bilico sulle rupi, ritte sulle scogliere e modellate dai capricci delle anfrattuosit, alle quali aderiscono con campate e archi che le tengono sospese sul vuoto.
Al muricciolo quanti forestieri giungono nel villaggio vengono a far sosta. Basta infatti indugiare qualche minuto su quellaltana per convincersi desser giunti in un nido marino fra i pi salsi e arditi. E vien voglia subito di salire, di scalare il poggio dominato dal piccolo cimitero, per scoprire ogni anfratto del litorale anticipando la vista di una costa articolata e armoniosa, tutta piccoli seni, anse e calanchette, isolotti e strapiombi, secche e dirupi.
Lo sguardo di Angela e di Franca si posa sovente sullaltana per sorprendere larrivo dei forestieri, che quasi certamente ritroveranno poi nella loro casa, ospiti pi che clienti, sotto la ruvida ma generosa tutela del babbo, ormai noto come il bonario pirata che si lascia predare anche il suo pasto anzich abusare dei clienti.
Angela, provveduto alle pecore e ai lavori dellorto e del giardino, getta come sempre unocchiata in basso, sulla calanca semideserta dopo che ognuno ha provveduto a sbrigarsi non volendo mancare alla sagra di Montereggi. La spedizione del pesce conservato  compiuta. Checco ha distribuito la mercede, se ne scorgono gli effetti nellaffrettato passo dei giovani che traversano, gi in abiti festivi, le crose.
Un giovane avanza dalla strada interna, incerto. Va ad affacciarsi al muretto.  lunico che non abbia fretta. Col cuore in tumulto Angela corre ad afferrare Franca, la fissa con occhi che ridono felici.
Roberto, credo che sia venuto Roberto!
Franca la sorpassa di scatto e si affaccia alla proda.
Quello  Roberto?
Credo. Ma s,  lui, non minganno!
 venuto a cercarti, allora.
Laveva ben promesso!
Oh, proprio come nelle belle favole! dicono gli occhi di Franca che non cessa di guardare il giovane atleta intento a osservare il paesaggio, come volesse fotografarlo nella mente.  cos intensamente felice la fanciulla, ed ha visioni cos ridenti nel cuore, che non si scuote se non quando vede il giovane muoversi e avviarsi lungo la crosa che mena al poggetto.
Angela le  a fianco. Immobile e incerta dapprima, ma appena saccorge che Roberto  diretto verso il loro podere afferra per mano la sorella e a corsa attraverso i pastini le vigne lorto si slancia al cancello.
Scorte le fanciulle, Roberto corre loro incontro con la stessa esultanza.
Laccoglienza  cos commossa, che non trova subito parole per esprimersi.
Come ti sei fatta donna! E questa  la tua sorellina? Ma  quasi pi alta di te!  come te, come te quando eravamo allIstituto.
Le fanciulle non perdono un moto delle sue labbra, dei suoi occhi. Franca  tutta in tumulto, mentre Angela, sedato il primo affanno, si ritrova a fianco di Roberto proprio come laggi, come quando loro due soltanto si intendevano perfettamente fra le scolaresche, avendo in comune qualcosa che li avvicinava e legava.
Savviano sul prato, scendono sul margine della scogliera dove le pecore pascolano libere e dove il mare frange con trine di spuma.
Ho trovato subito la calanchetta che mi hai tante volte descritta. M parso e mi pare desserci sempre stato anchio, qui. Appena giunto sullo scalo, m bastato volgere gli occhi intorno per capire dove avrei potuto trovarti senza nulla chiedere. Ricordi quante volte abbiamo parlato insieme di questi luoghi, del mare, in ricreazione, o anche nellaula di studio, ma specialmente in quella palestra cinta da muri cos alti che pareva di esser chiusi in un cisternone?
Angela ricorda, come ricorda ogni particolare che rinasce vivo nelle lente parole del compagno, mentre Franca non stacca gli occhi dal viso di lui e tradisce la sua felicit in una contemplazione estatica che finisce per attirare lattenzione di Roberto. Il giovane s posto a sedere sul dirupo e le ragazze gli sono ai piedi.  un bellatleta marinaro che si sente libero e felice, col vento nei capelli e il sole in viso.
Il mare ha potere, sempre, devocare in me suoni e musiche dimenticate ma non spente. Non ti ho forse mai raccontato che anchio ho avuto uninfanzia completa, coi sensi inalterati, e che lho goduta tutta sul mare, perch sono nato sulla sua riva. Il silenzio  venuto a un tratto, dopo un angoscioso periodo di febbri e di delirio. Parlare non era allora soltanto muovere le labbra...
Angela, serrandosi pi vicino al compagno, femminilmente sente che deve distoglierlo dai grigi pensieri che lo insidiano.  donna dinanzi a lui, non soltanto amica. Coetanea, nasce in lei istintivo un moto di protezione.
Parlaci delle tue gare.  cos bello saperti sempre tenace e vittorioso. Mariella  buona pi che mai quando ci informa di te e delle tue prove.
Angela parla in plurale, ch Franca  ormai quasi una parte di lei stessa, e la giovinetta infatti si comporta come se unidentica vita le leghi e comuni ricordi le uniscano.
Mariella  buona, s. Tanto spesso  con lei soltanto che in questi anni mi son ritrovato un po lieto. Gli altri hanno tutti qualcosa che ci allontana, proprio quando ci considerano diversi e assumono atteggiamenti protettori e vogliono prodigarci attenzioni che non chiediamo. Salvo poi a lasciarci nella nostra solitudine, a staccarsi nettamente, quasi appartenessero ad unaltra specie di umanit, quando pi li cerchiamo.
Angela gli carezzerebbe il capo come una sorella, se il gesto, ora che si son fatti adulti, non le sembrasse eccessivo. Il suo essere per  cos teso nella comprensione, che latto  come se fosse stato compiuto.
Quanto tempo  che non ci vediamo?
Roberto non sente un rimprovero, che non  nelle parole, ma un invito a risentirsi interamente quali erano e quali si erano lasciati.
Non ne sembra passato molto, ora; pure sono almeno due anni che non ci ritroviamo insieme. Tante volte ho pensato alla promessa di rivederti spesso e ne ho sentito vivo il desiderio, poi le difficolt e le distrazioni si sono accumulate, moltiplicate.
Angela non ammette chegli si scusi,  anzi rammaricata della propria domanda, ma lha fatta soltanto per distrarlo, per avvincerlo alla loro vita.
Non sono due anni, sono soltanto due giorni da quando ci siamo salutati esclama ridendo, mentre Franca annuisce quasi fosse testimone dellinesistenza del tempo trascorso.
S, sono due giorni, hai ragione, lho sentito anchio cos intensamente, che senza pensare davvertirti, come appunto ci fossimo appena lasciati, mi sono detto stamane: e Angela che far? E quando manterr la mia promessa? Oggi, ho concluso, oggi che ricorre la festa di Montereggi, di cui tante volte mha descritto la processione, il pellegrinaggio, le scampagnate. E sono venuto, ed  come appunto avevamo pensato. Vogliamo andare insieme a Montereggi? Vorrei conoscere anchio il vostro santuario.
S, s, andiamo a Montereggi!  finalmente riuscita a dire Franca, a cui non  sfuggita una sillaba, estaticamente intenta a godersi la felicit della sorella e la presenza del favoleggiato atleta.
Alzatasi dallo scoglio, scorge una pecora scivolata sul lastrone, la quale annaspa senza riuscire a riportarsi nella famigliola che la guarda dal ciglio e la chiama coi suoi belati. Un riso infantile la tiene un attimo a osservare gli sforzi dellanimale, poi si cala svelta, afferra pel vello lanoso linfortunata, la solleva, la spinge, riesce a porla in salvo. Ma la pietra si sfalda sotto il suo piede, e la fanciulla scivola gi sulla linea dellacqua dove unonda, frangendo, la rinfresca.
Roberto, scortala tardi, fa latto di scendere preoccupato, ma lagile giovinetta s gi sollevata ridendo. Accetta per la mano del giovane che la solleva quasi di peso e la riporta sul sedile erboso.
Hai bevuto? le chiedono divertiti a una voce.
Franca si scrolla gli spruzzi, si passa la mano sul viso, infantilmente si lecca le labbra.
 dolce, sapete, lacqua del mare.
Angela la stringe e la bacia. Percepisce nel sangue acceso della sorella la felicit, quella stessa che  in lei anche se non si manifesta esteriormente, e non si trattiene dal farle sentire la loro intesa.
Dov Montereggi? domanda Roberto voltandosi a osservare laltura per orientarsi.
Le ragazze si sopraffanno gioiose nellindicare, oltre i vigneti che torniscono le colline, oltre luliveto marezzato dargento e la pineta che annerisce il crinale, la minuscola chiesina emergente con la cuspide del campanile dallassedio vegetale. Altri santuari spiccano netti sulle groppe, a levante e a ponente, ma quello  il solo su cui puntano lo sguardo.
E se si andasse in barca sino a Montetondo per salire di l? La strada mi sembra pi breve.
In barca? Franca ha gli occhi lucidi. Il mare, sul quale s raramente allontanata,  divenuto un drappo di traslucida seta, cos come si sono trasformati in parchi incantati i vigneti, gli orti, i poderi sui quali il sole ostenta tutta la sua,prodigalit.
S, andiamo in barca! Franca ha dimenticato Montereggi, il pellegrinaggio, i contadini vestiti a festa, cos che Angela deve riafferrarla e trattenerla nei suoi slanci, per spiegare:
Da Montetondo la strada  molto pi lunga; le colline hanno svolte capricciose che di qui non si vedono e che lallungano parecchio.
Allora in barca andremo unaltra volta, osserva Roberto punto contrariato; ma il rammarico che scorge sul viso di Franca lo lascia perplesso. Uno spontaneo bisogno di non deluderla nel suo desiderio gli fa subito promettere.
In barca, vedrai, ti ci porter ogni volta che ti far piacere.  il mio diporto preferito. Ne ho una tutta per me, a vela, dove potremo stare comodamente e spingerci ad esplorare ogni angolo della costa. Un giorno verr con quella e allora porteremo con noi la merenda e staremo sul mare sino al tramonto.
La visione  cos bella, che Franca  disposta senzaltro a rinunciare allimmediato piacere.
In barca a vela  un po come volare leggermente, vero?
La domanda diverte Roberto.
S,  un po come volare, quando il vento  fresco e il bordo  inclinato. Ma non avrai paura?
Con te?
Lo stupore con cui Franca ha risposto, solo Angela ha potuto misurarlo. Troppo se ne lusingherebbe Roberto se lo avesse compreso, e forse anche se ne inquieterebbe. Soltanto Angela s accorta con quale ardore si protenda al sogno la creatura vergine dogni contatto con la realt. E dimprovviso si sente trepida sorella. Qualcosa comprende di dover comprimere e reprimere volgendosi a Roberto che ha scorto in Franca un essere capace quantaltri mai di esaltare la sua maschile vanit e che si offre incauto al gioco. Egli  venuto per s, per vincere la sua solitudine, il suo scontento, ma forse nemmeno se ne avvede e altra cosa lascia credere alla compagna di studi. Angela lo ha intuito dopo la prima accoglienza generosa e festosa, e ora  inquieta per la leggerezza con cui egli accende la calda fantasia della sua allieva.
Dentro! dentro! grida alle pecore Franca spingendole verso lovile. Dentro, svelte, che dobbiamo andar via, dobbiamo andare a Montereggi, con Roberto, con Roberto...
Angela e Roberto la osservano, indovinandone le parole, scalmanata, accaldata, puerilmente felice. Prendono a correre fingendo di abbandonarla sul poggetto, ma la fanciulla s sbrigata in un baleno, e li insegue, li raggiunge e salta tra loro abbracciandoli insieme alla vita.
...
Curve sui loro libri, nello studiolo definitosi nettamente entro il locale, l nellangolo luminoso della finestra la cui luce  temperata da leggere tendine, Angela e Franca trascorrono operose le ore del mattino in unamorosa intimit che commuove ogni giorno Marina. La mamma s stranamente trasformata da qualche tempo. Vigile, trova cento pretesti di lavoro per godersi la vicinanza delle sue figliole e ascoltare i loro colloqui che si svolgono ormai come confidenze a tre, non avendo le ragazze soggezione alcuna della mamma e forse non accorgendosi nemmeno di rivelare i loro pensieri mentre parlano o leggono. Checco, invecchiato dallartrite e pi forse dalle pene,  come sempre sollecito nei lavori che perfezionano la sua opera, e ama piuttosto ascoltare che interloquire ogni volta che i clienti e la sua donna lo interpellano o ragionano fra loro.
 duna famiglia molto in su quel Roberto, a quanto pare. Sono industriali i suoi, che gli concedono ogni libert e non gli negano in nessun modo di scapricciarsi come meglio crede.
Marina parla, si direbbe, a se stessa. Sa per che il suo uomo lascolta. Vuole a ogni costo insinuargli nel cuore una speranza che in lei  stata in qualche ora certezza.
Ne parlano tutti con ammirazione di quel ragazzo. Pare che sia abile molto nelle gare.
La donna sa ben poco in che consistano quelle gare. Ascolta i giovani. Recatasi nella cittadina vicina, dove abita Roberto, col pretesto di acquisti per non tradirsi apertamente con Checco,  stata abilissima nellassumere informazioni.
In citt le nostre figliole forse potrebbero vivere pi a loro agio. Nessuno che le osservi, che si occupi particolarmente di loro. Si vive pi liberi in citt, penso a volte.
Checco ha un modo di disapprovare largomento, che induce la donna a riprendersi. Nei suoi armeggi  rumoroso come se non volesse sentire.
Dicevo cos soltanto perch m parso che nessuno saccorga della disgrazia di Roberto. Vive fra la gente come gli altri giovani.
Non s accorta mai che proprio il suo geloso amore ha in parte escluso dalla vita comune le ragazze aggravandone la sventura e facendosela pesare costantemente sul cuore.
Se continuasse a venire come un tempo, Roberto non mi spiacerebbe. A te spiaceva?
Checco non risponde. Levatosi dopo aver trafficato dietro il banco, si preme le mani sulle reni con un gesto ormai abituale che gli fa contrarre il viso. Non risponde, ma la donna sa bene quanto anche lui sarebbe lieto dabbandonarsi a una bella speranza, mentre esce per non seguire i pensieri a monologo della moglie.
Marina continua ad agucchiare tendendo lorecchio. Le ragazze han levato il capo dai libri perch Franca, dominata da un pensiero che lassilla, non riesce da qualche tempo ad essere diligente e attenta come sempre.
Quanto tempo  che Roberto non torna?
Non  molto.
Ti pare? Son mesi e mesi ormai. Mi sembrano a volte cos lenti i giorni. Perch siamo rimaste come una vela senza vento da quando non corriamo pi con lui sulle scogliere e sui monti ai santuari.
Ma lui ha molti impegni, lo sai bene.
Lo so. Come invidio Mariella, che vede tante cose e assiste alle gare e va lontano ogni volta che avvengono quei convegni di cui parla.
Angela comprime qualche cosa che le ha lentamente smorzato labituale sorriso, linnata gaiezza, la spontanea serenit. Lallieva non saccorge, spersa dietro alle sue fantasie e le sue attrazioni inconscie, quanto soffra in preda ai propri dubbi la sorella che le ha schiuso la mente alla comprensione di tante cose belle.
Perch ha cessato di mandare anche le cartoline? Istintivamente la mano di Franca corre al cassetto e ne trae una busta candida dalla quale fa uscire a ventaglio lesile pacchetto della corrispondenza di Roberto.
Questo  il suo paese, mhai detto, vero? domanda osservando la fotografia.  pi bello del nostro? Angela esita nel giudizio. Alle care amiche del mare il mio pensiero affettuoso, legge Franca, e la sua mente divaga cercando a quelle parole significati profondi che creino un evidente legame, intenso quanto lo brama tutto il suo essere.
Questa  la prima che ci ha mandato dalle citt lontane. Mi pare che siano esse la causa della sua distrazione. Un saluto affettuoso alle mie care amiche perch mi ricordino. Questaltra  la terza. Pregate per la vittoria. Domani sar una dura giornata. Poi non ha pi chiesto che lo si ricordi e che si preghi.
Una pausa segue alla riflessione della fanciulla. Angela vorrebbe indurre la sorella a desistere, ma le sue mani trattengono le cartoline che Franca vorrebbe riporre.
Che belle queste montagne!  qui dove ha trascorso tutto linverno. Neve, paesini nascosti fra gli alberi e gente imbaccuccata. Comitive di sciatori, piccoli alberghi. Neanche tu, Angela, ci sei mai stata sulle Alpi, vero? Tanti saluti cordiali, Cordialissimi saluti, Mariella ed io vi ricordiamo cordialmente.
Franca ha un arresto deluso. Rivede nel diradarsi del ricordo, nellallontanamento dal mare, nel rarefarsi delle missive la malinconia delle lunghe ore dattesa trascorse con soffocati sospiri. Ora non scrive che Mariella, e la mano corre allaltro pacchetto di lettere e cartoline, perch la ricerca di ci chessa non vuole sia perduto prosegua e le consenta di credere ancora alla bella favola che la rese una volta felice.
Cara Angela, Roberto mha parlato con intensa gioia della sua gita cost.  rimasto ammirato poi della tua gaia sorellina, che un giorno vorr venire a conoscere anchio. Vi salutiamo insieme.
Carissima, non m stato possibile aderire al desiderio di Roberto di accompagnarlo nella nuova visita che vi ha fatto. La mia famiglia  partita e ho dovuto seguirla. Lestate la trascorreremo....
Lo sguardo non cerca se non le frasi sulle quali sia possibile costruire idee di rapporti e di contatti affettuosi.
Mia cara, Roberto  esultante. Tenace e ostinato come sempre, s allenato con tale passione, che ha battuto tutti i suoi avversari anche nel salto. Cera nel campo sportivo una folla enorme che ha applaudito particolarmente lui. Lo avessi visto che bellatleta! Le ragazze se lo mangiavano con gli occhi e lui non sapeva proprio pi dove guardare. Ti mando alcuni ritagli di giornali con le lodi che gli tributano i competenti e alcune riproduzioni fotografiche. Non sono molto chiare ma lo riconoscerai certamente....
Angela cara, mi sono spostata in montagna per alcuni giorni e fra le escursioni ho incluso quella che mi consentiva di assistere a una gara di fondo sulla neve, alla quale ha partecipato anche Roberto che da un mese compie il suo allenamento metodico, su queste cime. S piazzato a meraviglia. Promette moltissimo anche in questo campo e son certa che, perseverante com sempre, finir per spuntarla. Glielo auguro di cuore, caro ragazzo, anche perch, credi, nonostante tutto, non riesco a vederlo felice. Si direbbe che alle gare si prepari pi per una rivincita contro gli altri, che per una vittoria....
Angela riesce finalmente a togliere di mano le lettere a Franca e a impedirle di proseguire. Per distoglierla da quei tristi pensieri si alza, la forza a uscire dallangolo e con uno slancio che le costa segreta pena, lafferra per le mani costringendola a un infantile girotondo.
E ora aiutiamo la mamma! dice come in ritornello inducendo la sorella a seguirla, badarle e imitarla.
Mentre le ragazze pare danzino felici nel bel mezzo del locale, entra Andrea Randi, il giornalista ormai vecchio amico di Checco, seguito dalla moglie, una giovane signora che per la prima volta viene in paese.
Che belle figliole si son fatte! esclama. Le giovani sarrestano e avvampate in viso fanno una lieve riverenza e si rifugiano presso la mamma.
Son loro? sussurra la moglie, e volgendo il viso per non essere scorta, non pu trattenersi dal mormorare: Povere ragazze!
Marina dal suo cantuccio presso la colonna  svelta a farsi incontro ai forestieri, e porge il benvenuto con cordialit schietta, come a vecchi e cari amici.
Mhai parlato della tana marina, del pirata: hai sempre voglia di romanzare i tuoi ricordi, mio caro Andrea osserva la moglie guardandosi intorno. Ma questo  un locale che le citt potrebbero invidiare. Guarda che ordine e quale pulizia, che gusto persino nelle tendine! Femminilmente compiaciuta si volge ad elogiare Marina e aggiunge Ci si vede anche la mano delle vostre belle ragazze, vero?
Lusingata, la madre fa le presentazioni.
Il signore  lamico del babbo. Quello scrittore che ha viaggiato tanto e che ritorna purtroppo solo a ogni morte di papa. Vi ricorda spesso Checco, sapete.
E se ne ricorda sempre della cima che gli abbiamo carpita?
Marina ridendo si fa svelta alla porta interna e chiama il suo uomo, che si presenta con viso lieto e ricambia la stretta di mano con affettuoso calore. Larrivo dellamico gli ha come scrollato di dosso la sua incipiente vecchiaia, i suoi crucci, i suoi acciacchi. Sebbene il capo sia piegato e siano approfondite le sue rughe, sebbene la gamba morsa dallartrite pesi e sia riluttante a obbedire, Checco  svelto nel far festa allo scrittore che rivede con evidente gioia.
Presa una particolare bottiglia da un riposto cantuccio, prepara il vassoio e con un cenno invita Angela ad apparecchiare uno dei tavolini. Quando la tovaglia  stesa e mentre continuano le interrogazioni e i colloqui, prende posto fra gli ospiti, avvina i bicchieri per insaporirli del passito generoso, e vincendo le proteste della signora afferma:
 lo sciacchetr che fa gola a vostro marito: quello autentico, che di mattina  un tonico eccellente, specie per chi ha come voi camminato.
Oggi vi trattenete, sintende osserva Marina,
Non  possibile, purtroppo. S fatto sosta proprio per rivedere il nostro caro pirata, salutare voi e le figlie e rimetterci in cammino. Abbiamo un programma esplorativo piuttosto presuntuoso oggi, e dobbiamo svolgerlo. Ragioni di mestiere.
Sempre in giro, voi. Oh, la bella vita!
Marina dopo vive insistenze per trattenere gli amici, si rassegna. Volta alle figlie rimaste in disparte da attente spettatrici, le incarica di rapide commissioni, e queste sallontanano, ognuna dopo breve intesa, per compiere quanto la mamma desidera.
Si son fatte davvero belle le vostre ragazze non pu trattenersi dal ripetere Randi. Son poi cos vivaci e intelligenti, che nessuno quasi saccorge...
Abbiamo seguito i consigli di quel caro dottore. Angela  stata in collegio a lungo.  una maestrina.
 fine e ha gli occhi dolcissimi e buoni osserva la signora.
Con Franca  pi che sorella mormora la madre.
Entra la postina e posa una lettera sulla scrivania. Marina salza, la esamina e tornando con la lettera al suo posto:
Ha mantenuto relazioni con amiche ed amici. Si scrivono, si fanno visita a volte.  combattuta dalla tentazione di inoltrarsi in confidenze. Il cuore materno segretamente teso a una dolce speranza non resiste: Lo scrittore  un vecchio amico pensa infine  lui che ha aiutato Checco a dar lavvio quando ancora forse esitava, e azzarda: Uno dei compagni di studio, che  venuto spesso a trovare Angela,  diventato un campione sportivo. Ne han parlato e ne parlano i giornali. Lo conoscerete forse.
La donna va allo scrittoio, fruga nel tiretto e ne cava ritagli di giornale che pone sul tavolo. Questa  la sua fotografia. Un bel ragazzo, cordiale, curato... Ha timore ora di tradirsi e lascia che Randi e la signora esaminino i ritagli, mentre sogguarda Checco, il quale n approva n  contrariato, ma sembra che aspetti la fine di quellarmeggio della moglie, per godersi intera la compagnia degli ospiti.
Un autentico atleta.  giovane ancora. Si sono conosciuti nellIstituto? Non mi fa meraviglia che riesca se s votato allo sport. Il viso rivela un carattere ostinato.
Marina  lieta delle parole di Randi, anche se gli amici non le dicono che lo conoscono e non sono al corrente delle sue vittorie.
 di buona famiglia aggiunge educato. Non scrive ora da alcuni mesi, ma  sempre impegnato da un posto allaltro... Per non manca di mandar notizie, e Mariella, che  coetanea di Angela e vive nella stessa citt, sincarica spesso di farsi viva anche per lui.  giunta appunto una sua lettera. Eccola.
Lieta, Marina mostra la busta, poi la depone sullo scrittoio insieme ai ritagli e torna a parlare, a parlare delle sue figliole con commosso amore, finch, accortasi che il tempo passa e gli amici debbono partire, prende licenza ed esce.
Checco, il quale ha lasciato parlare la sua donna, non appena questa sallontana si rivolge amichevolmente a Randi:
Lasciatemelo dire, attraverso le vostre corrispondenze io a volte mi sento riportare cos lontano! Non voglio farvi un elogio, ma il vostro modo di andare in giro fa gustare le novit del mondo. Si sente che vi divertite a viaggiare. Anchio in fondo ero stato spinto dalla stessa voglia. Altre condizioni, intendiamoci. Eppure, anche ammassato nella stiva con gli emigranti, mi sono illuso fino allultimo di essere uno che se ne va a vedere il mondo, nonostante sapessi bene che dovunque capitassi avrei dovuto innanzi tutto sfacchinare, e, quel che  peggio, per gli altri.
Randi e la sua donna sono cos attenti, lo seguono con cos affettuosa comprensione, che lanimo di Checco si stempera e spalanca. Lui, che tutto ha sempre compresso dentro s, illuso di non tradire i propri sentimenti e geloso di esporli, ha un raro movimento di abbandono; perch; pur giudicandosi un oste rozzo e incolto, si sente affratellato da un segreto vincolo a quellamico intelligente e onesto.
Partendo avevo proprio sperato di poter prima o poi togliermi questa gran sete di vedere e conoscere i popoli lontani. Non era una curiosit volgare, lo sento appunto quando leggo i vostri scritti, perch io pure avrei cercato di vedere e capire le stesse cose. Lo avrei fatto soltanto per me, io, e ora capisco che sarebbe stato un lusso eccessivo.
Vho raccontato invece qual stata la mia sorte laggi e la mia vita nei putridi ranchos. LAmerica! Non si  parlato, da quando ho memoria, e non si parla fra noi che dellAmerica; e quel che mi fa dannare  che tutti, vedendo il mio lavoro, trovandolo utile e fruttuoso per il paese, continuano a esclamare: Eh, s, Checco  stato in America, ha visto il mondo, ha imparato tante cose che noi non sappiamo. Oppure insinuano: E chi sa qual stata la sua fortuna in America? Lui non ne parla volontieri, ma non simpiantano industrie senza soldi. Quella di cominciare con un buco dosteria  stata una malizia. Credono chio non lo sappia, chio non li senta talvolta.
Povera gente, non lo fa n con invidia n con rancore. Vuol giustificare forse s stessa e la propria inerzia. Ma ogni volta che mi parlano dellAmerica io ho un impulso di ribellione e.., se non mi frenassi, Dio solo sa come la maledirei!
Randi ha uno sguardo cos assorto, e la sua donna  tanto presa dalle parole delloste, che questi, per la prima volta forse, sabbandona. Ha il cuore troppo gonfio e oppresso. Deve parlare per liberarsi, per risentirsi poi sgombro e riprendere la sua fatica e condurla innanzi.
LAmerica! Ecco cosa  stata per me! Son partito ritto e sano come un cipresso, ora mi torco dalla testa ai piedi come un fico. Questo  il regalo dellAmerica! E fosse il solo! Ha unesitazione, non vorrebbe continuare, ma gli ascoltatori gli son cos vicini, che langoscia intensa e segreta prorompe nella liberazione della confidenza.
Quando quel dottore vostro amico scoperse la disgrazia di Angela, sentii un morso nella carne. E dopo che Franca lha seguita m parso di capire a cosa dovevo questa sventura. Credevo daverle vinte le oscure malattie patite laggi, sopraffatte pi dalla volont di tornare, che dalle miserevoli cure compiute; invece nel sangue sera radicato il veleno. Povere le mie bambine!
Tanto in l non immaginava di sentirlo spingersi Randi, n poteva prevedere che la mente di Checco savventurasse in indagini cos dolorose per giungere a cos sconsolate conclusioni. Con reazione improvvisa, levatosi e posando la mano sulla spalla dellamico sent lurgenza duna deviazione che rinfrancasse quel padre il quale si accusava con tanta persuasione.
Oh Checco, ma dove arrivate coi vostri pensieri? Che centrano mai i patimenti dei ranchos? Forse che un uomo tarato avrebbe potuto fondare una cos prospera famiglia e imprimere a tutto il paese il ritmo duna vitalit nuova? Cosa sappiamo noi, cosa sa la stessa scienza delle sventure che ci colpiscono o colpiscono i nostri figli? Proprio voi, e per crearvi uninfelicit perpetua, pretendete di scoprire la causa di disgrazie che forse solo per la cieca fatalit degli eventi si manifestano senza una precisa origine? Forse che le vostre figliole sono le sole a soffrire di questa infermit? Via, via, non voglio pi ascoltarvi in questo argomento e voi non dovete pi tormentarvi. Nulla conosco di medicina, ma se il dottore che vavvert la prima volta, e con lui tutti i suoi colleghi vascoltassero, non so cosa penserebbero di voi. Sinquieterebbero, come fate inquietare me, non solo per la vostra infelicit resa pi acerba da un assurdo pensiero, ma anche per la vostra salute che minaccia in conseguenza di rovinarsi. Andiamo a vedere il laboratorio dello scatolame, la fabbrica di pesci in conserva come dicono in paese. Avete dimenticato che io viaggio per lavoro. Mi sono bene informato prima di tornare qui, e non sono venuto solo per salutarvi. So, so tutto, non solo delle trasformazioni avvenute in casa vostra, ma anche di quelle compiute allo scalo, delle lampare adottate dai pescatori, dei gozzi triplicati e muniti di motore, delle iniziative per dare un aspetto pi decoroso al paese. Chi conduce tutto questo ha la testa sul collo, ha il sangue sano non solo, ma giovane, fervido, gagliardo.
Randi costringendo Checco ad alzarsi e a farsi guida tradisce una foga tanto pi incalzante quanto pi risuona nella sua dolorosa evidenza il discorso del povero padre. Vuole stordirlo sapendo di non poterlo guarire, scuoterlo presentendo di non poterlo persuadere, e vuole indurlo almeno a perseverare nella sua operosit esaltandone i risultati. Nel lavoro non ci si salva spesso quasi sempre da ci che altrimenti ci travolgerebbe riducendoci a straccali?
E il calore del riconoscimento non lascia insensibile loste, il quale rianimandosi savvia dove il suo amico intende indurlo, non solo per distrarlo, ma per ammirare da un punto di vista che non  quello del popolino paesano i risultati delle sue fatiche.
Egli ha anzi un moto di sollievo e di gratitudine, gli pesa daver chiamato a partecipare al proprio dolore chi era portato a cos ben comprenderlo, e cerca di farne ammenda con una battuta che diverte e tranquillizza lamico.
Meno male che i giornalisti non sono agenti delle imposte! Ma ascoltate un consiglio: non presentatevi alle persone che non vi conoscono con troppo evidenti propositi di indagare nei loro affari. La vostra curiosit resterebbe delusa, e potrebbe anche capitarvi di peggio...
Angela rientra quando il locale, s svuotato. Ha nelle mani una fiscella fresca e umida che depone sul tavolo dove sono rimasti i bicchieri e la bottiglia. Va quindi allo scrittoio, scopre la lettera di Mariella e lapre trepidante. Non saccorge, tanto labitudine  ormai radicata, di leggerla a voce alta, con la sua voce bianca rimasta infantile.
Carissima, vorrai perdonarmi il lungo silenzio. Sebbene il proposito di mantenermi sempre in intimo contatto con te sia e resti vivissimo, la mia pigrizia approfitta spesso di qualunque pretesto. Ho trascorso questultimo periodo un po in montagna, un po presso le zie materne che sindustriano di vietarmi ogni attivit e di costringermi a divertirmi, spesso con modi che le rendono infantili ma che sono pur sempre persuasivi e a volte commoventi.
Tornata in paese, ho saputo grandi novit del nostro Roberto. Ormai  avviato senza inciampi e senza incertezze sulla grande strada.  infatti un atleta perfetto. Parteciper alle Olimpiadi perch ha vinto le eliminatorie nazionali del salto con lasta, e si produrr anche in altre gare, come in quella dei cento metri.
Ma una cosa mi rattrista di aver appreso, mi rattrista per lui come certo rattrister te, perch il nostro Roberto vorremmo sempre vederlo come lo abbiamo conosciuto e sentirlo felice, nevvero? Ti ho detto pi volte come da quando le Societ se lo contendono a gara e se lo disputano con tutti i mezzi, ha continuamente intorno un corteo di donzelle. Sono donzelle mondane, che per brillare satteggiano a sportive, e le trovi spettatrici in tutti gli stadi.
Una di queste, una scimmietta poco pi che adolescente, vanitosetta da prendere a schiaffi, pur di mettersi in mostra s proclamata sua segretaria.  la pi assidua e la pi esperta nello sfoggiare le sue sollecitudini e nellostentare la sua ammirazione; vanta appoggi di famiglia nel campo della Federazione, si professa sua protettrice lasciando credere che si deve un po anche a lei se Roberto  stato scelto fra gli atleti destinati alle Olimpiadi.
La ricordo bene questa scimmietta, perch m accaduto di osservarla spesso durante le gare. Sempre intorno a lui. Vedessi con che buffi modi gli si rivolge, facendo credere dessere la sua pi perfetta interprete, come se tutti avessero bisogno dintermediarii per parlargli e per intenderlo. Lho scorta per qualche volta, credendosi non vista e indispettita perch lui non la capiva comessa pretenderebbe, riprenderlo rabbiosamente. Roberto, cos rude e maschio, cos volitivo e virile,  proprio stregato, perch non solo non reagisce mai, ma, lusingato e stordito, le ubbidisce come un bimbo e sembra persino preoccupato di scontentarla.
Ora si  trasferito in citt per usufruire delle perfette palestre della Societ cui ha finito per legarsi, e mi dicono che questa decisione sia stata ispirata dalla scimmietta, la quale vive appunto tra la citt e il mare, essendo la sua famiglia di quelle che si spostano indifferentemente da un luogo allaltro. A quanto mi assicurano e non vorrei credere, ma purtroppo pare corrisponda al vero Roberto con questa scimmietta si  fidanzato. Povero il nostro caro amico! Che pena saperlo cos cieco e....
La voce di Angela s spenta lentamente. Un velo  sceso sul suo sguardo; si sbianca il suo viso mentressa non sa n vuole indagare la pena acuta che la riempie dun tremito interno. Ripone la lettera in seno. Raccoglie i ritagli indugiando a contemplare la cara figura dellatleta, con lento gesto riunisce il fascetto di carte sciolte da Marina e lo chiude nello stipetto.
La mamma e Franca entrano dalle due porte opposte con le mani ingombre. Franca ha una grembiulata di fresche ciliegie, Marina unincartata di profumati salumi.
Vuoi che andiamo a dare il latte allagnellino, mamma? propone Angela facendosi al banco, e per prevenire un possibile diniego prende un secchio e una bottiglietta col poppatoio. Tutta occupata a preparare la sorpresa per gli ospiti, Marina non saccorge del turbamento della fanciulla, e lascia che Franca versi sul tavolo la frutta e segua la sorella.
Con rapida diligenza la donna appresta frutta, ricotta, salumi, e gli ospiti di ritorno la sorprendono mentre affetta il pane.
Ricotta e frutta ancora appannata di rugiada! esclama ridendo la signora Randi.
E salumi della cambusa. Il mio caro pirata, Marina, ci vuol proprio prendere per la gola aggiunge il marito.
Checco ha uno sguardo compiaciuto per la sua donna.
Qui il sacco da viaggio. Penso io a caricare lo zaino. Nello stipare le provviste loste ha una mano delicata e una precisione che strappano gli elogi degli ospiti. Quando, ben tappata, infila la bottiglia appena aperta dello sciacchetr, il sacco  colmo, ogni cosa ha il suo posto e non avanza spazio.
Altro che una colazione al sacco sar questa! osserva Randi Ce ne sar per la cena e per gli amici!
La cordialit  cos schietta, che gli ospiti non sanno come staccarsi da amici che pare si studino di trattenerli moltiplicando le gentilezze.  la signora Randi che trova il modo garbato per congedarsi chiedendo:
Dove sono le ragazze? Non vorremmo andarcene senza salutarle.
E senza rallegrarci con la maestrina che ha cos buon gusto nella scelta dei libri aggiunge Randi che ha dato intanto uno sguardo alla fila dei volumi ordinati sullo scrittoio. Ha raccolto, coi poemi, i migliori libri di leggende e di favole. Quale ricchezza di fantasia debbono possedere le vostre figliole!
Lelogio  cos sincero, che i genitori ne arrossiscono di piacere. Nulla o ben poco essi sanno del valore dei libri che son loro cari perch prediletti dalle ragazze.
Ne aggiungeremo qualche altro alla prossima venuta promette la signora andando essa pure a curiosare nellangolo.
A parte i libri, vorrei sperare che non fosse troppo lontano il vostro ritorno e non cos rapida la visita insinua Checco con voce schiarita e il viso una volta tanto sorridente. Son passati anni dallultima volta. Se ne passano altrettanti ci ritroveremo tutti vecchi.
Bene, bene. Verremo in tanti, che bisogner prolungare i tavoli nella strada.
Non  quello che vorrebbe Checco, ma egli sa che difficilmente il giornalista arriva solo e si compiace dellassicurazione, certo ormai che la promessa sar mantenuta e che il suo amico, il quale con le sue pittoresche descrizioni ha stimolato tanti a visitare il paese, non mancher di ritornarvi riconoscendosi ormai della famiglia.
Non possiamo salutare le ragazze? insiste la signora che pi del marito  interessata a continuare lescursione. Andrea mha promesso uno sguardo generale in un giorno, e purtroppo rischiamo di perdere lunico treno della sera se giungeremo tardi a Montetondo.
Le troveremo nel podere, proprio sopra lo scalo, dove passa la strada; andremo insieme risponde Marina. La maggiore ha voluto andare a nutrire il loro agnellino, salvato proprio per non darle un dolore.  nato con le gambe storpie, non si regge e non riesce a poppare. Bisogna mungere la mamma, raccogliere il latte nella bottiglia e nutrirlo col poppatoio come un bambino. Questa  lora del pasto e sono l tutte due.
Andiamo a vedere? propone la signora.
Checco non trattiene pi gli ospiti. Aiutato Andrea a caricarsi dello zaino, mentre Marina e la signora si avviano dice quasi a scusa accompagnandoli alluscio:
Oh, un capriccio infantile di Angela, perch sar un miracolo salvarla quella bestiola! Ma il suo cuore  pieno dindulgenza per quel capriccio, anche se il suo viso riprende la consueta maschera di scontroso solitario.
...
Sul poggetto la gran luce del mare e lo spiegarsi della riviera, la pi aspra e la pi delicata, abbellita dallopera delluomo, strappa esclamazioni di meraviglia alla signora, che dietro i passi di Marina sinoltra nel coltivato e sosta a guardare ora il sereno cimiterino sulla groppa, ora la pigna di case, ora la calanca animata di barche e il mare che si spalanca alla vista, abbrividito dal maestrale che incupisce lazzurro. Rade pecorelle marine biancheggiano nella distesa percorsa da qualche lontana vela.
Giungono alla radura e sostano sul muricciolo a secco. Lovile manda profumo di fieno e odor di caprino che si mescola al mentastro ed ai lentischi. Un belato si leva ogni tanto lamentoso e fioco.
Marina guarda con sorpresa il secchio abbandonato sulla proda, va allovile e ne torna traendo con una mano la pecora e reggendosi con laltra al petto lagnellino infermo.
Non hanno ancora fatto il loro dovere le sventate! e palpa le poppe turgide della pecora che frega il muso umido sul suo nato accoccolata nellerba. Mungendo nel secchio la donna libera la madre del peso del suo latte, riempie nel secchio la bottiglia e vi applica il poppatoio, mentre lagnello alza il musetto avido.
Mi lasciate provare? chiede la signora, e presa la bestiola in grembo la allatta godendo della sua ingordigia. Com bella, com felice la vita qui! Bisogna tornarci esclama vinta da unimprovvisa ebbrezza. Sembra che il dolore non possa pi insidiare luomo in questangolo ridente e sereno. Guardate questo prepotente come vuol vivere! E che profumo derbe, di fiori, di mare, di sole...
Marina  silenziosa. Una vaga inquietudine  nata in lei alla vista del secchio abbandonato. Come mai Angela ha potuto dimenticarsi dun lavoro che le sta tanto a cuore?.
Sa dove sono le ragazze. Sono l sotto, sul loro scoglio preferito. Non hanno potuto sentire i belati che le richiamavano allo scopo della loro venuta, e certo unaltra cura urge nei loro cuori.
La signora  tutta assorta nel suo compito, e parla allagnellino e lo vezzeggia come un bimbo. Marina si stacca da lei e si fa sul margine dello spiazzo. Le sue figlie, strette luna allaltra, volte al mare, sono l. Il suo orecchio, sempre vigile, si tende.
Non era di Mariella la lettera di oggi? Mha avvertita la postina. Sai quante volte le ho chiesto se c nulla per noi?
Era una lettera per il babbo.
Angela ha detto la bugia esitando e cinge alla vita la sorella, quasi a proteggerla.
Credi che non verr pi? O che torner per la festa di Montereggi?
Franca, la sua piccola, anche lei, anche lei soffre dunque tanto? Il cuore di Marina duole, duole perch la bugia di Angela ha sbarrato anche in lei la speranza lungamente e trepidamente vagheggiata.
Eppure ricordi quante volte ha promesso che sarebbe tornato? Verr con la barca a vela. Lha detto lui. Sarebbe come volare sullacqua, e io non avrei paura.
Anche Franca!
Angela lavvolge tutta e la lascia parlare. Non ha voce, non ha parole. Volge al mare il viso perch la sorella non la veda, e il mare capriccioso, in balia del maestrale, spinge un festone di spuma proprio sotto il loro scoglio, lo frantuma a ventaglio, lo irradia in pulviscolo salso che piove a nimbo sulle ragazze.
Marina ha un moto di spavento, e le sfugge un grido che fa balzare Andrea al suo fianco. Nulla hanno udito le ragazze. Esse si rizzano, scuotono la leggera spuma dalle vesti, si passano le mani sul viso rorido.
Com amaro oggi il mare. mormora Franca torcendo la bocca; e la sorella la accarezza, la bacia, perch non ha per lei n per s pi alcuna parola.
LE BRAIE
Maddal, Maddal...
Il richiamo giunge acuto sul sentiero alpestre. Una voce risponde dal basso. Alcune donne escono dalle case. Hanno una comune preoccupazione o si chiamano tutte Maddalena? Saffrettano sulle altane, nei cortili, abbrancano la biancheria e se ne caricano, investite dal vento che fa svolazzare lenzuola e pannolini, fasce e grembiuli. La voce sa di temporale come i passi e le concitate frasi che si gridano da un davanzale allaltro, sbattendo imposte e usci.
Solitario, col sacco alle spalle, la giubba spalancata per laccaldato passo della salita, luomo ha unesitazione. Le donne, correndo abbracciate ai panni raccolti, lo sbirciano. Gli sguardi hanno un avvertimento, non un invito. Ed  per questo che luomo prosegue, senza fretta, col consueto ritmo di marcia, e lascia il villaggio senza voltarsi a guardare chi se lo addita e vorrebbe forse ora richiamarlo, avendo compreso che si tratta di un forestiero, per avvertirlo che il temporale, segli prosegue, lo coglier proprio nel bosco, fuori dogni riparo, lontano da ogni casolare.
Il sentiero sallarga in una piega della montagna, attacca un valloncello. Sul monte, l in alto, al valico, un ingorgo di nubi cineree sabbassa, scende a radere e incappucciare la boscaglia. Rotola un tuono con fragore di frana. Il villaggio  scomparso e il sentiero sempre pi se ne scosta avanzando sul pendio. Luomo ha levato il capo, indeciso, ma il passo supplisce la volont traendolo nella solitudine sempre pi agitata delle piante in sussurro per lattesa furia.
Lacquazzone scende improvviso. Scroscia fragoroso in alto, e arriva sollevato da una raffica un picchiettar fitto di goccioloni, che tambureggia sulle frasche. Al piede di una quercia c un capanno di frasche. Il riparo nella frescura, entro lincavato sentiero, ha sapore di sosta. Luomo cava la giacca a vento dallo zaino, il berretto coi paraorecchi, accosta un sasso allalbero e attende.
Le fronde appesantite lentamente sincurvano. Tra rami e foglie  un insinuarsi di rivoletti e qualcuno buca il frascame e viene a insidiare il riparo. Occorre spostare il sasso ogni tanto, mentre il tuono mugge e la folgore schianta abbagliando il nerume che divalla.
La folgore! La sosta resuscita i ricordi. Luomo, solo con s stesso,  cos colmo di ricordi, se la fatica di andare e guardare non li caccia per far posto ad altre visioni e ad altri incontri da porre dentro a sedimentare! La folgore schianta capricciosa fendendo lopacit dei nembi. Si volge alla quercia e un subito timore lo assale. Anche il figlio di Becga quanti anni mai saran passati? l sulla stradetta montana della Mandrella, ove ha imparato a uscire dal borgo e ha gustato il primo riposo del camminatore sperdendosi nella pineta, sera fermato per ripararsi dal temporale, Portava un bidoncino di latte ed era rimasto fulminato al piede della quercia. Qualcuno poi aveva incisa sulla corteccia una croce, cresciuta con gli anni, che i ragazzi credevano opera della folgore e guardavano intimoriti, scostandosi dal passo anche quando il cielo era terso.
Non i rivoletti moltiplicati dalla pioggia, che ormai infradicia i rami, scuotono luomo, bens il ricordo del piccolo lattaio. Il sentiero incavato s intanto ridotto a doccia, e pi cresce la irruenza dellacqua, pi ingrossa il torrentello. Saltando fra proda e sassi emergenti, fra argini e zolle scoperte, luomo riprende men sicuro di s, col capo curvo, esposto alla gran pioggia che slava la giacca a vento, salvando sotto il petto lo zaino ove troppe piccole cose son riposte che non sopporterebbero dammollirsi. La folgore schianta e abbaglia. Un piccolo essere con segrete paure s fatto il camminatore, che volge ormai ansioso gli sguardi in giro e si sente finalmente meno sperso allorch percepisce acuto, nella foresta acquosa, un odore di fieno e di stalla.
Per di qua, ehi, della strada!
C una viottola che lacqua ha seminascosta invadendola. Curvo, lavrebbe sorpassata continuando a dilavarsi, senza quella voce. La imbocca e scorge a cento passi un capanno, un abituro, una stalla, un pollaio, una legnaia, fusi nella cortina della pioggia che li slava e deterge il fimo dal terreno, nettando laia ridotta a gora.
Chi ha dato il richiamo, un vecchio risecchito e rozzo, brontola, non sai se con la mucca che scalcia e si ribella allavidit del vitello, o contro i nipoti immusoniti e immoti allo spettacolo del forestiero semiannegato non vogliono perdere un particolare dellavvenimento e si sono accoccolati in silenzio sulla greppia, sul pancaccio dellavena, sui pioli della scala a mano, come pollastrini sugli staggi brontola non sai se contro il tempo, contro il muletto che ruzzando ha fatto breccia nella staccionata e ruba il fieno al bove, o contro la storditezza del nuovo venuto. Irritato lo diresti, e il mugugno disarma prima e distrae poi lo sperduto che si scrolla lacqua sotto la gronda per non allagare la capanna, sbatte la giacca e prende a mutar abito, frugando nello zaino con tanta circospezione da fare allungare il collo ai ragazzi e indurli ad assidersi, riuniti tutti, sui pioli da dove lo spettacolo  perfetto.
Avete ragione, avete ragione...
 tempo questo da continuare il cammino? Un temporale savvista un pezzo avanti quass. E per andar dove, poi, se le prime case alle Braie sono a due ore di strada? Nessun cristiano vha richiamato a Pallone? Quelli s, son muli, lo so e ha fatto bene il diavolo a ruzzolarseli con le case nella valle.
Sera, grazie a Dio, sfogato. Quel ruminare cess e cess il fastidio del vecchio, finalmente libero di assidersi a godere la novit dellarrivo, cos insolito a quellora, con quel tempo, e su quel monte sperso fuori dogni strada appena appena carrettabile. Tranne i possidenti delle Braie che montavano ogni anno a scampagnarvi lestate, nessun forestiero era mai salito fin lass, aveva mai fatto sosta in quellabituro, punto adatto a ricevere gente cittadina. Lo sapeva bene lui e avrebbe voluto dirlo subito e lavrebbe detto se il forestiero non avesse parlato.
Pallone avete detto? Che nome! E dov che il diavolo li ha cacciati?
Con questo tempo vorreste veder troppo.  gi un bel miracolo chio abbia visto voi per chiamarvi al riparo. Ma se non ci fosse questa burrasca e il nerume che abbuia se ne tornasse di l della cima, potreste facilmente capire che castigo s meritato Pallone. Una falda di montagna un giorno s messa in cammino. Pareva lo slittamento silenzioso di una di quelle mine che facevamo nelle Ande, che lasciano lungo tutta la cordigliera segni secolari di roccia nuda per dirupi e canaloni, visibili a dieci chilometri.
Fui tra i primi ad accorgermene. Ero nel bosco al dorso un terreno di tutti, sha da sapere, dove tutto marcisce, ch ad andar per legna lass occorre essere ben disperati e maccorgo che le piante hanno una strana tendenza a inclinarsi contro vento. Sceglievo pali da avviare al basso ai vignaioli, e potevo levarmi tutte le voglie. Salito lungo la piega del valletto che si slarga e ci passa a fianco duecento metri a destra, scorgo sulla cima, netto, il taglio della terra che slabbra sulle rocce senza pi presa. Brutta faccenda. Il pendo  notevole. D termine appena al carico del mulo e scendo a ispezionare tutta la piega, e risalgo a scrutare la cima in direzione del capanno. Maccorgo che si vara soltanto il terreno del costone incavato, e respiro.
Quei di Pallone, tutti raccolti nel valletto che sallargava in basso, su buon terreno di alluvione, non sapevano di alloggiare sulla frana con le loro fondamenta. Il torrente in basso scalzava. Il letto nella roccia non aveva impedimenti. La terra si reggeva solo sullo sforzo del bosco, ma le radici ormai forzavano a stento la presa fra le rocce.
Guardatevi, fu il mio avvertimento, senza una solida diga, il paese ruzzoler nel fiume.
E tu che ci stai sopra, farai primo il capitombolo e finirai sullaltra sponda, mi ghignarono in faccia sparlando di me come li avessi ingiuriati.
Io no, vi star a guardare. Ad ogni modo vho avvertito.
LAmericano si mette a fare il sapiente, mhan detto alle spalle, e avranno sparlato dellaltro, ch son solo con questi passerotti quasi ancora da imboccare, e delle disgrazie altrui il prossimo  sempre stato ingordo.
Linvernata quellanno pat di continue piogge. Incerto ancora davere il mio riparo al sicuro, tornavo ogni tanto al bosco l dove il primo squarcio adagio adagio si dilatava. Per la bocca sempre pi aperta lacqua scivolava nel canalone e andava ad ammollire le radici, a far da sevo. Il varo un brutto giorno sarebbe avvenuto. E quei di Pallone non volevano capirlo, nemmeno quando mi sforzavo di indurli a guardare le piante in alto sempre pi inclinate contro vento. Poi una notte le fenditure sapersero ai lati e segarono lungo tutto il pendo i lacci delle radici. A Pallone qualche casa sinclin come le piante in alto, muri sapersero, nacquero fenditure e spaccature sulle pareti e nei tramezzi, croll qualche soffitto poco solido e pi dun capanno sinterr. Corsero su a vedermi.
La tua casa non parte?.
Non parte, ve lavevo detto.
Si portarono alla sede comunale, sal il geometra, formarono una Commissione che raggiunse la provincia. Vennero a ispezionare ingegneri del Genio Civile, fecero progetti, parlarono di dighe intanto che lacqua continuava a far da sevo in alto e il torrente in basso mangiava il terreno.
Portatevi via le vostre robe suggerii a chi saliva per chieder consiglio, e ringraziate il Signore che ve ne abbia lasciato il tempo.
Il vecchio, narrando, nettava col pennato ferle di castagno, di salice e davellano. Il maggiore dei passerotti, stanco di restare appollaiato, lo aiutava spogliando della corteccia i rami flessuosi dei virgulti. Rese aguzze in punta le vermene, il vecchio con mano abile rafforzava certe corbe sdruscite che avresti detto da buttar sotto la pentola. E mentre dalle sue mani ceste e cavagne uscivano rafforzate, si volgeva ogni tanto verso lospite.
Chi mi diede retta fu saggio, e salv poi anche il raccolto e buona parte delle giovani piante, scegliendosi in tempo terreni solidi ove ripiantarle o boschi da bonificare facilmente nei dintorni. Gli altri, in attesa della diga, assistettero allo sfaldamento dei poderi, al franamento delle case e fu molto se salvarono bestiame e mobilio.
Non lavete visto il canalone nudo e ripulito, salendo? Se si tende lorecchio, si distingue il ruscello che ogni temporale vi forma rallentando sempre pi il ritmo della vegetazione.
Il paese lhan poi rifatto al sicuro, con laiuto, o meglio ancora, a spese dello Stato, e tutti forse ora si rallegrano perch ci han la casa nuova, ma io non li invidio. Gi, voi non avete visto nulla, ch camminavate col viso a terra e il temporale poi vi ha nascosto anche il villaggio.
Giusto. Quel vecchio non era davvero uno zoticone. Sotto lo sguardo fisso dei ragazzi il forestiero sera intanto data una mutata, scrollandosi di dosso la maggiore umidit. Squadernato lo zaino sopra una specie di banco da falegname, era venuto estraendo una borraccia e certi oggetti dalluminio che fecero allungare il collo ai marmocchi incuriositi. Composto un bicchiere, offerse da bere al vecchio.
Vino! Buono. Non  delle osterie paesane questo. Son vallate le nostre ove  migliore il latte, ch sintendono pi di pascoli che di vigneti i montanari.
Per i ragazzi sbuc della frutta, ma ci che maggiormente li allett fu qualche giornale illustrato, a colori, uscito dagli involti, che fece brillare gli occhi, inducendo il forestiero a farne loro dono.
Vinteressano le figure. Asini! Fareste meglio a riprendere in mano i libri di scuola borbott il vecchio appena savvide che si contendevano i fogli. La maestrina di Pallone insegna quello che pu. Ben poco davvero. Se ne accorger il loro babbo, se ricever mai qualche rigo.
Diluviava di continuo. Il tuono lontanava e giungeva ora tardo con fragorosi rimbombi dal lato opposto a quello in cui sera sviluppata la burrasca. Lorecchio teso ai discorsi del montanaro, il forestiero, ormai a suo agio, aveva estratta la pipa, rassicurando lospite circa il pericolo del fienile. Lintimit fra le bestie della stalla e gli uomini a ridosso fu dun tratto perfetta, quando il vecchio, dato un buffetto al mulo insistente, il cui muso continuava a insinuarsi nella greppia, gli chiuse la breccia rimproverandolo.
Ora basta. La tua razione lhai avuta e, il mulo lo guard a lungo dietro la grata, prima di distrarsi con le mosche e disperdersi nellapatia del riposo.
Se il vecchio sinterrompeva per riporre una cesta rattoppata, il mutismo degli animali e degli uomini diveniva quello della montagna fasciata dai nembi e avvolta dalla monotonia della pioggia. E un senso di riposo e di sollievo era negli spiriti.
Quel che ha buttato, ha buttato. Il grosso  ormai gi mormor il vecchio mettendo fuori il capo e guardando le nubi, dopo una lunga pausa silenziosa. Siete diretto alle Braie?
Il forestiero lo imit.
Son l in alto le Braie?
Non v altro passo se continuate a salire. Il tempo  rotto. Avrete forse altra pioggia e non vi consiglierei la discesa in serata. A buio per queste strade si va male e chi non le conosce rischia di non azzeccare nemmeno una maest. E allora  brutto pernottare alladdiaccio.
Chi le ha costruite le maest?
Ci son sempre state. Opera dei nostri vecchi, pastori e carbonai. Ogni anno c chi le ripara, perch sul monte non v spesso altro rifugio. V sempre un fornello su tre sassi e un po di legna intorno. Ognuno la pu accendere per una cena da campo o per un po di calore. Mi paiono a volte il segno dellantichit della nostra terra, insieme alle sperse cappellette.  cos desolata la montagna laggi nelle Americhe dove nessuno ha ancora pensato a chi lo seguir nelle regioni spopolate. Quando si usciva dai cantieri su quelle montagne pareva derrare nei deserti. Lo credereste? Quasi per farci compagnia, noi montanari di qui, in certe ore di sosta ci industriavamo di costruire qualche maest. Chi vi passa o passer in avvenire, anche se non dovr ripararvisi, si sentir meno sperduto.
Luomo della montagna non  dunque cos agguerrito da non sentirsi sicuro sotto un semplice riparo di frasche? Il forestiero assentiva e la sua ammirazione silenziosa doveva essere evidente perch il vecchio se ne consolava e sapriva a pensieri e confidenze mai espressi, godendo a lasciar intendere come le antiche tracce di civilt fossero radicate nellanima primitiva cos da vincerne ogni rozza apparenza.
Lacqua intanto decresceva. Una nube bianca, sempre pi nivea, ingrossava diffondendo chiarore sul vallone plumbeo. Il forestiero prese a riordinare lo zaino mentre i ragazzi, con lo sguardo inquieto, si domandavano se fosse necessario restituire i fogli illustrati che ancora non serano stancati di passarsi, additandosi con silenziosa meraviglia or questa or quella immagine per indovinare la spiegazione o darne una immaginosa che, manifestata, avrebbe rivelato con quale fervore lavorava la loro vergine fantasia. Sollevati quando il sacco parve ultimato senza che il forestiero accennasse ai fogli, il maggiore aperse bocca per la prima volta.
Quel pacco di semi da mandare alle Braie... il nonno gli arrest la parola con lo sguardo. Il marmottone si era dunque svegliato? E proprio lui soffriva di fare un servigio, mentre era sempre cos difficile forzarlo al lavoro? Lesse chiaro nel ragazzo il desiderio di accompagnarsi al forestiero, di far durare pi a lungo la sua compagnia, e tentenn il capo. Quello, comegli stesso un tempo, come il padre, sarebbe sceso ben presto dalla montagna. Non era che latavica tentazione a stimolarlo. Reprimerla? S, finch avrebbe dovuto ubbidirgli, ma poi nessuno lavrebbe trattenuto.
C un pacco di semi scelti del mio orto montano. Piante che ho finito per acclimare e forzare a vivere quass escogitando ripari e prodigando speciali cure. Il manente delle Braie, passando, cento volte s fermato a considerare lorto, sfiduciato dai suoi tentativi, per chiedermi consiglio. Dammi i tuoi semi continua a ripetermi. E i semi sono ora pronti, ma  stagione di lavori questa e di lass non scende nessuno.
Nel mio zaino c posto osserv il forestiero. Posso farvela io la commissione.
Il vecchio scrut il nipote. Gli dolse il disappunto del ragazzo.
A questora sarebbe imprudente per te raggiungere le Braie. Il tempo  rotto e il signore giunger allimbrunire. Il ritorno di notte, forse sotto la pioggia,  pericoloso. Andremo un altro giorno insieme.
Con noi? saffrettarono a chiedere i pi piccoli.
Tutti e fu lieto di veder diminuire il disappunto dal viso corrucciato e daver messo una nota allegra nellanimo della nidiata.
...
Solo qualche rado pulviscolo acquoso permaneva nellaria quando il forestiero riprese il cammino.
Per le Braie non avete che da mantenere la mulattiera laveva avvertito il vecchio.
Lo guido fino al Passo del Montone. L ci son tre strade aveva insinuato il maggiore, e il nonno non aveva saputo opporsi. Quella scappata gli si poteva concedere. E dietro al fratello, silenziosi, erano sfilati gli altri due, agili, scaprettanti da una balza allaltra, vigile guardia del corpo nella solitudine del bosco lentamente illuminato dal sole che si rifaceva strada tra gli squarci della nuvolaglia.
Al Passo del Montone, visto luomo imbroccare la via giusta, i ragazzi serano attardati un minuto e serano poi volti quasi fuggendo verso casa, ilari, indiavolati, finalmente urlanti cos che leco delle loro voci e dei loro gutturali richiami accompagn ancora a lungo il camminatore.
Il bosco diradava ogni tanto o infoltiva. La strada, non mai ripida, saliva aprendo su balze improvvise un panorama di ondulature che articolavano il vallone spopolato di case e rado di colture. Per godere di questa solitudine era in cammino? Ancora non se lera chiesto, ma lincontro col vecchio che nel mondo aveva camminato soltanto per lavorare, soltanto per aiutare luomo a progredire nella conquista di nuove ricchezze, lo forzava ora a pensare. A disagio sera sentito in quella capanna popolata di animali domestici, sotto lo sguardo dei demonietti scrutatori e sotto lesame del vecchio saggio. Per quanto ospite gradito e riguardato, non avrebbe saputo dove collocarsi, dove assidersi, dove sentirsi al suo posto. Troppo poco aveva da rendere per ci che gli si porgeva, non contando n il denaro n i doni materiali in un albergo dove ricchezza e lusso  soprattutto il calore umano dellofferta e la fiducia di chi sapre e d spontaneamente.
Che avrebbe potuto narrare daver fatto camminando nel mondo? Del paesaggio andino avrebbe mai potuto fissare unimmagine, nonch unimpronta, come quella del montanaro trasformatosi in minatore? In una zona delle australiane Montagne Blu, lungi dal pensare di collocarvi un segno della umana esistenza, un giorno sera compiaciuto che luomo avesse avuto lispirazione di sparire con le sue tracce, per lasciare un superbo vallone deucalipti intatto e vergine, senza orma di sentiero visibile. Rivedeva ora le cime azzurrine dei colli, pomposamente detti montagne dalla fanciullesca immaginativa degli australiani, poco avvezzi a contemplarne nel loro spopolato continente, consunto dalla lima dei millenni, commettendo il consueto errore di far lavorare la fantasia a detrimento della realt. Per questo anche gli era sfuggita la caratteristica di Pallone, villaggio razionalmente ricostruito con casette a file regolari, l dove la montagna impone agli abitati la sua struttura e li colloca ove meglio si difendono dai venti e dove pi conviene erigerli presso i coltivati e le fonti.
Levando la mano fece il gesto di cancellare dalla fronte o dal pensiero le interiori visioni, e fiss lo sguardo innanzi. Le nubi sattardavano pigre, lasciando al sole soltanto il varco di brevi golfi azzurri. La mulattiera sinoltrava in un folto di faggi. Le sue mani allora ne tentarono le nocciole e, con risorgente golosit infantile, prese a sbucciarle e a masticare frutti, minuti come pinoli, leggermente legnosi, riuscendo cos a liberarsi dal consueto divagare.
Doverano le Braie? Raggiunta una breve radura si volse a considerare la montagna. Finalmente era possibile vedere sin quasi dove aveva lasciato il torrente, molte ore prima, e scorgere i radi abitati, bianchi e spersi puntini, sommergersi adagio nel velario della sera. In alto pareva invece che la luce saccendesse in una aurora pigra. Lerta sera mutata in una viottola campagnola e vasti appezzati di terreno coltivato, estesi campi in leggero pendo, annunciavano una fattoria.
Quass debbon essere le Braie si disse, e a passo leggero, lieto di camminare allo scoperto, saffrett, avendo sentito dimprovviso pesare la solitudine con lavvicinarsi della sera.
Al trotto in questora alle Braie? E per raggiungere quale mai borgo se il primo  a quattro ore di strada?
Una voce cordiale larrest. Da un sentiero laterale gli mosse incontro un uomo che, senza cessare di esaminarlo incuriosito, cercava di trattenerlo con loquace confidenza.
Il passo  a unora, ma quandanche vi giungeste prima, non vi consiglierei dinoltrarvi sulla scesa. E non credo che abbiate intenzione di pernottare nella maest mezza franata. Non c pi chi li ripari quei casotti, se si trovano lontano dai facili pascoli. E facili non sono davvero i nostri pascoli su queste groppe inselvite.
Montanaro schietto non doveva esserlo quel tipo ciarliero. Il camminatore rallent il passo per unirsi a lui e lasci che continuasse il discorso confidente, prendendo gusto a penetrare nella vita del paese che sera proposto di traversare quasi per capriccio.
Questi terreni sono tardivi continu luomo volto agli appezzamenti. Ma c gusto a salirvi quando in basso il caldo vi infiacchisce. C sempre un sapore di prima stagione e fa bene trovarli bagnati al mattino per la gran rugiada e fioriti quando in valle ogni erba  stecchita dalla calura.
Venite a villeggiarvi? domand il forestiero con pari confidenza, quasi non avesse fatto che camminare con quel compagno.
Villeggiarvi? Eh s, potrei dire di s. Son mie le Braie; erano dei miei vecchi e mi sono rimaste. Se non vi si torna almeno una volta allanno, temo che finirebbero peggio di Pallone. Mica che sian cattiva gente i manenti, tuttaltro. Ma son contadini, considerano sempre roba loro tutto quanto il padrone non vede almeno una volta seminare o raccogliere. E allora che ci resta? Per, in fondo, non  per questo. Io, almeno, godo a tornarvi. Si sa, le abitudini prese da ragazzo hanno il loro dolce a continuarle.
Angiolla, ehi, lavete spogliato il ciliegio?
A quel richiamo balzarono fuori due musetti di pastorelli dietro a una giovane mamma, appiattati quasi temessero dessere indiscreti a presentarsi innanzi al padrone, vedendolo insieme a un forestiero cos diversamente abbigliato.
Alta e vigorosa, col volto rosato e pieno delle feconde montanare, fresca di carnagione come un frutto colorato di sole e di maturit, Angiolla raggiunse gli uomini.
Ciliegie? Ma siamo ai primi dagosto!
E che vho detto? Quass si riacciuffa la prima stagione dellanno ripet con esultanza il padrone. Volete unaltra conferma? Aprite un lembo del grembiule, Angiolla.
Piselli. Il forestiero tuff la mano nei teneri baccelli, tradendo la tentazione di aprirne alcuni. Come son teneri! Proprio  la terra delle sorprese questa!
La donna sorrideva, mentre i due figlioli seran posti ai suoi fianchi senza cedere alla soggezione degli uomini, e, compiaciuto, il padrone delle Braie ripeteva lelogio della spersa fattoria, tornando a dichiarare che infine lui non ci si sentiva davvero in esilio.
S, in paese e magari in citt vi son comodi ben diversi. Io posseggo un caff a Cordiglio, il primo caff del Comune, con macchine che non hanno nulla da invidiare ai locali di Parma, e ho tutte le sere la compagnia dei miei clienti che sono un po come ospiti e vengono l anche a consigliarsi perch l  la vita del paese; pure alle Braie mi ci ritrovo, mi ci ritrovo...
Devi il discorso, essendo il gruppo giunto presso una massiccia casa, o forse avendo egli scorto alla finestra qualcuno a cui grid
Puntuale!
Il forestiero intanto domandava ad Angiolla:
Conoscete il vecchio montanaro che sta sopra Pallone?
Quel mezzo mago?  lamico di mio suocero. Un personaggio di casa, che a sentire il nonno dei miei bimbi  la sapienza fatta uomo. Credo che i piccoli se lo sognino ogni tanto come uno dei Re Magi o come il mago delle favole. Il nonno non parla che di lui, non cita che le sue gesta, non d valore che ai suoi consigli.
La donna sorrideva parlando, lieta daver modo di conversare su cose familiari che le davano modo di esprimersi senza impaccio.
Saran dunque per vostro suocero i semi che mha affidato per consegnare alle Braie.
A voi li ha affidati? Oh che disturbo vi siete preso. Ve ne sar tanto grato il vecchio.
Traendosi dietro il forestiero prima che il padrone avesse modo di trattenerlo, lo condusse al di l della casa, presso unaltra abitazione non meno solida, ma pi rustica.
O pa grid, giunta alluscio, e volta ai bimbi: Andate a chiamare il nonno, di corsa. Entrata, depose il cesto, vuot il grembiule e spalanc una finestra per rischiarare il tinello. Venite, accomodatevi. Non c di meglio. Siamo in campagna, anzi, sui monti, e vorrete scusarci. Trattenendo lospite prese ad aggiustar le ciliegie in un cestello e a scegliere i piselli per deporli in un altro nuovo e pulito. Appena riapparvero i frugoli, li porse loro e pi a cenni che a parole li avvi verso la casa padronale.
Giunse intanto il pa, un vecchio sullo stampo del suo saggio amico, ritto ancora e adusto, che scrut il forestiero un attimo prima di salutarlo.
Mha pregato il vostro amico di sopra Pallone di portarvi questo pacco. Sono i semi promessi, a quanto mha detto.
A voi li ha consegnati? Oh, quello sa sempre come offrirsi e come valersi della gente. Un grande uomo, e chi non ne conviene o ne ha invidia o  un ciuco. Un giardino saprebbe fare di queste montagne, se, se.... Ma ci ha altro da fare sempre, povero vecchio. Certe fortune di famiglia... Va un po a vedere.
Sciolse il pacco avvolto con cura.
Anche la posta vha affidato. Ecco un servizio di cui vi saran grati tutti alle Braie. C una lettera per te disse rivolto alla nuora il resto  per i padroni.
Per me? Federico,  di Federico, vero, pa?
La voce trepidava amorosa. La donna, appena assentatasi, era ricomparsa con al petto una piccina ancor mezzo assonnata che stava svegliandosi e cercava i seni della mamma. Presa tra le cure materne e il desiderio di saper subito che cosa scrivesse il suo uomo, Angiolla esit un istante. Chiesta licenza, si appart e con tenerezza scoperse un seno, lasci la poppante al suo dolce alimento e aperse la busta con cura, infilando nella piega una forcina.
Adempiuta la commissione, i frugoli serano appena ripresentati, che il nonno porse al pi grandicello un piego.
Porta anche questo ai padroni. D che lha mandato, per mezzo del signore, lAmericano e, mentre i bambini tornavano a sgambettar fuori, esclam: Per servigi, gi ve lho detto, non c che lui, lui che sa meglio di tutti il valore di certi piccoli favori quando si vive isolati dal mondo e nel mondo si hanno come spersi i propri figli. Ch anche il mio, Dio solo sa quando potremo rivederlo. Quella creaturina che poppa laggi beatamente e sgambetta appena, vedete, non lha ancora vista ed  partito che non era ben certo dovesse nascere.
Volto alla nuora, per quanto si studiasse dintrattenere lospite, attendeva quali notizie gli avrebbe comunicato, trepidante e un po geloso per il silenzio della donna intenta ad allattare e a suggere le parole affettuose che riempivano le quattro paginette della lettera.
Viene. Ritorna. Se la fortuna ci assiste lo riavremo prestissimo!
Allannuncio il vecchio si schiar lasciando comprendere allospite, quanto la notizia lo rendesse felice. La poppante, sospendendo la sua avida fatica, stacc le labbruzze bagnate di latte e sorrise alla mamma, fissandola coi suoi occhi di creaturina beata, prima di attaccarsi al nuovo seno gonfio e teso.
Il vecchio, sforzandosi di mortificare la propria letizia, prese a sciogliere gli involtini, ad ammirare i semi, a commentare laccurata cernita e a decifrare i consigli e le indicazioni che ciascun pacchetto conteneva.
Si pu essere pi diligenti e pi precisi? Senza contare la generosit, sintende, perch, mentre ci siamo sempre studiati, fra contadini, di tener gelose le riuscite dei nostri lavori, il mio amico gode a rivelare a tutti quanto sa e ottiene. Ma gi, lui un contadino non lo  mai stato. Capomastro, carpentiere, falegname, fabbro: un po di tutto. Vi saprebbe impiantare una fabbrica, una strada, una miniera, un ponte. Ha la passione del lavoro per il lavoro e, ovunque simpegni, riesce, e tribola pi se gli altri non lo sfruttano e intanto imparano, che se non si giovano di ci che imprende.
Lo tenete qui, in piedi, intanto il signore? ammon con garbo la donna, levatasi e tornata fra gli uomini con la bimbetta. La cena non  pronta ancora.
Oh, gi, siamo cos poco assuefatti alle visite. Ci scuserete, vero? Qui, qui il sacco e mettetevi in libert, chio non abbia ad annoiarvi con le mie ciance. Devo mungere io, Angiolla? Tu, va per fascine e aiuta la mamma in cucina grid al nipotino maggiore e tu, volto al fratello portami alle stalle gli altri due secchi. Siete padrone disse cortese allospite. Le Braie sono belle proprio a questora, dicono i forestieri che vi capitano. Non vi sperderete certo per le strade del nostro casolare. Vi daremo una voce o verr a raggiungervi io stesso a momenti.
Il forestiero grad la libert che gli veniva offerta e, uscito nellaia, prese ad avviarsi lentamente verso i coltivati dopo essersi munito duna giacca e duna sciarpa che lo trasformavano del tutto in villeggiante. Come fumate dense e cupe, certe nubi ancora pregne di pioggia pareva faticassero a traversare la groppa dun monte a tramontana. Poco pi gi, a ponente, oblique raggere infocate riverberavano bagliori sanguigni sopra un mareggiare daltre groppe dietro le quali sintuivano valli in ombra, uggite dal precipitare del buio.
Oltre la casa dAngiolla, unaltra abitazione rustica appariva animata dal giungere dun branco di pecore sospinte allovile da una ragazza che le richiamava per evitare gli ultimi sbandamenti. Passarono tre mucche, dirette, dietro il campano della prima, alla stalla. Apparve e sparve un giovanotto sotto un carico di strame. Una donna anziana usc dalla cucina facendo risonare dei secchi.
Sudivano or qua or l grugniti e belati e lunghi muggiti. Laria era pregna dun sapore di fieno e dovile, di fioritura, di fumo di stipe, di pan fresco, di latte. Con qualche decina di passi le Braie si traversavano, poich allinfuori delle due abitazioni rustiche non restava che la casa padronale dinanzi a cui le stradette confluivano sfociando in un piazzaletto, ove bisognava far sosta come sopra un belvedere.
Il piazzaletto, adorno di rampicanti che incorniciavano la facciata a mezzogiorno della casa, aveva unaria di terrazzo e di giardino, piuttosto che di aia, costruito per lo svago e il riposo dei padroni. Vi giunse con passo leggero, s che una fiorente giovinetta, poco pi che adolescente, non savvide del suo arrivo, assorta nella lettura di alcune lettere, seminascosta fra due graste di fiammanti gerani. Il forestiero stesso tard a scorgerla per il colore della veste fuso col rosso dei mattoni e dei fiori. Come la vide, non pot trattenersi dallammirarla nella grazia gioiosa della lettura che doveva arrecarle piacere, avvolta nelle ultime luci sanguigne ormai declinanti e prossime a spegnersi al di l delle groppe e dei nembi.
Oh, quanto  stato gentile a portarci la posta! Giacch  bene a lei che dobbiamo, che devo specialmente io, questo favore. Di forestieri alle Braie ci sono cos scarse apparizioni, che non  possibile ingannarsi.
Quella che pareva una giovinetta si rivel alzandosi e andando incontro alluomo, una ragazza vivace e spigliata.
Sono Oretta aggiunse porgendo la mano e rimpiango proprio che il babbo sia stato cos poco ospitale da non invitarla per primo, non fosse che per la cortesia che ci ha usata.
Dovrebbe ringraziare piuttosto il vecchio di sopra Pallone per il favore, chio ignoravo del tutto esser diretto anche a lei. Ma vedr di ringraziarlo io, se maccadr mai di ripassare per queste valli.
La garbata galanteria lusing Oretta.
Quel vecchio orso? Proprio quellorso lha indirizzato quass? Per il babbo  stato ben poco ospitale e dovr pagarmela.
Ma non  a lui chio ero diretto. Vorrebbe chio commettessi lo sgarbo di rifiutare lospitalit dei contadini, offerta con tanta premura?
Bene, basta, ma la serata la trascorrer anche con noi spero. La mamma  pi indignata di me e sarei gi venuta a cercarla se le lettere non mavessero tentato prima.
Bene, ci accorderemo.
Oretta, Oretta, ma dove ti sei cacciata? sha proprio sempre da sfiatarsi?
Una signora attempata, dal passo duro, ornata quasi dovesse recarsi in visita, apparve sul piazzaletto.
Oh signore, voglia scusarci, voglia perdonarci. Mio marito  proprio un montanaro anche lui. Neanche i pi elementari doveri si pu sperare che conosca. La mia bambina le avr detto certo quanto le siamo grati...
La ragazza le corse incontro e fingendo di abbracciarla, bad piuttosto a tapparle la bocca. Possibile che fosse sempre cos indiscreta la mamma?
Dopo cena lavremo in visita, me lo ha promesso.
Si potr finalmente parlare un po del mondo. Qui si  in un reclusorio. Se non si parla con la serva, non restano che gli animali, perch...
Basta, mamma. Son cos pochi giorni, possiamo ben pazientare.
Le schermaglie durarono fnch le donne non furono rientrate e il forestiero, chiamato dal vecchio di ritorno dalla mungitura, si avvi alla casa dei contadini. Curva sul focolare, Angiolla appilava testi, intercalando schiacciate di grano turco che brillava alla fiamma con dorature rugginose prima dabbrustolirsi delicatamente. La bimba nella zana seguiva con gli occhi i movimenti della madre e i due ragazzetti scrutavano il lavoro, solleciti nelloffrirsi ora per attizzare il fuoco, ora per scuotere la cenere dai testi, soffiando a piene gote.
Alla buona vi riceviamo mormor il vecchio mentre affettava la coppa e la disponeva in una fiamminga. Il cestello dei piselli freschi era da un lato e i piatti brillavano sulla tovaglia bianca illuminata dalla lumiera a petrolio sospesa al soffitto. Anche lui, come la padrona, aveva gran curiosit di apprendere qualche cosa sugli avvenimenti del mondo lontano, ma non osava interrogare lospite, e come tutte le creature semplici, per avviare il discorso prese a parlare dei lavori dei campi, delle annate, dei tentativi di acclimatazione di certi erbaggi che avrebbero un po arricchito il pasto dei montanari, godendo dessere ascoltato con attenzione.
Che sappiamo mai dire noi, poveri montanari, sempre curvi sopra la terra? diceva il suo aspetto. Se ci togliete dagli argomenti del lavoro, la nostra competenza  finita, e se apriamo bocca, specie innanzi ai forestieri, finiamo per rivelarci meschini. Ma non cos pareva pensarla lascoltatore. La sua aria non era punto di condiscendenza. Pareva anzi che godesse a conoscere quei ragguagli sulle colture montane, ad apprendere il valore delle quotidiane fatiche di chi il proprio pane lo impasta e cuoce ogni giorno, dopo aver seminato il grano, dopo averlo battuto e macinato.
La donna, assegnati i posti dei ragazzi ai lati del nonno e posata la piccola sul seggiolino al proprio fianco, quandebbe ultimato i preparativi sedette alla tavola, e parve allora al forestiero di partecipare al pi sereno dei conviti.
Vi preparo io le schiacciate col formaggio fresco? Non si tratta di stracchino,  roba di casa per.
Il forestiero assist a unabile manipolazione e grad dessere servito come i bimbi, mentre il vecchio provvedeva per s.
Federico scrive che spera desser qui per la raccolta del fieno, cio, subito. La donna esultava e non poteva trattenersi. Vorrebbe sapere della mietitura, del bestiame, se non s preso braccianti.
Gli mancano le Braie. Ci  nato, fece il vecchio, ma sposa e nonno volevano dire Vuol rivedere i bambini, noi, ritrovarsi con noi, e i due ragazzi, attenti alle parole dei grandi, erano pervasi dalla gioia comune.
Il maggiore dun tratto balz dalla seggiola, corse in un cantuccio e, colta una manata di pinoli, si rec svelto nella stanzetta attigua. Al ritorno si vide saltellare per terra e balzargli sulle spalle un superbo esemplare di scoiattolo dalla lussuosa e morbidissima coda nera. Fregato il musetto contro la guancia del bimbo, cominci a cacciare le labbruzze nella mano porta a conchiglia perch compisse il suo pasto. N la mamma, n il nonno, per quanto interdetti, ripresero il ragazzo, tanto pi che lo stupore ammirato del forestiero li dispensava dal mostrarsi severi.
 il suo giocattolo. Non ne sa fare a meno. Lo ha trovato lui, chera nato da appena qualche giorno, mentre si andava per legna, al piede dun pinastro, caduto dal nido. Non ti campa, gli ho detto e ripetuto, e poi sta certo che non sadatterebbe mai a vivere in casa e tanto meno in gabbia. Lascialo, ch la sua mamma scender a cercarlo e a riprenderselo.
Sadatt male a darmi ascolto. Fatti i nostri fasci di legna, il ragazzo non seppe resistere a ripassare presso il pinastro, per accertarsi che la bestiola era stata soccorsa. La ritrovammo impastoiata nelle erbacce, affamata pi che mai e disperata di non sentirsi nel suo nido. Forse gli hanno ammazzata la mamma i cacciatori, ho finito per osservare. Cera stato infatti un gruppo di cacciatori di passaggio per il bosco e serano uditi vari colpi nelle vicinanze. Il piccolo a forza di sporgersi in cerca di chi gli recava il nutrimento, deve essere precipitato. Il ragazzo se lo cacci in tasca col proposito di provarsi ad allevarlo.
Ogni tentativo di imboccarlo, dindurlo a leccare il latte, fu inutile. La bestiola, per quanto affamata, non riusciva ancora a nutrirsi da sola. Per levare di pena il figliolo, appena la mamma lo incaric duna faccenduola, la presi e la gettai alla gattina, deciso a farla scomparire.
Ed  qui che  avvenuto lincredibile. La gattina aveva nidiato da pochi giorni e alcuni piccoli le erano stati tolti. Annusato lo strano animaletto nudo e capace appena di agitare zampette e labbruzze, anzich divorarlo, prese a lambirlo, a leccarlo maternamente e se lo port fra i micini e lo allatt. Chi fece la scoperta fu ancora il ragazzo che annunci dopo qualche giorno:
Lo scoiattolo  ancora vivo e ingrassa pi presto dei gattini.
Svezzato, cominci a mangiare come i fratelli di latte un po dogni cosa, a giocare con loro, a balzare appallottolato sui mobili, a prendersi confidenza con le persone, ma soprattutto a prediligere chi lo vigilava e assisteva, viziandolo col portargli particolari leccornie. Ed ora eccolo qui, pi grosso della gattina e pi agile, capace di accompagnare al bosco il ragazzo e tornare appeso al fascetto della legna, sensibile al richiamo della sua voce pi che alla tentazione di intrupparsi tra i rami coi suoi simili, che va a rincorrere ogni tanto per poi tornare a strusciar la coda sotto il mento di chi lo porta sulla spalla.
Mentre il nonno narrava, il minore, sgusciato anche lui silenziosamente dalla scranna e assentatosi un momento, era tornato schiudendo in pugno qualcosa di morbido. Si vide poi pian piano far capolino un musetto, finch, vinta la titubanza, le manine aiutarono un porcellino dIndia a tenersi in equilibrio, garbatamente, sullorlo del piatto, e divorare i minuti resti lasciati in serbo per la sua golosit.
A interrompere quella che pareva una bella favola nella cornice dellambiente rustico, una voce da fuori chiam:
Bartolom, Bartolom.
Padrone, avanti fece eco il vecchio favorite un momento.
La donna si lev e tolse dalla credenza tre bicchierini e una bottiglia.
Un sorsetto del nostro centerbe. Non  proprio il centerbe si affrett a spiegare il vecchio offerto nelle liquorerie, che daltronde non ho mai assaggiato sottoline ma un liquore casalingo la cui ricetta  dovuta al nostro mago di sopra Pallone, e la manipolazione  tutta nostrana, casalinga anzi, perch io stesso mi sono industriato a distillarlo. Non s obbligati a fargli onore, ben sintende, se non abboccasse al palato. Al padrone per non  sgradito, vero, signor Luigi?
Ha il solo difetto dessere fabbricato a piccole dosi e di restare un segreto un po personale, ch se riuscissi a indurre questi miei vecchi a produrne qualche po e a lanciarlo nel caffeuccio, farei la mia e la loro fortuna aggiunse il padrone delle Braie, ingollando dun sorso il liquore verdolino e mostrando di gustarlo appieno con ghiotto schiocco delle labbra. Aveva infatti il liquore un sapore aromatico e acuto derbe montane fuso a un mordente che asciugava il palato per poi accaldarlo e legare alla bocca un durevole profumo silvestre. E non furono necessarie troppe insistenze perch gli ospiti accettassero la replica.
...
La signora Luisa le era sempre un po dispiaciuto quel femminile del nome del marito, appioppatole appena giunta sposa a Cordiglio, ma, tant, doveva ormai tenerselo, anche se non era il suo vero nome ricevette il forestiero con la pompa che le consentiva lambiente.
In che modo s costretti ad accogliere le visite! Chi pu mai far giungere anche solo un riflesso di civilt alle Braie?
Il forestiero, per i raggiri salottieri della signora Luisa, cap che occorreva, di discorso in discorso, dire di s qualcosa, come ognuno usava, prima di accettare la cordiale accoglienza con naturalezza e considerarsi nel rango di vecchia amicizia in cui la padrona saffrettava a far capire di considerarlo.
Di dove veniva? Presentemente dai monti, cos che, di giorno in giorno pellegrinando ozioso, non avrebbe forse ben saputo rifare litinerario, e dire quali localit avesse visitate. Vi sera indotto per riposo, s, per riposo meglio sarebbe stato essere sincero e dire per saziet . Non lo credeva la signora Luisa e sbalordiva la signorina Oretta? Ci son davvero modi bizzarri per riposare a questo mondo, dovettero convenire.
Era anchegli un provinciale piuttosto che un cittadino, e laffermazione aveva sapore di compiacimento. La provincia soltanto conosce la vera vita e pu, qualche volta, sottrarsi agli obblighi di troppe costrizioni e alla monotona delle convenzioni. Tutto ci era strano per le ospiti. Amavano esse la vita cittadina. Potevano anche considerarlo un po cosmopolita per i gusti e le insoddisfazioni, per i frequenti richiami alle terre straniere e per i bisogni, talvolta violenti, di isolarsi nel mondo viaggiando. Isolarsi. Buffo, quasi? Eppure chi  pi solo dun uomo in una citt straniera di cui spesso non conosce la lingua? Tale lisolamento e la solitudine, a volte, chegli prese a ricordare come una sera in Olanda, per vincere il freddo del cielo cupo e umido, sera messo a sfogliare lelenco telefonico in un locale pubblico affollato di gente gaia, intesa ai propri godimenti, e aveva disperatamente chiamato persone sconosciute, i cui nomi gli avevano dato lillusione di incontrare dei compatrioti.
La signora Luisa raggiava. Ecco un uomo come lei aveva sempre sognato, una persona da sollecitare in visita, da presentare a tutti i conoscenti perch ascoltassero un po dalla sua bocca che cosa volesse dire vivere e vedere il mondo. Oretta per fortuna sapeva abbastanza contenerla, giacch quella benedetta e adorata mamma proprio non riusciva mai a frenarsi, nonostante il suo proposito di mostrarsi discreta e calma come una vera signora.
Il dispregio della padrona per la rustica casa non fu sentito o non volle essere inteso? Il forestiero si diffondeva ogni tanto ad ammirare i vecchi mobili massicci, di noce, certe suppellettili di vecchio buon gusto, sempre gradevoli, che la signora avrebbe voluto confinare in soffitta, e la grazia pacata e serena della costruzione, solida e pratica, che denotava nei primitivi costruttori e proprietari una vigorosa aderenza allambiente in cui serano formati e affermati.
Ambiente montanaro, gente di umile condizione allorigine ripeteva la padrona con persuasione e disappunto, anzi con sottaciuto disgusto.
La garbata difesa del lavoro materiale iniziata dal forestiero minacciava di rovinare la bella serata, poich la signora Luisa avrebbe voluto vantare origini meno umili e veniva, a ogni svolta del discorso, insinuandole, senza accorgersi del piacere che provava il forestiero nel contraddirla. Forestiero veramente ormai non era pi ritenuto. Sera presentato: Paolo Renda; e quando la signora Luisa cominci a parlare del dottore, nella cui casa era nata e cresciuta, il Duttur per antonomasia, conosciuto e stimato per un raggio di almeno venti miglia intorno, dovette a sua volta parlare della propria casa.
Possibile? Non era unostentazione di umilt quella del signor Renda? Non si divertiva davvero a confondere la padrona gi cos fiera di ospitare un personaggio di rilievo, se tanto mostrava daver viaggiato e vissuto? Possibilissimo, anzi, vero. Non proveniva nemmeno dalla casa dun dottore, ma dun semplice artigiano, ricco pi di buona volont che di mezzi. La signora Luisa faceva i risolini dintesa. Gi, gi, vederci, sotto quellartigianato! Lospite aveva il gusto delle definizioni un po strane, ecco tutto. Se ne intendeva lei! Ci sono i fanfaroni, gli spacconi, i bellimbusti, e ci sono i loro opposti, con opposti gusti, e mentre gli uni vantano e moltiplicano con la fantasia i loro beni, gli altri avviliscono e misconoscono persino le loro doti. S, s, e il complimento doveva essere accettato, doveva essere gradito, tanto pi che chi lo faceva, lei, la signora Luisa, non era e non era in realt donna da propinarne troppi; lavrebbero potuto confermare in coro tutti, dalla prima allultima famiglia di Cordiglio.
Dunque il figlio dun umile artigiano se la poteva spassare a suo agio in viaggio e vacanze e togliersi il capriccio di riposare, sfacchinando a casaccio su e gi per monti esclusi dal novero delle localit climatiche e persino privi di strade. Ne aveva ben letti di libri anche lei, e quanti..., unintera biblioteca. In tutti i suoi atteggiamenti, in tutti i suoi discorsi, era ben venuta riconoscendolo, era uno di quegli originali protagonisti da romanzo che, in mancanza dun vero e proprio mestiere, si scelgono larte del far diverso dal prossimo e magari di contraddirlo di proposito.
Paolo Renda non ricordava dessersi imbattuto in una pi ostinata creatura, ostinata nel credere vere soltanto le proprie idee.
Ma no, il mestiere laveva anche lui, e come. Ci son mestieri e mestieri, occorre convenire, e non guadagnarsi il pane ogni giorno a parte la reale necessit gli sarebbe parso un rubarlo. Proprio cos. Pu essere un mestiere anche quello di guardare il mondo. Per ora, ci teneva a farlo sapere, era in vacanza, in riposo.
Deve dunque essere un gran bel mestiere, disse Oretta con tono leggero e palese ammirazione, intervenendo come le accadeva ogni volta che la mamma si trovava in difficolt, anche per disincagliarla e vedere se le riusciva di sedare le sue intemperanze.
Il padrone delle Braie ascoltava silenzioso in penombra, ora gongolando, ora forse confondendosi. Provatosi a sostituire la fante nel servire il caff e i liquori, sera visto immobilizzare da uno sguardo imperioso e sera rassegnato quindi ad annuire ed approvare di volta in volta, appena gli pareva meno sconveniente aggiunger parola.
La fante non era purtroppo, che una ragazza contadinella, non proprio delle Braie per, dove, come avr visto il signor Renda, si allevano i bimbi come gli animaletti, anzi, con gli animaletti, cui si d da mangiare nei piatti, e si sopporta forse che dividano con essi anche il giaciglio.
Non ne conveniva? Era anzi una domestica perfetta? Merito suo, della signora Luisa, se sera un po incivilita; merito suo, che se lera allevata e tirata su, educandola come la pi perfetta delle cameriere.
Gustato il caff, elogiati i liquori dalle etichette sgargianti, lospite chiese se il fumo dava noia. Dopo aver concessa ampia licenza, la signora Luisa non saspettava di veder da una borsa estrarre una pipa piuttosto bruciacchiata agli orli e caricarla e fumarla in sua presenza. Dalla penombra il padrone, impedito finora di estrarre il suo mezzo sigaro da minacciosi gesti segreti, contenne un moto di vera gioia. Visto carico il fornelletto dellospite, saffrett a porgergli il fuoco, e finalmente pot sopportare di starsene in silenzio, tirando ampie boccate che pareva scendessero a ringiovanirgli i polmoni. Oh, quellospite laveva mandato davvero un buon genio, il genio del vecchio mago di sopra Pallone. Si riprometteva, scendendo, di fargli qualche dono gradito.
Moda, non poteva essere che moda quellattizar la pipa anche nei salotti in mezzo alle signore, moda spinta, una originalit come unaltra di questi tipi che si fanno un loro galateo particolare commentava indulgente la signora Luisa e avrebbe voluto forsanche intendersi di tabacchi e parlarne in qualche modo per mostrare che non le era sgradito il profumo. Certo, viaggiando, di costumi se ne debbono scoprire e acquisire degli strani, e gongol avendo finalmente trovato una domanda da fare, che, appagando le non poche sue curiosit, mostrasse allospite che gli ascoltatori erano allaltezza delle sue narrazioni. S, ecco, parlasse un po dei costumi degli altri popoli. Non potendo viaggiare davvero,  consolante e bello talvolta librarsi lontano almeno con la fantasia! Ecco una richiesta degna della signora Luisa, che nelle conversazioni di societ sapeva far testo.
E di costumi convenne parlare. Di usi e di caratteristiche, agevolando il trionfale incalzare di domande della padrona che badava a impedire persino ad Oretta di interrompere e deviare i discorsi con richieste di chiarimenti.
Le donne hanno sempre in serbo tali sorprendenti domande! A Melbourne gli era stato chiesto, a lui giovane scapolo cos lontano dalle questioni sociali e giuridiche troppo gravi, la sua opinione sulla tassa del celibato. Nessunaltra richiesta era parsa pi intonata. A Lima, condotto dagli amici a Miraflores alla Messa di mezzogiorno, aveva assistito a un colorito carosello attorno al chiosco della banda, subito dopo la funzione: la passeggiata delle ragazze la mostra avrebbe voluto definirla  tradizionale; qualche cosa di raffinato, di unico. E infatti, quale spettacolo di fiorente e sorridente giovent! Per a Varese Ligure, con meno fasto, non avveniva lo stesso fra le contadine imborghesite?
Laccostamento parve suscitare uno scandalo. Era proprio luomo dei paradossi. E che gusto maligno ci provava, comment Oretta. A Buenos Aires invece, nelle prime ore del pomeriggio aveva visto chiudere ai veicoli Calle Florida per trasformarla in salotto. Non proprio il salotto in cui un tempo si trasformava a Genova Via Luccoli, con le ghiotte vetrine, un po cupo per i chiusi palazzi incombenti sulla strada stretta e semibuia, e troppo austero per la compostezza delle aristocratiche genovesi, ma, avresti detto, figliato da questa costumanza e reso gaio e spigliato dalla spensierata vita bonearense. Un salutarsi brioso, un ritrovarsi da questo a quei locale; fra vecchi e nuovi amici, un chiamarsi dalle ampie vetrine aperte battendo nei cristalli familiarmente, un darsi appuntamento per ammirare gli ultimi modelli importati dallEuropa. Qualcosa come ci che chiamano la Fiera dei morosi a Borgotaro; si celebra per una sola volta allanno, il domani della Pentecoste.
Questa uscita era una delle sue solite mosse paradossali? Eppure, avrebbe voluto aggiungere, a Borgotaro c pi gusto perch v meno artificio e si fa sul serio, giacch poi si mette su famiglia. E i giovanotti? Voleva sapere Oretta. Uguali da tutte le parti, persino a Nuova York dove, in fondo a Broadway dove la stradona diventa una trincea fra massicce mura di falansteri geometrici enormi, ci sono studenti dun vicino collegio e giovani scritturali che aspettano alluscita le impiegate duna sterminata azienda, liberate processionalmente ad ore fisse. E si fermano anche parecchi sfaccendati, perch laria perennemente mossa, costretta a incanalarsi nella trincea e a girare a secco per il capriccio delle costruzioni, investe a mulinello le ragazze.
La signora Luisa fece i visacci, ma sospese il gesto minaccioso che voleva arrestare la descrizione, accorgendosi che Oretta, divertita e ridente, non era punto scandalizzata. Anzi, fu proprio questa ad aggiungere che lo stesso, proprio lo stesso, avveniva a Cordiglio, dove i giovanotti sappostavano con finta indifferenza in fondo alla discesa del castello, perch le ragazze uscenti dalla chiesa in alto, a frotte, nelle giornate daria mossa dovevano lottare contro limpertinenza dei refoli. Proprio dalla bocca di Oretta doveva udire tali cose? dalla sua bambina cos ingenua e innocente, timidetta e scontrosa anzichen, tutta mamma e uscio di casa e rare amiche scelte, chiacchieranti di caste festicciole religiose? Gi, Oretta era cresciuta; bimba la era per lei, per suo padre. Una bella stordita a non ricordarsi che alla sua et aveva lamoroso e le piaceva destreggiarsi tra luno e laltro preteso ammiratore, senza ancora immaginare che sarebbe poi finita a Cordiglio, in casa del proprietario delle Braie. Occhio dunque. Tuttaltro che inesperta teneva a mostrarsi la sfacciatella. Lavrebbe scontata dora innanzi la sua incauta avanzata verso la piena giovinezza. Era o non era la signora Luisa? Per il momento buono, lei avrebbe deciso. Fin troppo stordita era stata quando sera lasciata maritare, acciuffando il pi audace.
Il babbo rideva nel cantuccio in penombra, rideva della gaiezza di Oretta e dellimbarazzo della moglie. E lospite intanto salzava per prender congedo, accorgendosi che aveva fatto tardi e che per sua colpa i contadini, abituati a coricarsi allora delle galline, avean dovuto far veglia.
 ancora presto,  ancora presto. LAngiolla  levata a tutte le ore. Non le rincrescer certo attendere lospite. Di solito sta levata per i bimbi e per le rammendature.
Lospite non sera seduto.
Ci prometta di essere dei nostri domani almeno. C gi pronta una camera per lei, che spero non sia da meno di quella ove passer la notte. Non valgono proteste. Sarebbe unoffesa.
Non  previsto un cos lungo indugio nel mio itinerario.
Niente scusa. Quando si bighellona per riposare, non si segna orario.
Ben detto rincalz il padrone, osando finalmente interloquire con vivacit. E poi, dove vorreste andare domani? Il tempo  rotto. Avremo acqua a intermittenza e burrasche tutta la giornata.
Aperta la finestra, il signor Luigi, a dimostrazione, aveva chiamato lospite per indicare nel buio i vaganti nuvoloni che confermavano le sue previsioni.
Mio marito ha ragione. Lui delle Braie non  soltanto il padrone, ma, come si dice, lastrologo, no, il metereologo, e lazzecca sempre. Vorreste andare ad annegare in una gora? Il primo villaggio al di l del passo  a mezza giornata.
Non valsero dimostrazioni e lusinghe n lo commossero i bronci della signora Luisa e nemmeno limprovviso rannuvolamento di Oretta, rimasta in una sospensione ansiosa innanzi allinsistenza di Paolo Renda, che fin per notarla.
Beh, concluse il signor Luigi ci rassegneremo a lasciarvi partire solo se il tempo non mi dar ragione. Stabilito?
...
Alle Braie, lagosto accaldato e affocato della pianura pareva divenuto una delle rapide reminiscenze di viaggio, quando in oceano, a volte, dun balzo si passa dallardore dei tropici alla frescura primaverile. Paolo Renda, uscito dalla casa padronale sost a godere la sottile e pungente aria montana, densa dumidit s che dovette stringersi attorno la giacca a vento con la quale sera recato a far visita.
Passo passo savvicin alla casa dAngiolla. Luscio era spalancato e la donna sedeva sulla soglia agucchiando alla luce che veniva a rischiarare anche parte dellaia.
Dunque, Federico torna davvero cos presto? intese chiedere.
Se Dio vuole! Era ben lora. Lo ha scritto proprio lui questa volta e son certa che verr. Alle Braie  la sua casa.
Son passato anche per dirvi che scendo io. Ne sono stufo di queste Braie. Il mondo non comincia e finisce tra Pallone e Lanzano.
Bravo. E torna con una bella sposa. Non sei pi un ragazzo...
Angiolla, serena e sorridente, aveva dato il consiglio con un certo tono che dovette rafforzare il proposito del giovanotto. Paolo Renda, avvicinandosi, lo mise in fuga del tutto mentre la donna, alzatasi, lasci libero il passo, fece strada allospite cui porse un lume, indic luscio della camera preparatagli, scusandosi per la modestia dellalloggio, e augur la buona notte.
Un sottile profumo di spigo montano era nellaria. La camera semplice, imbiancata a calce, coi tre mobili indispensabili e un paio di seggiole, era cos accogliente che il camminatore sent il desiderio di coricarsi subito per godere delle lenzuola di bucato, in attesa del sonno, nel silenzio montano, incrinato solo ogni tanto da lontani squittii e da ampi respiri di vicini animali in riposo.
Le visioni della giornata, in una plastica evidenza, scorsero lucide per la memoria, placide visioni che conciliarono il sonno con la loro tranquilla serenit, s che, destandosi, non ebbe che da aprire gli occhi per ritrovarsele innanzi amiche nella loro rustica evidenza.
I rumori erano mutati. Ud voci dalla stalla alluna e laltra casa. I contadini eran gi tutti al lavoro coi loro animali desti e bramosi di cibo.
Trov Angiolla curva sulla sua bimba in amoroso colloquio. La sua letizia parlava alla piccola con tono favolistico. Descriveva il prossimo arrivo del babbo, interpretando scatti infantili e sorrisi per risposte gioiose.
Fumava una gran tazza di latte accanto a fette di pane casalingo leggermente abbrustolite. Dovette servirsi di burro e grad la comparsa dun bel piatto di ciliegie appannate di freschezza e di rugiada che torn a rammentargli la singolarit del luogo ove il caso lo aveva condotto a far sosta. Il vecchio giunse con una fragrante fiscella avvolta in foglie fresche.
Gradite la ricotta?  una delle nostre ghiotte specialit. Portata al basso, vuoi per il cammino, vuoi per il mutamento di temperatura, sinacidisce e pochi la sanno apprezzare, ma assaggiandola quass voi potrete renderle giustizia. E questa aggiunse ravvolgendo in altre foglie larghe di erbe acquatiche una formella potrete consumarla a vostro agio.  lo stesso formaggio tenero delle schiacciate che ieri sera serv alla cena. C poca variet, ma basta sapersi accontentare...
Paolo Renda dovette stipare lo zaino senza proteste.
Proprio volete proseguire subito? I due uomini uscirono a contemplare il cielo. Il tempo  rotto, se non muta il vento, continueranno i temporali. Abbiatevi riguardo.
Con quel commiato, evitando la casona padronale con le finestre ancora chiuse, riprese il cammino dopo aver dato un buffetto alla bimba dalle lunghe ciglia e stretta la mano ad Angiolla. Dalla forcella di due groppe lontane, con bagliori dorati ammiccava il sole, ora libero e trionfale, ora occultato da improvvisi sipari grigi. Entrato nel faggeto, lombra grav umida, ogni tanto incupita da vaganti nuvoloni, e la monotonia del passo chiuse il varco alle riflessioni consuete, agendo da storditrice cadenza. Camminare era davvero un riposo, la mente potendo assopire i pensieri dietro lo sguardo attento a indovinare la via, a scrutare gli aspetti della strada, a sorprendere or qua or l il variare del paesaggio e il mutar delle luci.
Se labbandono al leggero oppio del moto, senza affanno e senza precisa meta, non lavesse interamente assopito, il camminatore avrebbe dovuto accorgersi che, come gi prima di giungere a Pallone, il cielo si preparava a radunare nembi su nembi proprio verso il passo, senza ben lasciar capire quale vallata si accingesse a innaffiare. Era invece cos riposante nella frescura percorrere la stradicciola quasi piana, spesso erbosa, chegli savvicin di buon passo al valico senza notare che sopra il faggeto il vento cominciava la sua guerra ai nuvoloni, premendoli contro la montagna e facendone schizzare irosi lampi, presto mutati in rimbombanti saette.
Un altro temporale....
Fu come un risveglio. Il signor Luigi aveva dunque visto giusto ed egli aveva mancato ai patti. Anche il vecchio non sera pronunciato, certo per discrezione, ma sera mostrato dubbioso. Il primo scroscio di pioggia lo invest quando gi al di l del valico si scorgeva unaltra groppa staccata e plumbea. Prese a correre, inciampando, urtando rami fradici che spiovvero dalle foglie tutta lacqua appena raccolta. Accecato, slavato, usc dal sentiero nella fretta. Dovette vagare a caso, investito dal vento e fasciato dalla pioggia, senza riuscire a orientarsi e nellimpossibilit ormai di tornare indietro con sicurezza, essendosi smarrita la traccia della viottola fra lerba per il subito allagamento del terreno. Distinto si tenne allalto e riusc, prima che i nembi radenti ovattassero le piante impedendo ogni visibilit, a uscire dal folto proprio dove il sentiero della costa incrociava con quello del valico in un ampio spiazzo.
Rinforzata la rincorsa per evitare la cateratta, inciamp e per non stramazzare nelle pozzanghere si gett carponi, non senza prima avvertire una dolorosa distorsione al piede destro.
Una caletta a capannuccia di presepio, in solida muratura, con la porta a levante, protetta dai venti freddi, dominava lo spiazzo. Con uno sforzo raggiunse zoppicando lunico piccolo vano, dove pot finalmente trarre il respiro senza ingollare acqua. Si sbatt e scroll sulla soglia col vigore dei polli emersi da un bagno forzato. Il pavimento di terreno mal battuto, irto di sterpi, era cosparso di pietre, alcune adattate a focolare, altre a sedile, altre a rozza panchina, la pi parte sparse in disordine. Resti di fascine accese, tracce di fumo nel tetto senza sfiatatoio, mostravano che lasilo ogni tanto era stato abitato.
Ecco le famose maest vantate dal vecchio di sopra Pallone, ed ecco perch il montanaro aveva sentito il bisogno di stimolare i compagni a erigerne anche nei vergini paesi doltre oceano.
Il camminatore si tir nellangolo pi asciutto, fuori del rigurgito che il vento tentava nellinterno, attraverso la porta senza uscio; sbarazz lo zaino per torcere quegli indumenti che serano inzuppati ed evitare che sincollassero con le provviste e, messo in salvo il meglio, si consider fortunato accorgendosi che la borsa del tabacco, avviluppata in fondo, era rimasta asciutta.
Fumando si pu attendere che passi ben altro che un temporale estivo. La maest, vista dallesterno, poteva scambiarsi per una cappelletta, una di quelle edicole care alle viottole e alle cime delle colline italiane. Cementandola, fasciando di calce il pietrame aguzzo, erigendo sul fondo un altarino o un semplice tabernacolo, la trasformazione sarebbe stata facile, perfetta. Ma non lo spirito religioso aveva eretto il rifugio, sibbene il bisogno materiale dei montanari, boscaioli, pastori e carbonai.
Lo spirito religioso pu veramente operare per se stesso, scisso dal calcolo tutto umano duna grazia o dun bisogno, dun voto o duna utilit sia pure spirituale? Respinse la domanda, ricordando quanto spesso a fianco dei tempietti avesse scorto il portico per il riparo, e come a lato dei santuari vi fossero ricoveri e ospizi. Si risovvenne invece di un incontro che, nellozio della sosta al riparo, fra il calore che il fumo della pipa pareva diffondere intorno rompendo lo squallore del rifugio troppo simile a una tana, senza nemmeno il tentativo duna consacrazione ideale, lo indusse a una minuta rievocazione. Era il suo modo di farsi compagnia in certe ore di solitudine. Bast infatti avviare la mente a quellincontro, perch meno sensibile divenisse per lui il diluvio di fuori e il dirompere fragoroso dei fulmini che schiantavano fra luna e laltra vallata.
Si trovava in una di quelle osteriole marine fra villaggio e villaggio, che sembrano sperse e deserte sul ciglio della strada, come cadute fuori dalla seminata di casette colorate, piovute a pigna fra le calanche azzurre. Vigneti digradavano sulle scogliere. Dalla pergola si poteva seguire il veleggiare delle paranze da levante a ponente sino alla linea dellorizzonte. Preso dalla beata contemplazione non ricordava come fossero capitati al rezzo due pellegrini, alle voci, agli abiti, ai volti, stranieri.
Giovani, succintamente vestiti, avevano il pi leggero e povero bagaglio che si potesse immaginare. Con gli occhi azzurri della gente nordica, tenue azzurro, facile a diluirsi, in contrasto con lazzurro tenace, tendente al turchino, dei mediterranei serano incantati anchessi su quel terrazzo marino e infine, volti alla facciata della casina rosa sbiadita, solcata dalle rughe dello scirocco e del libeccio, avevano cominciato a parlottare fra loro con animazione.
Loste, intento ai pomidori dellorto, avendoli scorti dal pastine, sera avvicinato alla pergola, immaginando di dover portare vino e merenda, come sempre quando capitavano simili ospiti. Rimase, perplesso non sentendosi subito interpellare e vedendo con quale interesse i due stranieri guardassero piuttosto la facciata della sua casetta che il padrone.
Pellegrini pittori, noi. Andare Assisi.
Loste aveva s e no compreso. Ci che gli rimaneva oscuro era per quale ragione confidassero proprio a lui i loro propositi.
Bella casa, molto bellissimo luogo. Degno santuario di Maria.
Non era la prima volta che sentiva tali elogi, ma costoro dove volevano arrivare?
Volere Madonna Assunta in Cielo con Angeli? Noi dipingere.
Questo poi non gli riusciva di capirlo. Eran frati stranieri senza saio? Loste restava muto ad attendere qualche ordinazione, mentre i due ripetevano:
Noi dipingere in facciata Madonna. Non pagare danaro voi. Noi pellegrini diretti Assisi, francescani. Dare solo mangiare pane e frutta. Noi dipingere presto.
Loste sera rivolto a lui, Paolo Renda, per chiedergli di dove potevano mai essere usciti quei due tipi strambi e che cosa realmente volessero. Era intanto comparsa la moglie e i pellegrini si erano precipitati su di lei, certi dessere meglio compresi.
Noi dipingere Maria, se voi fa piacere. Non pagare denaro. Solo cibo semplice. Dormire paglia. Siamo pellegrini cattolici, francescani.
Estratti alcuni cartoni dal sottile bagaglio, avevano esposto le loro immagini sacre predilette mostrando vivo desiderio di riprodurne una su quella facciata di casina rosa, di fronte al mare, non potendo considerare che degno dun santuario mariano quel poggetto salso, lontano alcuni chilometri dai borghi.
Proprio lui, districando meglio il discorso, aveva spiegato alla famigliola delloste adunatasi al completo, come i due forestieri asserissero di essere dei convertiti al cattolicesimo, per grazia di San Francesco; come avessero fatto voto di povert e si proponessero un pellegrinaggio ad Assisi, senza altri mezzi di sussistenza che il loro lavoro di pittori; come avessero progettato di vivere dipingendo Maria specialmente sulle facciate delle case, senza trarre altro guadagno che il cibo necessario a vivere.
La diffidenza delloste era stata vinta dalla gentilezza e mitezza di modi dei pellegrini che avevano saputo illustrare coi cartoni i loro propositi, suggestionando la moglie cui non dispiaceva punto consacrare meglio quel luogo, in certi giorni, di troppo facili bestemmie per il convegno di intemperanti. Prima per di aderire osservarono che si sarebbero consigliati coi Cappuccini del vicino convento, il che aveva entusiasmato i forestieri, inducendoli senzaltro a recarsi al monastero.
Gli pareva ora, rievocando laccecante azzurro marino, di raccontarsi una serena favola a felice conclusione, poich i frati avevano offerto ospitalit agli stranieri, i quali avevano dovuto ritardare assai a compiere il voto, non riuscendo ad esaurire quante richieste venivano loro fatte da contadini e pescatori di fissare limmagine di Maria sulle loro umili abitazioni.
...
Alzatosi per dare unocchiata fuori, Paolo sent un dolore acuto alla caviglia. Lussazione? Distorsione? Semplice forzatura? Non poteva essere che una forzatura. Il piede sera un po arrugginito anche per lumidit. Non se ne diede pensiero. Con lentezza prese a ripulire e ricaricare la pipa, accoccolato sul rustico sedile.
Lo scroscio dellacqua e il sibilare del vento aveva pause e riprese. Durante un arresto ud sciaguattare nelle pozzanghere dello spiazzo. Si lev per osservare se un tasso o qualche animale sperso si fosse avvicinato e fu invece quasi investito dallirrompere trafelato dun pastore che si cacci al riparo come inseguito.
 di quelle buone questa. Dovevo ben vederlo! esclam scrollando lacqua dal giacchettone del quale aveva fatto mantello.
Lavete scapolata voi?
Accortosi dallo stato del compagno chesso pure aveva avuto la sua parte, prese a considerarlo con interesse. Paolo, per il semplice sforzo di pochi passi, sera dovuto appoggiare alla parete barcollando a causa del piede fattosi greve e dolorante.
Che v accaduto?
Una forzatura nel correre al riparo. Fuori del sentiero la terra  allagata ed  facile inciampare.
Vi reggete bene? Provate a fare il passo.
Il consiglio non parve inopportuno. Per restare ritto Paolo saccorse che gli occorreva un appoggio. Il piede si ribellava a ogni sforzo e non sopportava il peso.
Converr che vi togliate la scarpa. Un bel massaggio fatto a tempo evita guai pi seri, a volte. Posso aiutarvi?
Il pastore, curvatosi sul forestiero, slacci svelto la calzatura e mise a nudo la caviglia.
Comincia a gonfiare. C anche il livido. E mentre Paolo pi sorpreso che preoccupato, scalzava il piede e andava osservandolo, il pastore tolse dal giacchettone un malloppo, lo svolse e col coltello cominci a scarnire il rimasuglio di coppa bisunta che conteneva, per raccogliere il grasso. Spalmatasi la mano destra, sed sopra un sasso, trasse il piede infermo sul proprio ginocchio e prese a soffregarlo.
Avete da fare un lungo cammino? Braccia al collo e gambe a letto, consigliano i vecchi, e proprio vi siete malconciato in un brutto punto. Se si escludono le Braie, da qui, con gamba lesta, ci vogliono tre ore buone per scendere a Lanzano, il villaggio pi vicino. E converrebbe ora piuttosto il riposo che lo strapazzo. Vi fa male?
Il massaggio, scaldando la carne, scioglieva lindurimento della articolazione, stendeva i tendini forzati e doloranti, ridava equilibrio e funzione alla nervatura.
Non direi. Ho anzi limpressione desser gi bello e guarito.
Limpressione, sta bene. Ve ne accorgerete per rimettendo il piede a terra.
Quel rustico infermiere dalla mano dura sapeva lavorare con delicatezza. Esperte le dita scorrevano sulla pelle, sospendendo il lavoro soltanto per ripescare nella coppa particelle grasse.
Avete incontrato sul vostro cammino qualche mandra di pecore? Visto che il forestiero quasi non capiva, senza smettere di massaggiare, continu. Siete dunque salito da Pallone. La mulattiera non d sui pascoli fino al passo.
Vi sono alti pascoli quass?
Vaste zone di queste montagne sono adatte al pascolo. Gran parte di noi vive del reddito degli armenti.
Non m parso di vedere stalli, n ovili isolati,
Gi, perch le pecore le lasciano libere. Susa menarle al pascolo a mandre affiatate e legate, madri con agnelli, vecchi e giovani cresciuti insieme. Di solito non si sperdono e tornando a riprenderle, si trovano di poco spostate. Chi ci fa impazzire sono i montoni. E io son qui appunto perch non ho trovato il montone e non intendo perderlo.
Mhan detto che dopo qualche giorno di pascolo ha cambiato armento. Poi devessere stato preso da pastori che ne avevano bisogno e riportato in seguito nel gruppo; ma  un animale vivace e bizzoso e va continuamente in cerca di montoni per accapigliarsi, e a volte, di mandra in mandra, mi finisce a casa del diavolo. Basta, ne ho abbastanza delle sue furie. Giro gi da quattro giorni senza frutto. Continuo a buscarmi temporali, a dormire nelle maest, costretto spesso ad accettare pane e cacio nei casolari spersi. Se lo ripesco lha da far con me questa volta. Ma  una bestia cos vigorosa! Un po tutti me lo invidiano e non vorrei che... No no, sarebbe un brutto fatto e addio allora pascoli e fiducia se qualcuno mancasse agli usi. Bisogna soltanto aver pazienza e rincorrerlo finch non si ripesca nella mandra che ha trovato per ultima, purch non sia finito fuori dalle nostre zone in certe brutte mani. Ma no, ma no, listinto lo mantiene in alto e in alto ci conosciamo tutti e ognuno conosce i suoi animali. Si tratta ormai di scalare ancora il monte sopra le Braie. Al di l certo dovrei imbroccare giusto, dopo i terreni percorsi. E poi, sopra la ripa di Pallone, se ha passato il bosco lo sapr con sicurezza. Al vecchio non la fa nemmeno lui, ch riconoscerebbe le peste dopo un mese.
Il vecchio Americano?
Lo conoscete? Gi, e chi non lo conosce? Quello, se fosse ancora il tempo dei patriarchi, finirebbe sugli altari come i santi patroni.
Il gonfiore sera come sciolto e diluito per il metodico massaggio. La gravezza che dava la sensazione dun appesantimento dellarto era cessata. Il calore della pelle soffregata smorzava lindolenzimento, illudendo Paolo sullo stato dellarticolazione.
Sapevo bene io dove vi avrei trovato.  questo il modo di piantare gli amici? E i patti non han dunque pi valore? Lo sconsigliato in realt sono stato io e come vedete lho pagata bene. Ho dovuto venirvi a ripescare fin qui, temporale o no, perch le donne  su di me, proprio su di me che han rovesciato la colpa. Lui non  pratico della montagna. Che ne sa dei temporali? Non dovevi lasciarlo partire invece dandartene a caccia.
S, proprio a caccia me lero filata.  uno spasso che non dovrebbe essere proibito alle Braie. Pure....
Il padrone delle Braie sera precipitato nella maest, irrompendo con quel discorso che valse a chiarire la situazione del forestiero al pastore.
E quel ch peggio s buscato una distorsione.
Grave? Una cosa grave? Spero di no, spero di no. Vi sta bene intanto soggiunse spedito con segreta allegrezza. E si trad tosto aggiungendo. Bene, bene. Vi sar cos pi difficile la fuga e dovrete per amore o per forza accettare ospitalit da noi. E il suo volto diceva: Potr cos svignarmela a caccia, godermi un po di libert, perch ve la sbrigherete voi a far compagnia alle recluse, alla esiliata anzi, ch la figliola, poverina, non sarebbe poi tutta della stoffa materna.
Paolo non trov che il suo abituale sorriso in risposta. Ben altre situazioni aveva affrontato, bighellonando col suo disordinato metodo di giramondo. Non si sarebbe trattato in fondo dun grave adattamento. Alle Braie lui, come il proprietario, si sentiva tuttaltro che esiliato. Vera pi di quanto a volte si cerca, per chi, amante della vita in tutti i suoi aspetti, sa non tediarsi n solo n tra la folla, avendo curiosit e fantasia bastevoli per condire con rinnovati sapori il gusto dellesistenza in tutte le sue manifestazioni.
Il pastore dovette apparecchiare alla meglio, sopra un chiappone trasformato in desco, per lo spuntino che il padrone delle Braie pretese di imbandire sentendosi affamato. Nella cacciatora aveva di che saziare una comitiva, e lo zaino del forestiero era fin troppo approvvigionato per uno che avrebbe ormai dovuto rinunciare ai suoi solitari pasti di fortuna. Anche la coppa del pastore trov posto sul desco, ma non giunsero a consumare che una piccola parte delle provviste, sicch quello dovette riavvilupparla nel suo malloppo e raccogliere quanto rimaneva per non provocare il risentimento del signor Luigi.
Gi, gi, caccia tutto nel giacchettone. Nhai ancora da fare del cammino se ti proponi di seguire la bestia, in giorni di temporali. Nei pascoli alti non troverai cascine e sei gi quasi a secco. Ricordati di passare per le Braie al ritorno. Chiss che i manenti non ti sappiano informare. Hanno anchessi le mandre. Anzi dovresti venire con noi.  tutto un cercare intanto.
La loquacit cordialona del signor Luigi sera riaperta come nel primo incontro con Paolo, sorretta, sollecitata anzi, dalla gioia segreta daver portato a buon fine la sua missione e dalla prospettiva daverne pi profitto di quanto simmaginasse.
Gustata la fumatina in compagnia, passandosi la fiaschetta del cacciatore in perfetta familiarit, appena il temporale migr sciogliendosi dal passo sulle opposte valli, il padrone delle Braie insistette per levarsi.
Siamo inzuppati, tra laltro, e conviene trovare un riparo pi confortevole. Fuori dunque. Ci toccher s e no qualche resto di spruzzata che aggiunger ben poco al peso dei panni.
Il lungo massaggio aveva scaldato il piede indolenzito, e non parve l per l a Paolo di dover chiedere un passo meno svelto al frettoloso signor Luigi.
Sarebbe stato pi consigliabile il riposo aveva suggerito il pastore ma siete cascato in piedi, per fortuna. Alle Braie non vi mancher lassistenza. Per lasciate che corra. Laffaticarvi annullerebbe il beneficio delle fregagioni. Posso aiutarvi? Appoggiatevi se vi duole.
E Paolo aveva dovuto davvero giungere alle Braie appoggiato al pastore, pur ripugnandogli di apparire invalido, ci che provoc un nuovo guaio al signor Luigi.
 il modo di ricondurre un ammalato, per rompicolli di questa specie? Che ci sta a fare il mulo nella stalla? E avevi il pastore per mandarlo a prendere. Poveri noi, a mani di che uomo siamo affidati, qui dove, chi non ha una costituzione da bue, ci lascia la pelle per poco che vi soggiorni!
...
La sfuriata per fortuna aveva avuto lo sviluppo dei consueti temporali. Affannata dietro allospite, inquieta per il suo stato, la signora Luisa avrebbe dimenticato anche Oretta pur di prodigarsi.
Acqua vegeto minerale, acqua vegeto minerale ci vorrebbe. Ma va a pigliarlo alle Braie ci che occorre! Qui un cristiano o guarisce da s o deve crepare.
Innanzi al sorriso dellospite la faccendiera si veniva per lentamente smontando.
Un po di riposo, non occorre altro in realt. Me ne intendo di questi guai. Sciando, ho gi avuto di peggio.
Contrariata pi che mortificata per non veder abbastanza apprezzate le sue premure e per il timore di dar consiglio al vento di soffiare, la padrona si rassegn a lasciare che il forestiero disponesse lui per il suo meglio. Concessione straordinaria, poich alle Braie era lei che ordinava e disponeva pretendendo qualche volta anche di impartire ai contadini i tesori della sua cultura agraria, appresa dal giornaletto rurale-religioso che le passava in lettura il signor Arciprete e del quale, il pi delle volte, essa scorreva appena i titoli per affrettarsi a divorare la novelletta.
Ridurre i rimproveri per la fuga a semplici brontolii fu atto di generosit. Ormai avrebbe avuto da fare con lei. Ben meritato il castigo. S, s, ci aveva gusto, e voleva dirglielo, ma con tono cos pietoso, povera signora Luisa, da lasciar capire che celiava. Di motteggio in motteggio intanto aveva raggiunto quel tono di familiarit che le era necessario per sentirsi in piena confidenza e non dover provare impaccio nel disbrigo delle sue mansioni di padrona dispotica, appena appena disposta allindulgenza col forestiero perch ammalato andava ripetendo e con Oretta perch ancora bambina. Cara piccola, trascinata a vivere fra le stalle proprio quando avrebbe avuto diritto di godersela in societ almeno un mese allanno, in qualche stazione balneare, dove non era mai stata. Tant, chi poteva spuntarla con la testardaggine di quello zoticone di suo marito?
Sistemato un comodo seggiolone sullo spiazzo in cui, fra le graste, aveva sorpreso Oretta in lettura, Paolo, con indosso biancheria e abiti del signor Luigi, si abbandon alla leggera gioia intima che aveva imparato a richiamare nellanimo in ogni congiuntura daccomodamento. Poteva imputare a s o ad altri la situazione? La fortuna non gli era stata propizia? Infine, il sostare e landare, in quel suo particolare momento, non avevano lo stesso valore? Avrebbe daltronde egli potuto mutare il caso o forzarlo, in quelle condizioni?
Oretta, stimolata dalla mamma a portare cuscini e sgabelli per ladagiamento pi comodo del piede, aveva adempiuto ogni servigio con amorosa premura, ma quasi sempre in silenzio. Il rimprovero essa sapeva esprimerlo altrimenti. Il suo amor proprio di ragazza, un po viziata e molto corteggiata dalla giovent, era stato messo a una brutta prova. Quel forestiero se nera andato senza salutarla. Argomentando tra s, ora offesa, ora risentita, la testolina, tuttaltro che vanesia e sventata, era venuta trovando per s, proprio per s, un acerbo rimprovero. Lei non sera mostrata quale sentiva di essere, ma quale pretendeva, parendole necessario in qualche modo brillare per disinvoltura. Il forestiero laveva quindi scambiata per la scioccherella che ora si vedeva nel ricostruire la serata trascorsa. Bisognava rimediare. Le ripugnava ormai ogni finzione. Tanto pi le ripugnava lasciar trasparire lo sforzo e la lotta per rientrare in se stessa. Se il dovere dellospitalit non le avesse imposto di occuparsi del forestiero, nonostante lattrazione e il vivo desiderio duna compagnia cos ricca di nuovo, avrebbe preferito starsene sola, come spesso faceva alle Braie, senza sentirsi per nulla defraudata o infelice.
Quel visetto, pensava intanto osservandola Paolo, esprimeva assai pi di quanto certe forzature tendevano a far credere. Quali doti e qualit reali nascondesse Oretta nella sua genuina semplicit non avrebbe saputo ben dire. Rifuggendo dalle analisi pazienti e sottili, sera abituato per pigrizia a lasciarsi guidare dai richiami fortuiti, sicch solo ora che la situazione gliene dava agio amava soffermarsi su una giovane creatura. La scelta del nido fiorito per celarvisi e sognare non era n studiata n predisposta. Gi sorprendendovela, ignara della sua venuta, sera indotto a considerarla con simpatia. Alcune espressioni e certe perplessit rilevate durante la lunga conversazione serale gliene avevano meglio chiarito lindole e le tendenze. Era stato poco gentile davvero a partirsene, ignorando il desiderio di trattenerlo per un po di compagnia, espresso senza parole dalla ragazza nel commiato.
Che meraviglia, guardi il cielo. Non  il mare quel turchino intenso che brilla oltre la riviera di nubi? Mai osservato un cos luminoso fenomeno.
Il mare, nel brillo vivido del cielo circoscritto da un lento ristagno di brume che nascondevano le vallate, lasciando emergere cime e groppe come un fantasioso arcipelago affiorante, era bastato con la sua illusoria immagine a distrarlo dallindagine iniziata, cos come bastava spesso uno spettacolo nuovo, unimpensata sorpresa nello scorrere del suo tempo, per isvagarlo, distrarlo e non di rado attrarlo sino a fargli temporaneamente dimenticare ogni vecchio assunto. Obbedendo alla propria natura non pot rinunziare a coinvolgere in ci che lo attraeva la ragazza.
 questa una visione di mare?
Paolo saccorse che Oretta si sforzava di afferrare tutti quegli elementi che avevano costituito per lui lillusione, prima che si scomponessero, per fissarseli negli occhi limpidi e poter affermare poi a se stessa: Ho visto il mare. Finalmente anchio conosco il mare. Lansiet era palese e allora egli sabbandon a una colorita pittura, traendo limmaginazione della ragazza dietro a quelle parvenze che avevano per qualche minuto offerto al suo sguardo una cos intensa realt.
Lo amate molto il mare,  facile capirlo. Come deve essere bello!
Se amava il mare! Al punto da aver concepito un giorno di vivere integralmente a contatto di esso. Ma era poi soltanto per amore del mare che sera lasciato tentare al grande progetto? Senza impacci daltri pensieri, al semplice affacciarsi del ricordo, il pi bel viaggio della sua vita, quello mai compiuto e mai pi da intraprendere, lo ammali, traendolo a rivivere le emozioni a cui sera in antico abbandonato. Non per solo amore del mare, ma per il complesso delle sue attrazioni e delle sue sorprese, delle sue avventure anche, nel favoloso sviluppo in cui le avvolgeva la sua immaginazione, sera lasciato tentare. Il non aver poi deluso, col compimento e la realt, laspirazione, gli consentiva ora di sviluppare pi e pi il progetto, di estendere e prolungare il viaggio oltre ogni limite, per mari e oceani che pur essendogli in parte noti, si rivestivano dimprevedute luci tornandovi con primitivi mezzi, ben diversi da quelli che gli avevano consentito le facili traversate.
Oretta lo osservava ormai con altro sguardo.
Non sono mai stata felice nel sorprendere o immaginare i pensieri altrui, ma sento che mi riuscirebbe impossibile penetrare nei suoi si trov a dire con voce nuova, dopo la lunga pausa in cui lospite sera dimprovviso assorto. Le Braie devono essere per lei ben lontane,  facile indovinarlo, continu giacch v stato nel suo sguardo come una migrazione repentina e un distacco totale dalla realt. Ha il dono di sognare da sveglio. Mi  stato detto che  il pi prezioso dono. Chi lo asserisce ha per tanti rimpianti nel cuore, sempre, che solo a lei si pu credere.
Esiste forse creatura senza aspirazioni inappagabili o rimpianti? Forse. Finch un fervore di giovinezza impetuoso e ribelle ci pervade. Io ho creduto di far leccezione per questo dono che lei ha abilmente scoperto e che  appunto quello della costante giovinezza.
Ha creduto. Dunque leccezione  dubbia.
Vi sono attrazioni improvvise e richiami che distolgono dal presente quando si vive, sempre con aderenza e intensit, la propria vita, e la si ama comunque si risolva e ci impegni.
Il mare  scomparso esclam Oretta volgendosi verso lorizzonte scompigliato dalle sciolte brume e illimpidito da lontane sciabolate di vento che liberavano del tutto il sole estivo ma sembra non essere scomparso in lei, ed  questa la ricchezza che sinvidia a chi ha estese le proprie esperienze, ingrandendo il suo mondo.
Occorse a Paolo un breve riesame delle immagini intravvedute, quale la pigrizia non gli imponeva mai di compiere, per comprendere con quali intuizioni la giovane lo seguisse attendendone forse la conferma. E infine ammise, quasi dovesse alla ragazza una confessione:
S, il mare non  scomparso. Ma chi pu dire perch con una apparizione illusoria  venuto a sollecitare immaginarie, pi che vissute, esperienze? Perch, forse, non furono appunto esaurite, e allora hanno potere di invitarci a riviverle, a svilupparle secondo gli improvvisi richiami dellora nuova.
Rimpianti dunque?
Nostalgie. Una cosa pi confortevole e leggera, che ha la possibilit spesso di limitare ci che trasformandosi in rimpianto potrebbe anche divenire corruccio. Nostalgia improvvisa, questa volta dun viaggio irrealizzato. Lo ammette? Non conferma che la sua intuizione. Ne  ricca la vita. Occorre soltanto non lasciarvela avviluppare perch non vi si inaridisca, come si soffoca una bella pianta permettendo che troppi rampicanti lassalgano e, adornandola, impediscano ai rami il loro intero sviluppo.
Forse  sorta per limmobilit inconsueta, per il contrasto dellambiente. Come in mare, dimprovviso vi assale il desiderio del profumo silvestre o della frescura che vofferse un fico frondoso in una serena scampagnata. Volubilit, potreste anche chiamarla. Vi sono nature che non possono sottrarsi a questi richiami.
Lo sguardo di Oretta, il suo accoccolarsi presso il seggiolone con un ricamo da ore di riposo fra le mani, invitavano alla continuit del discorso. Attendeva di compiere anchessa il viaggio sul filo della nostalga che lo aveva resuscitato, e lospite si arrese.
Su quello scorcio illusorio di mare mi son trovato dun tratto a bordo, dopo lunghe giornate di navigazione, colme di sole tropicale, nelloceano che ha pi dorate le luci. Spersi atolli parevano vagare come minuscole zolle erranti fra il labirinto delle Diecimila isole. Un giovanissimo ufficiale, attratto alla vita marinara per istintiva passione, sorprendendomi alla murata ebbe come lei la percezione di ci che mi attraeva impedendomi di sentire il greve tedio che pesava sui passeggeri, gi stanchi della monotona compagnia e bramosi di approdi.
Bello sarebbe andarcene di atollo in atollo, liberamente, e non transitare di continuo, entrando in vista duna terra e sorpassandola senza nemmeno averne assaporato i frutti. Che ve ne pare?.
Quel suo modo dinterpellarmi, entrando subito nel flusso dei comuni pensieri, ci rese presto amici.
Sapete che cosa mi piacerebbe? Lasciare la carriera che a forza di orari obbligati e di itinerari predisposti trasforma i marinai da naviganti in tranvieri, ferrovieri o quanto meno in agenti di compagnie di viaggio, e armare per mio conto un piccolo veliero. Con quello, senza obblighi e impegni, andare alla ventura. Il mondo  grande e bello, ma la sua bellezza sta quasi sempre in ci che si  obbligati a trascurare. Se ci attrae un golfo, un capo, unisola, se ci tenta un arcipelago lontano, la solitudine oceanica o una sosta fuori delle regioni troppo stipate dumanit e di convenzioni, volger la prora su quel punto e affidarci al vento e alla propria perizia nautica. Se strada facendo qualcosa di nuovo ci richiama a s, non forzare la mano, esser padroni del proprio tempo....
Comprende, Oretta, quali molle interne pu mettere in moto un discorso di questo genere fatto da un giovane capace di impegnarsi a concretarlo? Durante le ore della sua guardia presi a fargli compagnia sul ponte. Conosceva, di tutti i navigatori solitari, capacit, attitudini, imprese, fallimenti, sfiducie e trionfi. Aveva studiato a fondo ogni tipo di scafo adottato. Gli studi e la esperienza lo mettevano in grado di scegliere con sicurezza stagioni propizie e rotte favorevoli per ogni zona marina. Nessuna difficolt lo arrestava nel suo fervore e aveva per ogni obbiezione una risposta rassicurante. Non tanto lo spingeva lardore giovanile e lo spirito di competizione o di emulazione, quanto lo tentava la gioia dellintera avventurosa libert sul mare.
Mi narr la storia di cento imprese che si risolvevano per lo pi in prodigiose traversate oceaniche dalluno allaltro continente. Un navigatore solitario sera messo sugli oceani dopo aver perduto le mani, mi pare sui banchi di Terranova, alla pesca del merluzzo. Ben altra vita da quella che forse anche lei conoscer attraverso I Pescatori dIslanda. Le mani serano gelate ai remi, ai quali era rimasto attaccato notte e giorno, andando alla deriva, per vincere lassideramento, sino allestremo limite di resistenza. E sapete cosa rispose, mentre la barca languiva in bonaccia, ai marinai dun piroscafo che lincroci in pieno Atlantico, i quali gli domandavano di cosa gli abbisognasse? Un po di vento. Lunica cosa che non potevano dargli.
Sapeva di quel tale che giunto, non so bene se a SantElena, lisoletta famosa, o ad Ascensione, dovette prendere a bordo una capretta offertagli con insistenza dai nativi. Non avendo lanimo dun beccaio, toller la bestiola venuta a turbare la sua solitudine, rimettendoci, con ogni sua riserva, il cappello di paglia e gran parte degli indumenti, resi commestibili dallavidit dellanimale privato dei suoi naturali alimenti. Una coppia di sposi aveva con quel mezzo dato inizio alla vita coniugale intraprendendo un viaggio che dallestremo nord Europa li condusse alle Isole Fortunate in tre invece di due. Il loro bimbo non ebbe, per vari anni, altro terreno su cui trastullarsi allinfuori del ristretto pagliolo di bordo, e quando i genitori furono appagati dallintero giro del mondo, egli era gi grandicello e non  improbabile che disponesse della compagnia di qualche fratellino. Il giovane ufficiale conosceva lubicazione di tutti i fari isolati sulle secche sperse e si proponeva di andare a far compagnia qualche ora a ogni fanalista. Sapeva quante stazioni radio, nelle isolette fuori dogni rotta, compissero il traffico dei messaggi attraverso il globo, ed era sedotto dallidea di giungere fra quegli eremiti per aggiornarsi sullandamento del mondo. Esclamava: Le Filippine sono 7083 isole. Con la nave arrivi a Manilla, non vedi che la vecchia citt murata, soffocata dallafa equatoriale e te ne riparti quando appena hai gustato il sapore dellarcaica parlata spagnola e hai intravveduto le morate ricamatrici e tessitrici di candida paglia.
Avidit di tutto vedere, gustare, sperimentare. La prima giovinezza ha di queste brame. Egli sapeva il perch del fallimento di molti navigatori solitari associatisi ad altri meno costanti, i contrasti, le contese mai tragiche peraltro e voleva agire sulla mia immaginazione per tentarmi e trarmi seco, persuaso forse che per un fondo di naturale pigrizia, avrei finito con laccondiscendere sempre, facile avendomi scoperto a deviare dai primitivi propositi solo che fosse balenata la possibilit di una pi suggestiva variante.
E i mezzi?, insinuai un giorno. Non vidi mai giovane ridere con pi gusto. I mezzi? Ma se i pi popolari navigatori solitari si son messi in mare per compiere una speculazione, per trovare un impiego, un modo di risolvere con loro soddisfazione leterno problema. Era facile per lui avere la barca, interessando con un progetto completo un cantiere bisognoso di pubblicit; le vele, da negozianti di tela; gli strumenti, i viveri conservati, ogni cosa, da produttori pi che mai lieti di affermare la bont dei loro prodotti con una nuova documentazione. Ci sarebbe stata la noia di dover allinizio assoggettarsi alle esigenze appunto della pubblicit ma dopo qualche tempo sarebbe stato facile riscattarsi e trovare per altre vie il mezzo di vivere. Era ben in cerca dimprevisto che si sarebbe andati, infine. E non ignorava che sugli atolli, dove non cresce quasi altro che la palma di cocco, si pu vivere col gustoso frutto senza sentir privazioni giacch, dal burro alle stuoie, la pianta  generosa verso luomo e lo fornisce cos di cibo come di vesti. Dogni pesca era esperto e non era lultima sua seduzione quella di descrivere i mezzi semplici coi quali avrebbe cavato dal mare pesci per il vitto e per lo scambio. Aveva teso nasse alle aragoste del Capo di Buona Speranza, calata la denticera nello Stretto di Gibilterra, salpati i tramagli lungo le deserte scogliere australiane coi marinai adriatici emigrati, e rincorsi i banchi azzurri coi liguri del Callao nel Per.
Si trattava dunque di tracciare il grande progetto. Saremmo usciti da Gibilterra o da Suez? Prevalse il canale, poich la traversata del Mar Rosso con gli arcipelaghi brulli e le coste dellarido Gebel aveva per entrambi maggior attrattiva dei frequentatissimi scali della rotta occidentale. Porto Sudan, Gedda. Nessuno dei due vera ancora approdato. E le carovane avviate nel deserto? Non avremmo tentato di raggiungere la Mecca camuffati da musulmani?
Abbiamo saltato Tor, approdo dei pellegrini che si avviano al Sinai. Tralasceremo dallinsinuarci nel Golfo Arabico? Non si trattava che di tracciare il progetto; ecco perch non s esaurita la nostalga di quel viaggio. Si trattava di sognare.
Oretta non era preparata alla conclusione. Sospesa, si sforz di non apparire insistente, ma non pot trattenere la domanda.
E poi, perch non sono partiti? Che ne  stato del suo amico?
Non si riparte subito, dopo un viaggio di molti mesi, se il partire non , come per i marinai, una necessit professionale. Il progetto non era ancora completo al ritorno, e bisognava ormai separarci. Tornato a cercare lamico dopo qualche tempo, ripreso dal bisogno di rimettermi in cammino su nuove rotte, seppi dai suoi colleghi che aveva lasciata la marina per laviazione. Navigava ormai come radiotelegrafista sugli aerei del servizio postale.
...
Le burrasche avevano illimpidito il cielo e lestate suonava ridesta per le fonde valli con 1assordo delle cicale scampate agli acquazzoni. Pass Angiolla con sul capo unenorme crinella di strame. Dietro le saltellavano i ragazzi con le mani ingombre di fascetti e di arbusti, piccoli montanari cui era gioco festoso apprendere le fatiche della terra sotto la protezione dellamore materno.
Paolo avrebbe voluto non essere osservato dalla donna. Limmobilit forzata una volta tanto lo assolveva, ma continuava a sentirsi a disagio se gli accadeva di assistere in ozio al lavoro altrui, senza poter n prodigarsi n far sentire la solidariet nelle opere con qualche sua attivit. La perspicacia di Oretta non giunse a rendersi conto di questo suo nuovo mutamento. Chiamata dalla mamma, la ragazza saffrett a lasciar lospite alle sue contemplazioni e al suo riposo, leggermente stordita per lescursione nellignoto compiuta abbandonandosi alle evocazioni dellimmaginoso viaggiatore.
Sullo spiazzo dava il balcone della sala, spalancato al sole dalla signora Luisa, bisognosa di vincere con le ventate della piena aria quella chessa chiamava la maledetta umidit delle Braie, accresciuta dal perdurare delle burrasche, nella quale asseriva di sentirsi muffire.
Signora padrona accadde a Paolo di udire per la posizione che lo costringeva a sentire quanto si diceva nella casa il mio figliolo vuole proprio andarsene e non c modo ormai di trattenerlo. Siamo nel pieno lavoro. Due braccia di meno, e due braccia come le sue, sono una bella perdita per i poderi. Intervenga lei. Gli faccia parlare dal signor Luigi. Oh, questa smania dei nostri uomini di uscire dalle montagne, per tornarvi poi, magari malati per sempre dinsoddisfazione. Se almeno si accasasse...  pure lora di metter su famiglia.
Non poteva vedere chi sospirava, gli era per facile capirlo. La signora Luisa faceva la consolatrice, pi preoccupata per il minor rendimento dei poderi, che per laffanno della contadina. La ud, dopo qualche tempo, sfogarsi col marito.
Piglialo un po a quattrocchi quel farfallone. Sei ben un uomo tu. Gi deve aver perso la testa per quella smorfiosa di Angiolla.
Angiolla? Che centra Angiolla?
Centra che gode a tormentarlo, a farselo correre dietro. Bisogna essere orbi come te per non vederlo.
Sera udito sbattere luscio. Il signor Luigi, per non uscire dal seminato, doveva aver abbandonato il campo, rannuvolato pi del solito.
Burrasche, burrasche dagosto per fortuna, e Paolo, importunato dal piede che lo costringeva alla semi-immobilit, badava a scacciare le nubi dalla sua mente, certo che il sereno sarebbe rispuntato presto, bisognoso anzi di anticiparselo per quellattitudine a non volersi soffermare sulle situazioni dubbie che lo costringevano a rannuvolamenti e inquetudini.
Laria per le lunghe ore di sole sera imbevuta dun calore che laltezza delle Braie appena temperava. Assist al giungere della sera vietandosi ogni nuova fuga, volendo percepire e assorbire la gran pace della montagna, pregna di succhi vitali e di lieviti ristoratori, che gi lo aveva sorpreso la sera prima legandolo a quella spersa zona di mondo come non sera sovente sentito legare nelle sue soste fuori della propria casa,
Angiolla ripass con un cesto vuoto e la bimba al collo, seguita dai marmocchi. Vedendolo solo, ebbe un sorriso di saluto e ard chiedere:
Va gi meglio, vero?
Un nonnulla. Profitto dellospitalit per la mia consueta pigrizia.
Quella signora Luisa! Forse la fiorente maternit e la giovanile grazia della donna la urtavano, ecco tutto. Contadina era Angiolla, ma cos aderente al suo mondo da apparire, tra i contadini, una sovrana. Ogni opera e ogni fatica era compiuta da lei con quella disinvolta semplicit che diviene sapiente maestra e trasforma anche il pi umile lavoro in una piccola opera darte. Era forse quellarmonia perfetta, quellequilibrio a lei ignoto, che irritavano la padrona. Bizze femminili dunque. O era la sua ammirazione a cercare difese per elevare chi aveva in simpatia.
Tornando dalle stalle, dopo averle riordinate e aver governato il bestiame, il vecchio depose i secchi del latte e sost per la prima volta della giornata a salutarlo. Poteva concedersi la sosta a quellora. Sinform del piede, dellaccaduto, parl a lungo del pastore.
Chiss se ritrover il suo montone? fece Paolo.
Lo ritrover. E uomo da non lasciarsi sfuggire un cos bel capo di bestiame. Nessuno poi pu pensare di appropriarsene. Verrebbe scoperto presto o tardi e non gli gioverebbe certo il furto. Labigeato  ignoto da noi. Si tratta di una fuga normale. La natura ha le sue prepotenze.
Rientrato in casa, mentre si ritirava nella camera apprestatagli, Paolo vide giungere il maggiore di Angiolla con un cestello di ciliegie e di piselli che suscit un gradimento insolito nella padrona. Volle pensare che fossero state colte e inviate fresche per lui. Le aveva cos gradite quelle rare prelibatezze tardive che lo riportavano alla primavera! E fu grato del pensiero ancora pi che del dono. Per come avrebbe potuto ricambiare la cortesia? Ancora non aveva compreso come, messaggero di felicit per la donna innamorata del marito lontano, Angiolla si considerasse in debito. Laverle anticipato anche duna sola ora lannuncio del ritorno laveva colmata di riconoscenza. Generosa, era naturale che non risparmiasse le sue premure. Ma la vanit maschile ha a volte cos tortuose spiegazioni, che non gli consent di capire, e per avvilirla dovette risolversi a considerare il cestello un tributo ai padroni, defraudando dun nobile impulso la creatura che pure intuiva sensibile e delicata.
Distratto, ebbe appena modo daccorgersi dellambiente che gli era destinato, ma la signora Luisa vigilava. Aveva spolverato, lucidato, riordinato tutta la giornata, tormentando la donna e il marito per trasformare la casa, soprattutto per addobbare la foresteria. Non voleva quindi che le fossero lesinati gli elogi, che Paolo con galante spirito di socievolezza, saffrett a tributare complimentando senza sforzo, gusto e ricercatezza, poich in realt, aperti bene gli occhi, veniva accorgendosi che la casa aveva assunto laria dun vero palazzo.
Appagata e lusingata, la signora Luisa, stanca per linconsueta attivit, osserv che lospite, dopo la brutta disavventura, aveva bisogno di riposo e che non avrebbe dovuto essere trattenuto.
Tanto non mancher ormai il tempo di farci lieta compagnia.
Indotto a considerare ogni aspetto delle cose per i necessari complimenti alla padrona, che non gli avrebbe perdonato di lasciare inosservate le sue premure, Paolo fu piuttosto deluso per le cure eccessive e studiate che veniva scoprendo. Alle Braie, poteva sentirsi l dentro, o in una qualsiasi camera borghese cittadina? Aperse la finestra per sciogliere nel profumo di bosco e di fieno quello di lavanda diffuso nellaria. La camera dava appunto verso il bosco, nellangolo pi lontano dalle stalle, sicch tese inutilmente lorecchio per percepire la calma presenza dei quadrupedi. Avrebbe serbato, delle Braie, piuttosto il ricordo della camera rustica di Angiolla, odorante di spigo montanino, con lansito lento delle mucche e lurto dello zoccolo del mulo irrequieto. Da tempo era larmona delle cose che lo seduceva, fuse con lambiente, da questo promanate, cos che, tra le camere dei suoi vari soggiorni, quella che meglio rammentava era una stanzuccia di Orvieto, col davanzale antico nella pietra rugginosa delle modeste case che preparano il viaggiatore alla meraviglia del Duomo, esaltandone con la loro umilt la superba bellezza. Stanzuccia da contadino, come resta il popolo umbro dei minori centri, che saffretta a tornar cittadino la sera rientrando dai campi per le vecchie porte, con asinelli e muli, arnesi e prodotti agricoli. La panata al posto della comune brocca gli si disegnava ancora sul rustico lavabo, cos come, al primo gelo invernale, gli accadeva di pensare al prete, che aveva preparato il lettuccio caldo come una culla.
Eppure, interessato al progredire della vita verso la praticit, aveva finito di ammirare dellAustralia proprio la rapidit di applicazione, tosto generalizzata, dogni ritrovato che rendesse comoda la vita e sbrigativo ogni atto. Quelle casine australiane tutte linde e tutte uguali, col telefono sul comodino, nelle quali arrivavano in cucina allora giusta, per un dispositivo che sera divertito a chiamare la ruota del convento, il latte, il pane fresco, la verdura, la frutta, ogni provvista ordinata e predisposta in settimana, consentivano alla padrona di sbrigare senza domestica le sue faccende, permettendole sempre dessere puntuale, precisa e in ordine, come amano essere le donne cui non dispiace disporre del loro tempo per accudire alle ricreazioni, con limpegno che fa sollecite le buone spose italiane nel dovere. Ma lospite non aveva mai limpressione di trovarsi in famiglia. Finiva per credersi e sentirsi in albergo o in una pensione.
Esigenze, oziosit da scapolo sazio, da solitario afferrato allepicureismo della situazione in cui, ora la volont, ora il caso, lavevano avviato, e chegli non sapeva pi vincere, pur avendo sempre teso a una partecipazione piena e integrale alla vita.
Laria del bosco aveva intanto lasciato penetrare lumidit notturna. Insetti dalle bizzarre forme torneavano intorno al lume ronzando, senza riuscire a staccarsi dalla sfera luminosa. Era lora di coricarsi. E basta con quel sofisticare. Si sarebbe irritato con se stesso se il sonno non lavesse colto chiudendo il flusso delle reminiscenze.
...
Gaia, ignara, nella freschezza del risveglio, passando dal salone allo spiazzo, affacciandosi alla cucina o al balcone, sfaccendando allegra, Oretta cantava. Voce che ora giungeva piena, per lontanare e quasi sperdersi, e poi riprendeva sonora, abbandonata a una medoda popolare, a un ritmo facile. Non era lo stornello campestre, ma una canzoncina che si accostava alla romanza. Il facile passaggio dalluna allaltra intonazione, la grazia della spontaneit, dicevano il canto espressione di gaiezza, lo facevano simile a quello degli uccelli anchessi desti da tempo e intenti a prove e richiami da crinale a crinale.
Sera alle Braie? Paolo si dest turbato da un leggero rimorso, il suo persecutore infallibile ogni volta che si scopriva in difetto coi doveri dellesistenza e avvertiva il godimento dun bene che non gli spettava, non avendolo pagato in anticipo con adeguato sacrificio. Riusc ad assolversi, rinunciando a ripetersi i perch insistenti, dietro la voce di Oretta che immetteva vene di gaiezza spensierata e adolescente nel suo essere, invitandolo ad accettare serenamente la bellezza del mondo. Era infine il suo atteggiamento ormai preferito, comodo forse, ma giustificato se, volgendosi indietro, riandava le tappe faticose della conquista.
Oretta era cos gaia! Non vi fu quindi altra realt cui aderire e abbandonarsi. Per goderla si trattenne a lungo nella camera che la signora Luisa aveva dotato dogni possibile comodit, ostentando in taluni oggetti persino il lusso che le piaceva sfoggiare a Cordiglio innanzi alla borghesa danarosa. Se fosse troppo presto riapparso in scena, certo il canto sarebbe cessato ed egli avrebbe tolto alla ragazza e a se stesso la lieve gioia che in lui fluiva e di cui era bello beneficiare.
Una lepre? Che abile cacciatore  mio padre! Evviva, evviva... Purch tu non ammazzi uccelletti. Quello no, non lo sopporto n lo ammetto.
Il canto sera interrotto e Oretta faceva festa al babbo, anche per compensarlo un po delle tirannie materne.
Se potessi cacciare come mintendo io! Il cinghiale vorrei stanare, e appostare il tasso che devasta il granoturco, e sterminare le faine che vengono a divorare il pollame, e far la festa alla volpe, astuta o no. La vanteria del cacciatore, preso sul serio, esplodeva divertendo la figliola. Vedrai una di queste mattine cosa ti porto. Pernici e gallinelle e fagiani. Ti piace il fagiano reale? Se Dio vuole c finalmente il modo duscire...
La risata di Oretta era sonata squillante e si smorz di colpo, repressa allapparire dellospite. Che avesse potuto capirne il senso?. Anche il signor Luigi era rimasto confuso l per l, e la figlia, col timore di sentirsi leggere il pensiero in fronte chi poteva mai indovinare la perspicacia di quel giramondo? aveva volto il capo. Lospite era invece ben lungi dal comprendere che il padrone delle Braie benediceva la sua venuta e faceva assegnamento su un suo lungo soggiorno, e tanto meno si rendeva conto dellintesa di Oretta, lieta che il babbo potesse abbandonarsi alla propria passione.
Fu la signora Luisa a risolvere la cosa.
Ha la cicala sulla canna, Oretta. Lavr forse destato?
Alle proteste, anzi alle lusinghiere espressioni di compiacimento e ai festosi rallegramenti, Oretta si rinfranc.
Signor Paolo, alle Braie mi piace cantare a finestre spalancate.  come cantare nel bosco. In paese tutto  ristretto. Le case sarrembano luna allaltra e si fronteggiano imbronciate fra le strade di due metri. E poi, stamane avevo un altro motivo. Mi son ricordata che una delle lettere portate da lei mannuncia larrivo della mia pi cara amica. Le par poco averla tutta per me alle Braie? Perch non  una ragazza comune, vero mamma?
Il signor Luigi manovrava per raggiungere la cucina, ma venne fermato dalla moglie.
Che intendi farne ora della lepre? Puzzano sempre di selvatico queste bestie e di solito son dure come il cuoio.
Il sugo ammetterai...
Il sugo piace con la polenta ai cacciatori che si leccano le labbra al sapor di selvaggina.
Piatto da speciali occasioni... intervenne Paolo per sostenere la posizione delluomo.
Le piace? interrog con vivacit la padrona. Converr lasciarla un po posare. Domani o dopodomani sar accontentato.
E Oretta fu certa del tutto di non aver tradita la gioia del babbo con la sua risata. Sadopr a sistemare il seggiolone, offerse il braccio allospite e soccup premurosamente del piede, lieta di veder conciliati i genitori grazie al tatto di quelluomo che ogni tanto la metteva in soggezione e a volte invece le pareva di poter trattare da vecchio compagno di scuola. Tornata bambina con la sua gaiezza, non sarebbe stata proprio in vena di discussioni troppo affaticanti, sicch trov tosto modo di scusarsi, per svolazzare a suo agio, ora in casa, ora fuori, ora persino dietro la domestica intenta alle moltiplicate faccende cui la costringeva imperiosamente la padrona, occupata a organizzare la casa anche in vista della nuova ospite. La quale fece la sorpresa di comparire, sola sola, con uno zainetto bene allacciato e stipato, gli scarponi da montagna, la gonna a pantalone e una borsa a sacco, forse bilanciata in cammino sul solido bastone, assai prima che lattendessero. Paolo, dominando la mulattiera dalla balaustrata fiorita, fu il primo a scorgerla mentre assaporava con uno sguardo circolare la serenit della mattina, dopo lo sfogo dei temporali, estiva nella solare luminosit. Il verde, reso denso dagli acquazzoni, riposava lo sguardo. Dal bosco il calore vaporava aroma di muschio e di fungo e fragranza di mentastro, legando anche i sensi alla calma bellezza della montagna.
Lamica di Oretta era di alcuni anni maggiore. Gi donna, anche nel passo e nella maturit dello sguardo, conservava nelle carni una cos fiorente freschezza da sembrare una adolescente. Lo spirito alacre doveva avere la sua rispondenza nellemotivit di quella giovane. Paolo corse con la mente ai propri incontri, e si compiacque di scoprire in una creatura del suo paese doti molteplici che aveva apprezzate, ora luna or laltra, in esseri diversi, e che aveva finito per credere peculiari di altre razze.
Salz dimenticandosi del piede infermo e si sporse dallo spiazzo che innanzi si apriva dove la mulattiera veniva a traversare le Braie.
Lamica di Oretta? domand come saluto, inchinandosi leggermente  facile capirlo.
Perch?
Perch Oretta non  stata cos cauta da nascondere il suo ritratto nellimpazienza dellattesa.
Il mio ritratto?
Giulia! Mamma,  arrivata! grid Oretta affacciandosi alla bassa finestra; corse ad abbracciare lamica, e cingendole il fianco la present allospite.
Ecco un famoso giramondo. Ha percorso il globo da un polo allaltro, prima a lunghe tappe e poi a piccoli passi. Siccome anche le Braie fanno parte delluniverso, ha dovuto giungervi, e proprio qui ha fatto naufragio.
Un beato naufragio, come vede.
Giulia aveva, con la stessa rapidit, considerato linterlocutore e non pot a meno di osservare:
Oretta  proprio felice nei ritratti, ma, stia allerta, non lo  meno nelle intuizioni pi gelose. Se ha qualche cosa di intimo che non ama lasciar violare, se ne guardi. Le  rimasta la bramosa dei bambini che vogliono scoprire tutti i segreti dei loro balocchi e non si appagano finch non vi sono riusciti.
Giulia, Giulia, sono dunque tanto indiscreta?
Sei esclusivista. Una tua amica non pu essere che tua e per non farti soffrire non deve badare che a te, al punto da scegliere anche la villeggiatura che a te pi aggrada. Per, intendiamoci, alle Braie io torno sempre volontieri e quindi la pretesa te la perdono.
Era divertente osservare Oretta perplessa e confusa per la verit che faceva luce sul suo animo, dispoticamente teso a impossessarsi interamente di tutto ci che lattraeva.
Ho colpa io se qualche creatura mi si rivela pi pregiata e pi cara, e non posso pi rinunciare ad essa?
E chi ne ha colpa, lamica, che diventa una tua propriet?
Oretta misurava ora lestensione del suo esclusivismo, leggermente impaurita nonostante il tono scherzoso di Giulia e il sorriso di Paolo.
Sicch, dovrei rinunciare anche ad averti quando sei libera, e saperti magari con questa o quella conoscente, ad annoiarti perch io, lo ammetterai, riesco a non annoiarti mentre, senza proprio indurti a fare la maggior penitenza, ti chiamo alle Braie, dove confessi che soggiorni volentieri?
Hai ragione. Non  proprio necessario rinunciare sempre. E diceva il tono della voce: Alla tua et specialmente. Ne dovrai compiere fin troppe rinuncie, forse, anche tu e Giulia ricambi labbraccio di Oretta.
Paolo, lasciato solo, si trov per la prima volta a disagio. La compagnia di Giulia, appena intravveduta, era necessaria anche a lui. Sta a vedere, dovette dirsi, che finir per contendere a Oretta la sua amica. Gli avvertimenti sono stati saggi.  una ragazza che ha gi visto a fondo nella vita. Oretta parlava di lei accennando agli esseri che si tormentano in rimpianti. Non c da stupirsi che ne sia soggiogata e la proclami una ragazza non comune. Ma  una pericolosa prova di acume, per una bambina. Bambina? Bambina? In certi vezzi e un po perch troppo vezzeggiata dai genitori, s, ma quando vi scruta coi suoi occhi penetranti, chi si sente di mantenere il tono leggero o la celia?
Giulia  per ben indulgente se, per amore della piccola amica, ne accetta la tirannia. Possibile che possa bastarle, sia pure per qualche periodo? La solitudine, certe prove amare...; chiss mai qual lesperienza di questa donna il cui passo di strada  cos sicuro e fermo? Bisogna mirare pi a fondo. Se Oretta pu bastarle,  perch sono affini, perch hanno in comune ci che appunto non  frequente. Devo convenirne, e intanto mi hanno posto in un singolare stato danimo!
Pass Angiolla con la bimba al collo. Mamma e piccina gli sorrisero. Ecco quali ricordi voleva riportare dalle Braie, insieme a densi profumi di bosco, a proverbi di vecchi, antichi come la terra, a sapori genuini di semplici cibi. Invece, in quali sentieri stava inoltrandosi? Ripens alluomo scomparso nel buio. Era partito nonostante lintervento del signor Luigi. Torna con una bella sposa, gli aveva consigliato imperturbata Angiolla. Cos devessere la vita. In questa luce lesistenza ha una santificazione che rende religioso ogni gesto e trasforma in amore anche le pi dure privazioni e le pi umili fatiche. Eppure, con tutte le sue esperienze, con la difesa oculata ed egoistica della propria tranquillit, col preteso raggiunto equilibrio delluomo che sillude di aver superati gli stadi degli impulsi incontrollabili, proprio lui sentiva ora nascere unattrazione alla quale era finalmente bello tornare ad aderire, dopo lunghe prove di disciplina che spesso significavano rinuncie.
Avrebbe preferito poter contemplare la felice maternit della sana contadina tesa al ritorno del suo uomo, con lanimo del primo incontro, lanimo che si compiaceva dogni luce di bont e di gioia, che rifuggendo dal dolore cercava testimonianze di bene per arricchirsene e consolarsene, anzich tornare ad avviarsi su strade tortuose verso limprevisto. Spettatore sera ormai assuefatto a considerarsi, quasi la vita potesse solo essere contemplata.
La lotta dur finch Giulia, nel semplice costume da montagna, mutata soltanto la giubba con una camicetta leggera, riapparve creatura la cui dolce femminilit non era incrinata da alcuna durezza, nonostante certa disinvolta padronanza di gesti. Sicura di s e orgogliosa della propria sicurezza? Si domand inquieto luomo. Gli rispose, togliendolo di dubbio, un gesto di improvviso abbandono allamica che se nera impossessata. E pi cose gli parve di sentire e comprendere. Non luna tiranneggiava quanto laltra amava allentare la propria volont, forzata e tesa da chiss quali prove, per sentirsi preda e darsi, femminilmente, con lamore fiducioso che ritempra e sorregge.
Un moto di ricupero, troppo brusco ed evidente per chi la veniva ormai scrutando attratto e interessato, rivel lattitudine a una certa apparente sicurezza, a una abituale padronanza di s. Paolo smise ogni indagine. Giovanile e fervida di energie gli era innanzi una creatura chegli avrebbe voluto seguire, avere a fianco, trattenere col dispotico esclusivismo di Oretta. Landare, il suo andare randagio, quale nuovo sapore avrebbe acquistato a fianco di una donna come lui allenata al vagabondaggio e portata ad ammirare e gustare con pari aderenza ogni aspetto della vita e del mondo! Perch questo egli aveva intuito vedendola avanzare con passo sicuro sulla mulattiera, di questo era certo: Giulia obbediva, conscia o meno, allo stesso suo dmone. Non la camerata delle escursioni straniere, fredda, insensibile, sportiva, spinta non sai da quale impulso a gareggiare con luomo, gli era apparsa, bens la possibile compagna, affinata dal raccoglimento e dalla solitudine, e condotta a percepire per squisita sensibilit il bello ovunque appare e a goderlo, conquistandolo e raggiungendolo con le proprie energie.
Paolo  qui da appena due giorni, aveva confidato Oretta a Giulia, e mi meraviglio di non dargli del tu, perch mi pare di averlo sempre conosciuto e ascoltato. Lamicizia tra luomo e la donna, come tra uomo e uomo e donna e donna, mi  apparsa finalmente non solo possibile, ma certa. Giulia aveva sorriso per non rispondere che lo aveva sentito amico subito nella semplicit della presentazione e dellincontro. Evit di proposito di polarizzare lattenzione sullospite, volgendosi alla signora Luisa, diffondendosi maliziosamente in elogi che sapeva graditi, sincera comunque, avendo per la madre di Oretta viva simpatia e scusandone sempre le esuberanze e le debolezze. Ritornata con la ragazza sul terrazzo, evit dessere dingombro e di occupare troppo lattenzione, avendo notato nelluomo una immediata tendenza a circuire proprio lei.
Sbarazzina. Oretta cominci a stuzzicare gli amici.
Vi ho prigionieri e dalle Braie ormai non si scappa. Io sono la castellana: non  bello sognare un po la grazia delle storie antiche e ricrearle per il nostro diletto?
Non basta questo a te. Vuoi anche farle rivivere.
Appunto. Trasformo perci la casa in castello, la fattoria in feudo, gli ospiti in principi venuti in visita di lontano.
Questa bambina! Paolo lassecondava. Per la sua felicit non fosse altro era ben lieto dessere stato forzato a trattenersi, ma ora, pur seguendone le gioiose fantasie, era su Giulia chegli fissava spesso lo sguardo, continuando una indagine iniziata senza premeditazione, che lo induceva a vagliare soltanto le reazioni e gli atteggiamenti di lei.
Ingannare Oretta per non era facile, e tanto meno sfuggire alle sue esigenze. Dovette sorvegliarsi ed evitare che gli occhi troppo penetranti della fanciulla scendessero a leggere la germinante condizione dellanimo suo.
I principi venuti di lontano hanno il dovere di non nascondere alla castellana nessuna delle novit che allietano i loro piccoli regni, e debbono raccontare quali avvenimenti sono accaduti da quando non s rinnovato lincontro, e confidare quanto si propongono per lavvenire, facendola partecipe della loro vita.
Sei una castellana, come sempre, piuttosto esigente e, se fossi il signor Paolo, aggiungerei, indiscreta.
Ehi, ehi. Lezioni, sempre lezioni. Ora qui non sei la mia saputa maestra e non ti ho chiesto consigli sulle convenienze sociali. E poi,  proprio il signor Paolo che mi ha viziata. Daltra parte debbo io, che ho ancora le dande e che non mi muover mai da Cordiglio n uscir dalle Braie, raccontare qualcosa a voi?  un diritto. Vivere realmente, no, non  consentito. Vallo a domandare alla mamma che cosa medita per me. Potrei confidarlo senza averla mai ascoltata. E allora? Anche di mantenere la mia serenit, attingendo da dove pu essermi meglio rappresentata la vita, mi deve essere inibito?
Qualche cosa di contenuto era nella voce, e il viso della fanciulla per un attimo si oscur dando allo sguardo una velatura dimprovvisa malinconia che fu tosto cacciata con uno scatto della volont. Pazzerella, quella bambina? Paolo dovette tornare a badarle. Troppe cose ravvolgeva nel segreto della sua giovane anima, che, manifestate, ne avrebbero mutato laspetto. La difesa a oltranza della propria gaiezza era fatta con virile energia. Un carattere quindi si doveva intuire in lei, un essere ben diverso dalla spontanea ed elementare creatura che appariva. Non bisognava mai dimenticare che bimba tendeva a rimanere per assecondare lillusione dei suoi genitori piuttosto che per atteggiamento spirituale, essendo essa in realt adulta poco meno della sua amica e di lei pi avida forse, per la minore indipendenza che le era stata finora consentita.
Perch ha parlato dindiscrezione, soltanto nei miei riguardi? osserv Paolo Luomo ha sempre gran facilit a raccontar di se stesso.  piuttosto indiscreto invece indagare sulla vita femminile, circuendosi la donna dalcunch di misterioso, almeno nei risguardi degli uomini, e riuscendo assai meglio a conservare i propri segreti.
Giulia, presa di fronte inaspettatamente, tard a rispondere.
Il misterioso della donna, i segreti dellanimo femminile, che possono essere mai?
Quello che a volte non si vuol nemmeno chiarire e definire a se stessi.
Tutto quel vago e indeterminato attendere, senza mai un avvenimento, senza mai altro che il logoro della nostra immaginazione? intervenne Oretta.
Voi lo saprete, non io, che debbo confessare di non avervi mai capite, specialmente quando tentate di esternare ci che vi agita senza volerlo chiarire.
Qui c sotto qualche cosa di attraente... Vogliamo sapere. Un esempio, qualche fatto. Occorre illustrare meglio il pensiero... Oretta, giocondamente eccitata, insist finch Paolo, cercando fra i suoi ricordi qualche avvenimento rimasto pi o meno inesplicabile, sadatt a compiacerla.
In uno dei miei viaggi, stanco della mondanit dei passeggeri, e specialmente di buon numero di passeggere poich non ho mai viaggiato per diporto e tanto meno per ubriacarmi di festicciole, e non so infatti nemmeno ballare avevo finito per restringere le mie amicizie a un vecchio missionario di ritorno dalle isole dellEquatore. Un uomo, come ogni autentico missionario, eccezionale. Da lui potei apprendere sulla vita dei popoli primitivi e sulle naturali disposizioni del loro animo assai pi che non sfogliando una intera biblioteca coloniale. Nato nel Lussemburgo, appunto perch gli avevo potuto dar notizie abbastanza recenti della sua regione e del Belgio, me lo ero fatto amico. Fumavamo insieme aromatici sigari di cui era fornitissimo; mi divertivo a vedergli leggere lora sulla sua ombra, senza sbagliare di due minuti, e lassistevo talvolta aiutandolo a preparar laltare sulla nave per la Messa.
Le poche passeggere cattoliche si presentavano ogni domenica a ricevere la Comunione. Costume tuttaltro che eccezionale, a quanto sapevo, e che nulla ha del bigotto per chi vive fra sette in continua lotta religiosa e ha lorgoglio della propria fede. Fra queste passeggere verano madre e figlia, ricchissime secondo quanto si sussurrava a bordo, alle quali, tranne che per la presentazione consueta e del tutto formale, non mero mai avvicinato.
La figlia, alta, eccellente sportiva, giovane di forse ventitre anni, bruttina anzichen, ma elegante, colta e intelligente, dopo avermi sequestrato un giorno per certe sue piuttosto complicate argomentazioni di sociologia, persuasa che proprio io, come europeo, sarei riuscito a sciogliere i suoi dubbi, mi avvicin una sera per dirmi queste misteriose parole:
Vogliate usarmi la carit di pregare un poco per me. Era in affanno ed appariva dolorosamente turbata. Davvero non riuscivo a capire perch Dio avrebbe dovuto accogliere le mie preghiere piuttosto che le sue, e perch, essendovi a bordo un Padre la cui vita di santit era edificante, non avesse piuttosto rivolto a lui una cos imbarazzante richiesta.
Entrato nelle simpatie della madre, con la quale era arduo intenderci non parlando essa il francese, dovetti dedicare alle due donne qualche ora della giornata. Com ovvio, scoperto un segreto affanno, mi studiai di conoscerne la portata per umano bisogno di comprensione. Che cosa avvenne? Non so se e perch fossi giudicato indiscreto o frainteso; il fatto  che, pi crescevano la simpatia e le esigenze della mamma, pi si determinava la diffidenza della figlia. Successe che, nata fra noi una certa consuetudine di rapporti, il pi delle volte si finisse la ragazza ed io col bisticciare, assumendo essa atteggiamenti ostili in ogni argomento, cos da sfiduciare in me, nonch ogni tentativo di indagine, anche ogni desiderio della sua compagnia.
La mamma, punto in grado di capire lo stato danimo della figliola e ignara del suo atteggiamento, pareva si studiasse di mantenerci in contatto. Scesi negli approdi, dovetti tenerla al fianco e sentire le sue continue osservazioni stonate, vedere lo studio col quale sadoperava persino dirritarmi. Tutto ci perch? Non avevo che tentato, senza una sua predisposizione danimo a confidarlo, di apprendere le ragioni del segreto affanno, il quale, appunto perch segreto, non doveva in alcun modo essere da altri chiarito.
Come Dio volle, giunti a Napoli, ognuno and per la sua strada, coi consueti saluti e le solite promesse di scriversi e rivedersi, che nessuno poi si sogna di mantenere. Poco pi di un anno dopo capit a trovarmi, di passaggio, un ufficiale di bordo e mi condusse con s a Genova per farmi partecipare a una festicciola di compagni di navigazione.
Ricordi, mi disse, quella ragazza imbottita di milioni che continuava a correre avanti e indietro sulle navi della linea senza mai lasciar capire cosa diavolo inseguisse? In realt noi lo sapevamo, e meglio ancora lo sapeva il collega di macchina della nave gemella, Aldo Franchi. Essendo bruttina, lui faceva lo smorfioso, ma, accortosi che qualcun altro avrebbe potuto succedergli, s lasciato raggiungere e sposare, e ora pianta la Compagna e il mestiere per fare il possidente. Pare abbia persuasa la suocera ad acquistare una bella tenuta dalle sue parti, con la certezza che si tratta di un affare doro, e siccome nella tenuta c anche un antico palazzo padronale che lusinga la vanit della vecchia, la cosa s subito conclusa.
Lamico mi raccont come, proprio durante il viaggio in cui mera capitato di incontrarla, essa avesse tentato con un radiogramma di indurre il Franchi a non imbarcarsi e ad attenderla, ci che il furbo sera guardato dal fare, per rendersi prezioso. Ripartita subito, aveva preso imbarco sulla nave di lui, riuscendo finalmente nel proprio intento.
Povera figliola pensavo tra me vedi un po, innanzi a quei profanatori che sono sempre certi giovani di vantate esperienze galanti, in quale luce ha finito per apparire. La ritrovai in una lussuosa sala dalbergo insieme ad amici stranieri e a vecchie conoscenze di viaggio, disinvolta padroncina nel servire rinfreschi e nellaccettare complimenti ed auguri, trasformata dalla gaiezza che lanimava, abbellita dalla sua contentezza. Non mi riusc di conversare con lei. Sino allora del commiato si tenne cos studiatamente fuori di tiro, che potei appena parlarle un attimo e dirle che mi rallegravo daverla ormai connazionale. Mi gett addosso uno sguardo indagatore, lungo e muto, e per impedirmi di prender contatto col marito, ancora inesperto nella sua parte di principe consorte e piuttosto impacciato, mi vincol alla brigata degli stranieri che ripartivano, costringendomi a far loro compagnia sino al distacco della nave, ci che le consent di eclissarsi senza nemmeno un generico invito ad andarle a far visita.
...
Tutto qui il mistero femminile? concluse Oretta delusa.
Tutto o meno, avrebbe voluto rispondere Paolo.
Dovrete pure ammettere che per un fatto piuttosto comune allestero, dove la donna vuol mostrare di esser lei a scegliere, specialmente se ha la sua indipendenza, non era proprio il caso di far bizze e smanie, di diffidare, rivoltarsi, ecc., dopo aver avuto un iniziale moto di totale fiduciosa confidenza. Ma il discorso minacciava di portarlo troppo oltre, ed egli prefer troncarlo.
Dal vallone, nel gran silenzio della montagna, saliva il frinire estivo delle cicale. Giulia pareva ora intenta ad ascoltare, assorta in quella voce della calura. Vera nella sua astrazione il proposito di non interloquire? Paolo lo credette osservando il suo sorriso verso Oretta, la quale, volubile, salz, quasi limpazienza la dominasse dimprovviso, e senza attendere n commento n seguito al discorso corse in casa, per ricomparire poco dopo con una bibita di sua manipolazione.
Giulia amava divagare sulla bellezza dun riposante soggiorno alle Braie, e Paolo, condotto a leggere pi a fondo in certi atteggiamenti di lei, formulava pensieri ben diversi dalle parole. Ci che pi egli temeva era desser giudicato petulante e vano. Il cedere di continuo alle insistenze altrui, mentre avrebbe preferito ascoltare, gli pesava spesso. Non voleva daltronde essere scortese, tanto pi che nulla lo disturbava quanto la calcolata preziosit di chi si fa sollecitare, specie negli ambienti semplici, dove meglio si comprende il desiderio di contatti inconsueti.
La forzata immobilit, sufficiente a giustificare il suo abbandono a quella sosta serena, dopo larrivo di Giulia costituiva un imbarazzo. Lasciato solo dalle giovani portatesi nei prati a gironzare con Angiolla e con la ragazza della casa vicina, da lui appena intravveduta, i suoi attivi soliloqui ripresero il sopravvento forzandolo a continue divagazioni delle quali per il soggetto era ormai determinato e chiaro. Cosa pensava Giulia? Come lo giudicava? Nessuna corrispondenza era in lei della singolare attrazione chera venuta a legarlo? Quale esperienza aveva foggiato il carattere di Giulia? Attraverso quali prove era passata? Affinata dalla solitudine e dallo studio, la sentiva temprata da lotte e da avversit. Vittoriosa ma interiormente ferita gli appariva la donna da raggiungere per mettersi al passo con lei, per camminare, camminare e vivere con lei. Vi sono intuizioni che non falliscono. Sera forse mai ingannato lasciandosi attrarre e affidandosi con totale fiducia a chi dal primo istante aveva sentito amico? Ma Giulia era una ragazza, una donna, la cui femminilit appariva quale prima dote. Non si poteva dimenticarlo. Appunto per questo, dovette concludere, lattrazione non era la simpatia facile e passeggera delle abituali compagne di viaggio.
La vide di ritorno con un fascio di fiori di campo, mentre la contadinella recava un carico derba falciata, Oretta spingeva, affannandosi come una pastora inesperta, un branco di pecore, e Angiolla reggeva la sua piccina e portava un canestro di ciliege ancora appannate dalla pruina.
Sono le ultime disse la contadina quasi scusandosi. Sulle cime ormai le cetonie le hanno in parte divorate, e gli uccelli, venuti dal basso in cerca di frescura, dan loro man forte per spogliare le piante.
La grazia di Angiolla non era ignota a Giulia, che laveva conosciuta giovane sposa appena salita alle Braie, e non la sorprese il tono col quale si volgeva al forestiero. Ella sost sul terrazzo e prese a sciogliere i fiori campestri da destinare alle anfore.
Questo ritorno alla primavera  la sorpresa delle Braie. Al basso i fiori di campo non sono ormai che fieno o stoppie osserv Paolo.
 un po anche per questo che vi si torna volentieri.
Non v modo forse di preservarla anche in noi la prima stagione?
Beato chi sintende di maga.
Giulia appariva dunque incredula. Qualcosa in lei doveva esservi di ferito, qualcosa di geloso e nascosto che dolorava, non certo un segreto come quello della milionaria straniera. Cauto, timoroso anzi di troppo inoltrarsi, Paolo si limit a sorridere e ad ammirarla nella sua scelta.
 una maga che non si acquista sui libri dei negromanti. Direi piuttosto che si raggiunge a forza di camminare e camminare; basta avere il desiderio di raggiungerla. Si parte magari con un gran peso di amarezze, di delusioni, di sconforti, con lintento di fuggire da noi stessi. Da prima non si vede e non si sente altro che il serpaio aggrovigliato, non si ode che il suo confuso tumulto, poi, piano piano, a un fiume o a una fonte, sulla sponda dun lago o in riva al mare, ci si slava ora di questo grigiore ora di quella nube, si ascolta e si contempla ci che lungo la strada ci si fa incontro, finch rinasce il desiderio duna luce pi pura, duna armona pi perfetta, e ci accorgiamo di aver ridato allanima nostra lattitudine a sentire lincantesimo della prima stagione.
E chi  condannato a restare sempre fra Cordiglio e le Braie, le Braie e Cordiglio, e tuttal pi ad ancorarsi nella piana, non potr mai godere di questo rinnovarsi dellincantesimo?
Oretta, giunta alle spalle con passo leggero, aveva posto la domanda di sorpresa. I suoi occhi per, occhi blu-verdi fondi e severi, in contrasto con la sua esteriore gaiezza, avevano un trasalimento ansioso.
V un beato modo di camminare, il suo modo Oretta, che conduce spesso assai pi lontano di tutte le navi. Fiumi, laghi ed oceani diventano allora entit favolose e ben diverse virt finiscono per possedere le loro acque.
Il regno delle favole, dunque. Sempre. Povera Oretta.
Dette in una risata e scomparve nuovamente. Giulia per la prima volta sostenne cordiale lo sguardo di Paolo, pronta a confortarlo se vi avesse scoperto un qualche segno di disappunto, e a difendere la sua amica se gliene fosse apparsa falsata nel giudizio delluomo la garrula anima. Paolo non resistette. Questa dirittura di sguardo, la sua chiarezza e limpidit lo tentarono e decisero. Era daltronde abituato a risolvere direttamente e senza tentennamenti le sue situazioni. Fissando la donna per rattenerne lo slancio cordiale, disse con lo stesso tono di prima, quasi continuassero il discorso:
Oretta ha ragione di ribellarsi. Si scopre infatti talvolta che  ben arido il nostro modo di camminare, sia spostandosi di paese in paese, sia divagando con la fantasa, se non si ha modo di comunicare ad altri le proprie scoperte e talvolta di vedere anche un po con locchio altrui ci che altrimenti ci resta vago e indefinito o troppo crudo nella sua povera realt. Questo io lho sentito con maggiore evidenza stamane, vedendola giungere. Non mi fraintenda e soprattutto non mi sfugga. Certe confessioni non si fanno che fissando negli occhi chi deve accoglierle. Vorrei ripartire dalle Braie con lei e riprendere ormai la strada per un qualsiasi nuovo o vecchio cammino senza cessare pi di comunicare con chi mi si rivela cos affine nel sentire e, direi, provata alle delusioni tanto da mostrarsi avviata verso limmunit.
Linvito parve piuttosto divertire che turbare o lusingare Giulia.
Questi allegri giramondo!... Possibile che possa sopravvenire la stanchezza? Che si possa dun tratto far getto della propria libert e indipendenza proprio quando se ne  perfezionato il meccanismo?
Non si tratterebbe di rinuncia alcuna con lei.
Ne  cos sicuro?
Cos certo ne era Paolo, che gli parve ovvio affermarlo.
Ognuno ha il proprio modo di apprezzare e risolversi.
Ci conosciamo da appena qualche ora e nessuno dei due sa nulla dellaltro.
Per un camminatore basta il passo a rivelare la nobilt del carattere.
Giulia parve riflettere. Era possibile. Anchessa probabilmente avrebbe potuto esprimere il proprio giudizio basandosi su un cos semplice dato. Ma gli apprezzamenti che saffidano alle troppo rapide impressioni possono restare malsicuri. Mostr nondimeno di credere.
Quanto a camminare, penso che potremo qualche volta avviarci insieme, salvo a proseguire poi ognuno per la sua strada.
Il tono era affabile se pure la decisione non concordava col desiderio delluomo. Si trov solo di nuovo, dopo che Oretta, tornata a prender lamica, sparve con lei.
La confortevole frescura delle Braie stava divenendo una atmosfera pericolosa. Paolo, pi stupito che preoccupato, nelle divagazioni del suo abituale isolamento veniva chiedendosi: Perch la strada non potrebbe essere sempre la stessa?. Era stato precipitato? No, semplicemente schietto, sincero. Giulia doveva pure aver provato un senso di riposo, incontrandolo; avrebbe quindi dovuto sentire lo stesso impulso. Ma  donna, si disse e ripet, e per misurare quanto profondamente lo sia  necessario assai pi di un semplice incontro. Occorre che essa scandagli pi a fondo e pi intensamente se stessa, sebbene gi senta come le sia facile prodigarsi amica. Ha inoltre da compiere rinuncie forse considerevoli, rinuncie a quella libert e indipendenza che avrebbero dovuto spaurirmi e che sono invece una faticata conquista della sua esistenza, dopo prove e delusioni che non sapr n confessare n probabilmente determinare. Quante ragazze inebbriate della loro libert aveva incontrate, pronte a scattare e ribellarsi anche per semplici accenni a legami definitivi? Capaci della cosidetta amicizia amorosa, meglio, dun capriccio, ma vigili sulla loro decisione, tutta cerebrale; e le aveva osservate pi con curiosit che con simpatia. Laver solo ora puntato con chiarezza e senza sottintesi su Giulia, era il frutto per lui non gi duna prefissa quanto impossibile selezione e tanto meno duna oziosa incertezza, bens dun complesso di circostanze che gli avevano impedito finora di decidere e non gli avevano ancora offerto il soggetto su cui mirare pi che con tranquilla sicurezza, con perfetto appagamento.
...
Come va il piede? Riposo, riposo e nessuna impazienza, signor giramondo. Lhan lasciato solo le figliole? Bel modo di sentire lospitalit, ma son cos giovani! Perch anche Giulia quando ritorna alle Braie si rif bambina e dimentica un po i suoi studi, le sue lezioni, la sua vita severa e faticosa, ritorna giovane insomma. Laggi a osservarla cos attiva e tutta presa dal suo lavoro, la direste piuttosto uomo, tanto che agli uomini le dico sempre che fa paura. Infatti chi oserebbe avvicinarla, quando affronta con tanta gravit problemi da laureati e da dottori? S voluta fare una sua vita e pare ci insista. Ma  una cos cara figliola, proprio in famiglia dove nessuno la osserva e la conosce. Donne moderne, col chiodo della propria attivit personale. Fanno paura agli uomini, e io li capisco, male abituati come sono dalle ochette incipriate che si mettono in vetrina come articoli commerciali.
La signora Luisa, avviate le faccende di padrona e sorvegliati i lavori della cucina, sera finalmente concessa un po di respiro.
E poi, gli uomini di qua, li conoscete! Se, Dio ci salvi, non inselvatichiscono come il mio a caccia nelle macchie, anche chi ha trascorso la giovent allUniversit, prima o poi finisce come certi preti di campagna. A salvare un po di decoro e a ricordare non dico ad accrescere ci che hanno imparato, nessuno riesce. Esercitano la professione come farebbero il maniscalco, proprio cos, e se capita per caso un dottorino o un funzionario un po per bene, nauseato, dopo qualche anno, per salvare la propria dignit e non lasciarsi mettere il basto se la fila guardandosi dal ricomparire. Non cos il mio caro babbo. Lui era il Dottore sul serio, e quanto leggeva, e come ogni tanto andava a chiudersi in citt nelle grandi cliniche!
Il buon senso grezzo della padrona delle Braie divertiva Paolo. Avrebbe voluto osare una difesa almeno per i simpatici inselvatichiti, ammirando sempre chi pi sa vivere con semplicit e a contatto con la natura, ma la signora Luisa non ammetteva contraddizioni e bisognava non scandalizzarla con elogi troppo sentiti dei soggetti chessa riprovava.
Quando poi i giovanotti son di quelli che han quattro palmi di terra al sole o mezza dozzina di catapecchie, li vedete atteggiarsi a baroni. La laurea, loro quando larraffano dopo aver dato fondo a mezzo patrimonio ostentano di tenerla come un lusso, senza confessare che non saprebbero adoprarla, come fosse una macchina comprata senza imparare a servirsene. Fan lo sbadiglioso al caff e tutto lingegno lo impiegano a raggirare magari la figlia dun ricco fittavolo, per non aver mai pi da compiere lo sforzo di rimettersi a studiare, avendo esaurite tutte le energie nel soddisfare lambizione paterna del dottorato.
Le mie due figliole avrebbe voluto sospirare, poich considerava Giulia come una creatura di famiglia ormai, per laffetto che la legava a Oretta ecco in mezzo a che tangheri son piovute. E la citt le faceva ancor pi paura, la citt con le sue luci false, dove lei, povera montanara, sarebbe stata spaesata, nonostante le sue innocenti proteste di mondanit. Uno sfogo cordiale e benevolo, una confidenziale chiacchierata con un vecchio amico. Perch Paolo era considerato ormai tale per il suo aperto carattere, per il suo perfetto adattamento dellambiente e il comunicativo dono della comprensione.
La signora Luisa chiacchierava, chiacchierava. Le piaceva essere ascoltata, narrare qualche particolare dei fatti suoi, saltare ad occuparsi dei manenti, rimettere in campo le qualit di Giulia e pi di tutto rendere palese limbarazzo per la educazione di Oretta, che doveva essere svezzata, lo capiva bene, e pure essa non osava staccarla da s e concederle troppa indipendenza.
Sola, capite? e perci capricciosa e dispotica. Buona, pronta a commuoversi, eppure cos sventata a volte. Ogni tanto bisogna scuoterla e forzarla a uscire, a svagarsi, perch si seppellisce tra i libri e divora volumi e volumi, imbiancandosi in viso come la carta. Per tirarla fuori bisogna ricorrere alle grosse. Stanarla a forza, nascondere i frutti di cui fa indigestione, frutti proibiti, secondo il vecchio notaro che di libri ne possiede tonnellate e in giovent ha fatto le sue indigestioni. Poi sincapriccia di voler continuare gli studi, poi simpunta, si stanca, si mette a fare la vanerella, e bisogna tremare dei farfalloni che immediatamente la circondano. Un problema grosso, perch, a considerare let, proprio una bambina non lo  pi.
Senza la compagnia di Giulia, Dio solo sa che zoticona ci sarebbe rimasta. S attaccata a lei, e Giulia, che non ha molte tenerezze in genere e ha sfiduciato senza cerimonie pi duna madre ambiziosa e pi duna scimmietta petulante, rinunciando ad averle allieve senza badare al lustro o alle pretese della casa, con Oretta si comporta pi da sorella che da maestra.
 naturale. Oretta ha ingegno e non la delude mai. Giulia ha bisogno di comunicare soprattutto con chi pu capirla. Che sia indulgente non deve far meraviglia. Forse la riposa, forse la ragazza laiuta anche, le d sempre la misura del suo accrescimento, vedendo riflesso nellallieva il meglio di ci chessa persegue e matura.
Che bellelogio! Comera gentile il signor Paolo! Un po difficile da districare, un po complicato, si sa; non sanno esprimerle con parole alla giornata questi uomini le loro idee, ma era evidente che Oretta sera saputa guadagnare la sua stima. Brava. Anche lei, la signora Luisa, era arcipersuasa che fra le scimmiette coetanee di Cordiglio, Oretta era per lo meno la Regina di Saba. Ma una mamma non deve mai farli troppo apertamente gli elogi della figliola, della sua unica figliola poi. E non saccorgeva la signora Luisa che ben pi in alto veniva collocata quella che in fondo restava sempre per la mamma una ragazzina da riprendere ogni istante, di quanto la sua vanit osasse pensarla. E non si trattava di complimenti, ignorandone Paolo la premeditazione e rifuggendone dallo smercio, giacch sapeva di non ingannarsi sulle doti reali di quel musetto dagli acuti occhi verde-blu.
La mamma spiegava con maggiore semplicit lattaccamento delle due ragazze. Ponendo in alto Giulia almeno come il venerato babbo, per doti eccezionali, poich sera svincolata da sola da tutti gli impacci della vita provinciale sdegnandone le banalit, si compiaceva dellintima concordanza giudicandola piuttosto un particolare segno di simpatia, perch, a dirla in segreto, si sarebbe impaurita di veder la sua Oretta avviarsi sulla stessa strada e astrarsi dallesistenza comune come piaceva a Giulia. Aveva ben lei i suoi progetti, e se la figliola si fosse troppo emancipata... No, no, Oretta e Giulia erano semplicemente amiche, due care amiche di cui luna di gran lunga diversa dallaltra. Lospite non poteva ancora stabilire le differenze, e se le accomunava era per non far torto alla sua bambina, temendo di diminuirla agli occhi della mamma.
La lotta era chiara. Paolo, non volendo accrescere oltre il dubbio n destar timori, evit di insistere, lasciando che la signora Luisa ristabilisse il suo equilibrio e continuasse ad accarezzare i suoi progetti materni. Il tempo e le circostanze avrebbero deciso.
...
Rientrata in casa, la signora Luisa era tornata la padrona delle Braie.
Hai provveduto perch alla seconda cascina non manchino braccia prima che la stagione precipiti? Paolo la ud tormentare piuttosto duramente il marito. Bel mulo quello che se n partito. Se stesse a me...
Se stesse a te?
Saprei io come farli filare quei fannulloni. Abbandona la terra proprio nel periodo di lavoro, cos, perch di colpo gli prende la voglia di vedere il mondo.
No. Sera ingaggiato da tempo. Ci aveva pure avvertiti, mi pare.
S. Lanno scorso. Ha atteso un bel po, dopo. Va l... so io quel che mi dico.
Giovent, avrebbe voluto rispondere il signor Luigi, ma, sapendo di irritare la moglie, ammutol.
Paolo, per nulla attratto dalla discussione, si lev e camminando adagio fece il giro della casa per andarsi a sedere lungo una proda che dominava la seconda cascina. Capit a transitare sul sentiero la ragazza che ancora non aveva ben osservato, una giovane bruna e soda, sempre in faccende, che chin il capo, muta come al solito, per saluto. La vide entrare in casa e uscirne poco dopo con la mamma e il padrone delle Braie, mentre due fratelli minori lavoravano alle stalle e al fienile.
Proprio ora che occorrerebbe raddoppiare le braccia, non avrebbe dovuto partire, ma quel che  fatto  fatto. Vediamo piuttosto di portare a termine tutti i lavori prima che finisca lestate. Alle Braie sarriva dun salto nellinverno.
Conciliato, il padrone pareva venuto piuttosto per consigliarsi che per rimproverare.
E se chiamassi a giornata per un paio di settimane Rondoni e il suo figliolo? Son venuti altre volte, mi pare.
Uomini da lavoro aveva risposto la donna, mentre la ragazza aveva chinato il capo, arrossendo.
Andrea specialmente sgobba per quattro.  un figliolo, quello, da tener prezioso.
Bonario, il signor Luigi non aveva voluto aggiungere altro, accorgendosi come lelogio avesse accresciuto la confusione della contadina.
Dunque, niente in contrario? Domani scendo alla posta gi allacqua, dove sale a sciami la selvaggina, e maccorder. Intesi, vero?
S, s, va bene proprio la timida aveva risposto, mentre la madre si limitava a esclamare: Siete voi il padrone.
Il signor Luigi sera quindi seduto a fianco di Paolo.
Problemi sempre nuovi. Ma era contento. Bisogna un po aiutarli e soprattutto capirli. Alle Braie poi c realmente bisogno di braccia perch la tenuta non vada in malora. Di famiglie, direi meglio. E aggiunse quasi sottovoce: Mi capisce? Se non fosse per certe idee di mia moglie, lo crederebbe? anchio mi metterei alla vanga qualche volta. Non mi dispiace lavorare la terra e spesso questo semiozio della caccia e della villeggiatura mi lascia insoddisfatto, cos che, pur amando la montagna, torno sempre gi volontieri per rimettermi alla consueta attivit.
I ragazzi della seconda cascina, seri come uomini, lavoravano a sbarazzare le stalle dal letame e venivano accumulandolo fuori, greve e fumante, per preparare lingrasso alla terra.
 immorale il nostro modo di vivere, se ben lo consideriamo, specie a contatto del contadino, del quale, pi o meno, sfruttiamo tutti la fatica. Era stato Roberto Facchia, il solido scrittore, troppo presto scomparso, a fare questa riflessione, fra gli amici piuttosto scettici convenuti a trovarlo nel vecchio podere in cui aveva trascorso linfanzia e dove tornava per risentirsi vivo, ignorando di tornarvi per prendere commiato in pace dallesistenza. Immorale! Da allora pi che mai risorgeva in Paolo il segreto rimorso di aver anchegli evitato la diretta fatica produttrice per sceglierne unaltra pi comoda, anche se la sola in armonia con le sue facolt e con la quale potesse conciliarsi senza cruccio. Ed ecco che il padrone delle Braie arrivava a conclusioni somiglianti. Una pi viva simpatia lo leg subito alluomo, cui avrebbe voluto ora chiedere scusa di beneficiare, sia pure senza premeditazione, dun bene che non sentiva dessersi conquistato.
Il lavoro proseguiva alacre. Quasi a gara i ragazzi, consci della necessit di sostituire il fratello maggiore partito, come certo un giorno anchessi, a turno, sarebbero partiti, saffrettavano ad ammucchiare il concio. La sorella si offerse di aiutarli ma fu respinta. Quello era un lavoro da uomini e neppure la mamma pot intervenire, ch il pi alto le grid quasi a comando:
Tu ma metti a bagno i salti che ho spellati ieri. Dopo cena debbo rinforzare le corbe per il trasporto, e fatti dar mano a tirar fuori la treggia, ch ho bisogno di riassestarla.
Segreta gioia desser capo famiglia, daver pronta la mente come il braccio, desser adolescente e gi disporre, gi provvedere con lorgoglio segreto di consolare la vecchia anche della delusione patita e dellansiet.
Un ometto comment compiaciuto il padrone. Se non mi deluder gli regaler presto il catenaccio che mi fa cilecca ogni tanto.  pi abile dun armaiolo nellaggiustarlo. Son certo per che non verrebbe alla porta, anche se glielo ordinassi, finch v un palmo di terreno da curare e il fieno non  stipato. Sar il solo a risentirsi quando salir il vecchio Rondoni e anche Andrea dovr rimettersi al suo parere.
Angiolla recava allo suocero i secchi, venendogli incontro al fienile dove era giunto coi nipotini, i quali parevano legati alle voluminose crinelle che reggevano sul dorso. Gli animali tornavano accodati, soli, dal prato vicino ove erano stati lasciati in libert a brucare nel guaime.
I temporali sono stati una manna. La fienagione autunnale ci  assicurata copiosa comment il signor Luigi, seguendo per suo conto pensieri, come quelli dei contadini, pratici e convenienti. Paolo aveva evitato ogni riflessione. Assorbiva i succhi della terra e tendeva a farsi assorbire dal fervore operoso e dalla grande tranquillit che sopravveniva con la sera.
Vigile invece e pi che mai assetata e curiosa, Oretta lo attendeva per ripagarsi della giornata, che affermava dispersiva, essendosi lasciata trascinare dallestro di scorazzare, felice di riavere con s e per s la pi cara delle amiche e di farle subito riprendere contatto con le sue Braie, da un capo a laltro.
Lo assal, dopo cena, non appena lo vide por mano alla pipa, divertita dallattenzione, anzi, dalla gravit con la quale le pareva chegli maneggiasse il prezioso strumento.
Ora vogliamo un racconto, un vero racconto di viaggio, con avventure e drammi o commedie, come riesce solo ai giramondo di riesumare dai loro ricordi. Mica impressioni, mica accenni e paradossi pi o meno brillanti aggiunse impertinente. Sono ammessi i casi personali e il fare, magari, da personaggio o da protagonista.
Bella pretesa si limit ad osservare Giulia sorridendo interessata.
Paolo, i sensi ancora catturati dalla calma vita rustica delle Braie, stentava a mutare atmosfera. Le pressioni si fecero insistenti. Neppure la signora Luisa veniva in suo aiuto e tanto meno interveniva il padrone, divertito a sua volta dalla puntigliosa esigenza della figliola.
E soprattutto niente morale a conclusione continuava Oretta. Pare impossibile che si voglia aggiungere la coda ad ogni fatto anche al pi casuale, e trarre sempre qualche ammonitrice deduzione. Scommetto che  ristucco anche lei della morale dei libri. Per deve avere il pregio di non averne poi letti troppi, se, alla sua et e nonostante la pipa, ha preferito piuttosto andarsene in giro. Infatti non le ho ancora sentito fare una citazione ed  per questo che si prova piacere ad ascoltarlo.
Vedeva giusto la monella. Paolo la sbirci, sorridendo nel sentire come la vita reale importasse pi dogni finzione anche a quella che sembrava una testolina da fantasie. In guardia. Era per lui, daltronde, il metodo pi facile quello di ricordare e raccontare, lasciando al vero il suo greggio colore e la naturale cornice.
Un racconto con avventure dunque, e drammi o commedie? Non pretender, spero, naufragi o incendi a bordo, tempeste e sinistri. Li amo cos poco che ho persino saputo evitarli sinora, cos che dovrei ricorrere allimmaginazione per descriverli.
Il musetto, allungato, ebbe una smorfia significativa. Voleva proprio vendicarsi un po di lei, prima di accondiscendere?
Bene. Vediamo.
Fatta una breve rassegna dei casi che gli si presentavano alla mente con maggior evidenza, Paolo cominci:
V stato un viaggio fra i primi in questi miei sette anni di vita piuttosto girellona, che sebbene non fossi ancora trentenne, considerai e considero la vacanza della mia vita. Uscito da una serie di prove piuttosto dure e sfociato l dove puntavo, a realizzare cio la mia esistenza in armona con ci che prediligevo, per rinnovare le energie e pormi dietro per sempre tutte le fatiche decisi di partirmene per il pi lontano continente, per gli antipodi, con una di quelle navi che non hanno fretta, comio non avevo pi fretta, una nave che mi desse agio di riformare integralmente anche le abitudini. Pochi passeggeri alla partenza, nellunica classe turistica fuori della terza gremita di emigranti. Ridotto equipaggio, pi da nave da carico che da transatlantico, uso alle fatiche degli approdi di fortuna, uso ad andare alla busca senza un preciso orario e senza un inderogabile itinerario, cos che era possibile, ad ogni navigante, apprendere sempre qualcosa di nuovo e trovare ad ogni scalo chi gi vi aveva approdato.
Imbarcatomi allultima ora, essendo stata la decisione piuttosto precipitata, con una semplice valigia, gi a Livorno e poi a Napoli e quindi a Messina, nello scendere a terra venivo via via corredando il bagaglio dellindispensabile, ci che non maveva mai dato tempo di accorgermi di chi era a bordo, tanto pi che avevo ottenuto di consumare i pasti nella saletta degli ufficiali per avere una pi concreta compagnia.
Da Messina a Porto Said la nave mista, con classe turistica appollaiata quasi sulle soprastrutture e la stiva vacante, si trov in una di quelle traverse da ridurre in cuccetta i poco navigati. Nel canale di Suez, trovandomi alla prima traversata, troppe cose verano da osservare per badare ai compagni di viaggio. Uno solo ne avevo fino allora avvicinato, il dottor Dimerio, destinato ai Consolati, col quale divenivo via via amico. Dopo Suez, commessa limprudenza dassistere a una partita a scacchi, avevo dovuto subire un vecchio inglese, maniaco, che usciva di cabina con la scacchiera, pronto a catturarmi se non mi riusciva di evitarlo subito. Montata che fu una piscina di fortuna, presi possesso della vasca e fu l che vidi il primo passeggero interessante: un mulatto degli isolotti della Nuova Guinea, sempre a bagno come un ranocchio.
Guizzava sottacqua e sattardava al fondo con la volutt di un anfibio. Usciva con gli occhi rossi ed era suo gioco fare il viso cannibalesco coi crespi capelli che si rizzavano, i denti solidi e bianchi, le gengive sanguigne e gli zigomi puntuti. Una vera maschera da fantasie negroidi. Vennero altres alla piscina alcune vecchie zitelle nate nei Domin, di origine inglese ma tendenti a differenziarsi, e ogni tanto Nella e Francine, che pretesero poi, con la loro spigliata giovinezza desserne le naiadi, finendo per restarvi dominatrici.
Ridotto il soggiorno alla vasca ad alcuni tuffi quotidiani, non volendo disperdere in eccessive ricreazioni il mio tempo, trovai nel bimbo di due anni duna giovane australiana, sposata in Italia, il vero amico e il pi felice trastullo nei ritagli di svago. Fra soggiorni sul ponte con gli ufficiali, escursioni fra gli emigranti ed esplorazioni nei vari reparti della nave, stavamo per lasciare il Mar Rosso, traversato al nostro piccolo passo di undici miglia allora, che ancora ignoravo dei miei compagni, nonch le abitudini e le ragioni del viaggio, i legami di parentela.
Appreso che avremmo traversato lo stretto di Bab El Mandeb dopo la mezzanotte, per avvistare, sia pure di sfuggita, almeno i lumi di Perim, primo isolotto abitato dopo tanta desolazione di aridissime coste, di arsi arcipelaghi rocciosi e di spersi fanali eretti su sperdute secche, decisi uno strappo alle mie abitudini casalinghe che mi facevano coricare presto per essere in piedi allalba.
Saziata la mana del giocatore di scacchi, me ne stavo affacciato alla murata sul ponte spopolato, scrutando le acque buie per tentare di scoprire lisola, quando Francine venne a sedersi al mio fianco sulla stessa panchina.
Ancora levato a questora? Un bel caso davvero cominci, e maccorsi allora dessere divenuto un po la favola di bordo. Francine aveva diciotto anni, forse meno. Belt pi per la freschezza dellet che per la perfezione dei lineamenti, spigliata e viva, sebbene tendesse allarrotondamento, cos che si poteva predire facile e non lontana la sfioritura.
Volle conoscere il mistero di quellimprovviso nottambulismo. Non troppo persuasa della spiegazione, cominci a scherzare gaia, finch fu raggiunta da Nella. Costei, dun anno forse maggiore, si vedeva gi sciupata dallabitudine inveterata degli impiastricciamenti del volto. Occhi neri e fondi, capelli scuri, magra in opposto allamica, cos da avviarsi verso la secchezza, si associ a Francine nel far le meraviglie e nel compiere divertite indagini, finch la prima disse:
Che sete! Non si farebbe che bere in questarsura, col vento sabbioso che inaridisce la gola.
Mi avviai al bar. Era chiuso comerano chiuse la cambusa e la riposteria a quellora. Scovato il cameriere di guardia non ottenni che un grosso bicchiere dacqua ghiacciata, attinta dalla sua riserva.
Francine bevve pochi sorsi e si diffuse in ringraziamenti mostrandosi paga. Avendo io pure sete, per non tornare di sotto dopo che Nella sera appena bagnata le labbra, sorseggiai a mia volta, la calura essendo opprimente nellafa stagnante nello Stretto.
Avete bevuto con semplicit e senza diffidenza al mio stesso bicchiere usc fuori nel suo armonioso francese Francine, trasformatasi allimprovviso. Vuole una superstizione della mia razza che chi fa ci diventi degno della pi assoluta confidenza.
Sorpreso, scrutai quel giovane volto dimprovviso turbato e tormentato. Non escludendo che gli otto giorni di mare avessero gi avuto il consueto effetto sui nervi della ragazza, riconosco che il clima equatoriale agiva altres sulla mia sensibilit. Fatto  che Francine, ogni tanto singultando, prese a narrarmi come, nata e cresciuta a Parigi, per i dissesti finanziari del padre sconsiderato ed inetto come finii per apprendere fosse costretta ad andarsi a relegare con la mamma e il fratellino in uno sperduto e selvaggio isolotto della Nuova Guinea. E come ci non bastasse, fidanzata a un cugino, quel negro, secondo lei, orribile, figlio di uno zio legatosi a una nativa, presso il quale andavano ad abitare, avendo colui accettato di soccorrere il padre solo a patto che si trasferisse a lavorare con lui, portando con s la famiglia.
Merce dun orrendo mercato si sentiva ladolescente. Come negarle conforto? Parigi, con tutta la sua corruzione, vista da me a occhi freddi in ogni suo angolo qualche anno prima, mi riappariva rinnovando le mie nausee pi per lindifferenza con cui la alimenta, anzi, la coltiva, che non per gli estremi a cui pu giungere. Povera vittima! non potevo evitar di pensare; e, moralmente impegnato per la piena confessione affidatami, ebbi chiss quali parole di sdegno e feci chiss quali promesse, mentre Francine, liberata dal suo grosso peso, continuava a lacrimare silenziosamente, appoggiandosi alla mia spalla.
Nella era stata in ascolto a lungo senza aprir bocca. Gli occhietti neri e fondi, dopo lo sfogo dellamica, presero a fissarmi come bruciati dalla febbre e agitati da indefinibili paure.
Che dovrei dire di me, dunque? cominci essa appena Francine tacque. Aveva maggior ritegno, ma cento pungoli agivano su di lei e non seppe trattenersi, presa dallimprovviso bisogno di vincere la paurosa solitudine in cui le pareva dessere piombata in quellora, e bisognosa a sua volta come una bambina di cercare un sostegno, un conforto.
Il sostegno, ad imitazione dellamica, lo trov sullaltra mia spalla, e a occhi bassi, fissando il vuoto buio del mare, prese a confidare come, nata da madre italiana e da padre francese a Venezia, fosse cresciuta a Parigi dove a scuola aveva incontrato il fratello del negro, col quale, alcuni anni prima, cio, ragazzina appena, sera come per gioco fidanzata. Partito col padre per lOceania, il ragazzo, pi giovane di lei dun anno, le aveva scritto. I due mulatti, continuando a descrivere le bellezze della loro isola, lavevano suggestionata. Quando il giovane si era assunto di portare laggi zia e cugini, vinta dalle suggestioni, aveva senzaltro deciso di seguirli, abbandonando la mamma. Per andare incontro a che cosa? si chiedeva ora spaurita. Ho gi spavento di questo interminabile viaggio e non siamo che al principio. Come mi accoglier? Non  che un ragazzo. Pi contenuta di Francine, Nella frenava le lacrime, ma supplicava con non minore disperazione assistenza e incoraggiamento.
Addio, Perim.... Quella notte fu la prima volta che dimenticai di togliermi una curiosit geografica viaggiando.
Per, chi lavesse un po visto, consolatore delle afflitte... Oretta, maliziosa pi che ironica, non seppe trattenersi, con grave scandalo della signora Luisa che mostrava di non riconoscere pi la sua bambina sempre ai suoi occhi cos timidetta. Giulia con lieve sorriso pareva incoraggiarla, mentre il signor Luigi, dal suo cantuccio in penombra, mostrava la sua impacciata partecipazione tossicchiando, quasi il sigaro gli raschiasse la gola.
Non ero il solo, come vedr, ed  una funzione piuttosto comune. Del resto non pochi uomini amano ricorrere alle stesse consolazioni, appoggiandosi al sesso femminile. Il vittimismo, come taluni lo definiscono, cio il compiacimento per certe immaginate infelicit,  dilagante, e non sempre luomo si confida alluomo e la donna alla donna, appunto perch v un segreto compiacimento che meglio si soddisfa ricorrendo a chi crediamo pi adatto a comprenderci e far proprie le nostre apprensioni.
Giulia fissava ora Paolo quasi lillazione le apparisse piuttosto unindagine, chiudendosi in un riserbo chegli solo poteva avvertire. Pari esperienze dovevano averli condotti a cicli di pensieri comuni. Aveva dunque intuito cos bene tutto di lei quel forestiero, da poter con sicurezza aver fatto la scelta senza esitazione, o giocava dialetticamente e forzava le situazioni valendosi del vantaggio che queste gli offrivano? Gli occhi acuti di Oretta indagavano. Poche cose le si sarebbero potute celare, per cui, ritornando semplice ascoltatrice, Giulia lasci il campo allamica che riusc a riportare Paolo al racconto senza altre diversioni, con un fanciullesco:
E poi?
Mentirei se asserissi che ero interamente tranquillo. Gli occhi arrossati del mulatto, le sue gengive sanguigne nella maschera orrida che gli piaceva foggiarsi, parevano in agguato. E non  escluso, come vedremo, che un agguato vi fosse. In un a corpo a corpo, morso dalla gelosia del primitivo, a quel ginnasta non sarebbe stato difficile scaraventare una persona in acqua. E addio per il disgraziato, nel buio, fra le torme di pescicani nel Mar Rosso, che han fatto sparire interi equipaggi di naufraghi. Per, acceso di sdegno, vinto dalla compassione, avevo subito scelto la parte di paladino e, senza ben sapere che cosa avrei potuto fare, assicurai che non mi sarei disinteressato dei loro tristi casi.
Il mio beato sonno nella bella cabina sul ponte A, che si apriva nellangolo dellunica breve passeggiata scoperta, quella notte si mut in fantasticherie, con fieri propositi e continui piani dintromissione in faccende cos scabrose, da sentirmi subito al centro del romanzo, protagonista cui spettava la bella impresa di liberare dallorco una vergine pulzella.
Il domani cercai per tutta la nave il mulatto. Con quali argomenti affrontarlo? Dovevo prenderlo di petto o ricorrere alla persuasione? Incontrai invece il dottor Dimerio. Bravo, mi disse, spero che almeno ci divideremo i compiti. Ti sei finalmente accorto anche tu, spero, di quale specie di famiglia-problema abbiamo a bordo. E quel disgraziato si brucia lanima dalla passione. Poveraccio!.
Un discorso sibillino, come vedete, che l per l mi aiut ben poco, non essendo io disposto ad abusare delle confidenze ricevute n volendo indiscreti aiuti. Non ricordavo che a bordo si sa subito tutto di tutti, essendo forse lunico che non si interessasse del prossimo. Il dottor Dimerio invece, gi informato dalla cameriera, come pi tardi compresi, andava riacquistando la tranquillit del sonno e non aveva potuto esimersi dal mostrarsi lieto, poich il mio involontario intervento giungeva opportunamente ad alleviargli il compito chegli pure sera precedentemente proposto.
Trovato finalmente il mulatto nellunica saletta di scrittura, lettura e biblioteca, ero andato allapproccio. Vi lascio solo immaginare gli impacciatissimi discorsi iniziali. Il poveraccio aveva ragione il dottore ascoltava, assente, senza capire un bel nulla, lontano le mille miglia dal pensare chio potessi interessarmi ai casi suoi. Lusingato anzi per limprovvisa confidenza, prese a mostrarmi lalbum che aveva chiuso al mio apparire, interrompendo un suo dilettevole lavoro. Stava disegnando a memoria una rigogliosa orlatura di cocchi pendenti sulle acque. Sopra il tronco flessuoso dunaltissima palma, si vedeva un frugolo salire come una scimmietta. Sorrise indicandomelo e confess che aveva una acuta nostalgia di ritornare a quella vita libera, ricordando come le mille volte, ragazzo, sera arrampicato a raccoglier le noci.
Mi fu impossibile fare altri discorsi e dovetti rimandare la mia impresa, sentendo nascere per quel giovane, che mapparve colto, timido e cortese, indefinibili sentimenti che nulla avevano a fare con limprovvisa avversione.
Fermo nel proposito, comunque, non tralasciai indagini, ricerche ed espedienti per giungere a qualcosa di concreto. Maccorsi che il giovane viveva nel pi doloroso dei tormenti, ombra assai discreta invero dellombra di sua cugina. La spiava in ogni movimento e senza mai intervenire n importunarla direttamente, non la perdeva di vista un solo istante. Una bella schiavit, in realt, per lallegra parigina, e unatroce tortura per il meschino, nel chiuso e limitato ambiente di bordo, dove, a ogni passo, avete di necessit cento occhi addosso.
Il secondo giorno, sempre ben fermo nel mio intento, appostai il mulatto nel suo prediletto rifugio, deciso a non lasciarmi sviare e disarmare. Un tentativo di approccio con la mamma di Francine, sempre tra la seggiola a sdraio e il pianoforte, era stato pi che mai negativo per la piatta indifferenza della donna. Dovevo dunque in qualche modo spuntarla direttamente. Il giovanotto, lieto di vedersi oggetto di tanta attenzione, con la pi viva cordialit e senza lasciarmi aprir bocca spalanc subito lalbum, cos innocentemente che mi fu impossibile non seguirlo nelle sue nuove colorite descrizioni illustrative.
Lisola, la sua isola, era effigiata con le rive sinuose, le ripide scogliere, qualche cascatella che precipitava in mare. Verano sentieri fra dense foreste, villaggi primitivi e frotte di bambini nudi un po ovunque.
I ragazzi, correndo sulle rive in cerca di pietruzze colorate, raccattano ancora bellissime perle con le quali giocano come i bambini europei con le palline. Vi sono ovunque conchiglie della pi calda madreperla, degne della Barriera dei Coralli. La mia  la sola famiglia di bianchi che vi abita e tutta la vita dei nativi  nelle nostre mani. Sono lieti essi di lavorare e di ricevere in compenso le vesti e gli oggetti di cui imparano presto luso. Il prodotto maggiore  dato dalla copra, che io stesso, ogni quindici giorni, trasporto a Samarai con una specie di sambuco a vela e a motore, il solo veliero che per interi anni sia presente sulle nostre coste. A Samarai ritiro la posta e i giornali, le merci e i viveri pregiati dEuropa. Quanto alle perle, quando se ne ha un buon raccolto, attendo la nave e vado a smerciarle direttamente a Bombay. Non fidatevi dei mercanti di Colombo e soprattutto non acquistate perle, se non siete intenditore. Potreste fare ben grami acquisti.
A sentirlo parlare cresceva la mia simpatia. Non contento di liberare la sua piena nostalgica con chi, forse per la prima volta, lascoltava senza degnazione, anzi, rapito dietro le sue visioni, si prodig nelloffrirsi per eventuali vantaggiosi acquisti di perle, quale sicuro intenditore, e, appresa la mia qualit di girellone quasi professionale, lanci anche la proposta che ogni tanto mi cruccio di non aver tenuto nella debita considerazione. Perch, mi disse, se non siete strettamente obbligato a un compito e ve ne resta il tempo, non venite con me a Samarai? Mai nulla di pi bello, posso ben assicurarvelo, potrete aver veduto, dato che amate la natura vergine e il mare. Con la mia giunca potremo andarcene dalluno allaltro isolotto. Lequipaggio sar a vostra completa disposizione per tutto il tempo che vi piacer soggiornare con noi. Vi sono isolotti dove forse non s posato ancora piede di bianco e chio vorrei un giorno visitare. Potremmo compiere insieme le escursioni.
Quellasserirsi bianco, scientemente, quel dirselo e ridirselo, avrebbe creato il peggiore ostacolo al mio compito, se gi non ne fossi stato, non dico disinteressato, ma disamorato. Bianco lui, con quella pelle ferro-ruggine, con quelle labbra tumide, quei capelli crespi e lanosi! Eppure era figlio di bianco, educato a Parigi, cresciuto nelladolescenza e nella prima giovinezza fra gli zerbinotti della Sorbona; come contraddirlo nellorgogliosa affermazione? Francine, implorando, aveva esclamato: Ho orrore daver un giorno figli colorati, magari negri. E proprio larma pi dolorosa mi si spuntava nelle mani, non potendo io ferire quel primitivo incivilito e serbatosi intatto nellanima coi suoi profondi richiami allorigine.
Turbato, me ne tornai nella fresca cabina, deciso ad evitare ogni incontro, e dopo cena, forzatomi a leggere e a lavorare, rimasi recluso nel mio nido. Giunta la notte, attraverso le persiane socchiuse, mi parve dudire un sommesso bisbigliare nellangolo buio della passeggiata. Avevo spento la lampada e meditavo supino combattuto da opposti propositi. Continuando i sussurri, molestato, mi feci alla finestra per chiudere le persiane, e fu allora che scopersi larcano degli accenni fattimi dallamico Dimerio, piuttosto divertito delle mie perplessit, e compresi infine pi di quanto era necessario per mettermi lanimo in pace.
Allacciata al grasso e solido allievo di macchina, Francine narrava singultando la sua misera istoria, consolata dal giovane che se la teneva stretta e badava a farle positivamente sentire la propria protezione. Il sollievo dallangustia di quei giorni, valse a ridarmi intera la felice libert di cui avevo bisogno e a farmi disinteressare del problema. Se il giovanottone prendeva a cuore la faccenda, ormai non era proprio il caso che mi ci affannassi io. Dormii come un ghiro, cos da essere salutato ironicamente alla mia non troppo mattiniera comparsa sul ponte, e incontrato il dottor Dimerio, dacch ero fuori causa, potei discorrere a cuor leggero della famiglia-problema, essendo ormai di dominio pubblico ogni personale avventura e disavventura dei nostri inquieti compagni di viaggio.
Col mulatto non solo continuai a trovarmi ma, scambiate le sigarette della mia provvista col suo eccellente tabacco, strinsi addirittura amicizia.
Discreto e dignitoso, per quanto sulle braci crudeli della gelosia, non ludii una volta n confidarsi n accennare alle sue pene. Tormentato per la volubilit della fidanzata, visto che dallallievo di macchina era passata a quello di coperta n accennava mai a fermarsi, ebbe uno scatto che cagion non pochi guai. Conoscendo a fondo i regolamenti di bordo, senza tener conto della nave mista su cui viaggiavamo e dove non era possibile applicarli alla lettera, si diresse al Commissario e sporse denuncia contro gli ufficiali affermando che insidiavano le passeggere e dichiarando che a Colombo sarebbe sbarcato per fare un rapporto alla Compagnia.
Pasticcio notevole per i miei amici marinai, i quali dovettero con maggior cautela godere le piccole libert che concedeva loro il paterno comandante, comprensivo del bisogno che avevano i suoi ragazzi di non rimanere esclusi dalla vita di bordo e dai suoi pochi svaghi, in viaggi lunghissimi e lontani per mesi da ogni civile convivenza. Francine fu lasciata accuratamente in disparte, e lallievo di macchina, toscano dalla loquela facile e piccante, relegato sotto coperta, fu udito infiorare con toni pittoreschi la storia delle confidenze ricevute interessando ad esse le passeggere di terza.
Calmatesi le acque, ridotta a tormentare il dottor Dimerio, prima vittima della serie, ormai rassegnata e guardinga, Francine fece la sdegnosa, moltiplicando le torture del cugino con le offese della propria dappocaggine. A Parigi era originale uscire a braccetto con un mulatto e farne mostra in lungo e in largo; fuori dEuropa non lo era altrettanto. Il cugino se ne tornasse quindi fra i suoi simili e non avanzasse pretese. Linfelice comprese la lezione e ridusse prima, quindi gradatamente pose fine alla sua vigilanza, forzando la gelosia a tacersi e, per amor proprio, a spegnersi.
Approdati nellIndia e quindi a Ceylon, visto che i propositi di noiosi rapporti alla Compagnia erano dileguati, larmona della vita di bordo, sciolta dai severi divieti, riprese lieta. Nella, involta nei marosi della burrasca, non sera intanto smarrita. Cauta e guardinga non aveva smesse le sue confidenze, ma sapeva farle tanto in segreto, che il futuro cognato, distratto, pareva non avvedersene. Considerando poi la propria precaria situazione, con abilit consumata fu veduta accostarsi sempre pi e legarsi al geloso, stringerglisi intorno, forse per guarirlo, o, come volevano i maligni, per non perderne la protezione sotto la quale soltanto si sentiva sicura.
Trascurata, anzi ormai evitata dal cugino chessa non era riuscita a rendere inviso a nessuno, non sapendo come rendersi interessante con gli uomini che levitavano garbatamente, Francine prese a rinnovare, in ampliata edizione e con particolari orribilmente parigini, le confessioni, esperta nel giocare sulla fresca attrazione della giovinezza, ma riusc solo a circondarsi di corteggiatori bramosi di proteggerla nei cantucci segreti, senza pi scuotere lindifferenza del cugino isolatosi in un riserbo che gli accresceva le simpatie.
Sbarcammo a Fremantle in un lieto giorno festivo e in comitiva abbastanza affratellata, chiassosa e garrula come non susa in Australia, ci avviammo a Perth. La famiglia-problema partecipava al completo, con la mamma destatasi dai suoi letarghi per assumere la funzione di capo-famiglia. Donna sperimentata, furba e sorniona, chi ancora soccupava della loro faccenda osserv che dal modo con cui trattava il nipote si mostrava sicura di placare presto le burrasche e di dissipare tutte le nubi giovanili.
Ad aiutarla salirono passeggere australiane che deviarono del tutto lattenzione dei maschi e relegarono Francine in un mortificato isolamento, tale che, riuscitole presto insopportabile, ricominci ad armeggiare col cugino, il quale, pur mostrandosi cortese, si mantenne chiuso e indifferente. Ci fu chi pretese di rilevare un qualche segno di rivalit fra le due amiche, essendosi Nella ormai sempre pi accostata al futuro cognato, ma le insinuazioni e le maldicenze si assopirono essendovi ormai a bordo abbastanza variet di passeggeri per animare le distrazioni.
La Gran Baia Australe fu benigna. Nessun accenno di tempesta nemmeno al famigerato Capo Leurvin. Stupende coppie di albatri ci accompagnavano stimolando le fantasticherie migratorie dei contemplativi. Il mulatto mi catturava ogni tanto per continuare la sua opera di seduzione. Il mare da noi  perpetuamente turchino, mosso e marezzato dalle correnti tra isola e, isola. Sto meditando di estendere la coltivazione dei cocchi in certe zone spopolate dove gli indigeni potranno trovare ancor pi facilmente da vivere e dove sar possibile trarre maggiori vantaggi dalla loro attivit mi confidava. Ma soprattutto sincantava e descriveva le bordeggiate a vela fra gli isolotti, invaghito del mare come un malese. E i maori? Li conoscete? Bella razza, intraprendente, attiva, che assorbe la civilt senza urti e la assimila apportandovi una grazia che  ignota a molti popoli evoluti. Son essi che hanno popolato gli infiniti arcipelaghi del Pacifico, essi che conoscono il sorgere degli atolli, ne rilevano la nascita e lo sviluppo meglio dei cartografi. Avete mai soggiornato in un atollo? Questi vaghi anelli madreporici orlati di palmizi, col loro laghetto calmo e cristallino nel centro, ricco dei pesci pi iridati, come vasche di giardini favolosi, bench simili tra loro hanno tali variet di aspetti, che non vi stancate mai di raggiungerli e cresce di continuo la tentazione di approdarvi.
Il mare non ha per lei gli stessi incantesimi e le identiche attrazioni? Devessere ben fascinoso, se la fa divagare tanto da dimenticarsi la conclusione del racconto.
Oretta, gli occhi acuti e ridenti, non aveva saputo resistere. Per lei il mare era ancora lignoto, e Giulia la guardava forse col senso dinvidia che si prova quando si sorprende qualcuno cui debbano essere rivelate meraviglie, per la beatitudine che dovr assaporare.
Giusto riprese Paolo giungemmo dunque ad Adelaide che Francine pareva ora la corteggiatrice tenera e devota del cugino. Questi la ammetteva ai nostri colloqui senza per cedere n mostrarsi apertamente soddisfatto. Svuotatasi unaltra volta la nave, nellavviarci a Melbourne la parte di fedele e devota fidanzata aveva presto stancato la volubile creatura, che, pur conservando il suo atteggiamento di pentita, cercava di distrarsi. La mamma per, svegliatasi del tutto, seppe cos bene intervenire, che a Sidney ogni malinteso parve risolto, e, accomiatandoci, pi dun sorriso ironico sottoline i commenti di chi aveva assistito per 45 giorni alle varie fasi delle manovre.
Nel bellissimo labirinto marino di Sydney furono scambiati con tutta cordialit indirizzi e consuete promesse. Verrete a salutarci alla nave fra cinque giorni? Noi ripartiremo col Montero che ci porter a Samarai abbastanza presto dissero lasciandoci, e il mulatto aggiunse: Non dimenticate che nella mia isola potrete vivere la vera vita delle terre del Sud, meglio di quanto possano offrirvi Taiti e tutte le Isole della Societ. Baster che mi avvertiate.
Troppo bella era Sydney per cercar subito altri approdi. Dopo aver promesso che li avrei riveduti alla partenza, mi abbandonai alle mie scorribande e ricordai che il Montero avrebbe dovuto salpare, solo quando, trovandomi nelle Montagne Blu, ero nellimpossibilit di tornare subito al porto. Compilato un telegramma daugurio, chiusi definitivamente la partita dellincontro e dimenticai del tutto i miei tormentati e tormentosi compagni di viaggio.
Dopo quindici giorni, percorsa la citt in ogni suo fiorito quartiere, esplorata la successione delle baie che sintersecano nello stupendo porto, fatta sosta nei grandi giardini e trascorsa una giornata allo zoo, stanco e poco attratto dalle beghe paesane dei connazionali, affettuosi e simpatici, ma stretti ai loro privati interessi, giunsi una sera sulla banchina, innanzi al mare, nulla avendo alla fine di meglio da contemplare. Staccava la nave-traghetto per Manly Beach. Ricordando daver scorto la penisoletta allingresso della nave in porto, raffigurandomela una Sirmione, una Bellagio, una Sestri Levante, per improvvisa nostalgia delle nostre bellissime terre, vi saltai e traversato il golfo, andai a sbarcare sulla candida spiaggia. La recinzione con rete metallica delle acque destinate al bagno, perch i piccoli voraci pescecani non mordano i nuotatori, mi avvert che ero ben lontano dalle nostre rive. Emozionante certo il gioco di porgere, protetti dalle griglie, il pasto agli affamati squali, stando in acque sicure, ma non cos attraente da anteporlo alla libert delle nuotate al largo nelle nostre acque.
Tentato dal respiro libero del Pacifico che lambisce la riva opposta al di l dellistmo, mi avviai per la grande strada che unisce le due spiaggie. Una folla di spigliate australiane, scese dal traghetto, la invadeva. Giovanili, eleganti, svelte, rincasavano dagli uffici, e mi perdevo un po a confrontarle con altre frotte di ragazze, quando mi sentii afferrare per un braccio: Signor Paolo! Sempre lo stesso, pare impossibile!. Francine, proprio lei, mi fermava, mentre il fratello e la mamma venivano a raggiungerla sciogliendosi dalla folla.
Dire che mi rallegrassi non potrei. Il Montero ha deviato per la Tasmania e andr prima nella Nuova Zelanda mi dissero mentre cercavo di scusarmi per la mancata venuta al porto. E intanto arrivava Nella che palleggiava una racchetta donatale dal futuro cognato, come volle subito dirmi. Piagnucolosa e desolata, Francine cominci le sue querimonie, per concludere. Qui nessuno mi capisce perch nessuno parla francese; e inoltre non c modo di mangiare in questo paese. Supplicava assistenza, proclamandosi infelicissima, mentre, sia la mamma che lamica, confermavano il loro disagio per la cucina australiana alla quale non sapevano adattarsi.
Rientrato a Sydney, promisi, vi presenter in alcune trattorie italiane. L vi troverete come a bordo.
Era fatta unaltra volta. Potei appena svincolarmi per proseguire la mia gita e rientrare coi traghetto designato su cui le trovai ad attendermi.
Il povero guardaroba delle ragazze, poco vario e un tantino logoro dallusura di bordo, che serano industriate a sfoggiare mutandone con femminile fantasia di tocchi le scarse ricchezze, mi apparve misero fra i semplici e freschi abiti delle sportive australiane. Ne ebbi pena.
Francine mi si sedette a fianco sul traghetto e diede fondo ai suoi sospiri e alle sue amarezze. Sapreste indicarmi dove scala la lancia di bordo della nave con la quale siamo giunti? La vedo sempre ancorata al largo, quasi sotto il ponte, e mi piacerebbe rivederla prima della partenza definitiva mi chiese, sussurrando in modo da non essere udita nemmeno dalla mamma.
In citt prendemmo per piazza Martin, dove condussi la comitiva nella trattoria di un corregionale col quale avevo stretto amicizia, ritornando per qualche ora allormai lontana atmosfera di bordo.
Rinnovati i saluti, il giorno dopo partii per il Queesland dove passai alcune delle mie pi belle ore australiane fra le sperse fattorie degli italiani. Tornato a Sydney dopo forse un mese e sceso alla trattoria consueta per salutare il corregionale e prender posta e doni da consegnare ai suoi al mio ritorno in patria, mentre nellufficio mintrattenevo a chiacchierare, scorsi per lo spioncino di servizio Francine, la mamma e il fratello.
 ancora qui quella gente?.
Bei clienti che mhai portato! fece il trattore. Mi capitano prima con un mezzo negro, e devo appartarli dietro un paravento per il decoro del locale. Sai, in Australia, non si scherza coi colorati. Il negro quindi sparisce con una delle ragazze e se non fosse per i soccorsi del console, ora dovrei mantenere io la famiglia, alla quale faccio gi un trattamento di favore proprio soltanto perch sei stato tu a portarmeli e poi perch il ragazzo mi fa pena.
Uscendo evitai dincontrarli, non sopportando di sentirli umiliati. Raggiunta la nave, fui ragguagliato sugli ultimi avvenimenti della famiglia-problema proprio dal commissario che aveva avuto la sua parte di seccature.
Quando pi nemmeno lallievo di macchina mi raccont si ricordava della parigina, che credavamo al suo destino sugli scogli equatoriali della Nuova Guinea, gli ufficiali te la trovano alla banchina in attesa della lancia.  tornata a bordo sempre con nuove scuse e il mulatto ha ricominciato le sue tribolazioni, finch, seccato, o forse persuaso da quellaltra, ha tagliato la corda e i viveri, perch era lui che continuava a pagare, dal biglietto ai capricci.
E poi? fece Oretta, visto che il narratore tornava ad armeggiare con la pipa mostrando daver finito non ne ha pi saputo nulla?
Per buona fortuna. Non cos il dottor Dimerio, che fu tempestato di lettere e non pot limitarsi, credo, ad affidare la famiglia a un amico trattore per uscirne. Ritrovatolo anni dopo funzionario in India, mi disse che, non bastando le lettere e le indiscrete richieste di presentazioni e commendatizie della figlia e della mamma, un giorno sera visto piovere in ufficio addirittura il babbo, il quale sollecitava il suo appoggio per certi affari di cui egli non sintendeva e nei quali non voleva immischiarsi.
La morale avrebbe voluto trarla la signora Luisa con una puntata sulla sfacciataggine di certe donne ecc. ecc., ma timorosa di mostrarsi antiquata o di contraddirsi, accolse lieta losservazione che era ormai molto tardi, per augurare a tutti la buona notte e avviare ciascuno alla propria camera.
...
Il tempo sera come fermato. Solo nei lontani giorni della puerizia, al sicuro sotto lamore protettivo della mamma, pareva a Paolo daver goduto ore duna eguale pienezza. Se un lontano orologio avesse lentamente scandito le ore, gli sarebbe parso dessere ritornato alla beata et di tutte le attese e di tutte le certezze. Si dest del tutto riudendo il canto, questa volta in sordina, di Oretta. Era gi tardi. La vita alle Braie sera destata da un pezzo nei pascoli e nei poderi, nelle stalle e nelle affumicate cucine. Appunto un leggero fumo vagava nellaria e veniva per la finestra a recare odor di ginepri e di stipa, deriche e di pino, fusi e frammisti. Angiolla preparava il forno, sussurrando ogni tanto una cantilena curva sulla zana dove la bimba, sazia della poppata, pareva piuttosto intenta ad ascoltare e a seguirla nel suo sfaccendare che vogliosa di riassopirsi.
La signora Luisa avrebbe voluto medicare il piede enfiato. Quanti mai consigli e quali continue raccomandazioni: Riposo, riposo, non ci vuole che il riposo, e sorridendo lo lasci andare zoppicante nel suo angolo preferito. Giulia era l, forse da un pezzo. Si alz e gli accomod il seggiolone, facendolo sorridere. Proprio come un bambino appariva agli occhi delle donne? Nella borsa di Giulia veran libri e gomitoli. Un lavoro a maglia appena iniziato spuntava dal groviglio dei fili, ma la ragazza doveva aver rinunciato ad ogni attivit fino a quel momento.
Anche lei, si disse, sente questa pienezza della sosta, e la invidi soltanto perch essa poteva goderla senza farsi alcun rimprovero, senza averla avuta come un dono della sorte, poich gli era stato sempre impossibile accettare con indifferenza ogni bene, incline comera a giudicare qualsiasi beneficio come un premio dopo le lunghe soste subte e accettate con volont di superamento e di ripresa.
Una bella ricchezza lei possiede mormor Giulia, riallacciando il pensiero al racconto della serata.
Di ricordi. Sono un patrimonio melanconico, di solito.
Per chi non pu arricchirli oltre, forse.
 vero. Ci  dato di arricchirli sempre, in tutte le contingenze.
Purch si viva realmente.
Appunto.
Ecco riapparire la concordanza perfetta di cui era certo. Non si lasci sfuggire loccasione.
Dunque, non le sembra che si possa, anzi, si debba, direi quasi, continuare la strada insieme?
Per tutto questo?
Mi pare che basti.
La vita le ha lasciato come una piena saziet nel sangue, e lei dimentica o non considera che colei che invita  piuttosto uninsaziata.
Dovrei dunque giudicarmi se non proprio esaurito, appagato, e invece considero il mio tirocinio passato come una iniziazione.
A Giulia parve di essere fraintesa. Era ben lungi dallattribuire la proposta a un senso di stanchezza, come un mezzo per riprendere il cammino con un sapore diverso, dopo averlo gustato nella pienezza della solitudine. Che ne sapeva infine delle esperienze di quelluomo, giunto a un certo equilibrio pi che per nativa saggezza, per una acquisita e misurata capacit di tesaurizzare i valori positivi e di non respingere se non ci che distrae e induce a oziose deviazioni?
Ne convengo, ma non percepisco come, avviato alle mie ricerche, lei possa affermare di sentirsi allunisono con me quandesse appena si definiscono. Oltre ad Oretta, che ho sempre considerata unamica e che stimo perfettamente matura, nonostante mi comporti con lei spesso come una guida per il suo costante isolamento provinciale, ho altre due amiche di universit le quali sbalordirebbero al solo sentirmi discutere su questo tema. E il perch non le sarebbe chiaro, come maschio, se non attribuendoci princip, che non possediamo, di calcolata indipendenza.
Credo daver tenuto conto anche di questo, osservandola e decidendo. Non gi che potesse lusingarmi un atteggiamento di solito poco conforme alle nostre donne, ma perch ho la certezza che esse sono innanzi tutto tali e che quindi non possono deviare, senza incontrare linfelicit, dai princip che gli istintivi sentimenti, provvidenzialmente comuni ad esse, ispirano loro.
Sono sempre ben sicuri di se stessi gli uomini.
Appena quanto lo sono le donne.
Giulia aspettava dentrare in conflitto, per valersi dalcune sue positive convinzioni. Dovette invece accorgersi che il proprio spirito di sopraffazione, su cui faceva calcolo, veniva meno.
Penserebbe dunque possibile una transazione?
Quale mai e per quale assurdo proposito? Io le chiedo di considerare leventualit di proseguire insieme il cammino, rafforzando innanzitutto lamicizia e la stima, e accettando, se venisse e sarebbe il benvenuto quel meglio che, esistendo le due condizioni precedenti, non pu se non legare e cementare perfettamente laccordo.
Lamicizia e la stima, Giulia ricord che Oretta le aveva detto: Sento che a Paolo potrei dare del tu subito, come lavessi sempre conosciuto. Amicizia sapeva ben ispirarne, con immediatezza, e la stima non sarebbe stato possibile negargliela, anche non conoscendo di lui che quanto traspariva dalle sue svagate narrazioni. Egli non era dove essa pensava desser condotta. Il suo stato di difesa non valeva in questo caso. Lamicizia e la stima, si ripet si possono elargire anche senza accettare limpegno come un sodalizio, n farlo valere quale accordo perpetuo.
Forse che, una volta elargite, possono decadere? interrog Paolo.
No proruppe la donna quasi fosse messa alle strette e condotta a forza fuori della sua difesa.
Vede dunque come, rimanendo solide le basi, non vi sia timore per ruine future e tanto meno vi sia campo per malintesi. Non oserei partire che da queste premesse, sapendo quanto siano pericolose le altre.
Giulia ebbe un moto vivace e scrut luomo per leggergli in fondo ci chegli non sentiva necessario esporre. Sera dunque bruciato a qualche fiammata improvvisa che aveva cauterizzate le fibre pi pericolose della giovinezza? O aveva essiccate le fonti pi irruenti a un fuoco lento e soffocato sino allesaurimento? Ecco che anche lei voleva ora costruire dei romanzi. Oretta avrebbe pi rapidamente risolto e forsanche chiarito ci che le balenava in mente. Chiss perch le piacque che la fanciulla non fosse in ascolto. Cosa cercava infine Paolo? Un surrogato a ci che aveva perduto? O forse non cercava nulla e solo si porgeva con quanto di meglio sentiva di poter dare?
La calma e la fermezza di Paolo, tranquillo e sicuro per ci che offriva e chiedeva, finirono per disorientare Giulia. Solo il suo femminile bisogno di complesse se non tortuose giustificazioni, doveva condurla ad argomentazioni peregrine. Positivo e concreto, luomo aveva mirato diritto e sera pronunciato senza sottintesi. Forse anche il metodo imprevisto la disorientava. Si doveva considerare limportanza del gesto alla stregua del semplice valore delle parole. Possibile che proprio lei, cos amante della stessa dirittura, si fosse lanciata in ricerche e interpretazioni che tendevano a spostare e mutare il significato della richiesta? Si risent donna e non le spiacque, per la prima volta, di essere giudicata essenzialmente tale, lasciando a Paolo il campo e ritirandosi senza altre opposizioni appena Oretta comparve a portarsela via.
La borsa da lavoro dimenticata attrasse lattenzione di Paolo. Perplesso per il tenore dei discorsi e sempre pi persuaso di aver visto giusto in Giulia, e quindi deciso a persistere nel suo proposito, allung la mano ed estrasse un paio di volumi. Testi classici. Non si stup. Esaminandoli vide che erano libri scolastici. Stava sfogliandoli distrattamente, allorch giunse Oretta di corsa.
Giulia s dimenticata... ed esit, vedendo i libri fra le mani di Paolo, il quale riponendo i volumi al loro posto, complet la frase:
La borsa, ed io da sfacciato impertinente non ho saputo resistere alla tentazione di impadronirmene. Le porgo le mie scuse.
Dal modo come la ragazza ripart, luomo credette di comprendere perch le amiche si erano ritirate. I testi erano destinati allo studio. Luna insegnante e laltra allieva, nella piena armona dellamicizia, continuavano le lezioni intrapprese da tempo. Oretta era per troppo guardinga per dare ad esse deliberatamente un carattere di ordine e continuit. Tendeva a farle apparire amichevoli conversazioni e metteva il suo impegno nel nasconderne limportanza.
Paolo non pot subito distogliersi da quella figliola fresca e intelligente, ma non aperta a confidenziali abbandoni, con quegli occhi acuti, pi pronti a scrutare e indagare che a lasciare intravvedere che cosa meditassero. Lintimit con Giulia avrebbe dovuto fargli subito capire che non si trattava duna pupattola viziata, come voleva lasciar credere la mamma. E quali atteggiamenti poi, duna seriet talvolta sconcertante! Meditava certo cose pi profonde, tendeva sicuramente a raggiungimenti insoliti per una piccola ereditiera. Per reazione allambiente? Per un bisogno di elevazione? Paolo saccorse di condurre indagini sopra un soggetto per la prima volta apparsogli pi complesso di quanto gli si fosse finora presentato, ma, condotto ormai a fissarsi su Giulia quale creatura di pi naturale equilibrio, pass presto ad altri pensieri.
Sudato e con la cacciatora rigonfia, verso il mezzogiorno comparve il signor Luigi. Appoggi il fucile e sedette al fresco di fronte a Paolo.
Sempre gonfio, eh, questo piede? Cose di nessuna importanza, ma lunghe e noiose, Spero almeno che alle Braie non vi sentiate totalmente attediato. Gli batt familiarmente sul ginocchio mentre esaminava il piede, col viso scoppiante di salute e imperlato di sudore, lieto anche nel commiserare lospite, contento appunto di potergli ripetere che eran cose lunghe, perch si persuadesse a pazientare e non meditasse fughe immediate.
Ho fatto una bella corsa stamane. Una levataccia che mi fa sempre pro. Quella benedetta donna  cos difficile. Devo confessarvelo? Non ama la caccia e sopporta appena la cacciagione, e non c verso di farle capire che noi uomini certi sfoghi dobbiamo pigliarceli. Oggi sar, spero, sugo di lepre. Godo che vi piaccia.  la mia leccornia. E qui c da guernire la cucina ancor meglio precis palpando la cacciatora; e riprese:
La commissione  compiuta, sapete? Rondoni ha fatto il difficile da prima. Son corso allora dal figlio e lui ha trovato il modo di rimediare. I giovani rimediano sempre quando si sanno capire. Eh, s, bisogna capirli i giovani. Quella che per non capisco mai bene  mia figlia, proprio lei. Studia, chiss perch e chiss che cosa. Sembra a volte che commetta un furto. La mamma dice che ci si diverte; ed  forse vero; che lo fa perch a Cordiglio non ha altre distrazioni, e posso anche ammetterlo; che infine  giusto che non sfiguri troppo con amiche come Giulia e con le sue conoscenti. Per, che bisogno c di accanirsi tanto? Sa anche distrarsi e pigliarseli gli spassi quando le aggrada, e allora, se proprio non d pedate ai libri,  certo che non ne sopporta nemmeno la vista. Una testolina a modo suo, e speriamo non vada poi fuori del seminato. No, no, non  possibile.
Fatta una pausa, il signor Luigi torn a Rondoni e al figlio. I due contadini avrebbero in un paio di settimane fatto il lavoro duna stagione. Li conosceva e accarezzava lidea di trarli alle Braie.
Ci riuscir. Credo che ci riuscir. Se laltro poi torner, magari con la moglie, come un giorno o laltro tutti tornano dopo aver fatta la fuga, ci sar posto anche per lui. I prati a pascolo non aspettano che laratro per ridursi a podere. Di pascoli ce n fin troppi in alto. Pratico, il padrone non dimenticava certo, dietro qualunque svago o diversa attivit cittadina, laria e i bisogni delle Braie, ed era questo che radicava in Paolo un senso di terrestrit ferace, che lo legava a quel paesaggio e a quellambiente dandogli la concreta percezione della vitalit di cui egli stesso vibrava.
La mulattiera, sulla quale non comparivano in giornata che Angiolla e i ragazzi, il suocero e i vicini, carichi di strame o di legna, fra gli animali o con la treggia al traino stipata di corbe colme di concio, verso sera parve animarsi. Le voci inconsuete e il suono dei passi fecero volgere Paolo, rimasto solo in quellora. Erano viandanti non del tutto nuovi nei suoi incontri. Li vide avanzare e far sosta proprio innanzi allo spiazzo, per sedersi a discorrere in cerchio, quasi fossero giunti fin l per mettersi in conversazione.
Erano cinque, di varia et e di pari condizione. Due reggevano a tracolla cassette a tiretti multipli da piccoli chincaglieri ambulanti; uno depose subito la fisarmonica da un lato e un compagno vappoggi linvolto di scampoli che reggeva a spalla, mentre il quinto incroci le gambe attorno al bastone senza ostentare alcun carico.
Si va alla sagra del Dragnone spieg questi accorgendosi che il forestiero li considerava incuriosito. Peggio che salire alla Madonna del Sudore. Che ci si pu fare? Ci va gente e noi si va con loro.
A vender chiacchere?
E anche questo non  un mestiere? Forse che il prossimo non ama ascoltarne? Avete mai visto folla pi attenta, nelle fiere e nei mercati, di quella che si stipa attorno ai ciarlatani? E meglio se non vendono n grasso di marmotta, n diamanti tagliavetro da due soldi.
Labilit, giusto, sta proprio nel non vendergli nulla.
E cavarci i soldi con giochetti da raccontare poi e rifare, senza riuscirvi, per tutto linverno, nei desolati casolari.
Il pubblico  bambino. Pi bubbole racconti pi incantato ti ascolta.
E saperle raccontare non  una virt?
La conversazione era animata. Paolo li stuzzicava sapendo come il vagabondaggio renda fertili gli ingegni di quegli errabondi, accuratamente aggiornati col calendario di tutte le sagre, e sulle informazioni dei quali si sarebbe potuto compilare il pi pittoresco Barbanera o Chiaravalle.
La comparsa della signora Luisa parve scompigliarli. Ruppero il cerchio e la salutarono in piedi. Sapevano di non poterle offrire nulla e conoscevano quale padrona fosse, pi disposta ad accogliere un mendicante che non un merciaiolo, per quel benedetto sussiego del non volersi servire che in citt.
Dove vi caccerete questa notte? Siete in anticipo, mi pare.
Alle Braie si sta sempre come in convento. Forse che non si conosce la buona gente che le abita?
Adulatore, il ciarlatano sera fatto sotto a lusingare la padrona che avrebbe voluto restare accigliata.
S anticipato daccordo, per far tutti insieme la strada. Al Dragnone lo sa bene quanti vanno a pernottare la vigilia. Capitando nel branco dei primi e per primi si lavora meglio.
Giunse anche il signor Luigi e latmosfera si schiar.
Meno male che il fienile  sgombro, altrimenti non ci sarebbe che lalbergo della luna disse per saluto.
Tutto calcolato, signor Luigi.
Vecchie volpi, lo so. E chi non ha pratica se la fa insegnare. Le mille volte che vho inteso nel caff perfezionare le vostre informazioni e prender poi la rotta sicura! La consorteria dei vagabondi so bene dove tiene la bussola.
Risero concordi, finch vennero chiamati a cena.
La signora Luisa si diffuse a parlare del Dragnone, distante ancora una buona mezza giornata di cammino, dove, da ragazza, era stata pure lei in gaio pellegrinaggio. Era partita con una numerosa comitiva di coetanee e giovanotti, sotto la tutela della Martana, la vecchia divenuta proverbiale per la sua ostinazione a non voler trascurare la sagra, nemmeno gli anni in cui si svolgeva nel pieno periodo delle burrasche. Assumeva presso tutte le mamme assoluta responsabilit, e imbrancatasi coi giovani guidava la schiamazzante schiera attraverso ai cento sentieri, conducendola sempre in pollaio senza incidenti. Libert di ridere e scherzare, di giocare magari allo sposalizio e di cantare, di organizzare qualche burla alle spalle dei contadini isolati negli spersi casolari e finanche di mettere a sacco qualche frutteto; guai per a chi avesse passato il segno. Giovanotti o ragazze sapeva cos bene tenerli alla briglia, che le mamme avevano finito per fidarsi di lei pi che di se stesse.
Non cera al Dragnone il mistico fervore del Santuario di Roverano, dove una zia presso la quale aveva trascorsa una estate, fra le colline, laveva condotta. Era giovinetta allora e ricordava con quale devozione i pellegrini veri pellegrini, non scampagnatori compivano in processione i tre giri del Santuario, dopo i quali gli ulivi che lo circondavano si coprivano di mignoli. Paolo non credeva al miracolo? Ebbene il Santuario degli Ulivi era l per rinnovarglielo negli anni di grazia.
Paolo credeva al miracolo, anzi, non aveva mai tanto attentamente ascoltato la signora Luisa e lei non sera mai cos lusingata come durante il successo del suo racconto, cos che, felicemente disposta, non soppose quando Oretta propose di andare a far visita ai nuovi ospiti delle Braie.
Si mossero tutti per recarsi nella vasta cucina di Angiolla, dove, coi venditori ambulanti che avean trovato modo di rimediar la cena, erano convenuti i vicini. La popolazione delle Braie era dunque al completo.
Sul tavolo, sotto la lampada, i due chincaglieri esponevano le merci aprendo cassetti e cassettini pi per abitudine che per allettare la clientela. Paolo scorse i ragazzi del vicinato e i frugoli di Angiolla incantati innanzi al coltellinaio. Il maggiore della brigata rigirava fra le mani un coltello da innesto e il fratello un ronchetto, mentre i due di Angiolla osavano appena osservare coltellini a semplice e doppia lama, paghi di poterli tenere nelle mani e farli scattare. Gli fu facile appagarli con unocchiata dintesa al merciaio, e si volse dove Elvira, la bruna contadinotta della seconda cascina, e Angiolla sciorinavano gli scampoli e frugavano interessate nei cassetti dei pettini, dei bottoni di madreperla, dei fili, delle spazzole, dei saponi profumati. Il merciaio non sera, come di solito, addobbato a turco, col fez rosso, e tanto meno usava la parlata nasale per meglio camuffarsi da autentico venditore di stuoie e di tappeti di Smirne, n aveva bisogno di sussurrare misteriose parole tentatrici lasciando credere che si trattava proprio di occasioni uniche, residui di naufragi, frutto di contrabbando e, se ne era il caso, di furto, per giustificare i prezzi vili. Preso gusto per a compiere lesposizione, trasse fuori da un involtino sigillato certi fazzoletti di autentica seta che attirarono persino lattenzione meravigliata della signora Luisa. Aveva fiutato bene e capito che cosa sarebbe occorso per concludere anche alle Braie il suo affaruccio e fu quasi onesto nel mormorare poi a Paolo il prezzo dei fazzolettoni e delle sciarpe che la signora Luisa, Giulia e Oretta prima, quindi Angiolla, Elvira e la sua mamma scelsero secondo il proprio gusto.
E per noi che rimane? disse ridendo, volto allo suocero di Angiolla e al signor Luigi. Esamin accuratamente tutte le pipe del tiretto riservato e riusc a cavarne tre di radica abbastanza presentabili, per concludere: Non abbiamo purtroppo nullaltro di meglio. Una quarta pipa e tre salde roncolette le mise da parte e preg Angiolla di offrirle al vecchio di sopra a Pallone e ai suoi nipoti appena fossero saliti, sapendo che non avrebbero dovuto tardare, e preg Oretta di scegliere uno scampolo per la domestica.
Era dubbio che la signora Luisa approvasse il dono fatto al marito, avendo sempre dichiarato di sopportare appena il sigaro, ma non era quello il momento per mostrarsi autoritaria.
Trascurato nel suo cantuccio, luomo dalla fisarmonica sera intanto messo a rigirare lo strumento, finch, senza attendere invito, prese a sfoggiare il cavallo di battaglia del suo repertorio, senza proprio straziare le arie pi popolari dellopera preferita: la Traviata.
Entusiasmato, il signor Luigi gli si accost per cingergli amichevole le spalle: Cos, ecco, un po di musica dopera non fa mai male. Vi scritturo per qualche buona serata laggi a Cordiglio. Ci conosciamo, mi pare. Intanto ho qualcosa da proporvi subito. Per la sagra al Dragnone siete in anticipo. Lascierete partire la compagnia, e domani a sera faremo un po di festicciuola alle Braie. Va bene? chiese volgendosi intorno. Faremo quattro salti sullo spiazzo di casa, che pare proprio la rotonda adatta. Mi spiace per il piede del signor Paolo...
Tanto lui ha dichiarato di non essere un ballerino insinu Oretta, spalleggiando il babbo e strappando consensi persino ai vecchi per vincere di forza la resistenza della mamma.
Il ciarlatano non aveva perduto tempo tra luna e laltra fase della serata. Fatto sgomberare il tavolo dai compagni, stese un tappetuccio a scacchi ove figuravano i segni popolari dei tarocchi e prese a maneggiare le carte e a combinare giochetti. Abilissimo, favorito dalla lampada sospesa che gli consentiva ogni tanto di occultare le mani in zone dombra, fu quello che ottenne il maggior successo.
Vogliono vedere il gioco come si prepara e si risolve? Signor Paolo, vuol fare qualche puntata dimostrativa? Non solo Paolo si prest, ma il padrone delle Braie, che sera illuso di poter scornare il giocoliere, si fece sotto, e le donne e i ragazzi allora assistettero, sospesi, a giri e rigiri di carte, e salti di dadi, a scoccar di nacchere, che finirono per far sparire sotto lo scodellino vinte regolarmente le puntate incautamente raddoppiate e triplicate del signor Luigi, che contava di mostrare la propria avvedutezza, pensando di mostrarsi poi generoso col lasciar sul tappeto la vincita.
Passeremo ai giochi di prestigio, ai giochi di societ e faremo un po di fachirismo. E luomo cominci a far sparire oggettini, a trovar uova nelle proprie tasche, e poi a lanciar fiamme dalla bocca e ad estrarre dalle labbra, in penombra, fettucce di seta, incantando i ragazzi e suggestionando le contadine.
Paolo si ritrovava a Negombo, in Ceylon, fra gli incantatori notturni di serpenti col loro flauto monocorde, tra i fachiri che si configgevano coltelli nelle carni. Quando era giunta la comitiva e aveva scoperto il ciarlatano di professione, egli aveva fra s pensato a quale sorriso avrebbero in colui suscitato i suoi scrupoli dimmoralit per il proprio lavoro confrontato a quello dei contadini. Rivedendo nel ricordo lindiano che seminava, inaffiava e faceva crescere in un baleno una pianta di mango innanzi agli stranieri di passaggio, movendo le mani sotto un misterioso tappeto, e associandolo a questo pedestre ciarlatano da villaggio, si persuadeva che non avrebbe mai potuto generalizzare il proprio scrupolo e tanto meno insistervi.
Sha colpa noi se il pubblico si diverte quando ci beffiamo della sua semplicit? Chi non  furbo se ne stia a casa. Pi volte Paolo aveva avuto simili risposte. I gonzi non vanno allattati. Vanno anzi utilizzati per il loro verso.
La compagnia sera divertita. A nessuno sarebbe mai venuto in mente di disapprovare il ciarlatano. Un cos abile personaggio era da ammirare. Quello la sapeva lunga.
Si trov addosso lo sguardo indagatore di Oretta e vide che Giulia si sforzava di mostrarsi divertita. Gli altri, invece, e la buona signora Luisa per prima, pareva godessero il privilegio duno spettacolo a corte, e la corte era alle Braie, e lei, la padrona, proprio come in certe lontane novelle, dispensando sorrisi e plaudendo, premiava chi prodigava la sua ingegnosit se non proprio il suo ingegno per sollazzare il pubblico.
...
Scendendo dal letto, il piede doleva ancora e lenfiagione non accennava a diminuire. Paolo, alzandosi il giorno dopo e osservando sulla caviglia striature livide, pens che la cura della signora Luisa era ben lenta. Con una fascia elastica, chiss che non riuscisse a mettersi in sesto. Alle Braie per non vera nemmeno la famosa acqua vegeto-minerale tanto invocata dalla padrona, sebbene vi abbondasse la non meno efficace acqua fresca, sicch occorreva rassegnarsi.
Oretta canticchiava. Ecco una sveglia sempre gradita. Cera aria di vigilia alle Braie, di vigilia festiva, quasi la lontana sagra del Dragnone avesse la sua risonanza nel cascinale. Di buonora eran partiti mercaioli e giocoliere. Scritturato e rassicurato sugli abbondanti pasti e la generosa mancia, il suonatore sattardava a russare beato nel fienile.
Giulia travers laia mentre Paolo savviava adagio al suo seggiolone. La osserv ritta e serena senzessere visto e crebbe in lui il desiderio di avvicinarla, di legarla a s, di farne la sua donna ed alleata. Non osava dire semplicemente sua moglie. Sarebbe stato troppo poco e avrebbe temuto di risentire gli infiniti lagni di chi deprecava dessersi sposato anche se non avrebbe mai pi voluto rompere il legame e, leggendosi bene addentro, avrebbe dovuto concludere che in fin dei fini non avrebbe poi mutato scelta. Perch il matrimonio, volle ripetersi, lo si deve sempre considerare un vincolo pesante? Occorre farne unalleanza cordiale, unintesa amichevole, per impedire alla prepotenza delle passioni di alternarne e sciuparne la bellezza. Avrebbe saputo trarre in questo convincimento Giulia?
Oretta venne a scherzare sullo spiazzo, a innaffiare le piante, a ripulire i gerani, finch Giulia non fu di ritorno coi suoi prediletti fiori campestri.
C gusto sempre a comporre un vaso con colori tenui e varii e a sentire, col profumo dei fiori, anche quello delle erbe disse quasi scusandosi e intrecciando pianticelle verdi fra gli steli fioriti.
Qui poi c maggior sapore e pi genuino rapporto con lambiente che ci ospita e dal quale  sempre una stonatura astrarci specie in ci che tocca i sensi.
Oretta ascoltava. Giulia e Paolo, Paolo e Giulia. Erano fratelli? O li legava qualche a lei impercettibile filo preesistente cos da farli somigliare, quasi fossero cresciuti comunicandosi gesti e pensieri? Il timore dessere esclusa dalla loro intimit, geloso e improvviso, la fece intervenire. Stonava forse? Eppure, n luna n laltro la sentivano e consideravano estranea. Essa aveva detto tutto di Paolo a Giulia, come sperasse di serbarselo per giungere al di l della sua vincolata esistenza, e Giulia aveva approvato e sorriso, e nulla aveva aggiunto di suo, forse perch lintesa, subito raggiunta, aveva stabiliti rapporti perfetti e spontanei cos da giustificare il desiderio della fanciulla.
Qualcosa sfuggiva ad Oretta, qualcosa essa non riusciva a raggiungere. Uscire dalla sua condizione di forzata infantilit e proclamare la sua vera natura non era possibile. Sarebbe apparsa pi stonata. Non lavrebbero pi capita, specialmente Paolo. E neppure sopportava dessere abbandonata a se stessa, di non essere meglio studiata e compresa. Era pi giovane di pochi anni di Giulia. Era questo un ostacolo? Era bella, infine. Eccole sfuggita la considerazione che lumiliava. Dunque non sapeva prescindere dalla propria femminilit anche esteriore; questo doveva essere linciampo. Perch la sensibilit di Paolo aveva un altro orientamento; perch a Paolo essa non voleva apparire la ragazza che costruisce castelli e castellucci. I suoi non erano castelli da innamorata. Eccola detta a se stessa laltra parola. Di Paolo non avrebbe saputo mai innamorarsi, ma di perderlo non ammetteva. E doveva essere possibile conservarlo, anche se nessuno a Cordiglio avrebbe mai capito unamicizia come quella chessa sentiva necessaria.
Giulia e Paolo discorrevano svagati; a lei toccava insinuarsi quasi e sempre come di straforo. Era meno intelligente? Meno posata? Meno tranquilla? Ecco, era meno tranquilla. Le loro esistenze erano risolte. Perch vecchi o perch troppo provati? Vecchi, no; invecchiati, nemmeno. Limpazienza della giovinezza lagitava. Giulia le avrebbe detto con amorosa sollecitudine: Goditi questi begli anni. Giulia aveva sempre ragione e lei non li buttava via, ma come goderli realmente? Proprio per seguire la saggia amica o, non per questo in realt, ch nessun calcolo la spingeva Paolo le era necessario non meno di Giulia. E scontenta e delusa di s, dopo essersi trattenuta considerandosi intrusa, senza che nessuno glielo facesse sentire, smise il suo lavoro di giardinaggio e spar.
Giulia soltanto sera accorta del suo disagio e si rasseren allorch, saltellante come un ragazzo, Oretta piomb nel bel mezzo dello spiazzo per annunciare rivolta allospite.
Vede questo bel cappone? e rideva, tornata ilare e gaia, mostrando un grosso cappone spennato, lha portato la mamma di Elvira, era il pavone del pollaio, ingrassato a bocconcini per chiss quale solennit di casa o per chiss qualche scambio.  stato sacrificato invece in onore della sua prodigalit, perch la povera donna dice che non sa come ricambiare i riguardi che ha avuti per lei e per i suoi figlioli.  rimasta vedova da qualche anno. Forse nessuno le aveva mai fatto un vero dono senza chiederle od attendere un compenso...
Oretta, Oretta... No, non voleva commuoversi, e la fanciulla fugg in cucina, riportando il cappone alla donna senza completare il suo pensiero, mentre Paolo si voltava a guardarla quasi per trattenerla e Giulia taceva.
Nel pomeriggio inoltrato, a gruppetti, transitarono per le Braie contadini in abiti festivi. Salutavano, e Paolo domandava:
Si va al Dragnone? Buona scampagnata mostrando di rammaricarsi per non poterli seguire. Avevano involti e corbelli, cestini e tascapani. La comodit dello zaino a spalle era ignota. Montanari sedentari, spostandosi di rado in lunghe gite, taluni ununica volta nella vita, ignoravano il nomadismo di certi valligiani e quindi la loro perfetta organizzazione pratica. Si lasciavano dietro profumi di intingoli semplici, di frutta e torte, di vino e pane casalingo e di salumi.
Elvira era passata e ripassata pi volte, per luna o per laltra faccenda. La bruna giovanotta spariva al di l del prato sopra la mulattiera e tornava con ceste o mannelli derbe, con fascetti o bracciate di stipa. Paolo la vide dun tratto prender di corsa la strada. Transitando rossa quasi balbett:
Arriva lAmericano.
Il vecchio di sopra Pallone?
S e fugg verso casa per mettersi a sfaccendare sullaia.
Paolo salut allo svolto il vecchio che avanzava con lavanguardia dei nipotini, fra due compagni. Il pi piccolo dei ragazzi aveva in braccio un cucciolo bastardone che ogni tanto guaiva e balzava a terra per farsi rincorrere.
Ancora alle Braie? fece meravigliato il vecchio, e accortosi del piede malato si curv a palparlo, croll il capo e senza commentare il malanno present a Paolo i compagni:
Rondoni e il figliolo Andrea. Siamo quasi vicini e s fatta la strada insieme, visto che il padrone delle Braie  venuto a invitarli per i lavori di stagione. Raccont brevemente ai contadini dellincontro con Paolo, e abbandonando la piccola trib coi figli di Angiolla presto accorsi, lasci linvalido per andare in cerca del suo vecchio amico.
Elvira dallaia diede una voce alla mamma, e, interrotte le faccende, corse a stringere la mano ai due uomini che se la misero in mezzo, avviandosi verso la casa.
Il cucciolo liberato strepitava fingendo di azzannare or luno or laltro. Il maggiore di Angiolla ricomparve tosto col suo scoiattolo a far meravigliare i compagni per la domestichezza con cui lanimale spiccava salti fra le spalle dei due fratelli, finch il minore trasse dalla cassetta il suo porcellino dIndia, col quale il cucciolo, rimasto perplesso innanzi allo scoiattolo, cominci a infuriarsi, facendo tremare il piccolo allevatore.
I bimbi di Angiolla passarono poi allesposizione dei doni, additando silenziosamente il forestiero. I compagni erano in ammirazione con una punta dinvidia allorch Angiolla, sistemata in fretta la casa per renderla accogliente e levata la bimba dalla culla, venne fra la brigatella e porse ad ogni nuovo venuto il suo ronchetto da boscaiolo, che fece ammutolire di felice stupore i tre ragazzi e volgere incerti i loro sguardi verso Paolo.
Ogni tanto transitava qualche gruppetto di allegri pellegrini che salutavano festosi. Imbruniva e la signora Luisa invi le ragazze a prelevare lospite. Fuori cresceva un coro di chiacchierii. Voci gaie e risate animavano la silenziosa atmosfera delle Braie. Il signor Luigi frugava in cantina, e con laiuto di Andrea, usciva ad armeggiare nello spiazzo. Erano ancora a tavola e gi la fisarmonica compiva accordi e suscitava femminili squillanti risate.
Oretta fu la prima a levarsi e a fare il passamano delle seggiole per sistemare la famiglia tra i vasi, su quel rialzo che poteva considerarsi il palchetto di proscenio della rotonda, illuminato dai lumi che Andrea aveva finito di appendere intorno, aiutato da una frotta di volonterosi giovanotti. Questi erano i nuovi venuti e di dove saliti? La buona tradizione della Martana non sera perduta. Appunto una di quelle comitive, passando per le Braie, aveva scoperto il suonatore. Apprese le intenzioni del signor Luigi, sera senzaltro gaiamente invitata.
La gente sedeva in cerchio sullerba al margine dello spiazzo; i ragazzi si rincorrevano; il signor Luigi volle dar lesempio e, presa Oretta, si lanci primo nella danza, divertendosi a farla frullare con una leggerezza di sgambetti che avrebbero scandalizzato la signora Luisa se non si fosse trovata al centro dello spettacolo, presso lospite. Dapprima ragazze con ragazze e giovanotti con giovanotti lo imitarono, poi i pi arditi fecero coppia con le figliole meno impacciate e presto la variet crebbe col brio e lallegria.
La sorpresa della serata fu la comparsa di Angiolla. Entr timida nel cerchio delle luci insieme a un giovanottone alto e gioviale, si lasci cingere il fianco e sabbandon lieta alla musica, felice di farsi reggere e guidare da quelle robuste braccia, lasciando che la nuova sciarpa rosa ondeggiasse al vento.
 tornato il marito di Angiolla? esclam meravigliata la signora Luisa.
Laveva pure annunciato larrivo rispose Oretta venuta a riposarsi.
E gli occhi di Paolo intanto, compiaciuti da quello spettacolo di sana giovinezza, dopo aver a lungo contemplata la bella coppia, si posavano su Elvira e Andrea che avevano preso a scivolare, quasi volessero appartarsi, fra la piccola folla volteggiante. Elvira come Angiolla non aveva tardato a sfoggiare la sua sgargiante sciarpa. Un omaggio al donatore? Paolo se ne compiacque, lusingandosi di poter lasciare fra la popolazione delle Braie un piccolo lieto ricordo.
Anche Giulia seguiva le danze ammirando la bella contadina e il marito e quanti altri, in armona, legavano ai ritmi le loro movenze, e sarebbe stato bello poterla trarre nel cerchio luminoso, saperla reggere con sicura mano e sentirla aderire allonda musicale con lieve passo. Doveva amare la danza e a differenza di lui non doveva averla trascurata. Il signor Luigi infatti non tard a ricordarsene e, instancabile, la fece con maestra scivolare tra la piccola folla animata, danzatore valente che ringiovaniva al solo richiamo dun ballabile.
E la signora Luisa? Furono inutili le sollecitazioni del marito, e si ostin a far la spettatrice. Non cos la mamma di Elvira, rimasta a lungo accoccolata nel cerchio in penombra, finch i giovani la costrinsero ad alzarsi e a partecipare alla loro allegria. Ader allinvito di Rondoni e si lasci portare sorridendo confusa, anchessa col suo fazzolettone di seta, mentre la figliola e Andrea applaudivano accrescendo la sua confusione. Era giunta inattesa unora di gaudio anche per lei, doveva respingerla?
Oretta continu a cedere il suo maturo cavaliere a Giulia. Non le era sfuggito lo sguardo di Paolo che contemplava la giovane quasi volesse studiare ogni sua movenza per meglio penetrare nello spirito della creatura. Cosa pensava quelluomo che la letizia degli altri, anzich rabbuiarlo o estraniarlo, rendeva felice? Paolo era, come spesso accadeva, lontano. Un nonnulla bastava a farlo divagare ed astrarsi. Osservando Giulia la staccava dalla folla per ammirarla; ma nessuno poteva immaginare quale altra figura snella ed armoniosa sera venuta a sovrapporre dimprovviso a quella che dominava la piccola scena villereccia. Chita. Chita la sudamericana, evoluta e un po folle, ispirata e vanesia, ultrasensibile a volte ed altre ottusa, emotiva cos da rendere inquieti quanti lavvicinavano e dovevano poi finire per lasciarsi tiranneggiare. Dove si sar spersa Chita con le sue cupe disperazioni notturne e le sue paurose angoscie carnali?
Basta, figlioli, sha da fare lalba sul Dragnone. Ehi della fisarmonica, zitto. Si riparte.  lora.
Lautoritaria imitatrice della Martana era venuta in mezzo allo spiazzo per sciogliere le coppie e sospingerle a riprendere gli involti delle provviste, incalzata e tormentata allegramente dai giovani che protestavano ad alta voce. Anche il signor Luigi, sedendosi finalmente, approv la decisione.
Se vogliono arrivare al Santuario per la prima Messa, occorre che non facciano altre soste.
Nomi e richiami sincrociavano. Gli involti non furono subito scovati. Cera chi aveva avuto cura di confonderli e di nasconderne qualcuno per fanciullesco divertimento. Laffannata Martana passava alle minacce. Ne parler a tua madre. Basta con questa dannazione. Torno indietro, tuttavia inseguita e minacciata a sua volta perch anche lei sera lasciata tentare, come nei migliori anni, dalla danza, fin per rabbonirsi senza per cessare dincalzar la compagnia.
Il suonatore sintrupp coi partenti, e, quasi partisse alla chetichella, la famigliola di Angiolla and ad accrescere la comitiva accodandosi ad essa coi nipoti dellAmericano e con Elvira, che si stacc ultima fra Andrea e il fratello minore. Laltro fratello, compreso della sua importanza di provvisorio capo famiglia, non aveva voluto seguirli, e discuteva con la mamma che gli assicurava di poter provvedere da sola al bestiame per un giorno.
Avviatisi i gitanti, il vecchio di sopra Pallone usc di casa col suo amico e venne a raggiungere la famiglia dei padroni. Era ormai tardi per trattenersi. Mentre il manente staccava e spegneva le lumiere a un cenno del signor Luigi, lAmericano si rivolse a Paolo.
Se avete fiducia, vi ho preparato un impacco derbe per il piede che, se non vi far bene, non potr comunque nuocervi. Volete applicarlo prima di coricarvi?
Il nostro buon mago! Fu proprio la signora Luisa a liberare lesclamazione, affrettandosi a soggiungere: Ce lo avete inviato e ora per invidia volete riportarlo via. Un impacco, occorrerebbe, che lo mantenesse immobile sino alla fine dellestate almeno. Appena potr rimettersi in moto, addio alle Braie e chiss fino a quando, se non addirittura per sempre.
...
Raro caso, il vecchio di sopra Pallone era non solo sopportato dalla signora Luisa, ma stimato. Se ne accorse unaltra volta, la mattina, Paolo, riscontrando tutto lieto che lenfiagione al piede era calata cos da permettergli quasi di calzare la scarpa. Sorprese i due in cordiale conversazione. Il vecchio scioglieva pacchetti accuratamente preparati, con dicitura in caratteri grossi dove si leggeva: Tiglio, Origano, Menta, Ruta, Finocchio, Timo, Issopo, Genziana, Camomillone, ecc. La signora Luisa, svolgendoli prorompeva in esclamazioni entusiaste:
Questo buon timo bisogner nasconderlo, altrimenti non solo nei ripieni, ma persino nella minestra lo vorrebbe quellorso. Per lui vige la massima di profumare ogni vivanda. Questa vostra arte delle erbe bisogner che la tramandiate aggiungeva adulatrice. Non saprei mai senza i vostri doni come rifornire cucina, dispensa e farmacia casalinga. Nessuno dei nipoti ha il vostro bernoccolo?
Il vecchio sorrideva, crollando il capo e restandosene seduto come un abituale frequentatore di casa.
Chiss il vostro amico delle Braie come sar felice di riavervi un po tutto per s. Se gli si desse corda, non farebbe che elogiare il vostro genio e le vostre virt di mago. Lo avete rifornito per gli speciali liquori di cui ha lambizione e il segreto?
Quello potrebbe insegnarmene, specialmente in questo campo. Credo anzi che me ne torner con una bella provvista perch ho intravveduto misteriosi alambicchi e sentito certi profumi, da capire che ha scoperto altre particolari misture e preparato nuove ricette.
Capisco perch accumula persino i noccioli delle susine e delle ciliegie e raccoglie prugnette asprigne, bacche di ginepro e di mirto e quantaltro piace pi agli animali dei boschi che agli stessi ragazzi.
La comparsa di Paolo aveva interrotta la confidenziale conversazione.
Se n andato il gonfiore, vero? domand il vecchio alzandosi e andandogli incontro. Occorre per che pazientiate ancora un po ed applichiate questaltro impacco che vi ho preparato. Il riposo poi, soprattutto, come ha osservato saggiamente la signora Luisa, vi far presto dimenticare quale dei due piedi ha patito la sforzatura.
Adagiatosi fuori, Paolo dovette subire la medicazione e, come un docile paziente, starsene quieto alle sue solite meditazioni contemplative. Il silenzio domenicale quel giorno lasciava alle Braie piena risonanza al frinire delle lontane cicale. Spopolate, le case, senza i rumori dei ragazzi parevano dimore conventuali, abitate da vecchi monaci traversanti le viottole e laia a coppie silenziose.
Il vecchio di sopra Pallone usciva a fianco del suo amico; il fratello di Elvira pareva la guida muta di Rondoni, intento a dargli mano per supplire al lavoro dei gitanti, mentre la donna saffacciava or qua or l quasi dovesse sorvegliare gli uomini per i quali sera offerta di preparare i pasti, facendo cucina comune.
Oretta rimpiangeva di non essersi unita a qualcuna delle giovanili comitive e smaniava ogni tanto, scontenta. Giulia, dopo averla seguta nelle sue corse insoddisfatte, visto che non riusciva a trattenerla per i consueti studi, and a sedere sullo spiazzo per godere quella intera pace nella quale sentiva rinnovarsi le proprie energie.
Disoccupata? fece Paolo sorridendo.
Sembra.  cos bello ogni tanto non aver proprio nulla di cui occuparsi e preoccuparsi.
E sentirsi vivi nella continuit dei pensieri che riprendono vigore proprio mentre si lasciano disperdere e diluire nella quiete interiore che si  fatta in noi.
Specialmente se questa  secondata dallambiente e favorita da uno speciale clima esterno che ne carezza il pigro adagiamento.
E poi riprendere con rinnovata freschezza di propositi lattivit che si predilige aggiunse Paolo.
Quella che rende lieve ogni fatica perch affrontata con diletto.
Di quanto minor peso sarebbe ogni quotidiana preoccupazione, ogni inquietudine, ogni affanno, se sapessimo tutti e sempre conciliare con le necessit di ogni giorno gli intimi bisogni.
Seguire cio la propria vocazione.
Formarla, allevarla, in armonia con le necessit.
 sempre possibile? interrog Giulia.
 spesso possibile.
A patto di quali accettazioni iniziali?
A patto di tutti gli iniziali adattamenti, purch la volont si preservi sveglia e miri senza stancarsi allo scopo.
Luomo  dunque figlio della propria volont?
Le sue opere migliori almeno afferm Paolo.
In qualsiasi condizione od ambiente nasca?
Purch non dimentichi mai ci a cui mira, non distolga mai dallo scopo le forze che le costrizioni esterne gli lasciano libere; purch non tema trapassi e sia pronto ad arrischiare ogni raggiunta posizione. Ignoro il tirocinio e gli sforzi di chi punta su conquiste esclusivamente materiali, avendo io subite altre attrazioni. So invece che si pu pervenire almeno a una relativa serenit comunque le circostanze siano avverse.
Cio, alla massima ricchezza. Giulia tacque a lungo, poi aggiunse: Alla massima ricchezza senza essere vecchi.
Appunto. Che profitto e merito ci sarebbe altrimenti?
Ed  per questo...?
 per questo, s, che con tutta sicurezza e senza tema dessermi ingannato, le ho fatto appena qualche ora dopo il nostro incontro la proposta che, comunque sia, la rende perplessa.
Una donna ha sempre cento motivi di perplessit.
Specialmente se, senza darle tempo di riflettere, meglio, di sognare, le si propone bruscamente di vincolarsi per tutta la vita. E capisco come debba ribellarsi distinto, se non  stata essa a scegliere, o almeno se non venne preparata con sollecitudini, premure, attenzioni, sguardi, allusioni.
Mi tratta ora come una bambola del tutto inesperta?
Come una donna. Se la sua femminilit escludesse tutto ci, sarebbe, pi che incompleta, imperfetta.
Giulia si morse le labbra. Le amiche, le sue amiche cos sicure di s, cos calcolatamente estranee alla femminilit che chiamavano bamboleggiante, cosa direbbero? E non era forse dolce sentirsi riconoscere e definire come, in fondo, nonostante le ribellioni, la natura la disponeva? Non tradivano esse il meglio di se stesse, sperse fuori strada, avulse dalla grande corrente comune con nascosta presunzione? I dubbi si affacciavano a inquietarla, a toglierle la sua sicurezza. Ne usc con una risatina cordiale che nulla dichiarava se pure nulla negava, rinunciando a pronunciarsi.
Oretta comparve, scrutatrice sospettosa con la gelosia giovanile di chi teme dessere dimenticato e trascurato proprio quando vuole assumere personalit distinta e intende contare a valere alla pari degli adulti, specie nellambito delle amicizie predilette. Si trad con un:
Non mi lascierete fuori dalle vostre confidenze, spero. Voglio la mia parte dei vostri racconti e dei vostri progetti! Vediamo quali progetti state meditando? Viaggi, sintende. E per dove e per quando? Dovr pure un giorno scoprirli anchio gli incantesimi reali, uscendo dal regno delle fantasie nelle quali mi relegano i tirannici affetti familiari. Quando mi far scoprire il mare, signor Paolo? Io non lho visto che in quelleffetto di fata morgana che ci ha sorpreso qui sullesaurirsi della burrasca estiva. Mi tormento da quellora a immaginarlo nella sua accecante solarit azzurra.
Poteva esistere un reale tormento in quellesuberante creatura fremente di gaiezza e di vitalit? Paolo prese a scherzare con tono leggero, il tono che faceva scontrosa la figliola, come tutti i giovani sempre allerta per il timore di non essere mai giudicata abbastanza posata e seria. Giulia con maggior tatto e con affettuose parole temperava il tono, lusingava i desideri, si porgeva comprensiva, senza tuttavia riuscire a conciliare i due esseri diversamente disposti a intendersi. Faceva spontaneamente posto allamica nel calore confidenziale, perch non si sentisse estranea, senza riuscire a guidare sulla stessa via Paolo, scivolato comera verso la giovialit scherzosa. Impermalita, Oretta se ne fugg, scontenta di s, volgendo le spalle come una capricciosa bambina viziata.
Non  una bambina e realmente soffre avrebbe voluto dire Giulia in sua difesa, osserv invece soltanto:
Ha appena cinque anni meno di me. Non ho saputo per mai considerarla infantile da quando la frequento, nonostante certe apparenze. Parlavamo di volont dianzi. Ne  stata sempre ai miei occhi una bella prova proprio lei. Si potrebbe riprendere e continuare il discorso di prima proprio innanzi a questo caso, considerando che Oretta reagisce non a un ambiente di difficolt, ma a uno di agi, forse di altrettante se non di maggiori costrinzioni.
Se Paolo lavesse seguita con attento interesse e se avesse bene osservato Giulia, avrebbe dovuto tener conto dellosservazione. Oretta era invece per lui una graziosa creatura ancora nella fase dei capricci, e, intento ad altri pensieri, non gli riusciva di considerare la giovane come un caso particolare. Fermandosi ad un dato positivo, domand:
Cinque anni meno, ha detto?
Io ho quasi ventisette anni, gi piuttosto matura, non le pare? nonostante ci che ha preteso di scoprire, per attribuirmi tutte le esitazioni e le complessit femminili.
Era Giulia ora a riprendere il tema essenziale, e le sarebbe riuscito di condurre il discorso sul proprio solco se i padroni delle Braie, insolitamente conciliati e amici, come due vecchi sposi al di l delle familiari baruffe, non fossero venuti ad accrescere la compagnia.
Oretta, non c modo di farla uscire dalla cucina, oggi. Il pranzo  di sua invenzione. Siete quindi prevenuto se vi saranno sgradite sorprese proruppe allegra la signora Luisa.
 cos brava anche tra i fornelli la birbona , osserv Giulia che qualche volta gioca proprio con malizia per farsi ammirare. Una virt oggi rara, che siamo in molte ad invidiarle, specialmente fra quelle che hanno vissuto nelle sbiadite e insipide pensioni cittadine o han manipolato nella stanzuccia uova al tegamino, tonno, insalata e frutta nei loro squallidi pasti di accanite studentesse.
La donna intelligente se la cava presto anche in cucina, ho sempre sentito dire. Ne ho avuto conferma presso pi dun amico che, prima di farne esperienza, aveva una discreta paura della donna che sa di latino osserv Paolo.
Ne  proprio convinto?
Se ama la famiglia non pu essere che cos conferm la signora Luisa, e i discorsi continuarono sullargomento finch Oretta, truccata da cuoco con un enorme cilindro di carta in capo, usc con mestolo e tegame a battere il gong, al grido: A tavola, a tavola!, e mai pranzo alle Braie era stato servito con pi saporite ed elaborate vivande.
...
Il silenzio insolito delle Braie, con gli animali al pascolo libero e i giovani in gita, dopo che la famiglia si radun al fresco nello spiazzo venne rilevato dal padrone che proruppe dun tratto:
Non vi pare una terra disertata questa? Oggi han da berne un bicchiere con noi i vecchi, vado a stanarli io. E senza guardare la signora Luisa, entr in casa e mand la domestica a prendere in cantina alcune polverose bottiglie, aggiungendo: E poi, via il grembiule. Preparate i bicchieri, che servir io, perch voglio che anche voi godiate unora di riposo in compagnia almeno oggi, perdiana con quel fare mezzo risentito che sarebbe parso di rimprovero se non fosse stato di premura.
Infilato luscio della prima casa, lo si ud tuonare:
E cosa state tramando voi due? Fuori, ch la domenica non si ordiscono intrighi n si manipolano mage. Vorrete proprio far tanto i preziosi da rifiutare un bicchiere con noi? Aspettatemi nel gruppo, ch vado a sloggiare gli altri e in breve trasse nella comitiva anche madre, figlio e colono della seconda cascina, senza dar tempo alla vecchia di disporsi come avrebbe preferito, dovendo comparire innanzi a tanta gente di soggezione.
Oretta aveva coadiuvato il padre e la domestica col suo consueto entusiasmo, traendo al centro dello spiazzo un rugginoso tavolo di ferro subito mascherato da una bella tovaglia, disponendo seggiole in cerchio e apprestando i bicchieri.
LAmericano e il manente erano giunti e serano seduti restando vicini. Unaffettuosa intesa circolava fra i due che si guardavano ogni tanto sorridendo e consultandosi, sia che lespansivit del signor Luigi li incalzasse, sia che la sua gaia figliola si facesse insistente per meglio avvicinarli e fonderli nel cerchio familiare. Paolo, attratto dalla viva simpatia che legava i due vecchi, non seppe trattenersi dal chiedere:
Da quando data la vostra amicizia?
Da sempre risposero insieme, tornando a guardarsi e a sorridere.
Lo si capisce subito, ma spero non vogliate essere avari di qualche altro particolare, giacch la vostra vita non devessersi poi sviluppata in continuo contatto, per quanto mi  dato sapere, visto che lAmericano lha tessuta abbastanza variamente, secondo certi accenni che gli sono sfuggiti nel nostro incontro.
Giulia sorresse Paolo insistendo a sua volta, sicch il vecchio di sopra a Pallone, accortosi come la curiosit del forestiero fosse condivisa dai padroni delle Braie, che lo incoraggiavano a non farsi prezioso, osserv:
Ci siamo conosciuti, pi che intorno al tavolino tarlato di Don Pivone, sulla strada che percorrevamo insieme, sfidando spesso tempacci infami, per andare alla scuola del vecchio. Don Pivone cos era stato battezzato da almeno una generazione prima della nostra, per un nasone a piva che gli sbandava e che suonava paurosamente nelle sue frequenti arrabbiature era un buon prete di vecchio stampo. Voleva ad ogni costo che i contadini si elevassero un tantino e si istruissero alla meglio, e non riuscendo in nessun modo ad ottenere listituzione di una scuola pubblica, a quei tempi lusso solo cittadino, sera sobbarcato limpresa di istituirne una in casa sua. Forniva lui lavagnetta e gesso agli scolari e qualche volta libri e quaderni a chi si mostrava volonteroso e non poteva acquistarli, se non gli scappavano dopo aver imparato a scrivere il proprio nome e a leggere le tre insegne del villaggio. Lui saliva di cascina in cascina a persuadere i genitori e a pescare gli scolari che, una volta portati in canonica con le buone o con le scopole, dovevano seguirlo, almeno sino a quando non era riuscito a dirozzarli. Sintende che per prima cosa curava la Dottrina Cristiana e che, se si usciva da quella, era per passare alla Storia Sacra; nondimeno aveva un modo, qualche volta, di leggere favole e racconti quando voleva riposarsi, pescati Dio sa dove, che pi duno di noi fin in seguito per appassionarsi anche alle letture.
I nostri vecchi serano trovati daccordo nellavviarci da Don Pivone e credo che se un qualche profitto abbiamo cavato dalle lezioni, in buona parte si debba allimmediata amicizia che nacque tra noi due. Per fare insieme la strada, lallungavamo in modo da separarci soltanto quando avevamo pari cammino da percorrere, ed era tale il piacere di unirci che spesso eravamo i soli a sederci intorno al tavolo tarlato, sopportando allegramente qualsiasi avversit del tempo pur di stare insieme.
Luditorio prendeva diletto ad ascoltare il vecchio. Questi avrebbe voluto concludere che da allora il legame non sera mai allentato, ma specialmente Paolo aspettava un seguito, anzi dei particolari. Bisognava quindi non essere avaro, dato che intanto non vera meglio da fare che resuscitar ricordi sereni in unora di cos tranquillo riposo. Non gli dispiaceva infine rievocare episodi lontani della sua vita operosa, col gusto di chi lha attivamente vissuta; e riprese:
Cresciuti, si pu dire, continuando a scambiarci propositi e progetti, ci riusc di essere arruolati per il servizio militare nello stesso reggimento. Separati, cominciammo a scriverci, forse le sole lettere non inviate ai genitori, e ritornati, insieme meditammo la fuga solita di tutti i giovani della montagna, che talvolta si esaurisce in un paio di anni perduti a sfacchinare in qualche industria cittadina o in qualche magra miniera nostrana, e spesso si conclude invece in una traversata delloceano con tutte le incognite di queste avventure.
La nostra fuga avvenne subito dopo il congedo militare, senza nemmeno rivedere le nostre cascine, con le rondinelle. Viaggio e vitto pagati; ritorno assicurato. Ci prese il ghiribizzo di andare a mietere una stagione nella Pampa con lemigrazione colondrina, allora allinizio. L purtroppo fummo ingaggiati in due diverse fattorie. Finita la mietitura senza riuscire a riunirci, mentre lui rimpatriava col grosso degli emigranti, a me tocc il diversivo duno spostamento verso linterno col branco dei vignaioli, scelti per dissodare terreni nelle colline di Cordova, terrazzarli e prepararli alle attuali ricchissime vendemmie.
Pi che ogni fatica e ogni necessario adattamento alle esigenze della terra vergine, il disagio che ricordo daver patito allora fu quello della solitudine. Scrissi sperando che la stagione successiva ci potesse riunire, ma non ebbi risposta in tempo. Finito intanto lingaggio, non trovai di meglio che legarmi a squadre di carriolanti e di minatori diretti verso la Cordigliera delle Ande, ove si andavano aprendo strade attraverso gli alti valichi e si progettavano scalate della ferrovia.
Mi pareva dessere un po tornato ai miei monti. Ben diversa vita per negli accampamenti improvvisati e fra compagni coi quali, se non volevi essere spogliato, era necessario spesso accapigliarsi. Si parlava intanto di ricchissime miniere scoperte nel Cile, ed era quanto bastava a tentare giovani anche meno desiderosi di me di vedere il mondo.
Varcate le Ande, mi trovai in un paese del tutto simile al nostro, con gente intenta ad abbellirlo nella zona di Santiago e Valparaiso, ricca di frutteti e di pascoli, per cui rinunciai l per l alle miniere. Quale brutta esperienza per finii per compiervi! Asservito a un capo che vigilava i contadini con la pistola, standosene allombra, mentre noi ci rompevamo le reni alla vanga; nutrito con un unico pane al giorno e una minestra di fagioli, e senza la minima libert, mi disincantai subito.
Intanto avevamo riallacciato lentamente le nostre relazioni. Mi scrisse che era tornato a casa, che aveva intenzione di sposarsi e di salire alle Braie dove mancava una famiglia di contadini, e fu il ricordo del paese e il desiderio improvviso daver anchio una famiglia che mi decisero a rompere violentemente gli impegni assunti con poco criterio, fuggendo senza nemmeno ricuperare tutto quello che tanto faticosamente avevo risparmiato.
Cominciava allora la febbre del salnitro e chi aveva buone braccia correva a ingrossare i cantieri che sorgevano nel desolatissimo deserto salnitrero. Mi imbarcai a Valparaiso e scalai ad Antofagasta per ripartire tosto verso linterno. Non avevo mai visto un vero deserto e quello con cui presi contatto mi persuase che esistevano delle terre disumane. Non solo non esisteva un filo derba, ma nemmeno un muschio, una muffa. Tutto era petroso, calcinoso, aridissimo e larsura vi regnava assoluta. Per un bicchiere dacqua in pi qualche volta si spendeva il guadagno della giornata. Si lavorava nondimeno con accanimento: nascevano strade, sorgevano cantieri. Addetto al servizio dei trasporti, feci pratica di carovane e percorsi il deserto sino a Iquique, un villaggio allora dove era possibile dissetarsi. La gran polvere, lassoluta siccit, la mancanza di pioggie ignorata per secoli in quella plaga, mi davano limpressione dessermi disperso fuori del mondo. Aperta che fu una via verso linterno per facilitare i rifornimenti, scopersi nella provincia di Tarapac un vero eden, e finii per rinunciare alle miniere legandomi unaltra volta alla terra, questa volta per applicarmi in coltivazioni di frutta tropicale e di aranceti che davano lillusione di vivere in un autentico paradiso terrestre.
La corrispondenza correva rada tra noi, date le difficili vie di comunicazione. Ci che mi sradic da quei giardini fu uno dei consueti rivolgimenti sudamericani. Avevo gi una discreta pratica di pronunciamenti, di rivoluzioni, di subbugli e cercavo di evitarli con cura, ma dovetti persuadermi quella volta che, per uscirne, mi occorreva unaltra volta migrare, essendo viva e bruciante la questione tra il Cile, la Bolivia e il Per, finita poi col dissidio di Arica e di Tacna, a causa del quale mi trovai un giorno nella bella citt di Arequipa.
L ricevetti la lettera in cui appresi che il mio amico sera portato alle Braie con la sposa e che dava mano a riordinare ed estendere i poderi sotto un principale che favoriva ogni sua iniziativa; che gli era nata una bimba; che sperava per lanno prossimo di raddoppiare il gregge disboscando certe zone che gli avrebbero consentito di realizzare il suo progetto col ridurle a pascolo. Vi immaginate leffetto di certe notizie, sulle rive del Pacifico, dopo unesistenza errabonda, aggravata dalla solitudine per la mancanza di qualche vero amico?
Non mero mai fissato in citt, n avevo la tentazione di farlo. Furono le circostanze a tentarmi: lincontro cio duna famiglia di coltivatori emiliani, coi quali mi legai prima per amore di compagnia, quindi con il desiderio di non disperdere oltre il meglio della mia giovinezza.
Nella numerosa famiglia emiliana cera una giovane bionda e timida, cos diversa dalle consuete donne americane, che feci presto a innamorarmene e a sposarla. Dovevo per fare ancora i conti con le beghe politiche a causa delle quali il paese soffriva al punto da respingere piuttosto che attrarre i forestieri, per il sopravvenire improvviso di ventate di miseria. Non volendo pesare sui nuovi parenti, misi in valore le mie attitudini di carovaniere e partii con la prima carovana che saliva al lago Titicaca per raggiungere la Bolivia, alla quale era stata tagliata ogni via di comunicazione col mare. Era un mestiere assai redditizio. A un certo punto, lasciati i muli, ci servivamo di graziose vigogne, il cammello delle Ande, riuscendo a fare i nostri trasporti con discreta celerit. Si associavano alla carovana degli indigeni, quelli che gli americani chiamano indios, uomini miti, malinconici e chiusi, pratici delle strade, esperti nel trovare sorgenti e viveri, abili nello sventare insidie di animali selvaggi e di gente male intenzionata. Giunti al vastissimo lago a quattromila metri, intorno al quale per la grande altitudine non resistevano piante di alto fusto ma solo i giunchi, essendo entrato in confidenza coi miei compagni indigeni assistetti qualche volta a strane cerimonie. Mi confidarono che era il lago sacro della loro razza, che da quelle acque era sorto lInca, potente re che aveva un tempo il dominio su tutto il Sud America, prima che i conquistatori venissero a trucidarne gli eredi per rapinare le loro favolose ricchezze. Savventuravano sul lago sopra ingegnosi canotti intrecciati di giunchi, e prima che vi fossero costruiti porti e vaporetti sbrigavano essi il traffico costiero, traghettando anche i passeggeri dalluna a laltra riva come esperti naviganti.
Incontrammo su quelle sponde una piccola carovana di italiani rimasta sprovveduta duomini, e, richiesto di unirmi a loro per un lungo viaggio di esplorazione nellinterno, non esitai a farne parte come capo dei portatori. Dovendo traversare zone sconosciute, la carovana aveva carichi di sale, di stoffe, chincaglierie, armi vecchie: le monete correnti tra gli indigeni. Era dotata di strumenti speciali, di trivelle, cariche esplosive e apparecchi astronomici che non saprei definire.
Sempre sulle montagne del Per assistetti a rilievi e misurazioni di cui non tardai a comprendere limportanza. Il capo, duna affabilit signorile, si chiamava Raimondi e aveva alto prestigio anche dinanzi agli indios. Aiutandolo nella scelta delle piante che nellaccampamento egli analizzava e studiava, e delle quali componeva un prezioso erbario, da lui imparai a conoscerne le virt e ad appassionarmi alla ricerca. Purtroppo, discesi in un vallone verso la costa, egli ci lasci e pi non lo rividi.
E nessuno vi ha poi detto che il Per lo onora come uno dei suoi massimi scienziati e che gli ha eretto un monumento in una piazza della Capitale? domand Paolo.
A Raimondi? Oh, non me ne meraviglio esclam il vecchio, illuminandosi tutto; e avrebbe voluto ora frugare nella memoria per trattenersi nel ricordo di quellincontro, ma luditorio sollecitava la continuazione del racconto ed egli dovette appagarlo.
Capo carovana rimase un giovane ingegnere e da allora non si fece che scandagliare questo e quel terreno, prendere assaggi, scavar cunicoli, lasciare segni e impronte con date, nomi e rilievi, salendo e scendendo per montagne senza sentieri, dove solo raramente si potevano incontrare villaggi di indigeni coi quali scambiare le nostre merci per averne viveri e animali. Cresciuto il carico dei minerali al punto da non poter pi procedere oltre, fu necessario scendere verso la costa. Piombo, rame, stagno, argento, oro, manganese, ferro, in campioni greggi, costituivano il nostro tesoro. Giunti al piano, lingegnere dimostr con prove alla mano come le favolose ricchezze del Per non fossero frutto di immaginazioni, fece valere diritti di scoperta che per credo rimanessero puramente teorici, mancando allora i mezzi per praticare lo sfruttamento di quelle zone; e la nostra provvigione fu magra, cos magra, che giunsi ad Arequipa poco pi ricco di quando ero partito con tante speranze.
Ci che mattendeva nella bella cittadina mi decise a rinunciare per sempre a nuove prove. Accolto come un figlio nella famiglia emiliana che viveva ora faticosamente, appresi che la mia donna era morta da oltre sei mesi, lasciandomi un fiore di bimbo che gi cominciava a balbettare e a trotterellare sulle sue gambe. Biondo come la mamma, pi di lei saldo e vigoroso, fu quanto rimaneva della mia famiglia, appena formata e goduta cos pochi mesi. Trovai ad Arequipa tre lettere dellamico. Continuava a parlare delle Braie ove aveva rinnovato le piantagioni e ampliato i poderi, della seconda bimba che gli era nata, della sicurezza di vita che, pur nella semplicit e nellisolamento, godeva; e ogni sua parola suonava richiamo, quasi egli intuisse per quali strade ero andato sperdendomi.
Discesi alla costa in cerca di lavoro e mimbattei a Mollendo in un capitano genovese in procinto di ripartire con la sua solida scuna carica di guano. Era venuto a rinforzare lequipaggio in quella rada sperando di trovar da sostituire i marinai che avevano disertato al Callao. Ero un contadino, anzi un montanaro, precisai, ma avevo saputo adattarmi a tanti lavori che, forse, se mi avesse imbarcato, chiss, avrei potuto rendermi utile a bordo, purch desse passaggio anche al mio bambino. Gli parve ed era un magro affare.
Sapete almeno far cucina? domand, Risposi che me la sarei cavata, pensando alle cucine delle carovane. Ero ormai deciso e non ci volle meno duna ferma risoluzione per fare quel passo, giacch il mare  tale elemento che, per chi non v nato, sarebbe meglio dimenticarsi anche che esiste.
Tanto vha impressionato?
Il vecchio si volse a Paolo, pensoso, e riprese.
S, ognuno  fatto per il proprio elemento. Io sono nato per la montagna e per il bosco. Mi pare di poter persino discorrere con le piante; con loro non mi trovo mai solo. Nulla ignoro dei loro bisogni; ho imparato a comprenderle e vi saprei dire persino come soffrono quando il vento, gli insetti, o il caso le fanno nascere fuori del loro terreno o le torturano. So come adattarle e conciliarle persino coi climi che non prediligono, se si invaghiscono luna dellaltra, se gradiscono o temono la presenza degli animali e come sadattino a convivere in disparatissime compagnie molestate o carezzate dai rampicanti, liete o importunate dagli uccelli e dai roditori. So curarle; al mare invece mi sento sperso e avrei persino timore a trarre dalle acque i pesci, vedendoli gonfiare il petto e guardarmi con occhi dilatati dal terrore.
Tutte cose che non potevo dire a Capitan Bartolo, che dovevo anzi tenergli nascoste, sebbene facesse presto a capirle appena mi vide salire a bordo. Un conto  ladattarsi, passeggero, magari sul rancio, magari nella stiva; un altro  dover fare il proprio lavoro come se vi trovaste sopra un terreno solido e stabile. Chi prese la cosa per il suo verso fu il bambino. E Dio sa se lo invidiai, vedendolo correre sulla coperta, aggrappandosi a tutti gli appigli, affacciarsi ai buchi degli ombrinali o starsene seduto a osservare il trascorrere delle spume. Fu lui che, guadagnandosi la simpatia di tutti, coccolato cos dal capitano come dallo scrivano e dal nostromo, vezzeggiato dal pennese, viziato dal cambusiere, disputato dai gabbieri e dai mozzi, mi risparmi, se non i moccoli generali, qualche grossa burrasca, appena si scoperse che, oltre a essere un mediocre cuciniere, ero un pessimo navigante, incapace di reggersi diritto al primo accenno di cattivo tempo. Ed avemmo settimane di mare lungo al traverso da stordire a inebetire, traversie da correre ingavonati in un oceano di spuma, fortunali da strappare un terzo delle vele.
Divenuto la favola di bordo, pur essendo tollerato per i miei sforzi eroici di adattamento, mi si predicevano sempre peggiori guai e, come non fossero bastati gli inizi disastrosi e la tempesta che al largo di Concezione per poco non ci disalberava, un po tutti godevano a predirmi il peggio. Vedrai sul Capo Horn. Queste sono Ave Marie. L si mette alla prova il marinaio. Tienti di buono, ch, se lo passi, potrai sputare contro vento come Capitan Bortolo. Chi non conosce i marinai non sa quali raffinatezze usino a bordo coi terraioli ed  inutile fargliele immaginare.
Il Capo Horn lo montammo invece in una cos eccezionale schiara e con un cos generoso vento di poppa che lequipaggio unanime venne a congratularsi con me, come fossero state le mie segrete invocazioni ad ammansirlo. Sei nato con le mutande, e dopo tutto si vede proprio che meni buono fu il complimento conclusivo, per cui, un po per la superstizione, un altro po per le simpatie verso il piccino e qualcosa anche per i progressi che andavo compiendo, finii per fare anchio, se non il passo marino, il mio abbastanza utile lavoro.
Con gli Alisei, fuori del Capo, non pu pi andar male venivano ora a mormorarmi, mutati dimprovviso, quasi per mia virt la nave si potesse dire immune da tutti i guai. Per loro lorrenda prigionia delle calme equatoriali nel pozzo, mentre il legno fermentava al sole e ai piovaschi come un cavagno di funghi marci, non era che un diversivo, anzi una sosta per fare lavaggio, buttare in coperta gli stracci, rinnovare la provvista dacqua delle tanche e trasformare lequipaggio in cacciatori di parassiti e di topi. Risero della coda di tempesta che ci tenne alla cappa due giorni sul Capo S. Vincenzo e, ormai in vena di lieti pronostici, trascurarono anche di ricordarsi della possibile lionata che ci attendeva quasi su luscio di casa e che per poco non ci fece perdere il sopraccarico, al quale Capitan Bartolo teneva come alla sua pipa, avendo in esso tre quarti del guadagno della traversata.
Non mi parve vero, appena attraccati, pestare col calcagno la banchina e sentirla ben solida e ferma. Proprio ora che ti sei fatto un mezzo navigante, ci pianti? mi disse il nostromo, in fondo rammaricato di non aver pi contro chi sacramentare nei suoi cronici mugugni. Basta, basta; me ne venni diritto quass alle Braie traversando Cordiglio di notte per non essere riconosciuto, e rimasi ospite dellamico fino a che, per suo consiglio, non mi riusc di contrattare la bicocca di sopra a Pallone, diroccata dai fulmini e abbandonata alle talpe da prima chio lasciassi le montagne.
Devo aggiungere che, coi quattro soldi salvati, ho comprato pietre, bosco e quei pochi palmi di pastini inselvatichiti? Concluder precisando che dallamico, oltre laiuto del braccio, ebbi subito arnesi e provviste e che il bambino sallev, finch non mi fu possibile badargli, coi suoi figli, divenuti quattro nel frattempo.
E mai pi nostalgie di migrazioni, desiderio di nuovo, bisogno di pi vasti orizzonti, di mutamenti, daria salsa, di mare?...
Il vecchio volse il capo verso lamico tornando a sorridergli. Lui avrebbe potuto rispondere, ch aveva sempre saputo guarirlo dalle tentazioni che si rinnovavano periodicamente, spalancandogli le braccia e luscio di casa e accogliendolo come in un porto sicuro. Evit la risposta concludendo:
Chi eredit la febbre fu il ragazzo, cresciuto smanioso e insoddisfatto cos della povera casa come della montagna. Credetti daverlo perduto alla prima fuga, ancora adolescente. Ritorn invece attirato dalla ragazza che sera scelto prestissimo, ma non per salire sopra a Pallone. Per vederlo dovevo scendere io nella sua casa in fondo valle, dove mi toccava consolare e rassicurare la mamma dei ragazzi che conoscete, continuamente angustiata dalle tentazioni del suo uomo. I bambini nacquero luno dopo laltro, quasi avessero fretta anchessi di mettere in libert il babbo, che scomparve quando perdette la donna, lasciandomeli in eredit.  il mare che lo ha ripreso, perch lelemento per cui si nasce  quello che ci domina in tutta la vita e senza del quale non si conoscerebbe che linfelicit. Devono essersi intesi sin da quando si reggeva appena e sarrabattava in coperta per accucciarsi a contemplare le spume dagli ombrinali.
...
Torner, torner come siete tornato voi e il nostro vecchio, come tornano i migliori, sempre, non ne dubitiamo. E intanto torniamo a berci un po su proruppe il padrone delle Braie temendo che il discorso desse nel patetico e non sopportando il turbamento di malinconici pensieri in quel pomeriggio festivo. Stur altre due bottiglie e stuzzicando or luno or laltro dei suoi contadini restitu gaiezza allatmosfera. Come tutti gli uomini semplici e naturalmente gioviali, si sentiva in imbarazzo a fare il consolatore, rifuggendo inoltre per vecchia abitudine dal soffermarsi su tutto ci che poteva appannare la serenit, per una paura lievemente egoistica di esserne turbato.
I discorsi riprendevano vari tra luno e laltro gruppo, sostenuti ora dai contadini, ora dagli ospiti con incroci di domande che specialmente da parte di Paolo e di Giulia tendevano a mettere in luce la qualit di creature cos saldamente legate alla terra, lieti di sentirne il nativo vigore e listintiva saggezza.
In una pausa sud un lontano belato. Il fratello di Elvira, sempre attento e silenzioso, salz di scatto.
Un montone.
Non sar il tuo certo, che non ne abbiamo osserv facendo gli occhiacci la mamma a cui sembr sconveniente quellimpulsivit. Il giovinetto parve confuso, ma lAmericano lo scrut attento e gli disse un Bravo! cos spontaneo, che rinfranc il ragazzo,
Hai il taglio dei nostri tu. Non so quanti saprebbero fare questa distinzione a tanta distanza. Vediamo ora se hai indovinato.
Salz e si sporse sulla mulattiera. Di l a poco vide apparire un pastore che si tirava dietro un superbo montone ricalcitrante.
Lavete dunque trovato? Ne ero sicuro.
Sera imbrancato appunto oltre il vallone della Grossa, nelle mandre delle due cascine. In buone mani come avevate previsto. Ho avuto modo anche di riposare un paio di giorni dando mano alla falciatura.
L son sempre poche le braccia, coi prati che posseggono.
Lieto, Paolo ritrov il suo massaggiatore, il quale, consegnato il montone al giovane corsogli incontro, venne a prender posto intorno al tavolo e fu subito dissetato dal signor Luigi, che non cessava di tempestarlo di domande e di riempirgli il bicchiere.
Il cacciatore aveva bisogno dinformarsi sul passaggio della selvaggina, in una specie di piccola riserva che il pastore aveva dovuto traversare in parte, e di sapere se verano saliti da Cordiglio i padroni con gli amici, a mietere nel pollaio.
Perch le riserve son proprio dei pollai, che ne dite? Cacciare, cacciare sul serio, nel selvaggio, appostandoli, gli animali, c gusto. E magari, qualche volta, lasciare le femmine al loro destino, e scegliere, come faceva il Carampi che vi chiedeva con laria di passare dal pollaiolo: Dun paio di chili basta? se lo incaricavate di fornirvi una lepre. Sempre in orario poi a consegnarvela. Si spopola ora la montagna. Salgono in troppi a sparacchiare, e abbattono nidiaci e madri alla barbara, pur di tornare in citt col carniere addobbato di zampe penzoloni.
La discussione si anim intorno al soggetto preferito dal padrone delle Braie, non tanto per lusingarne la passione quanto per mettere in mostra, ognuno, le sue esperienze, fornire informazioni, far valere la pratica dei luoghi, dei passi, dei parchi approntati. Brevi storie di lepri, di tassi, di faine e di volpi audacissime vennero a galla dalla memoria dognuno, e anche la madre di Elvira seppe farsi ascoltare, avendo in una memorabile invernata catturato, proprio lei, con le trappole del defunto marito, unintera covata di volpi e volpotti di cui aveva poi conciato le pelli cos da farne la pi lussuosa coperta per il letto dei figlioli.
Giulia, non meno di Paolo, viveva nella vibrante aria delle Braie, assorbendone e godendone le emanazioni silvestri, tonificatrici e serene, con lintensit di godimento che si acquista imparando lentamente ad assaporare il gusto dellesistenza in tutte le sue manifestazioni. Oretta, silenziosa e in disparte talvolta, leggeva sul volto ora delluno ora dellaltra con invidia, non sentendosi ancora pervenuta a percepire larcano sapore che arreca il godimento a partecipazioni cos immediate e dirette. Sentiva che le abbisognava ancora una guida, la loro guida. Reagendo, ogni tanto salzava, non sapeva bene se tediata da quel sapore di vecchia favola o di trita esperienza che non la riguardava n interessava, ad altro mirando ed altro essa sognando, per poi rifarsi viva e ilare solo che qualcuno le sorridesse, la chiamasse presso di s, gradisse le sue premure nel prodigarsi servizievolmente accanto al babbo, pi di tutti lieto e sereno.
Giunse a sciogliere la compagnia sullimbrunire la comitiva rumorosa di Angiolla e di Elvira col lieto codazzo dei monelli strombettanti. Si levarono allora gli adunati e si sciolsero, per ritrovarsi ancora tutti dopo cena al fresco. Ripassavano a piccoli gruppi i gitanti, salutando i pi dalla strada, sostando taluni per riverire i padroni delle Braie e i loro ospiti. I giovani, accaldati, saffacciavano alla cucina per dissetarsi, finch la comitiva della nuova Martana torn a far cerchio e a cicaleggiare, animando per unora lo spiazzo senza che nessuno pensasse di riprendere il ballo campestre, per la stanchezza che cominciava a gravare sulle membra. Riposati e dissetati, scomparvero nel semibuio del lucore lunare, intonando cori che sudirono a lungo sperdersi verso la valle.
E cos Angiolla, e cos Elvira, siete giunte presto al Dragnone? domand la signora Luisa per essere informata sullantica sagra.
Nel portico e persino entro la bussola e nel Santuario russavano o dormichiavano ancora tutti.
Vera gran folla?
Forse pi dellanno scorso precis Elvira. Le bancarelle straripavano intorno al piazzale, cresciute di numero, e vera persino un gelataio che ha esaurito i sorbetti subito al nostro arrivo.
Oretta sorrise divertita dalla golosit della ragazza. Ecco, un po come lei si sentiva a volte e cos avrebbe voluto essere sempre. Invece il dualismo sorto adagio adagio e definitosi prepotente la agitava e le avrebbe impedito ormai per sempre di abbandonarsi intera alla sua fanciullesca gaiezza, richiamata e trattenuta comera dal dmone che lavviava a ricerche pi ampie e profonde.
Il marito di Angiolla, dopo essere venuto a salutare impacciato i padroni e gli ospiti, appartatosi coi vecchi e con Andrea ragionava dei suoi lavori in citt e saggiornava per quelli da riprendere il domani. Prima che si levassero, il vecchio di sopra Pallone savvicin a Paolo per dirgli:
Credo ormai che possiate fare a meno dei miei impacchi per la notte. Come vi sentite il piede?
Cos bene, che non lo sento, e solo pensandoci maccorgo che  ancora un po arrugginito.
I ragazzi serano addormentati da un pezzo quando le case alle Braie si fecero silenziose, e solo sud ancora ogni tanto il coro rauco di alcuni radi ritardatari destinati a smaltire lo strapazzo della gita, dei balli e del vino, in qualche accogliente fienile.
Svegliandosi, Paolo, senza pi la gravezza al piede che lo impigriva, si sent come liberato pi che da un malore, da un cruccio. Si ritrovava finalmente quale gli piaceva sentirsi: in possesso di tutto il suo vigore che rinasceva giovanilmente ogni giorno per dargli dellesistenza un gradito lievito.
Oretta canticchiava allegra. Ecco una creatura che era pur gradevole osservare, se non si fosse tanto spesso chiusa e vigilata, se avesse sempre lasciata prorompere la sua fresca natura. La salut gaiamente, mostrando di aver del tutto dimenticato gli impacci dei giorni scorsi.
La ragazza saffrett a preparargli il pigro seggiolone, se ne fugg, e riapparve tosto con Giulia.
Sa dove andiamo stamane? gli grid senza avvicinarsi. Al laghetto delle palme. Li abbiamo anche noi i nostri reconditi rifugi esotici; e aggiunse basta sapersi accontentare.
Giulia si lasciava vincere con lieve compiacenza e si sarebbero senzaltro incamminate se Paolo, levandosi e avviandosi a raggiungerle, non le avesse arrestate.
Non c posto per me nella comitiva?
Occorreranno almeno un paio dore per andare, fare le nostre contemplazioni e tornare.
Purch non sinquieti la mamma sussurr a mezza voce Paolo, facendo cenno di partire alla chetichella penso di sentirmela. Sar anzi un utile allenamento.
Per la fuga? interrog Oretta.
Sar pur necessario che ritorni al mio lavoro. Le vacanze sono ben riposanti e serene alle Braie. Sento persino dessere ingrassato.
Le giovani risero e, complici liete, savviarono per un sentiero traverso in modo da occultarsi presto nella macchia e sparire agli sguardi di chi avesse dato lallarme.
Premurose e sollecite come sorelle, temendo che Paolo obbedisse piuttosto a un capriccio, moderarono landatura, trasformando la piccola escursione in una passeggiata boschereccia. Oretta, divelto un ramo derica, lo sfrond e lo porse come un bastone al compagno perch si aiutasse nei passi scabrosi e scandagliasse il terreno per assicurare al piede convalescente un solido appoggio. Gaia e felice, gioc a precedere i compagni, a nascondersi, sparire e riapparire allo scoperto cento metri al di l o al di sopra della strada, adocchiando scheggioni o rialzi che le consentissero sempre di dominare il paesaggio e di guidare anche con la voce i compagni.
Giulia indovinava il sentiero anche l dove Paolo si sarebbe disperso. Seguirla e osservarla era gi di per s un diletto, che cresceva ogni qualvolta si soffermava con lei per ammirare il mareggiare della macchia o il divallare maestoso delle colline, i capricci rocciosi di improvvisi dirupi o lampio e solenne digradare della montagna ammantata di verdi cangianti, arsi dalla piena estate.
Discesi per un declivio appena sensibile in una densa faggeta, Oretta scomparve del tutto, lasciandoli incerti dopo qualche minuto di inutili ricerche. Si diedero a chiamarla, proseguendo a caso finch udirono la fresca risata della ragazza che li invitava a deviare. Avviatisi si inoltrarono in un terreno che pianeggiando si affossava, umido e intricato di rampicanti e di erbe acquatiche.
Ancora cento metri. Non smarrite il sentiero: altrimenti affonderete nelle sabbie mobili.
Le vegetazione alta e selvaggia vietava loro di scorgere tre passi intorno, sicch si trovarono sullorlo dello stagno senza prima averne scorto lo specchio.
Oretta sera scelta una roccia nuda ed elevata sopra la riva per attenderli. Piccola creatura silvana, un po ebbra, invaghita del suo romito dominio, pareva danzasse felice sullaccordo duna musica interiore. Paolo non pot trattenersi dallammirarla. Unaltra Chita, meno folle, pens pi sensibile forse alla vera bellezza, non a quella che allucinava la creola, sedotta dalle luci abbacinanti e false delle ribalte cittadine.
Giulia raggiunse agilmente Oretta e tutte e due gli fecero posto sedendosi sullorlo e spenzolando le gambe sullacqua.
 o non  il laghetto delle palme?
Dal roccione si scorgevano intorno, curve talora sul margine, o tese a sopraffarsi sui gambi esili in folti cespi, eleganti felci. Insolitamente alte, per lo sforzo di elevare al sole il ricamo delle fronde potevano sembrare selve di palme in miniatura, immaginando di osservarle da lontano, ondeggianti ai caldi venti sulle spiagge tropicali. Perch mai la natura le aveva condannate a trasformarsi in fragile erba dopo averle, nei lontani millenni, elevate in tronchi giganteschi e in dense foreste? Solo la terra dei fossili viventi, la vuota e sperduta Australia, aveva ancora il privilegio di conservare e coltivare le felci arboree, ornamento di grazia dogni anche ristretto cortile allinglese. Paolo non pot trattenersi dal descrivere le superbe felci dalle foglie traforate, a fusto di palma, dei giardini di Melbourne, e gli sforzi di Capitan Conti intestato a trapiantarle nel suo giardino rivierasco dove, quando non morivano nella traversata, lasciavano nudo il tronco per gettare al piede un cerchio di foglie del tutto simili a quelle delle felci comuni.
Il laghetto delle palme, secondo il battesimo datogli da Oretta, poteva vantare alcuni fra i pi belli esemplari nostrali, ma cos esili nel gambo che, se isolati e non pi sorretti dalla massa con la quale crescevano e gareggiavano, non avrebbero nemmeno sorretto lunica leggera foglia. Lo stagno, profondo qualche metro al centro, appariva fangoso ai margini, specie verso la depressione del monte, ove sfociava il rigagnolo quando la montagna colava le piogge. A sinistra un folto dabeti inerpicati sulla ripa si specchiava nelle acque incupendole, e a destra vinceva la malinconia dellombra un boschetto leggero e stormente di acacie, che si specchiavano creando una danza di riflessi vaghi sulla tremula superficie.
Voleva imitare le acacie, appena raggiunto il belvedere, Oretta? domand Paolo, notando che gli sguardi delle ragazze sostavano sulle cime mobili delle acacie.
Mi dica piuttosto se non metteva conto di fare la camminata.
Metterebbe conto anche di scalare la montagna, per arrivare sin qui.
Eppure chiss quante cose diversamente belle e di gran lunga pi notevoli lei avr trascurato nei momenti di saziet.
Saziet! Il segreto per tener vive e giovani le nostre energie, i nostri impulsi, le nostre curiosit, consiste proprio nel non essere mai sazi, per cui, ammirato un mondo esotico, si possa ritrovare non solo accogliente, ma originale e vergine, anche il vicoletto ove si  nati e dove, riguardando meglio, ogni giorno ci  dato scoprire una cosa nuova, sia essa un cespo derba cresciuto di straforo fra un cornicione e un poggiolo, o un convolvolo che dalla rozza grasta del vicino discenda a stellare il muro di campanelline.
Il mio laghetto sarebbe dunque una di queste misere cose?
Ben altro, perch non si misura la bellezza se non col metro delle emozioni che ci procura, e mi pare che lei debba aver compreso quanto i suoi due compagni godano dessere stati guidati a questo angoluccio di riflessi danzanti e multicolori, occultato dalla macchia e serbato intatto dallisolamento della montagna.
Giulia assentiva. Dacch erano giunti sul roccione aveva posto ogni cura nel lasciare a Oretta libero il campo perch godesse interamente della sua scoperta e non le fosse tolta la minima gioia del compiacimento.
Non ha mai sognato davere un romitorio occhieggiante dal folto dellabetaia a dominio del laghetto? domand Paolo.
No! dichiar Oretta non labiterei, n sarei tentata di tornare a vedere il laghetto solo se ve limmaginassi.
Uno sciame duccelli travers le acque. Oretta salz obbedendo allimpulso dei volatori quasi volesse precipitarsi nel folto a inseguirli. Salt fra le erbe e, scoprendo un sentiero quasi sommerso fra i rovi, invit i compagni a seguirla.
Basta ora. Per di qua. Usciremo sul pendo, a bosco, e faremo pattinaggio sullerba secca del pascolo che domina le Braie.
Paolo e Giulia lottarono per districarsi dalla macchia, continuando a chiamare la monella per non smarrirsi, finch saffacciarono sul pascolo e scorsero la ragazza capriolare rotolando, scivolando, balzando, lanciandosi a braccia aperte quasi avesse le ali lungo il pendo, gi cos lontana da non poterli udire.
 una ben singolare figliola.
Singolare e qualche volta persino inquietante, rispose Giulia ma questo  un bellissimo gioco: guardi e la ragazza prese ad imitare Oretta, e anche Paolo, badando a evitare urti al piede, si mise a scivolare a slitta nei forti pendii, pronto a rialzarsi agile negli sbalzi per evitare il salto e a riprendere con fanciullesco slancio fino al fondo.
La signora Luisa li accolse imbronciata.
Ragazzate, ragazzate. Sempre imprudenze e si mordeva la lingua per non poter aggiungere, come quando rimproverava Oretta: Poi, agli abiti, devo pensarci io, deve sempre pensarci la mamma. Le pareva ora di avere tre ragazzi da governare, sventati e capricciosi, e saffannava a ripetere rivolta a Paolo: Ho detto che ci vuol riposo, ancora riposo. Vuole dunque tornare a casa storpio? Si vede bene che non ha pi la mamma. Certe imprudenze si evitano quando si ha famiglia. Il giudizio devo dunque insegnarglielo io?
Per non inquietarla, lospite dovette sottomettersi alle sue premure, riprendere posto nel seggiolone e tornare a praticare il riposo assoluto, ci che favor la completa guarigione.
Il vecchio di sopra Pallone era partito con la sua piccola masnada. I ragazzi dAngiolla si aggiravano come spersi. Il minore tentava di dar fiato alla trombetta che strideva e stonava. Scontento, sera ingegnato a correggere la posizione della membrana vibrante, e questa sera rotta lasciandolo deluso e mortificato. Il palloncino della bimba, legato fuori della finestra, giaceva floscio sul davanzale. Ma per fortuna la piccola, amoreggiando di continuo con la mamma, se nera da tempo dimenticata.
Alla seconda cascina era cresciuto un ospite, il pastore, che sarebbe ripartito dopo certi urgenti lavori, lasciando il montone che il ragazzo maggiore assicurava di riportargli a fine ottobre. Paolo avrebbe voluto poter intrattenersi col marito dAngiolla, giovanottone solido e gioviale che sera rimesso ai lavori della terra con la semplicit e facilit di chi li ha appena sospesi, per nulla sviato dalla lunga assenza, ormai lultima necessaria scappata, quella che definitivamente persuade a tornare e a trovar bello il podere nativo e saporoso il pane di casa. La sua donna sfaccendava felice. Canticchiava ogni tanto, parlava ad alta voce con la bimba che sagitava sgambettando, levando le braccine ed emettendo strida gioiose. Ogni tanto prendeva in collo la piccola e con un cesto o un arnese, per giustificare il suo bisogno di rivedere il suo uomo, partiva a gran passi verso il podere, ove cercava di trattenersi il pi possibile.
Giulia e Oretta, trattenute in casa, non sudirono n si videro per tutto il pomeriggio. Era facile immaginare che volevano ricuperare il tempo perduto accudendo alle loro lezioni e alle loro letture. Ecco una solidariet di propositi e unintesa molto rara. Giulia affermava di ricevere non meno di quanto dava. Essa conosceva meglio di tutti Oretta. Cosa riceveva? Un dono di freschezza e un ritorno allet dei beati trasognamenti a contatto con la sventata? Non propriamente sventata. Una complessa figliola, ecco tutto, che si sarebbe addomesticata sposandosi presto e bene come certo progettava la madre. Oretta aveva pur lasciato intendere che era a giorno di questi piani. Ben altro per aveva lasciato intendere. Paolo non volle fissarcisi oltre, per riandare alla passeggiata mattutina compiuta quasi interamente con Giulia. Non si era tra loro gi stabilita lintesa che aveva presagito? Serano avviati come se avessero sempre camminato a fianco, guidando luno locchio dellaltro, seguendo comuni pensieri, ugualmente sensibili a ci che di bello offriva il cammino. Non sera ingannato. Occorreva ora che anche Giulia lo comprendesse e sentisse quanta maggiore lievit di passo, di pensieri e di opere si sarebbe potuta raggiungere continuando insieme.
Riuniti per la cena e consumato il pasto con lintimit familiare che sera cos ben cementata, Oretta non diede tempo agli altri davviare la conversazione, interloquendo per la prima.
Ho ancora da rispondere alla sua domanda che mha occupato la mente pi di quanto lei non immagini. Ignoro se mi sarei ugualmente abbandonata al mio desiderio di saltellare, contemplando il laghetto delle palme, senza londeggiare dei rami delle acacie, devo per ammettere che le loro flessuose movenze furono un invito, al quale obbedii inconsciamente, e che non avrei mai compreso senza il suo accenno.
Lavevo capito dalla rispondenza perfetta che esiste tra lei e la natura. Esiste per tutti il richiamo, ma alcuni non vi obbediscono per scarsa sensibilit, altri per maggiore controllo di s.
Oretta avrebbe voluto dedurne per s una prova di indisciplina, di minor sorveglianza, dimmaturit, di leggerezza, per farsi lusingare e sentirsi ripetere lopposto, volle invece scherzare osservando:
Dio ci guardi se si generalizzasse questa aderenza che lei dice perfetta e ognuno vi obbedisse. Se limmagina che avverrebbe? Ogni tanto gli uomini sarebbero presi da una specie di ballo di San Vito...
La risata di Paolo fu contagiosa, ma non risparmi a Oretta gli occhiacci della madre, scandalizzata di quellimpertinenza.
Non sarebbe in fondo una brutta cosa. C tanta gravit e musoneria nel mondo, che una ventata di gaiezza lo risanerebbe, lo ringiovanirebbe anzi, e lo renderebbe ancora pi bello.
Specialmente per chi, come lei, ama la danza e sincanta ad ammirare chi appena appena se la cava a seguire un ritmo o a mettersi in armonia con una musica, sia pure di frasche e di riflessi. Chiss quali danzatrici ha ammirato. Vuol parlarcene un po? E intanto ci spieghi perch, con quella evidente passione, lei non sa nemmeno fare quattro salti alla campagnola.
Forse per ci che ha osservato prima, perch appunto non sarei mai stato soddisfatto di me. Ad essere schietto per aggiunse Paolo sorridendo perplesso prima di precisare devo convenire che non avrei nemmeno potuto.
Oretta era incredula, occorreva spiegare.
A lei  facile obbedire ai propri impulsi e appagare spontaneamente i migliori. Ringraziamo Dio che lha dotata di sensibilit sufficiente a capire il bello e insieme le ha offerto la possibilit di goderne. Non a tutti  dato direi anzi che  consentito a pochi di goderne nella stessa misura, anche quando avrebbero lanimo disposto. E le costrizioni poi e le continuate e forzate rinuncie sono spesso la causa dellinaridimento che impoverisce gli esseri, anche fra i meglio dotati.
Ancor pi attenta di Oretta sera fatta Giulia, che osservava Paolo intuendo quanto egli avrebbe detto.
Pare strano a lei che, innamorato delle belle danze, io non abbia nemmeno tentato di seguirne lattrazione. E se avessi obbedito a tutti i richiami e subite tutte le tentazioni, che sarebbe stato della mia vita? Una dilettantesca serie di mediocri saggi, senza scopo e mira precisa e allinfuori di ogni concreta realizzazione.
Per chiarezza sar bene che io dichiari come, giovanissimo, allet in cui i ragazzi ancora giocano spensierati,  cominciato il mio tirocinio nel lavoro, diciamolo pure, materiale. Ed  stato un giudizioso se pure necessario allora allenamento, per irrobustire non fosse altro che la volont. Chi, quasi ancora nella puerizia, lavora, e non semplicemente studia e si prepara, ha un solo nemico, se vuole giungere a un punto prestabilito, e giungervi prima che le energie siano fiaccate, anzi nel pieno vigore di queste: il tempo.
Questo tesoro che ora abbiamo dir meglio, che ho, cos beatamente sperperato in questa felice pausa delle Braie,  stato il mio pi feroce oppressore. In lotta continua per impossessarmi di minuti ed ore, notturni e diurni, e farli miei, sottraendoli allimposizione continua di consumarli nelle necessarie attivit materiali, avrei considerata sacrilega ogni dispersione e, me lo lasci dire sorridendo, pi di tutte quella per i balli. Lei non sa quanto si possa esser vecchi e orribilmente giudiziosi gi a quindici anni, e che cosa, oltre il ballo, pu essere allora considerato leggero, se non spregevole. Non lo sa ed  bene, n mette conto ora di riprendere con gravit certi atteggiamenti che si possono poi superare soltanto se, tesaurizzato con avarizia il tempo, abbiamo avuto la sorte di farlo bastare a riscattarci e ad uscire dalla necessit di consumarlo tutto in opere alle quali ci adattammo forzatamente, non potendole evitare.
Linguaggio oscuro per la signora Luisa e per suo marito, forse sibillino per la loro figliola, ma non certo per Giulia, la quale osserv:
Fermarlo s, si vorrebbe il tempo, in certe contingenze, perch non ci faccia giungere troppo fiacchi al traguardo e ci lasci ancora uno spiraglio di giovinezza da godere, quando potremmo finalmente farlo nostro e sostare.
Daccordo, siete sempre daccordo voi due, intervenne Oretta e intanto Paolo si studia di eludere la mia domanda, dopo aver spiegato a modo suo perch non balla. Il tempo, in seguito, non gli  mancato n gli manca, ed  questo che conta per seguire senza troppe rinuncie ci che pi gli piace. Vera un vago corruccio in Oretta, la quale insist fanciullescamente nellesigere che lospite parlasse di danze e di danzatrici, incapricciata di qualche descrizione di fastosi locali cittadini e di notturne taverne, sicch Paolo dovette cedere alle sue esigenze.
Vediamo di cominciare da Parigi, va bene? Ho fatto anchio la mia brava corsa l, vivendo in una cameretta a quaranta franchi la settimana, e non ho tralasciato quasi nulla del peggio che v da vedere, non trascurando, sintende, il meglio. Le danze al Moulin Rouge sono un po peggio, esteticamente, delle nostre villereccie. C ogni tanto la sorpresa delle luci che si spengono per agevolare la confusione e gli schiamazzi della folla che vi si stipa. Non ho notato altro. Sono arrivato in tempo a sorprendere Mistinguette e Cecile Sorel, ancora in gara nei due locali pi celebri con riviste spettacolose, intente a mascherare la vecchiaia dietro un esercito di adolescenti allenatissime e fatte con lo stampo. Chi volesse veder realizzati gli scenari multicolori di certe fiabe orientali, pu appagarsi a Montmartre. AllOpera assistetti a una prima con la Rubistein, vecchiotta essa pure e di una venust cos tramontata, da non riuscire a scuotere la sazia curiosit del vecchio pubblico dal palato guasto nemmeno nella Persefone di Gide. Ricordo solo una danza che mi lasci turbato, quella duna meticcia, in un locale semibuio, pronta ad esibirsi anche per un solo spettatore, nel ballo sacro della sua razza dorigine. Ma qualcosa di ancora troppo barbarico e impudente che a Parigi non si sapeva pi apprezzare.
Gli eserciti interi dei Burlesque di Nuova York sono cos simili a quelli che compaiono al cinematografo in tutte le pellicole americane, che, entrati nel primo, non si sente pi alcuna curiosit. C per ad Harlem, nel famoso quartiere negro, qualcosa che pu sempre stupirci. AllUbangi Club per esempio, che sapre alle due del mattino, ci si pu imbattere in negre e mulatte capaci di rompere la monotonia delle danze comuni. Una ne ricordo, che danzava circuita da una dozzina di giovinetti esprimendo acutamente il dominio femminile sulla fantasia delluomo. La piccola folla negra o di sangue misto, i camerieri e lorchestra erano essi stessi invasati. Confesso che capii l, insieme a due miei compagni sgomenti, labisso che ci separa dalla razza cresciuta schiava, e che uscii continuando ad avere nelle orecchie strida e ritmi ossessionanti; e da allora non potei pi confondere la musica negra con gli stridori che pretendono imitarla, non potendola dissociare da una barbara ma perfetta armonia di movimenti.
Negre della razza pi orgogliosa, quella zul, mi capit per un favore eccezionale del caso e del capo un essere superiore per cultura e personale magnetismo di osservare in una danza sacra stagionale, nel suo originario ambiente, ai confini del Natal. Torno ogni tanto a riguardare le fotografie che ottenni di poter fare, buie per la giornata grigia, e dove le ragazze, vestite di collane variopinte e vibranti uno scudo simbolico, balzano vive, scattanti, ebbre cos da non avvedersi nemmeno dellindiscreto straniero ammesso ad ammirarle. Il canto era sacro, cristiano anzi nella traduzione del Capo che operava la conversione per gradi, dopo essere giunto persino allo studio del latino per penetrare nellessenza della religione recata dai missionari; ma chi teneva conto delle parole? La gola, come il piede e il corpo, obbediva a un ritmo scandito con tale precisione, da apparire meccanico. Eppure in ciascuna figura del massiccio plotone, che continu quattro ore i suoi canti e le sue danze, era sensibile il legame tra la propria anima e lessere superiore invocato. Canto e preghiera, ritmo e supplica, estasi e prostrazione; le voci gutturali non invocavano pi le deit primitive. Era ancora la selva primigenia che si levava supplice e fanatica, ma adorando la entit suprema dal cui benigno governo si spera la felicit.
A Porto Said come a Cristobal e ovunque navi in transito hanno accresciuto gli empori portuali, non si trovano, in fatto di danze, se non poveri rifiuti della trionfante scuola parigina. LIndia ieratica e la Cina miserabile, dove luomo sostituisce il cavallo e la donna  avvilita e mortificata dalle opprimenti fatiche e dallatavica trascuratezza, con le maschere grottesche e paurose ci vietano spesso di leggere nel linguaggio delle loro movenze. Dove ci conquista la seduzione morbida e delicatissima della danza  nei paesi ibero-americani e ibero-malesi. Gli spagnoli soggiacendo alla contaminazione del meticciato hanno indebolita la loro stirpe; pure da questa fusione sono scaturiti fiori duna bellezza cos rara, che si dimentica molto spesso il peccato, per gustarne il frutto.
Chi non ha visto danzare una verdadera cubana ha ancora da deliziarsi in una spettacolo di pura grazia. E le giovani panamegne danzanti fra i giardini opulenti dellantico Eldorado? N Cristobal, n, Colon, a pochi chilometri, riescono a contaminare lantico emporio delloro predato da tutti i bucanieri, da tutti i pirati e dai violenti fratelli della costa che hanno approdato nel suo magico golfo e sfidato lorrore del clima equatoriale per raggiungere e traversare listmo di Panama. Manilla, anchessa sepolta nellafosa calura e cinta dalla grigia muraglia che la fa una piccola Lucca, colma di chiese e di conventi, ignara delle razze asiatiche che lassediano, conserva pi che uneco delle musiche recate dai nostalgici hidalgos. Dallo stesso ceppo son sorte le danze gauche nella malinconia sterminata della Pampa argentina e uruguaiana, che hanno conquistato il continente e sono divenute molli e suadenti voci dellAmerica pigra e divisa che si stende, sterminata e opulenta, al sud sino allestrema Patagonia.
 unAmerica che in un primo tempo, accesi dalla febbre della nostra esasperata occidentalit, conquistati dal moto, dalla fretta, dalle industrie, dai mezzi meccanici, trascuriamo. Ci appare a volte in ritardo, lenta, troppo beatamente adagiata nellindifferenza delle proprie ricchezze e intenta solo a beghe e litigi interni, desta per le risse di casa pi che per lincalzante progresso; poi adagio adagio ci accorgiamo che alcuni saporosi frutti ci son porti da lei, che ha saputo conservare ed elaborare una sua propria civilt e che impoverirebbe se la rinnegasse lasciandosi conquistare dalla febbre comune del cosidetto progresso.
Caro paese, ove si ritorna con sempre maggiore attrazione e dove ci si sente, come in pochi altri, di casa. Ma vogliamo tornare allargomento caro ad Oretta ed appagarla del tutto? Dir allora che lunica danzatrice incontrata, della quale tornerei con vivo piacere ad ammirare le movenze armoniose,  una cilena: Chita.
Un incrocio lontanissimo, dovuto forse agli antenati conquistatori, riemergendo per arcani richiami del sangue la faceva leggermente creola, pur dominando in lei il biondo. Alta e flessuosa, con gli occhi azzurri talvolta duna fissit inquietante, subiva pure la triste eredit di qualche tara che riemergeva nel suo volubilissimo carattere. Il nonno paterno, un alto personaggio protagonista della politica, si era ucciso per sottrarsi alle conseguenze di una delle periodiche convulsioni interne. La madre, una creatura bellissima, della quale Chita aveva il culto, era scomparsa essa pure, in modo tragico dopo aver abbandonato la casa e due bimbe per correre, appena venticinquenne, fra le luci delle ribalte parigine, e a Parigi, per chiss quale improvviso rimorso o pazzia, sera tolta la vita. Chita, che incontrai a bordo, aveva la cabina tappezzata coi ritratti della madre e sparsi ovunque verano i volumi di liriche che quella aveva composti e che erano stati pubblicati dagli ammiratori di lei. Abbandonata a pochi anni e pur nulla ricordando della genitrice, essa sapeva a memoria ogni lirica e riviveva il travaglio della madre con intensit dolorosa, sino ad avere improvvisamente lasciata anchessa la casa per seguirne le orme e andare forse a perdersi nello stesso tumultuoso labirinto.
Il richiamo della sorella, gi sposa e con una bimba che la zia adorava, era stato inutile. Alla sua partenza, chi la conosceva bene le aveva offerto una macchina da scrivere, chiedendole soltanto linvio di ci che le fosse balenato in mente, per una rivista di poesie che avrebbe volentieri pubblicato i versi firmati col nome non ancora dimenticato della scomparsa, certo che non sarebbe rimasta senza frutti la presagita eredit.
Chita non era poeta, creatrice cio, come la mamma. Me la trovai al fianco un pomeriggio mentre, appartato sul ponte superiore, lavoravo di lena per non tornare a casa a mani vuote e non dovermi poi troppo pentire del beato ozio. Con la macchina sulle ginocchia, lavor qualche tempo in silenzio anche lei, poi, interrompendomi di scatto, senza presentarsi, in un buffo italiano composto con frasi da melodramma, misto a spagnolo e francese, mi porse alcuni fogli e mi preg di leggere.
Svolazzi lirici, pennellate vivaci, abbandoni malinconici, inquietudini indefinite; ribolliva nei versi di Chita, dal temperamento passionale, qualcosa di inappagabile. Lessi e rilessi fiutando non so quale ingorgo che inceppava la vena. Traspariva qua e l qualche lucida immagine, ma ogni frammento si perdeva presto in una indeterminatezza sconcertante. Vi era unacerbit da inesperta che saffidava con cieca sicurezza allempito interiore, incapace di sorreggerlo e di compiutamente esprimerlo.
Le dissi ci che ne pensavo. Ella mi piant, corse in cabina, torn coi libri della mamma e io presi a sfogliarli. Mi fu facile allora districare la cosa e intendere i saggi di Chita, mimetici quasi pi per amore che per debolezza. Da allora la fanciulla si impadron di me e dovetti subire i suoi eccessi, avendo essa necessit di vincere lo sgomento della solitudine che a bordo le dava angoscie e smarrimenti continui.
Viaggiava sulla stessa nave, accompagnando in una clinica europea il marito affetto da oscure malattie, una sua amica di dieci anni pi anziana, non sempre indulgente, che mi trovai al lato poco dopo lincontro. Navigatissima femmina, scaltra non meno che intelligente, dotta in materie di solito poco attraenti per il suo sesso quali lavvocatura e la giurisprudenza, formidabile lettrice e viaggiatrice, era nel complesso una compagna ideale, potendo appagare molte delle mie curiosit e avendo con lei da scambiare impressioni su comuni ricerche in molti campi.
Anchessa mi abbord senza presentarsi, lasciandomi sconcertato per le minute informazioni che aveva assunto sul mio conto, da lei intese a suo modo cos da divertirmi pi duna volta quando le accadeva di lusingare il mio amor proprio con lintento di attingere da me pi di quanto potessi dare. Pi discreta, costei seppe adattarsi cos bene alla parte di protettrice, anche nei riguardi nellinvadente Chita, che entrai senzaltro in confidenza.
Agli eccessi di malinconia succedevano in Chita con altrettanta rapidit slanci di esuberante gaiezza. E allora poche creature sapevano diffondere quanto lei la giocondit. Un Nunzio Apostolico, nostro compagno di viaggio, aveva allora tale paterna condiscendenza per la ragazza che, tosto incoraggiata, essa si abbandon a tutte le anomalie del suo temperamento riuscendo a spadroneggiare nellambiente di bordo. Ci accorgemmo presto come la sua passione fosse la danza. Talvolta interrompeva il pranzo sentendo lorchestrina modulare ritmi suadenti, e senzaltro, fanciullescamente, si abbandonava a superbe esibizioni.  una pazzerella mormoravano anche i pi austeri, divertiti. Un rivoletto di lucida follia le serpeggia vivo nel sangue precisava chi meglio affettava di conoscerla, e sempre il dotto prelato era quello che temperava i giudizi, assumendo la difesa della fanciulla e delle sue bizzarrie.
Fin col farsi tanto ammirare, che, terminato il pranzo, pi duno invitava lorchestrina a favorirla nelle sue esecuzioni. I camerieri saffrettavano a sgombrare il centro della sala. I passeggeri si adagiavano sulle poltroncine intorno ai tavolini laterali e, sorbendo il caff, applaudivano. Chita allora era felice di dare spettacolo, e pi felice ancora, direi, di potersi abbandonare al piacere che la estasiava e la faceva vivere in un suo Eden di abbandoni a delizie paradisiache.
La danza  il mio linguaggio, veniva a confidarmi esaltata. Tu mi presenterai ai tuoi amici di Milano, vero? Voglio perfezionarmi l. E non valevano proteste e tanto meno era possibile persuaderla che, provinciale piuttosto appartato, avrei potuto ben poco giovarle. S, tu devi presentarmi, tu devi facilitarmi lammissione alla scuola in cui intendo primeggiare. Pestava i piedi, si imbronciava, finch non aveva ottenuto la promessa per me cos difficile da mantenere.
Le complicazioni cominciarono traversando il Mare dei Caraibi in una notte temporalesca, e capii allora quanto vedesse giusto chi la riteneva folle. La nave, rollando, avanzava con quegli inquietanti scricchiolii di tutte le strutture, che appaiono sempre sinistri ai novellini. Sopra la cabina di Chita il rollio schiod un barilotto da cavi che cominci a rotolare alternativamente sullassito. La ragazza spaventata si cacci nei corridoi semibui e mi capit in cabina.
Andiamo a fondo. Dio mio, che pazzia essermi imbarcata su questa nave. Se fossi andata a Buenos Ajres a questora sarei in Europa. Oh, la mia bella nipotina, mia sorella, non le vedr pi...
Cominci a disperarsi, a smaniare, quasi uscita di senno, e nessun argomento valse a calmarla poich il tempaccio durava, e, levatosi il mare di prua, al rollo saggiunse un sensibile beccheggio. Mi vestii in fretta e volevo riportarla nella sua cabina, ma non ci fu verso di smuoverla.
Lasciami qui, mi basta questo cantuccio gemeva raggomitolandosi tra larmadio e il lavabo.
Volevo cercare il cameriere di guardia e sapere che cosa lavesse terrorizzata, ma mi sbarr il passo.
No, non posso restare sola. Non vedi come tremo? Non conosci la paura tu e mi saggrapp.
Dovetti con dolcezza riprenderla, come si fa coi bambini spaventati, industriandomi a calmarla, a dimostrarle che lei sola fra tutti i passeggeri era in preda al terrore, che nessun pericolo correva la nave; ma i suoi nervi erano cos tesi e i sensi cos esasperati, che percepiva i pi lontani rumori inconsueti. In una rollata pi ampia, sud un precipitare e andare in frantumi di oggetti, stoviglie forse nella sottostante riposteria o ampolle nellinfermeria poco lontana. Il tonfo la fece trasalire, quasi svenire.
Andiamo nel salone, al centro, l si sentiranno meno i rumori e vedrai che anche i movimenti della nave saranno meno sensibili proposi.
Non mi reggo. Non lasciarmi. Con te, qui lasciami stare fece supplichevole, e gli occhi le si riempivano di lagrime.
Chiamiamo la tua amica. Avrai un po di compagnia.
Con te voglio restare e vidi allora che era davvero folle dal modo con cui i suoi occhi mi fissarono. Tu non puoi morire, cos giovane, appena allinizio del tuo lavoro. Dio non pu permetterlo...
Mi sembr che vaneggiasse e, per vincere lo sgomento che cominciava a invadermi, risi, risi rumorosamente. Era lunica reazione possibile. Mi tapp la bocca e volse lo sguardo con orrore, quasi avesse udito una voce sacrilega, una bestemmia. Non avendo altri argomenti, la forzai a coricarsi e per mostrarle che non avevo intenzioni di abbandonarla accesi la pipa, rassegnato a passare il resto della notte sulla poltroncina.
E quello non fu che linizio. Addormentatasi finalmente e svegliatasi quando, a ridosso di Curaao, la nave continuava tranquilla la sua rotta; dimentica, avreste anzi detto ignara del tutto dellaccaduto, il giorno dopo fu pi che mai allegra e si esib in nuove danze con tale slancio, che finii anchio per dimenticare la nottataccia.
La quale non doveva essere la sola. Infatti, lasciata La Guayra dopo qualche giorno e infilato il canale delle Antille in una brutta sera di forti correnti marine e di perturbazioni atmosferiche, Chita, ripresa dai suoi oscuri sgomenti, a cena bevve inosservata almeno mezza bottiglia dun vino denso e pesante portato in tavola coi dolci. Pens di stordirsi, forse per reagire al terrore, e leffetto fu invece disastroso. Anzich esilirarla, il vino loppresse e si dovette accompagnarla in cabina, dove pretese ad ogni costo che io mi fermassi ad assisterla.
La mia situazione non era delle pi allegre. Chi pi la compativa fra tutti era il Nunzio Apostolico che aveva compreso il carattere ineguale della ragazza, mentre un po tutti gli altri ne sorridevano. Semiubriaca, Chita era ripresa dalle sue angoscie. Si sentiva affranta per aver lasciato definitivamente lAmerica. Il ricordo della nipotina e della sorella lossessionava e io dovevo blandirla come una viziata pupattola che non vuol prendere sonno, mi tratteneva ora afferrandomi per le mani, ora aggrappandosi ai miei panni, e dalla porta spalancata gli indiscreti passando e osservando potevano fare le loro salaci osservazioni. Ci che mi irritava era la costante scomparsa dellamica, pronta il domani a sussurrarmi le malignit di bordo, con un compiacimento poco caritatevole nei riguardi della sua protetta.
 ovvio chio ne fui presto stufo, ed evitai di trattenermi in salone, nonostante il diletto che mi dava la musica e il piacere che provavo osservando Chita danzare gaia e felice. Ritirato in cabina con la giustificazione del mio lavoro, stetti appartato qualche giorno a sgobbare. Chita, perduto lo spettatore che, col dotto prelato, le premeva forse di pi, pretendendo considerarlo, pi che un ammiratore, un intenditore, ne pens una delle sue. Mi capit in cabina una sera tardi umile umile e si rannicchi nel suo cantuccio della prima notte.
A te piace vedermi danzare, lo so, e so anche perch non ti trattieni pi cominci con voce lenta. Davvero non puoi perdonarmi?.
Senza attendere risposta cominci ad abbigliarsi. Padrona, come al solito, spalanc la persiana, che dava sopra un tratto del deserto ponte-lance e spense la luce. Una luna enorme navigava di conserva con la nave facendo luccicare tutte le soprastrutture imperlate di guazza e proiettando nella stanzetta un bagliore opacato che rese irreale ogni oggetto. Chita avanz nella zona luminosa, come per avvolgersi nei raggi lunari, mentre sadornava di semplici collane e il suo corpo si liberava statuario. Quando le parve daver attinto nella carne il pallore della bianca notte, cominci a danzare voluttuosamente drappeggiata dombre e di nimbi argentati. Silenziosa, a lungo, a lungo, in un colloquio tacito col mare e col cielo, espresse in movenze sempre pi suasive la piena armonia della sua aderenza con gli elementi eterni della creazione, come creatura che ne sentiva ed esprimeva tutta la bellezza, il tormento, la gioia, langoscia, lamore, lansia, la volutt, la pace.
Ero soggiogato, stregato anzi, ed ella, vincitrice consapevole, quando si sent dominatrice assoluta, indugi un attimo a godere il trionfo, e sparve.
In che modo la sua amica, scaltra spiatrice, avesse intuita la particolare esibizione, non saprei. Forse Chita stessa ebbe a confidargliela per meglio far valere la rivincita e assaporarne il piacere; fatto  che il giorno dopo me la rividi innanzi, di tuttaltro umore, a confidarmi esilirata:
Sai che lavvocatessa vuol prodursi lei pure in privato? Lho vista danzare innanzi allo specchio. Se non ti sbarri, sarai tu la vittima designata.
Era capitata presso lamica di sorpresa, la monella, e disgustata dalla goffaggine di quella scena innanzi allo specchio, maveva fatto la confidenza. E bast probabilmente la sua sorpresa e la sua ironia a disarmar lamica e ad evitarmi il grottesco.
Meglio abituata al mare e finalmente voltasi agli assidui corteggiatori, la nostra amicizia pot in seguito reggersi senza eccessi. Vi fu un giorno in cui, divertita dalla noia generale, salt fuori a proporre il modo di vincere il tedio dei meriggi interminabili.
A turno faremo una conferenza propose. I temi li assegner io. E voltasi a me con arguto viso: Tu ci chiarirai come si possa viaggiare per tutto il mondo senza essere miliardari. Tema che sbalord buona parte delluditorio e provoc gli applausi del Nunzio Apostolico, che si volse a sorridermi come per dire: Azzeccato, vero?  un accidente questo gonnellino volubile.
Per mio conto ebbi la riprova di costituire a bordo un mistero, amico come ero degli uomini di sotto coperta, taluni dei quali avevo avuto compagni di fatica nelle mie prime smanie navigatorie, e in piena confidenza con lo stato maggiore. Mi persuasi inoltre che lamica doveva aver rivelato a Chita il frutto delle sue indagini, debitamente ampliato con la fantasia, mettendomi sopra un piedestallo che non era stato lultima cagione dei miei imbarazzi.
Vigile ormai, cauto, anzi guardingo, per scansare noie evitai di mostrare a Chita maggior interesse di quello che avevo per i comuni compagni di viaggio, solo concedendole la meritata attenzione allorch spontaneamente i commensali le facevano largo per le sue danze. A sua volta giudiziosa, essa non commise altre pazzie, badando solo a ricordarmi che avrei dovuto esserle mallevadore nei suoi primi passi a Milano.
Poi mi recher a Parigi.  l che  scomparsa la mia mamma. Non ritrover proprio nulla di lei?, mi confidava improvvisamente commossa, ed erano i momenti in cui mi faceva una grande pena.
Positiva e concreta, la sua amica si prendeva ben poche preoccupazioni di Chita e dei suoi strani umori. Giunti a Marsiglia, mentre allalba maffacciavo alla murata per rivedere il caro Santuario della Guardia, me la trovai a fianco.
Conoscete la citt, vero? Se sandasse insieme a esplorare qualcuno degli angoli pi caratteristici? propose lavvocatessa. La nave non partir che a mezzanotte. Avremo quindi lintera giornata e la sera per i nostri vagabondaggi.
Non occorreva di meglio per decidermi. Scendemmo senzaltro e, raggiunto il primo tram, scalammo alla Joliette. Non mi spiacque rivedere il quartiere del vecchio porto, lurido e coloritissimo, e far da cicerone per le strade che direste levantine. Ogni tanto, come a respirare, si scendeva sulla banchina fra la selva dei piccoli velieri e dei pescatori, per poi risalire nelle stradette ingombre dumanit e di merci dogni provenienza, che le fanno cos simili ai bazar arabi. Stanchi, andammo a riposarci in un lussuoso caff della Cannebire, per recarci quindi a mangiare la buiabbaisse in una trattoria greca fra marinai di mia conoscenza.
Dalle ricche librerie al botteghino dello scrivano pubblico, dal gran lusso delle gioiellerie alla miseria lercia di alcune equivoche stradette dei vecchi quartieri, fra senegalesi, algerini, annamiti, stranieri dogni clima, colore e razza, la giornata trascorse piena di attrattive, cos che a sera tarda, risalendo a bordo, ci eravamo entrambi dimenticati da un pezzo di Chita. Ce la ramment lallievo commissario, che aveva un debole particolare per la fanciulla, venendoci incontro al barcarizzo.
Che giornata, che giornata infernale! esord ancora tutto sossopra. Chita aveva voluto sbarcare ad ogni costo, ed era stato necessario scovare dalla stiva i suoi bagagli, far la spedizione, regolarizzare il visto sul passaporto, tutto in un baleno, perch era divenuta frenetica. Ma perch se ne sono andati a terra senza invitarla, senza nemmeno avvertirla?
Credo di essere apparso piuttosto cinico agli occhi del cortese giovane, sconvolto dalle disperazioni di Chita e maltrattato dalle sue prepotenze, sedotto e commosso dai suoi lagni di bambina sperduta, e frustato dalla sua caparbiet, dando in un gran sospiro di sollievo.
Limpazienza di Parigi laveva vinta, e non sentivo rimorso, nonostante il taciuto rimprovero del giovane. Chita era Chita e non poteva contraddirsi. Da allora non ne ho pi saputo nulla.
...
Dopo i lunghi commenti, a notte ormai tarda, entrando in camera Paolo si sporse come al solito alla finestra per aspirare i profumi e la gran pace delle Braie. Gli parve che laria, gi cos tepida, si fosse fatta densa e greve dumidit, leggermente fresca. Nella notte ud tambureggiare la pioggia e dovette scendere a chiudere le imposte. Al mattino, la temperatura era mutata. Se ne accorse dai vetri appannati e lo percep appena saffacci a guardare il bosco. Un tenue brivido lo percorse tutto. Ci savvicina al settembre, pens guardando il turchino vetrato del cielo illimpidito dallacquazzone notturno. Un richiamo sensibile, quello dei migratori, lo scosse. Cominci inconscio a preparare lo zaino, le scarpe, il suo semplice costume da viaggio, confuso con pi dun indumento del signor Luigi che lo aveva rifornito col meglio del suo guardaroba di campagna.
Pens che avrebbe dovuto prender congedo dagli amici udendo Oretta cantare; che Giulia non si sarebbe staccata per scendere con lui; e che quindi una solitudine nuova lo avrebbe seguito ovunque, poich gli era parso naturale sentirsi ormai al fianco la donna, misurata al suo passo e ai suoi pensieri. Nulla aveva promesso Giulia, non solo, ma non pareva nemmeno molto incline a riflettere su quanto le aveva manifestato. E non conosceva egli altri mezzi che la nuda parola, rifuggendo dalle seduzioni come colui che aveva misurato da tempo il valore dogni gesto e respinto ogni arte, sia pure gentile, pi che per austerit, per la stanchezza del soverchio uso che ne veniva fatto.
Inoltre, come si sarebbe giustificato con la signora Luisa? Trov il modo acconcio accampando il proprio lavoro. La vacanza era durata pi del previsto, cos come pi del previsto, grazie alle premure di lei, era stata ristoratrice e serena. Gli elogi e le lusinghe, perch schietti e sinceri, gli furono facili e aiutarono la padrona a rassegnarsi, a patto che alle Braie egli promettesse di tornare, che mandasse cartoline dai suoi viaggi, che si facesse vivo ogni tanto e, se gli fosse possibile, accettasse qualche volta di passare anche per Cordiglio a far penitenza con loro. E intanto deponesse lidea di partir subito, ch, n di venere n di marte, non si sposa n si parte. Sarebbe partito domani. Occorreva ancora un po di riposo. Cosa poteva urgere tanto, da farlo partire come fosse cacciato? E poi, se non fosse venuto quel vecchio mago, avrebbe pur dovuto rimanere ancora. Dunque!
Fu necessario rispondere al mattutino richiamo. Oretta, insospettita del proposito, smise le sue gaie faccende e cess di cantare.
Vuol davvero partire? Gli avrebbe detto se non le fosse apparsa insensata la domanda. Perch, s, sapeva benissimo che se ne sarebbe andato, ma non prima di avergli fatto sentire che non poteva pi considerarsi estraneo alla gente che lo aveva ospitato, e soprattutto a lei che, sebbene egli non degnasse di troppe attenzioni, aveva pure diritto di non essere considerata una pupattola che si saluta gaiamente dalla vettura.
Lo raggiunse fuori, lo circu coi suoi modi scherzosi, poi, interrompendo di botto i discorsi puerili, lo aggred con un perentorio:
Non intender, spero, di considerarci alla stregua dei consueti compagni di viaggio, partendosene.
Paolo la guard divertito.
Questo si fa di solito con chi, estraneo al nostro giungere, tale rimane in qualsiasi contatto, anche se il caso impone avvicinamenti a volte persino troppo frequenti e intimi.
Parlava con calma, guardandola con simpatia. Era dunque sincero. Oretta insist:
Perch io non voglio divenire una delle tante figure che si ricordano con pi o meno interesse e di cui si narrano i casi, magari romanzandoli leggermente. Io gli amici, i pochi amici veri che sento tali, li voglio... rest sospesa ma non sinterruppe n devi li voglio tutti per me. Cos ha da essere nelle vere amicizie, checch ne dica Giulia.
Giulia che cosa dice? domand Paolo incuriosito.
Che lei  uno di quegli uomini i quali, comunicativi per natura, hanno facilit a contrarre amicizie ovunque, e che, pur non trascurandole, le  impossibile prodigarsi per tutte. A me non piace questa distribuzione, questa dispersione, e non credo che nemmeno possa essere vera.
Paolo rise di cuore, badando per a non offendere la ragazza nei suoi diritti di propriet sullamicizia, che giovanilmente essa sentiva di dare completamente e che intendeva veder ricambiata nelle stesse proporzioni.
Non le  mai accaduto di sentirsi amica del mondo intero? Di vedere ovunque, anche negli esseri pi umili, trascurati e negletti, qualcosa di nobile? Di scoprire spesso anche tra gli abbietti lampi o bagliori di generosit? Andando incontro al prossimo con questa naturale attitudine e convinzione, ci si trova dappertutto e comunque fra esseri suscettibili per lo meno di sopportazione, e via via si scopre che pu nascere ovunque, in qualsiasi contingenza, un moto di simpatia e di amicizia, che anche se ha valore solo per un attimo, sia pure nel casuale incontro dun passaggio in vettura, non  perci meno vero e meno bello e meno benefico.
Esister almeno una gradazione osserv contrariata la fanciulla, e, temendo dessere battuta come le era accaduto con Giulia, che aveva visto giusto, proruppe: Io ho simpatie e antipatie esclusive alle quali aderisco o mi ribello. Non ho ragioni per odiare nessuno. Forse sono anche cos inesperta e in certo modo fortunata, da trovarmi al riparo dai peggiori urti. Vado solo ora inoltrandomi verso linsegnamento dellesperienza, ma non sar mai cos saggia da giovarmene. Non mi guardi con quel viso. Lo so che sono sconclusionata a volte. Cos mi diventa antipatico e mi fa stizzire. Per ho ragione io, e questo sperpero di cui parlano lei e Giulia  inutile, non lo capisco. Via, non mi tratti come una mocciosa. Oppure mi consideri come vuole, ma non se ne vada con la generica cordialit di saluti di cui ha pi volte parlato. Lindifferenza che sopravviene subito non  indizio di egoismo? Perch, s,  facile distribuire parole cortesi e saluti, ma ingombra e pesa talvolta trascinarsi impegni, e allora  pi comodo generalizzare tutte le amicizie, cio, trascurarle in massa.
Brava!
Oretta sera sfogata, e quel non aver colto nel segno, dopo lapprovazione, le fece pestare i piedi e alzare fanciullescamente le braccia come volesse respingere linterlocutore, il quale le afferr le mani, promettendole quanto e pi di quel chessa chiedeva e dicendosi pronto a provarlo ogni volta glielo avesse chiesto.
 vero?  veramente sincero? Bene, allora, cominci a non parlare di partir subito. Non sente odor di fungo nellaria? Le Braie stan per diventare belle ora. Ci sono infinite cose ancora da ammirare, di cui il laghetto delle palme non  che un saggio. Le abbiamo dovute trascurare a causa del piede. Ora che s smesso di fare le infermiere ammetter che abbiamo il diritto di goderci la vera compagnia.  cos bello andar per funghi. E poi scenderemo a raccogliere le prime castagne. Ci sono piante di marroni secolari gi al basso...
Giulia uscendo di casa e avviandosi a raggiungerli la interruppe. Oretta la invest gaiamente, trascinandola a parteggiare con lei e non dovette faticare molto, lamica essendo venuta appunto per godersi interamente le Braie e suggerne i succhi pi vitali nella stagione che meglio promette frutti e riposo.
Paolo, rimasto spettatore, consider quasi con invidia il legame affettuoso che univa, fondeva le due ragazze in unintesa perfetta. Aveva ragione la piccola. Lamicizia deve restare qualcosa di esclusivo e di geloso, e non la si pu sperperare senza sciuparne la pi pura essenza. Ne convenne considerando Giulia, la quale non pareva aderire ai propositi da lui forse troppo freddamente esposti, punto lusingata della solidariet nuova chegli le proponeva senzaltre lusinghe, forse gi paga di quanto possedeva, o comunque aliena dal tentare una via che non poteva considerarsi di semplice esperimento, comportante un impegno definitivo.
Per tutta la giornata vagando per i boschi e i pascoli, passando dalluna allaltra cascina fra gli operosi coloni, sostando a discorrere con Angiolla o con Elvira, Paolo sentiva la malinconia del distacco, rattristato per non aver egli ottenuto da Giulia pi della consueta attenzione, n avendo potuto strapparle una promessa che lo lasciasse allontanare in compagnia dun ricordo lievitante quella che diveniva la sua speranza.
Quando sera avviato, scegliendo a caso strade montane evitate dal trambusto della celerit meccanica e sconosciute alle folle villeggianti, per abitudine, stanchezza e distrazione, bramoso dun distacco assoluto e dun riposo completo, solo con se stesso e coi suoi ricordi, non si sentiva affatto aperto a rivelazioni inattese. Gli pareva di avviarsi opaco e tranquillo in cerca piuttosto di tonificatrici energie che di moti rinnovatori. La rivelazione era giunta, come sempre giunge, inattesa, tanto pi allettatrice quindi, poich veniva ad invertire un modo di accettare lesistenza che alla sua luce appariva ora senza nuovi armoniosi sviluppi.
Oretta, visti inutili i suoi richiami e avendo compreso che Paolo, trincerato dietro la necessit del suo lavoro, non le avrebbe badato se non per attenuarle il rammarico, laveva lasciato alle sue visite di congedo, sparendo imbronciata. Giulia nellaccompagnarlo pareva piuttosto intenta a schermirsi e a sviare ogni ritorno al tema essenziale, che ad ascoltarlo.
Non ci troveremo per continuare questintesa stabilitasi cos spontaneamente?
Ci troveremo, lo spero bene, ogni tanto. Ho desiderio anzi di visitare con lei qualche nuova regione per apprendere meglio il segreto di ammirare le cose e di penetrarne lessenza. Debbo fare ancora il maggior numero di scoperte e mi riserbo di averla come guida. Con Oretta si son gi fatti tali e tanti progetti, e se ne concreter certo qualcuno.
La promessa era quella, una viottola aperta cio per continuare in qualche modo e, chiss, uscire infine sulla via maestra. Giulia non era stata mai tanto comunicativa, non gli era parsa mai tanto vicina; nondimeno procedevano su due parallele, ed egli che ricorreva tanto spesso alle facili immagini, prigioniero del loro gioco, sentiva che era per restare ciascuno se stesso e non legarsi a un accordo definitivo, chessa mostrava di secondarlo.
Si stanc di rimuginare. Non era un abile schermitore e non aveva alcuna attitudine a far precipitare le situazioni in suo favore per virt dialettiche. Concluse lultima giornata vincendo a fatica la segreta delusione che lo pervadeva, schiarito solo allorch si tratt di riprendere contatto col mondo concreto dei contadini e dei padroni, che alle Braie non avevano mai trasferito complicati corrucci e che avevano imparato a sciogliere i loro crucci positivi senza complicati tormenti di pensiero.
A tavola Oretta si ricord che da un pezzo nessuno faceva pi visita al vecchio Dottor Barrini, lamico del nonno, il prediletto della mamma, la quale ogni tanto lo citava ad esempio per ricordare che quelle, come la sua, erano case signorili, che in quelle si sapeva vivere, e per poter quindi disprezzare la borghesia di Cordiglio.
Mamma, Paolo  deciso a partire. Afferma che non pu trascurare di pi il suo lavoro, che la vacanza  durata oltre il previsto. Domani potremmo accompagnarlo, Giulia ed io, sino a Lanzano e trattenerci a salutare il nostro vecchio Dottore. Che te ne pare?
Presa alla sprovvista, la signora Luisa non seppe quali argomenti opporre alla richiesta, per nulla strana daltronde, essendo nelle consuetudini della famiglia lo scambio delle visite, in realt sempre pi rare man mano il caro Dottore invecchiava.
La serata pass in preparativi per la gita e in rievocazioni familiari, care particolarmente al cuore della padrona, che non si stanc di magnificare la liberalit del Dottore, la sua sapienza, il suo signorile senso di ospitalit.
 un po trascurato da qualche tempo. Forse la casa potrete trovarla invecchiata e polverosa. I figli han finito per lasciarlo in mano di governanti contadine che spadroneggiano. Il cuore per  sempre lo stesso. E che bella mente e quale giovialit. Burlone senza pari. Amante delle conversazioni. Narratore instancabile di storielle.  un pozzo di scienza e una fontana di allegria. Vi invidio, vi invidio. Spero che gli direte come io rimpianga di non rivederlo pi sovente.
Il signor Luigi quasi si sarebbe invitato alla gita. Si limit invece a preparare una certa bottiglia da mandare allamico, rammaricato profondamente di sentirsi, con la partenza dellospite, nuovamente vincolato alla volont della moglie, che avrebbe ricominciato a limitare la sua libert di cacciatore e ogni giorno lo avrebbe forzato a perdere il suo tempo in bubbole, con la scusa che alle Braie lei rimaneva sempre sola.
Quando al mattino la comitiva stava per lasciare le Braie, Angiolla si fece sulluscio con la bimba. Paolo si diresse a salutarla, ammirando la bella creaturina rosea che aveva imparato a sorridergli senza pi nascondere il viso dietro la spalla materna.
Il babbo vi prega di gradire questa bottiglia mormor la donna porgendo un involto.  una sua specialit che conoscete. Il meglio che sappia distillare dalle nostre erbe.
Si strinsero la mano amichevolmente. La contadina sentiva anchessa dessere amica del forestiero, lunico uomo, fuori dei suoi, col quale le fosse stato finora facile sorridere con naturale cordialit, senza impacci n soggezione. Si attard a guardare il gruppo invitando la bimba a salutare, e ci diede una nota di tenera grazia al commiato.
Che sana creatura! non pot trattenersi dallosservare Paolo, preceduto da Oretta e seguito da Giulia, incamminandosi nella viottola. La maternit le d una sua particolare bellezza e ne affina e ingentilisce tanto la natura, che non ci si stancherebbe di ammirarla. Esseri di quello stampo li senti sovrani in una bicocca non meno che in una reggia.
Ecco latteggiamento di Paolo, disposto a scoprire ovunque motivi di simpatia per compiacersene pensava Oretta, punto sorpresa nel caso di Angiolla. E Giulia veniva ripensando alle insistenze delluomo per chiedersi, femminilmente lusingata: Perch la sua offerta  caduta su di me, decisa e improvvisa, a freddo, se cos felice  la sua natura, da potere senza sforzo n esitazione scegliere e distinguere?
Limmagine di Angiolla e della sua bimba parve accompagnarli un buon tratto, finch Oretta, pi rapida di ognuno nel cogliere motivi nuovi e mutare corso ai pensieri, prese ad illustrare il cammino che avrebbero seguito, nominando valli, casolari, abitati, lieta di potersi, come gi nella gita precedente, mostrare guida abile ed esperta.
Il cielo, rifatto estivo, aveva perduto la lustra nitidezza della mattina scorsa. Camminare col caldo sole in viso, trasparente dai rami del bosco ceduo, dava levit al sangue. Giulia ora procedeva dietro ad Oretta, e Paolo, dimenticando il senso di freddo che lidea del distacco gli aveva procurato, viveva nella realt con la gioia che gli era nata anticipandosela, quasi si fosse iniziata per non pi interrompersi quella unione che gli era subito apparsa meglio che necessaria, naturale.
Misurata e serena, Giulia seguiva Oretta godendo la gita. Perch non avrebbero dovuto continuare insieme, cos, senza impacci n complicazioni, senza alterare n forzare con altri eventi il corso della vita?. L egli non saccorgeva di riflettere e meditare per s, di imprestare, nellimpazienza, propositi e impressioni, di chiedere senza offrire. Poich, pur essendo certo di non aver mai nulla da imporre o da limitare ad altri, non immaginava quale adattamento e quali rinuncie potesse comportare laccettazione che egli chiedeva.
Giunti alla maest, mentre Oretta si slanciava sulla dorsale ad ammirare il vallone che si stendeva maestoso al di l, col bianco tracciato della mulattiera asserpolata tra i massi e i pascoli, Paolo volse lo sguardo al rifugio.
 ben qui che s riparato, vero? domand Giulia.
Non sentivo per nulla la solitudine quel giorno, anche in mezzo alluragano. Ora mi parrebbe desolato e mi sentirei sperduto se vi naufragassi nelle stesse circostanze.
Si guardarono.
Possibile?
Ne sono certo.
Oretta li richiam impaziente per nominare monti e depressioni, cascine e villaggi in vista.
Risaliti al di l di quel costone, ci troveremo innanzi a Lanzano. In un paio dore potremmo essere al passo. E si abbandon alla china con le braccia spalancate, saltando, sobbalzando, afferrandosi a rami e ciglioni, ebbra di grida e di velocit. Giulia si sarebbe staccata volontieri per rincorrerla, e Paolo non sarebbe stato meno tentato, se il ricordo della slogatura non lo avesse reso prudente. Fecero eco alle sue grida finch la udirono modulare richiami montanari sulla nota acuta che meglio echeggia da versante a versante, insistente e lontana.
Luomo aveva chiarito pi a se stesso che alla compagna la singolarit del nuovo stato danimo, e camminando non riusciva a liberarsi dallevidenza della inattesa realt, inquieto e turbato ogni tanto cos da osservare senza la confortevole gioia abituale le linee del paesaggio, sino ad alcuni giorni innanzi bastevoli ad appagare il desiderio di distacco cui sabbandonava, avviandosi lungo strade non ancora percorse, per assorbirne intere le visioni.
La risposta aveva condotto Giulia a nuove considerazioni, senza distrarla dalla vista che il cammino offriva, via via che Oretta sinoltrava nel folto duna macchia o riappariva sopra un masso o in una radura, sbracciandosi gaia per attirare lattenzione dei compagni e schiamazzando da monella in vacanza.
Al primo cascinale isolato la raggiunsero mentre sorbiva una scodella di latte, con in giro una piccola trib di mocciosi occupati ad ammirarla.
Dissetatevi, dissetatevi disse, porgendo la ciottola agli amici. Pare labbiano messo in fresco proprio per noi stamane. E niente paura di confessioni patetiche in segreto, caro Paolo. Penso che sarebbero inutili. Non siamo cos complicate noi, vero Giulia? E poi non ci avviamo che dal buon vecchio Dottor Barrini, il quale non se laspetta di certo questa compagnia di affamati per lora di pranzo. Chiss che scompiglio in cucina!... Converr che ci rassegniamo a pranzare alle tre, perch non sar possibile persuaderlo ad imbastire una bella colazione di formaggio fresco, pane e affettato.
Sa che cos, il mio caro viaggiatore, la pianta che cresce in quel cortiletto cintato? Vedr di questi gelosi riquadri presso tutte le nostre cascine, ormai. C da dedurne che debbano godere le pi gelose cure della massaia, che se li fa tracciare sulluscio di casa per vigilarli. Nientaltro che canapa. Qui ognuno ha il suo campicello. Ognuno la sa macerare, pulire, filare e tessere. Stette in casa, fil la canapa, si dovrebbe scrivere sulle lapidi quass, se fosse ancora in uso elogiare lumile lavoro delle donne come lo elogiavano i Romani col proverbiale Domum mansit, lanam fecit.
Non tutte direi che si dedichino oggi soltanto ai lavori che vuol chiamare umili e che chiamerei piuttosto casalinghi e giocondi.
Giocondi, eh? Questa  degna del pi bellaspirante a marito che si possa pescare.
Giulia non partecipava al dialogo se non col suo consueto sorriso incoraggiante, lasciando che Oretta si aprisse a quanto le balenava in mente.
S, proprio un bellaspirante a marito poteva trovar quellaggettivo, anche se, lo sappiamo bene, lei non si rassegnerebbe mai a scegliere una moglie che fosse soltanto tranquilla massaia.
Oretta aveva il sopravvento ed era in vena. Paolo dovette assumere lo stesso atteggiamento di Giulia e subirla, ora minacciandola con gesti infantili, ora tentennando il capo per mostrare che sapeva pure rassegnarsi e subire le sconfitte.
Larrampicata sul costone opposto mut il paesaggio. Le Braie, dietro il monte che le nascondeva, erano l in fondo romite e appartate, e nessuno avrebbe cos a distanza nemmeno potuto sospettarne lesistenza. Paolo fiss a lungo il profilo montano che sera distanziato, prima di aderire allinvito di Oretta, la quale, raggiunto il versante, declamava le ottave della Gerusalemme, parodiandole per annunciare che erano giunti in vista di Lanzano. Una piccola porzione di mondo sarebbe scomparsa, appena iniziata la scesa, chegli voleva fissare nella memoria con tutti gli elementi che la componevano. Era ritornato il giramondo collezionista di nuove visioni e sera finalmente risentito lo stesso che non sapeva mai abbandonare, senza contemplarlo bene, un paesaggio divenuto familiare, e destinato a sparire dallorizzonte per non ricomporsi ai suoi occhi forse mai pi nella realt.
Alle Braie sarebbe realmente tornato come aveva promesso? Non era stata la generica promessa fra persone indifferenti, imbattutesi in cammino e staccatesi al primo incrocio per il divergere delle strade. Egli ora capiva che avrebbe per primo sollecitato una continuit di rapporti e di contatti, sentendo che qualcosa gli sarebbe per sempre mancato se avesse dovuto chiudere la breve pagina del soggiorno montano e relegarla fra quella degli album presto invecchiati, insieme alle labili tracce di altre gi appannate visioni.
Saccorse che Giulia sera fermata a scrutarlo. La ragazza seguiva, con laccordo che pi volte egli aveva avvertito, il corso delle sue sensazioni, perch disse:
Da qui si ha lultima visione delle Braie, per chi se ne allontana.
Essa non se ne sarebbe allontanata, e quindi si trattava solo di una considerazione pacata che non avrebbe alterato il corso prestabilito della sua vacanza estiva. Il tono di sicurezza riport Paolo al breve colloquio della maest, inducendolo a confessare:
Ho nellanima il senso dun gesto inconcluso,
Non certo per mancanza di volont fu pronta a rilevare Giulia e nemmeno per debolezza. Le  stato sempre cos facile concludere nella vita, da provar ora profondo rammarico e malinconia?
No, e credo che lei labbia ben capito. Mi  stato sempre, anzi, estremamente difficile concludere, in qualsiasi campo, cos che mero proposto di non rischiare pi esperimenti che impegnassero direttamente la mia volont. Per abitudine lasciavo ormai alle circostanze, al caso, ogni soluzione. Ma non si lascia al caso e alle circostanze ci che si sente contare in maniera definitiva per la vita.  cosa troppo gelosa e si ha il dovere allora di misurare e vagliare i gesti. Ecco perch, se restano inutili, savverte come un segreto sgomento che abbatte e sfiducia.
Nessun gesto  mai inutile... Giulia non pot continuare, giungeva di corsa Oretta a sospingerla per comunicarle la propria smaniosa impazienza.
Lanzano una seminata di case sparse si stendeva sopra un breve altipiano al di l del torrente che occorreva raggiungere. La condotta forzata duna centrale elettrica rigava il dirupo di fronte. In fondo alla valle saliva la carrozzabile dalla quale giunse il rombo dun autocarro.
La mulattiera, ormai comoda e spaziosa, savviava al ponte che raggiunsero in gruppo; lasciarono poi che Oretta fuggisse per correre ad abbracciare il vecchio Dottore, il quale aveva sempre tante barzellette da raccontarle sul caro nonno appena conosciuto da lei e del quale egli conservava memoria come dun posato e grave gigante dagli occhi dolci, pronto a secondare i bimbi in tutti i loro capricci.
I due amici le tennero dietro indugiando a scoprire insieme la variet delle case che mutavano, cangiandosi da complesse abitazioni contadine a semplici edifici con bottegucce, e Paolo torn a provare la stessa illusione che gli era nata nel vedere il primo giorno apparire Giulia sulla viottola, quasi essa lo avesse finalmente raggiunto per incamminarsi con lui per sempre.
...
Le previsioni di Oretta serano avverate esattamente. Il vecchio Dottor Barrini era sceso in cucina a dirigere di persona il mutamento del pranzo, stimolando i giovani a servirsi intanto di tutto ci che la dispensa forniva e ordinando a Oretta di far gli onori di casa.
Alle quattro ho una visita lontana. Verrete con me; c posto per tutti nella vecchia trabaccola che soffia pi del padrone nelle salite annunci dopo il gran parlare che sera fatto a tavola, dando fondo al meglio che la cucina aveva saputo ammannire. E la comitiva sintrupp sul veicolo che ovunque sarebbe parso antiquato, meno che a Lanzano, dove la gente ignorava i capricci delle mode, fissa, con la mentalit dei montanari, a ci che sempre giova e pi fa comodo.
I bei tempi in cui, filando i suoi sessanta, pareva il demonio della vallata, son passati da un pezzo! Eppure io resto attaccato alla carriola di cui conosco ogni cigolo e con la quale bene o male arrivo sempre. Non ci si sta troppo comodi? Lho rifatta carrozzare cinque anni fa e a dire il vero non ne pu pi. Vettura da allegre bisboccie, lettiga per ammalati gravi; vi  stato partorito a bordo, ma grazie al Cielo non gi alla mia povera esperienza medica nessuno v mai finito sopra, anche se ve nho caricati in agonia. Potete dunque accamparvici senza timore.
Vegeto e loquace il dottore, alla guida, prese strombettando la curva e arranc verso la valle. Oretta gli si era messa al fianco, pronta a scattare e a volgersi agli amici, costretti dagli antiquati cuscini a rimanere semisdraiati, ogni qualvolta appariva un mulino, un palazzo grigio, un nucleo di abitazioni, volendo adempiere il suo compito di cicerone.
Scesero dopo pochi chilometri e lasciato il medico alle sue cure, avanzarono fin dove Oretta sapeva che sarebbe apparsa una cascatella spumosa.
La strada termina lass. Si parla sempre di portarla al valico e di allacciarla con quella che scende a Cordiglio, Dio solo sa per quando i dormiglioni delle faccende pubbliche provvederanno ai lavori. Il nostro dottore era riuscito ad ottenere i terreni gratis dai proprietari e assicurava il compimento dei lavori con la manodopera della valle, che nella stagione morta si sarebbe spontaneamente offerta. Bastava provvedere i materiali e un assistente. Lavete mai visto voi? Cos le due valli vicine per comunicare han da scendere alla pianura. Proprio cos.
Il dottore giunse presto a confermare le insolite informazioni di Oretta. Crollando il capo con indulgenza, fece capire che non era ormai il caso di prendersela.
Si sta cos bene soli, daltronde, nella valle. Chi ci viene a far visita si pu esser certi che ama il paese e sa di trovarvi amici di cuore concluse benevolo. Chiss che invasione e che frastuoni se la strada diventasse dimprovviso unarteria di grande comunicazione. Loro son giovani ed han ragione a non approvare. Ai miei bei tempi ci ho fatto le debite arrabbiature per tirarla su almeno fin dove arriva; ora lascio il compito agli altri e specialmente ai miei nipoti che conservano qualche affetto per la valle, dove, qualche settimana ogni tanto, confessano di trovarsi bene coi compagni di caccia montanari.
I nipoti... gi sono sempre gli stessi. Giovanottoni, da una scappata allaltra. Uomini anzi, e pur sempre ragazzi per col nonno che se li tiene su viziati e fa da paravento nelle scappate. Sai Oretta che ne  di Franco? Sta mettendo giudizio. Medico anche lui..  proprio una tara di famiglia. Ha una condotta quasi in citt e lavora, lavora con impegno. S pi visto dalle tue parti? domand cercando di fissare negli occhi la ragazza, mentre la macchina governava da sola, quasi conoscesse, come i cavalli, la via di casa.
Oretta aveva eluso la risposta volgendosi a Giulia per non essere obbligata a sostenere quello sguardo. Franco... Franco... Lavevano sempre con Franco, cos i suoi come questo nonno indiscreto, pronto a ficcare il naso nelle faccende della giovent, quasi fosse in grado di capir tutti e tutto perch era medico e anziano. Un compagno di giochi, nullaltro. Fin troppo serio, metodico, posato. Faceva carriera. Ebbene, buona fortuna.
Lultima volta ho dovuto trattenerlo io dal salire alle Braie per condurmelo dietro in un consulto. Un caso complesso. Volevo saggiare la sua capacit. S interessato da buon professionista, ma non credo me labbia del tutto perdonata.
Oretta ascoltava. Franco aveva una condotta quasi in citt. Lavorava con impegno. Che altro avrebbe dovuto fare?
I suoi due fratelli non gli somigliano. Uno chiss quando si decider a concludere. Gioca alla laurea come giocasse al lotto. Mi capita su di sorpresa, infila le brache di fustagno e gli scarponi, va a stanare i coetanei dello stesso gusto, e via. Quando tornano, tornano. E lascia a me di spicciarmela con le famiglie che vengono a reclamare perch li svia dal lavoro. Il maggiore, invece, chi lha visto? Ingegnere. Che gusto provi a ficcarsi sotto terra quando  tanto bello lavorare allaria libera e al sole, o che mana lo prenda dandare a scavare dove nessuno ha ancora trovato tanto metallo da fare un chiodo per appendervi il cappello, lui solo lo sa. Come se tesori nascosti ne esistessero in ogni buco e il mondo, cos vecchio, non fosse stato ancora tanto furbo da scoprirli. Per  il suo pallino, la sua vocazione, e che Dio gli conservi tante illusioni da non farlo invecchiare disgustato...
Te lo ricordi Marco? Gi, quando voi giocavate, era intento ai suoi esperimenti. Maveva mutato la rimessa in officina e se non lo avessi vigilato, mavrebbe anche manomesso la macchina per servirsi ora della dinamo ora del magnete, senza poi probabilmente riuscire a ricompormela, come i ragazzi quando smontano vecchi orologi.
Dove s cacciato ora?
Ha scritto che se non gli riuscir limpresa in cui s imbarcato, accetter le proposte duna ditta che lo manderebbe in Brasile. Nel Brasile, dico. Bisogna proprio avere il gusto degli emigranti per adattarsi anche solo allidea di frustrare la propria vita su e gi per il mondo!
Sente, Paolo cosa dice il nonno? Bella questa. Lo sai, caro vecchio sapiente, che lospite che tho portato non fa che frustrarla come tu dici? E ci prova gusto, asser Oretta lasciando capire che non lo disapprovava tanto gusto, che temo gli sembri daver perduto tempo restando qualche giorno alle Braie.
Tirato in ballo. Paolo dovette intervenire per protestare. Erano intanto giunti a casa.
Ora lasciatemi fare il mio giretto disse il dottore. Non  finita la mia giornata. Stasera ne riparleremo.
Non latmosfera delle Braie, bens laria polverosa e chiusa del borgo gravava intorno. Oretta passava dalluna allaltra casa per salutare amiche e conoscenti. And a scovare la maestrina, impigliata nel suo costumino borghese, con la casa linda, i pavimenti tirati a cera, le persiane abbassate, giovanile, se non pi giovane, carica di rimpianti e di sospiri, che, gi avvertita dellarrivo di Oretta e dei forestieri, aveva precauzionalmente preparato un rinfresco, sapendo che la birichina non le avrebbe fatto il torto di mancare la presentazione. Cara, discreta casetta, con pochi libri rilegati nello scaffale lucido e ritratti ovunque del discolo, del suo discolo che stava per dare la scalata alluniversit, lunico suo grande amore giacch lafflizione della rapida vedovanza laveva lasciata tesa e colma di affetti senza altri su cui riversarne la piena.
Oretta e Giulia lusingavano linsegnante, ammirando ora questo o quelloggetto, mentre Paolo ritrovava quel se stesso spettatore, cui piaceva assistere alla proiezione della vita in tutte le sue inesauribili e minute manifestazioni.
Lanzano, con la sua seminata di case, non offriva, come tutti i borghi, spalancate finestre da cui scoprire la sua compressa vita, gelosamente vigilata e quindi piena di sospetti e di sussurri, di dubbi e di incertezze. Le persiane abbassate della maestrina, dalle quali si poteva intravvedere sulla piazza quanto avveniva nel villaggio, non erano che uno dei minimi indizi comuni, ch la discretissima creatura non aveva istituito quel costume, ma lo aveva subto per uniformarsi allambiente.
Al ritorno sullimbrunire trovarono la casa del dottore preparata ad accoglierli, la sola casa che spalancasse vetrate ai quattro punti cardinali: sulla valle, sui monti, sullorto-giardino e sul borgo. Appartata, poteva sfuggire alla curiosit assediante, anche perch il dottore, il buon Duttur, chi non lo conosceva, stimava e amava? Era per tutti uguale e paterno, e per nessuno aveva predilezioni che potessero rendere sospettosa la comune scontrosit.
Vasta come un convento, con file di stanze da poter ospitare i figli e le famiglie dei figli, aperta alla luce e allaria, aveva, affacciato sullorto-giardino, langolo di riposo dove il vecchio era solito pranzare da solo o con gli ospiti, se questi non erano troppo numerosi.
Dunque, il nostro viaggiatore riprese cordiale quasi avesse allora sospeso la conversazione, appena si ritrovarono riuniti a tavola mi ha incantato Oretta, a quanto ho capito, con chiss quante belle frottole avventurose. Non le piaceranno pi, ormai, i miei vecchi racconti e sopporter le logore barzellette, se non proprio con degnazione, con rassegnata indulgenza.
Oretta gli corse addosso fingendosi infuriata:
Qui, guardami bene!
Ora sta a vedere che non potr pi dire ci che penso, nemmeno con quelli di casa. Protesta pure. Non  che un modo per confermare. Giulia, di cui tanto mhai parlato e che finalmente hai indotta a venire, son certo che mi d ragione, anche se preferisce tacere. Lo so che cosa mi combinate voi due e non temo per nulla la bella reputazione della tua amica. Oserei dirle ci che penso, se la sentissi pi pericolosa nei tuoi riguardi di quel che tu non sia per lei, ma per certi nervetti irrequieti chio conosco, so bene che genere di solletico siano gli inviti a irradiarsi con la fantasia fuori del mondo abituale.
Anchio navigo, anchio viaggio, da sempre. E a volte anche il solo partire con la carriola per raggiungere un ammalato, il cui caso minquieta,  per me intraprendere una crociera verso lignoto. Tutto sta a saper vedere il mondo sempre nuovo e sempre diverso, cogliendolo nei suoi quotidiani mutamenti. Ci si accorge allora che non mette conto nemmeno duscir di casa per vivere nel regno del favoloso, per raggiungere continenti senza confini e spaziare anche al di l di oceani inesplorati.
La giovent, lo so bene, non sa n pu contentarsi di queste migrazioni. Se ne apprende il segreto e se ne conosce il valore adeguando lentamente le proprie aspirazioni alla realt e imparando a tramutarla, accettando con impegno ci che la vita offre ed impone, sino a sfuggirne le limitazioni per quella via traversa che impariamo a praticare e a conoscere noi soli e che lentamente ci conduce proprio dove volevamo giungere e quando meno contavamo di pervenirvi.
Parole, parole per camuffare a volte, chiss, se non proprio la sconfitta, la rassegnazione, penserete voi giovani. I vecchi diventano saggi per forza, vuol dirmi Oretta:  lunica virt che loro rimane.
Quando vi pervengono insinu maliziosa la ragazza.
Sintende che di testardi e baggiani son pieni gli ospedali e gli ospizi. Non vorrai gi che io consideri un merito linvecchiare, se di passo in passo, lasciando quel che s forzati ad abbandonare, nulla si coglie e si serba per non giungere alla meta spogli e immiseriti.
Si levarono dopo qualche tempo, saziati di succolenti leccornie casalinghe, per spargersi nella bella sala. Il dottore aveva il mestolo ed era naturale lasciarglielo. Ognuno anzi godeva a sentirlo riprendere gli argomenti preferiti, con bonaria ironia talvolta, con affettuosit sempre.
Giulia e Paolo serano avvicinati allo scaffale che da qualche tempo li attirava, cominciando confidenzialmente a tirar gi libri e libroni i cui dorsi, i frontespizi e le pagine serbavano evidenti tracce di consultazioni e letture. Il dottore semisteso nella sua poltrona, li seguiva con occhi ridenti pronto ad appigliarsi a ogni pretesto per continuare sul suo tema. Vigilava Oretta, ne scrutava i gesti e le reazioni, tentando di indovinarne i pensieri, leggermente contrariato di non sentirla come al solito soltanto spensierata monella.
Me la sciupano questa figliola diceva il suo sguardo. O piuttosto si sciupa da s, correndo volontariamente incontro a chiss quali fantasie. Se Franco fosse un po meno intento al suo lavoro! Dio mio come sono eccessivi i giovani doggi. E quando pensano a sposarsi? Quando avevo let di quel ciondolone pens guardando Paolo i miei figli cominciavano i primi innamoramenti.
Qualcosa dei suoi pensieri trapelava nelle parole con le quali il vecchio si indirizzava ora alluno ora allaltro, lasciando che frugassero da padroni ovunque la curiosit li attirava.
Volta lattenzione alla libreria, osserv Se frugate bene troverete una certa collezione antica, quasi al completo. Vi fu un tempo e allora lavoravo con limpegno di Franco che, parendomi nemico, se non proprio tutto il mondo, gran parte del genere umano, pensai anchio seriamente di far fagotto come il mio irrequieto ingegnere. Per fortuna cerano gi i figli, cera la casa e cera poi quella seconda moglie dalla quale non si divorzia tra noi cos facilmente come dalla prima, cio la condotta, dove, venendo qui, avevo dovuto rifare tutto e dove riuscivo faticosamente ad assestarmi. Avevo allora un solo amico, il nonno di Oretta, ma cos lontano, che mi pareva se non proprio perduto, disperso.
Erano tempi meno facili, di diligenze e ancora di velieri. Tempi per in cui meglio di oggi si poteva favoleggiare di lontane fortune, e a masse talvolta gli illusi si precipitavano al primo richiamo, per sparire il pi delle volte senza far ritorno n lasciar traccia. Divorato dalle mie insoddisfazioni, non ancora in grado di capir bene il prossimo e quindi sospinto ad urtare contro le difficolt, isolato e sperso parendomi di non poter trovare veri contatti umani se non presso le persone colte e gli appassionati studiosi che avevo dovuto lasciare in citt, scopersi finalmente come riposare dalle mie accanite ricerche mediche e come staccarmi dal grigiore che mi assediava, partendo alla ricerca delle et scomparse. Proprio cos. L non mi sarei trovato in compagnia della consueta umanit che ancora non avevo imparato ad amare, ed avrei appagato il bruciante desiderio di migrare e di avere una maggiore porzione di mondo sotto il mio sguardo.
Mi diedi a leggere e a ricercare solo gli antichi autori e presi a vivere al di l dellera nostra, quando, tuttaltro che infantile, lumanit batteva vie maestre lungo le quali non sarebbe mai stato possibile sperdersi. Ve la figurate una mente intenta alle quotidiane ricerche di farmachi per combattere mali vecchi e nuovi, la quale ogni tanto abbassa il sipario sullo scenario giornaliero e apre una finestra segreta per contemplare paesaggi perduti, annebbiati e dimenticati, intenta a scoprirne le occulte meraviglie? Fu quella una severa esperienza, e cominciai ad apprendere anche molti segreti di mali antichi ereditati e ingigantiti, per guarire i quali di solito non giovano le nostre comuni ricette. Soprattutto rinvenni la lucente vena della bont divenuta fiumana e oceano in Cristo, entro la quale dovranno bene un giorno convogliarsi tutti gli uomini, nonostante le ferocie ferine e i ritorni demoniaci, nativamente tesi a raggiungere la purezza e la perfezione.
Illusioni di vegliardo, vero Oretta? II tuo nonno aggiunto devessere proprio sullorlo, se si abbandona a queste illusioni. Invece  percorrendo passo passo il cammino degli uomini, seguendone i travagli e le lotte, che ho scoperto come, tenace e sostanziale oltre che benefica, la vena che aveva placato i miei giovanili corrucci e mi aveva conciliato persino con la gretta pitoccheria dei pi incalliti ciurmatori, si schiarisse netta e ristoratrice ovunque volgessi lo sguardo nei mondi che non mi stancai pi di percorrere. Nei poeti persiani, cinesi e indiani, non meno che negli illuminati spiriti della Grecia, m stato facile percepire la fonte comune, la sorgente che nessun cataclisma inaridisce, ed ecco perch, avviato nei regni cimmer, ho finalmente sopita la gran brama di correre e vedere, presentendo che mi sarei piuttosto disperso che appagato quando di necessit avessi dovuto far sosta.
Chiss come primitive e barbariche troveresti le popolazioni dellAfrica, dellOceania e delle Americhe, se realmente ti spingessi a osservarle ard Oretta impertinente.
A giudicare dai testi della collezione, vedo che ben vario  stato il suo cammino e sempre aderente al flusso dei popoli e alla loro evoluzione osserv Paolo, vivamente interessato da quellesperienza profonda che scandagliava oltre la superficie di cui egli sera sovente appagato.
A misura che si avanza, specie se si risale dal fondo dun pozzo, la luce cresce, e con essa si dilata lorizzonte, arretrano i limiti e si moltiplicano le attrattive nel cerchio sempre pi vasto che viene a illuminare la scena. Occorre allora non smarrirsi dietro ci che  pi vistoso, pi vicino, o che maggiormente abbaglia. Talora conviene anzi inforcare occhiali neri per procedere pi sicuri. Han cos pi risalto le ombre, dietro le quali non sempre si cela il nulla o il deteriore.
Sicch si  saggi se...
Zitta. So dove vorresti avviarti. Nessuno ci vieta di cedere alle curiosit immediate, a patto di non disperderci passando da un abbaglio allaltro via via che si scopra illusorio ci che ci ha attirato.
Si direbbe che lei, dottore, non abbia quasi nemmeno esperimentata la delusione di ci che  effimero e vano intervenne Giulia. Anche avanzando o risalendo, come lei dice, alla superficie del pozzo, quanto dire ritornando dalle sue migrazioni, al seguito della sopravvivente umanit, al presente, ha proceduto senza esitazioni n incertezze e...
Il vecchio rise di cuore, interrompendola, poi tratta fuori da uno stipetto che aveva a portata di mano una bottiglia, prepar i bicchierini e serv egli stesso.
Questo piace anche alle donne, e poi, se lo consiglia il medico, potete gradirlo. Nessuna delusione! S fatto tardi discorrendo con la giovent, e domani devo levarmi per tempo. A proposito, lei vuole ripartire assolutamente, dunque? Non c proprio modo di continuare almeno per unaltra sera le nostre conversazioni? Badi allora che la corriera parte alle otto, e io non potr trattenermi a salutarla.
Lha detta grossa cara figliola. continu il dottore volto a Giulia. Lei, sintende che rester qui con Oretta fino a quando non le lascer libere io. Dica un poco al signor Paolo, al nostro viaggiatore, da che cosa hanno origine certi orientamenti, certe determinazioni, certe, s, chiamiamole magari smanie, di migrare oltre la modesta realt quotidiana, quando non  possibile come ha fatto lui e lui beato spendersi anche fisicamente fuori dal nostro piccolo mondo.
Non ti credo, non ti credo! grid Oretta minacciando con la sua vivace aggressivit il vecchio, lieto di schernirsi.
Forse hai ragione dicevano i suoi occhi sereni, mentre si svincolava dallabbraccio della fanciulla, augurando a tutti la buona notte.
...
Paolo si dest sentendo gli scoppi della carriola che aveva preso a ronfare e a starnutire prima di avviarsi. Come aperse la finestra, sal dal basso un denso aroma di fieno. Lo aspir a lungo osservando la macchina con la quale il cortese ospite sallontanava, per nulla stanco di continuare la sua vecchia fatica, al punto daver rinunciato a ritirarsi non sapendosi decidere allozio dopo tanta operosit. Un bellesemplare umano. Peccato fosse cos sperduto fra i monti, da non poterlo raggiungere se non a patto di molte complicate deviazioni. Paolo avrebbe ripensato a lungo a quella serata, degno epilogo della sosta alle Braie, giunta per farlo riflettere e imporgli di dare alla vita lattesa sterzata.
Giulia era gi pronta quando egli scese. Aveva da fargli sentire che non era stato inutile neppure per lei quellincontro, dal quale si riprometteva per solo un estensivo sviluppo di quelle ricerche che ancora la turbavano e in fondo alle quali, no, non voleva neppure lei, come Oretta, trovare la delusione.
Il nostro dottore, ancora un po che avesse continuato, ci avrebbe convertiti tutti dichiar.
Per concludere poi che non metteva conto badargli, nevvero?  un uomo veramente saggio, e quindi si guarderebbe dal supporre che lesperienza altrui possa servir da guida a qualcuno. Le invidio un pi lungo soggiorno in questa casa, come il ritorno alle Braie, e mi lasci ripetere che ho smarrito la mia comoda indifferenza di solitario di deluso direbbe il dottore dacch ci siamo incontrati. Ora non mi sar facile proseguire con la pacata tranquillit che gi mi pareva cos raggiunta, cos stabile. Perch  con lei che ormai dovrei avviarmi, e vorrei dire che mi stupisce come lei non provi lo stesso freddo a restar sola, se ci non potesse apparire presuntuoso.
Presto. Le mie vacanze sono pi lunghe delle sue. Il mio lavoro comincia verso la fine dottobre. C dunque tempo per rivedere gli amici, nevvero? Intanto sono certa che, ritrovandoci, non avremo pi bisogno di ritornare sullargomento che ora langustia. Ciascuno, e specialmente lei, sentir che si pu continuare a procedere come prima, con in meglio una pi sicura amicizia su cui contare e alla quale magari ogni tanto ricorrere per confortarci.
Era sicura di se stessa, e quando giunse Oretta e savviarono alla corriera, Paolo comprese che nulla egli avrebbe potuto aggiungere e raggiungere.
Oretta lo minacci col dito quando la macchina savviava, avvicinandosi al finestrino e fissandolo coi suoi occhi penetranti.
Ricordi che le Braie non sono un porto e non vanno considerate uno scalo. Mi sono espressa bene? E mi saluti il mare. Giulia li stava a guardare sorridente, levando la mano a salutarlo come si saluta uno che si lascia con la certezza di ritrovarlo presto, almeno cos parve a Paolo che rimase affacciato finch la macchina gir alla svolta.
Soffriva alla vista un disteso digradare di poggi verdi cosparsi di case aggruppate ora sui greppi ora lungo lo stradale. I monti non erano pi visibili se non si sporgeva il capo. Le propaggini lentamente sabbassavano in sistemi di colline mareggianti verso la valle che tendeva a spalancarsi. Paolo sforz lo sguardo a ricercare nel mutevole paesaggio collinoso motivi atti a fissarlo nella memoria, nello sforzo cosciente di uscire da un disagio che sera impadronito di lui e gli vietava di ritrovare la leggerezza consueta, quella che trasformava le sue escursioni in divagazioni ricreative.
Qualcosa era scattato dentro, avvertendolo che un mutamento decisivo era avvenuto. Scatto atteso e paventato, necessario, in una natura come la sua, per determinare sia un arresto che una trasformazione, al quale bisognava aderire ormai con lo slancio iniziale, essendosi prodotto nellora in cui egli poteva finalmente dargli ascolto, fuori dal gorgo che lo aveva travolto sino allora, e vagliarlo nella sua portata.
Avrebbe respinto un invito giunto fuori tempo quando troppe soluzioni sarebbero rimaste sospese, o in una complessa atmosfera ove gli fosse riuscito difficile chiarirsi; non poteva trascurare questo, obbedendo al quale con la spontaneit con cui gli si era rivelato, egli sentiva di essere nel vero.
La macchina ora rallentava, investita dal suo stesso polverone, ora filava inclinandosi nelle continue curve cos da comprimere or da un lato or dallaltro i passeggeri e da costringere alcuni a equilibrarsi in piedi tra i fortunati che avevano potuto sedersi. Malagevole era seguir lo scorrere del paesaggio, ma n il vario sviluppo di questo n la turba dei contadini che lo bloccavano al suo posto, riuscivano ad interessare Paolo, essendo il suo pensiero involto in ricerche e sospeso a soluzioni che non gli era dato chiarire.
Alla partenza il suo itinerario prevedeva diversioni casuali, come di consueto, diversioni che gli avrebbero consentito scoperte impensate e acquisti impreveduti, soste e ripiegamenti capricciosi sulla labile traccia duna leggenda montanara, sul richiamo dun antico borgo in ruina, di unardita opera dingegneria o magari del semplice occhieggiare dun campanile; al di l duna balza aprica. Il dono di non sapersi annoiare lo assisteva rendendo ricche le sue escursioni; ed ora non gli riusciva nemmeno di considerare la variet dei compagni di viaggio, coi quali altre volte avrebbe, con immediato contatto, intrapreso scambi di informazioni e di impressioni.
Giulia, rimasta lontana dalla corriera a salutare come si saluta allangolo di strada il collega o lamico col quale si riprender domani labituale contatto, ritta e sorridente, calma e misurata nei gesti, sicura e tranquilla come laveva vista giungere alle Braie, occupava il suo pensiero interamente. Averla al fianco, scambiare con lei qualche parola ogni tanto, qualche sguardo, per rinsaldare laccordo e lintesa. Ma sera costituito questo accordo? Sera affermata questa intesa? Per una qualche escursione in comune, per giungere a immaginose scoperte, per trascorrere ogni tanto una lieta serata: nullaltro. Ed era troppo poco, cos poco che, temendo di ricadere negli smarrimenti giovanili dai quali credeva fermamente dessersi liberato, Paolo si forz a guardarsi intorno e a conversare coi vicini, per riprendere quella padronanza di s senza la quale il viaggio sarebbe stato tormentoso.
La macchina impieg tre ore per giungere in citt, una citt della pianura affogata nellafa, che lo riport dimprovviso alla stagione dimenticata nella leggera frescura delle Braie. Densa e polverosa laria, opaca di vaporazioni la luce. Bighellon a caso. La frutta nelle vetrine era irta di pelugine, arsita. Ripens alla pruina sulle ciliegie offerte da Angiolla. Una ventata di primavera, il ricordo di quel canestro e della serenit della giovane mamma allacciata alla sua bimba.
Ricord di essere giunto per la prima volta in quella citt per vedere unantica chiesa col suo bel campanile, vaste tele tumultuanti di vita e di colori, palazzi e rarit del minuscolo museo. Per giungervi aveva dovuto compiere prodigi, poich disponeva di due soli giorni e di che pagare appena il viaggio. Mangiando una volta al giorno pane e cacio e dissetandosi alle fontanelle, vera pur riuscito. E nera tornato con un sempre pi bruciante desiderio di spingersi lontano, avendo scorto nel museo rarit dellEstremo Oriente che avevano agitato a distesa tutte le sopite sonagliere della sua fantasia, allora costretta ad appagarsi di segrete aspirazioni.
Lantica chiesa e il fedele campanile rinnovarono il suo stupore giovanile. Ma ora qualcosa lo lasciava inappagato e insoddisfatto. Con Giulia sarebbe stata unemozione nuova, ch ormai, solo scambiando con lei sguardi ed intese, avrebbe potuto riscoprire e gustare la bellezza. Si avvi alla stazione e ripart col primo treno.
Si trov a notte inoltrata, dopo tediose soste per cambio di treni, fra sudati viaggiatori, nella sua cittadina. Il brillo delle stelle alla brezza marina nett dai polmoni lafa, e la pesantezza di membra scomparve assaporando afrore daria salsa. Prima davviarsi a casa gir per la marina dove le palme ondulavano alla brezza. Ud voci di marinai tornati da salpare le reti. Sinform sulla pesca, tornato rivierasco, e coricandosi silluse di aver lasciato, come al solito, dietro di s il mondo percorso nei giorni passati solo per contemplarne laspetto, ritrovando composto e intatto ogni segno familiare della sua vita di solitario.
Savvide invece di giorno in giorno, e proprio l dove nessuno sera neppure accorto del suo breve distacco, come la solitudine, un tempo gradita, si facesse ora vuota e greve. Lestate permaneva sulle assolate spiagge; manteneva colme di forestieri le stradette odoranti di pesce; animati gli amici per le molteplici compagnie che se lo disputavano nei caff. A lui non riusciva pi agevole e naturale svincolarsi dai crocchi, rappreso col pensiero in una immagine che immalinconiva le serate, quando, sentendone vieppi la mancanza, misurava quale aridit fosse alla base della sua vita senza sviluppo, arrestata a un legittimo compiacimento dei risultati raggiunti, ma poi fermatasi in una attesa che non aveva esito.
Sincrociarono le lettere fra la montagna e il litorale. Quelle di Paolo a Giulia contenevano inespressa una invocazione continua, involta nellimprovvisa malinconia che era penetrata nelluomo e ne turbava la serenit. Quelle di Giulia parevano piuttosto echeggiare pacatamente le liriche note di Oretta, affannata a descrivere corse nei boschi, escursioni in regni immaginari, inventati dalla sua bramosa di distacchi, scampagnate in luoghi che da lei ricevevano il battesimo, e partite per funghi e per mirtilli verso una terra promessa che era sempre la tenuta delle Braie, popolata per virt della sua fantasia di giardini e di meraviglie.
Quando scenderemo e sar ormai fra qualche giorno dovr mantenere la promessa di farmi davvero conoscere il mare scrisse Giulia finalmente. E limpazienza cominci ad agitare Paolo, intento a scoprire in ogni scritto indizi dun nascente accordo che aderisse a quanto egli aveva palesato senza reticenze alla fanciulla. Oretta, a sua volta, in gara con lamica, affermava che avrebbe voluto navigare, approdare con lui su isole sconosciute, ora giocando con la sua abituale impertinenza, ora tradendo unacuta bramosa. Esultava essa per esser riuscita nel suo intento, di legare cio il girellone alla riva, anzi, alla cima delle Braie, imponendogli intanto di portare il carico dellamicizia col sopportare lobbligo duna corrispondenza che non si facesse troppe illusioni non avrebbe tanto presto esauriti gli argomenti, destinati a mantenerla assidua ed esigente.
Solo allorch Giulia precis il desiderio di capitare sulla costa e comunic una data approssimativa, Paolo pens seriamente al modo di non deludere la ragazza. DellArcipelago Tirreno egli conosceva tutte le isole, essendovi approdato sin dallinfanzia coi velieri che le univano alla sua riviera nativa. Si sarebbe ridotto un freddo cicerone, non avendo di suo emozioni nuove da suscitare. LElba avrebbe offerto recessi maliosi, golfi ampi e deserti, distesi valloni spopolati, vette splendenti di graniti e orridi dirupi. Ripens a Portolongone che, senza il cupo penitenziario, meriterebbe, col suo snodarsi di vezzose baie, il nome di Porto Azzurro, per convenire chegli ben poco avrebbevi colto per s, avendo nei suoi giovani anni trascorso in ogni calanca almeno una notte in coperta in attesa che i marinai compissero il carico.
Tutte veramente le aveva raggiunte le isole tirrene? E Giglio rupestre e incoronata sulla vetta dai merli duna antica cinta murata? Osservata dalla costa, ammirata soltanto passando nel canale in vista dellArgentario. Acuto sorse in lui il desiderio di raggiungere lisoletta, e stimolando Giulia ad affrettarsi, per la prima volta smise il tono di malinconico rammarico per far sentire comegli stesso fosse teso verso un nuovo approdo, con limpazienza di chi si ripromette inusitate scoperte.
Concertarono di trovarsi a mezza strada per avviarsi insieme ad Orbetello. Lincontro avvenne in una stazione toscana e fece rimanere interdetto Paolo al vedersi correre incontro Oretta prima ancora di scorgere Giulia nel suo semplice abito da viaggio. Aveva sperato intensamente che la signora Luisa si opponesse a lasciar partire la ragazza. Solo con Giulia egli sera infervorato nel progetto, solo con lei sera inteso, eludendo ogni insistenza di Oretta a costo di addolorarla e di provocare le pi acerbe proteste. Invece la solidariet fra le due amiche non sera smentita, e ora occorreva non gi abbandonarsi a quellintenso piacere che gli aveva fatto vivere ore felici nellattesa, ma ritornare il bighellone delle Braie, il quale sindustria di restituire con cortesia lospitalit ricevuta.
Se fosse venuta sola! riusc appena a mormorare mentre Oretta sera allontanata a comprar frutta e giornali.
Avrebbe escluso Oretta? Dopo averla stregata con gli incantesimi del mare? Non spettava proprio a me disingannarla. S impadronita di noi due nella stessa misura...
Dovettero mutar discorso e non fu pi possibile riprenderlo. Giunse il treno. Giulia e Oretta, in piedi nel corridoio pretesero subito molte, troppe delucidazioni, indicando questo o quel borgo, per consentirgli di occuparsi dei suoi pensieri.
Il mare... il mare... Nel transito veloce, intravveduto ogni tanto, il mare moltiplic gli esclamativi di Oretta, i cui occhi brillanti parevano ora riflettere, felici, appunto la lucentezza delle acque azzurre nella calma della bonaccia.
Lo sguardo di Giulia, divertita e compiaciuta anche dallo spettacolo di quella felicit, pareva dire: Sarebbe stato mai possibile negarle questa gioia?. Da troppo tempo sera stabilita laffettuosa intesa che le alleava per la vita e che di sommo conforto era stata proprio a lei in ore che non avrebbe mai potuto dimenticare. Paolo doveva capire, e Paolo invece la sbirciava ogni tanto con intenso rimprovero negli occhi, come un ragazzo cui  stato mutato in noioso dovere un lieto gioco atteso e promesso.
Nellassolata campagna, Tarquinia spunt alta sulla collina. Paolo parl delle tombe etrusche, interrogato da Giulia che aveva gi attraversata la regione, e Oretta ne pretese una minuta descrizione ricordando le riproduzioni delle rosse pitture scoperte in superbe tavole nella biblioteca del dottor Barrini.
Quei danzatori... che grazia! Come tutto deve essere apparso leggero e sereno, dolce e armonioso nellet dei lucumoni.
Oretta, sempre Oretta, pareva bere e assorbire la poesia delle cose, trasformandole e interpretandole secondo la sua epidermica sensibilit, Giulia preferiva guardare paga, e godere muta le visioni che si susseguivano rapide.
A Orbetello le luci brunite dello stagno abbagliarono i tre amici. La citt anadimene, silenziosa e romita come una ninfea alla superficie dun lago, pareva galleggiasse immota e assorta nella contemplazione del meriggio.
Non  il mare, non  ancora il mare questo, vero, Paolo? proruppe Oretta affacciata a un muricciolo a guardare le rare barche degli anguillari punteggianti il vasto specchio deserto.
Fissate le camere allalbergo, decisero di avviarsi a Porto Ercole, a piedi, poich Paolo si riprometteva di osservare lArgentario col suo convento e di giungere allantico porticciolo in tempo per assistere alla partenza delle paranze.
Sbucati nella solitaria baia circondata da antichi fortini rugginosi, Oretta guard abbacinata il susseguirsi delle onde e la danza dei riflessi che il tramonto gettava sulle marezzature seriche della distesa azzurra cangiante in turchino. Lo stupore la trattenne estatica.
Andiamo, vorrei toccarlo e presi per mano gli amici, si avvicin alla battigia. Si scalz col rapido gesto di monella montanara e cammin a piedi nudi nel placido frangente, sempre tenendo per mano Giulia e Paolo, timorosa dinoltrarsi verso chiss quale conturbante mistero.
 una carezza che ignoravo! esclam, avanzando adagio per compiere il contatto religiosamente, e continu per un tratto il cammino da sola.
I due rimasti erano assorti nelle barche che facevano vela e piegavano dietro la punta, attratti dal comune richiamo del largo verso cui si avviavano le paranze mentre il giorno lentamente si spegneva.
Paolo si riscosse quando ogni natante sparve e qualche luce nel villaggio marino cominci a inviare riverberi dalle finestre affacciate sopra la baia. Una pescivendola indic loro la sola trattoria, in alto, dove avrebbero potuto consumare il pasto.
Quanta acqua! esclam Oretta con lo sguardo smarrito sulla vastit, ed ebbe un leggero brivido quasi nascesse in lei lo sgomento dei naufraghi sperduti dopo la tempesta.
Giulia e Paolo discorrevano calmi. La loro giovane amica guardava ogni tanto, ipnotizzata, il mare che spariva assorbito dalla notte lasciando solo lo sciacquio ritmico della risacca a rivelare la sua presenza.
Ritornarono a Orbetello guidati dalla luce dun ronchetto lunare sospeso sullArgentario. Il monte, ombra grave e assonnata, riscosse Oretta, le ridiede la sicurezza della terra ferma, le restitu la gaiezza di espressione e la vivacit del passo che si erano spente nella sosta a Porto Ercole.
Imboccato lo stradale a pontile che conduce in citt, la ragazza tenne il centro della strada quasi la vasta estensione lagunare, molle e cupa, suscitasse repulsione nel suo spirito. Se ne avvide Giulia e le cinse con un braccio la vita come a rassicurarla.
Non vedi che siamo sopra una strada comune?
Ma lacqua ci circonda.
Vi sono case, v una citt nel mezzo... Che temi?
Scherzando, Paolo le prov come ogni timore fosse assurdo, senza riuscire del tutto a ridare alla fanciulla la piena sicurezza. necessaria ad ammirare e godere la bellezza della notte marina. Solo le semibuie stradette e le case cinerine e grigie, polverose e solide, ridiedero a Oretta il passo franco. Circondata da pareti sicure, come entro una trincea, la montanara, che non sera mai trovata innanzi al mare n aveva mai sentito il notturno sciacquio delle acque tanto dissimile dalle voci a lei note e familiari, vinse lapprensione e riusc a dominare il suo segreto sgomento. Preg nondimeno Giulia di lasciar socchiuso luscio della stanzetta che comunicava con la sua, avendo bisogno di sentirsi in compagnia, poich le pareva dessersi sperduta in un mondo che sopraffaceva la sua terragna sensibilit.
Svegliatasi il mattino nellaccecante luce dei riverberi acquei sent sciolta ogni apprensione e fu svelta a sollecitare lamica e a correre a bussare alla camera di Paolo, accusandolo di pigrizia. Sul trenino che li conduceva a Porto S. Stefano fu la pazzerella di sempre, tranquillizzando gli amici turbati per linattesa reazione della sera innanzi.
Oh, dovr ben conoscerlo e amarlo anchio il mare! proruppe leggendo nel pensiero dei compagni e sorridendo per farsi perdonare. Sar forte. Non  poi lavventura di Chita questa mia.
Per lei ogni situazione, ogni personaggio dei racconti strappati a Paolo alle Braie, erano divenuti elementi di esperienza diretta; e poneva ogni attenzione a controllare su di s moti e impulsi, trasferendosi nel reame delle ascoltate vicende, per tesoreggiare in una atmosfera favolosa gli acquisti personali che le avessero consentito di ricostruire in s e per s un proprio mirabile romanzo. Paolo e Giulia ne erano cos consapevoli, che, scordando un poco le attrazioni invitanti i loro sensi a godere della bella escursione, vigilavano in comune sulla ragazza, pronti ad assisterla e a sorreggerla.
Il maestoso golfo di Porto S. Stefano saperse innanzi alla banchina che tosto raggiunsero per salire sul vaporetto. Tutto sapeva di sale intorno, nelle strade e nelle piazzette. Gli abiti dei passanti ne erano saturi; la pelle dei vecchi, scagliosa, biancheggiava di macchioline, quasi il sale affiorasse dal loro sangue per dissecarsi al sole. Le vecchie case, i selciati vivevano dello stesso impasto. Anche le pietre sulle colline e le piante dei brevi orti che tentavano un campagnolo ornamento a tergo del porto, erano intrise del medesimo elemento. Pescatori e marinai, pescaiole e rammendatrici, ovunque. Non aveva altra popolazione il porto fitto di minuscoli natanti, ingombro di flottiglie, animato dallansimare dei vaporetti. Paolo godeva per s la sapida scoperta, bevendo laria marina, e Giulia non sapeva staccare lo sguardo dallinsieme, intenta a cogliere, ovunque volgesse lo sguardo, aspetti duna pittoricit felice perch genuina e spontanea in ogni particolare.
Ma Oretta era ritornata confusa e perplessa. Le sarebbe forse occorso un pi lento transito, un pi prolungato e metodico contatto. Le sfuggiva dellanimato quadro ogni piano. Sentiva mutata laria, percepiva un senso di disagio che, a bordo, la vastit del golfo accrebbe, non avendo essa ove posare lo sguardo al di l della sua superficie, quasi non fosse il mare, di per s radura, pascolo, selva, boscaglia, vetta e dirupo con la scomposizione che la fantasia consente a chi ne conosce ogni segreto. Uniforme e illimitato era per lei, troppo uniforme, troppo illimitato perch lanimo suo vi aderisse con immediatezza. Perch lavevano tenuta tanto lontana dal mare sino a lasciarle loscuro sgomento che esso genera negli inesperti proprio a causa dellet in cui silludeva di poterlo godere interamente?
A bordo rimaneva affacciata costantemente verso il digradare dellArgentario, per vincere lo stordimento che lopprimeva. Abbandonata la banchina, lasciata la costa, Oretta sent mutare lo stordimento in lieve capogiro, in subdola angoscia. Il movimento del vaporetto al vento del canale saccentu, e fu necessario assisterla, trattenendola al centro della nave, ammutolita e oppressa.
Il Giglio ingrand presto e il vaporetto non tard a sostare innanzi a un minuscolo approdo, tosto circondato di lance accorse a prelevare merci e passeggeri. La ragazza, fra gli amici, scese senza ben vedere dove e come si avviasse, mortificata e smarrita.
Rieccoci in montagna. Adesso su! Buone gambe! Sha da dare la scalata alla vetta. Niente carrettabile. Prendiamo per la vecchia mulattiera. Vogliamo fare una gara? Ora non ho pi il piede semianchilosato. Oretta, avanti!
Oretta si riscosse. La solidit del terreno su cui finalmente posava il piede la rianim. Sorrise e arross. Sent linvito come un amichevole stimolo e laccolse. Bruciata e ossuta la ripa, da cui emergeva ad ogni passo lo scoglio vivo, era cosparsa di cespugli riarsi. Lentischi e pinastri avevano un verde spento che sapeva di stentati umori. Cespugli nani, avresti detto di ulivi inselvatichiti, accestivano fra i massi, con le foglie accartocciate e biancastre per la siccit, quasi il sale ovunque si fosse rappreso e stratificato.
Paolo viveva nella luminosa aridit delle isole elleniche. Giglio gli appariva quale una rivelazione fra le isole dellArcipelago Tirrenico. Non si sarebbe stupito di scorgere in un anfratto una Venere bianca e pura come le consorelle degli antichi santuari egei. Giulia, avanti sempre qualche passo, sera sporta dal primo ciglione a contemplare le trine di spuma fra i recessi scogliosi. Il mare vivo e inquieto lambiva le rocce, un mare di cobalto che pareva ogni tanto levare tenui spruzzi a inazzurrare il cielo.
Oretta, guarda il bagno delle sirene! esclam, chiamando la ragazza e scuotendola dal suo stordimento. Una calanchetta circuita da una frana di macigni si scorgeva in basso, quale gli illustratori delle favole avrebbero potuto scegliere appunto per annidarvi le sirene.
Oh, s, una vasca spumosa e turchina per le sirene. Ma perch sono ancora cos intontita?
Non  nulla. Arranca per la salita. Passa subito, vedrai che passa.
E Giulia ebbe ragione, perch, vinta lincertezza del piede, si dissip in Oretta quel senso di barcollamento che la stordiva, e la fanciulla si risent agile e snella nella sua abituale attitudine di scalatrice. Paolo seguiva Giulia a cui la panica solarit dellisola dava lucentezza di sguardo e di parole, facendola aderire allo scenario mosso e splendente come una piccola regina grata dei messaggi-dono che le giungevano dalla terra, dallaria, dalla luce. Cos gli piaceva osservarla e sentirla, ed avrebbe voluto trattenerla accanto a s a lungo per farle intendere il richiamo che lo aveva ispirato nella sua proposta. Stava per ripeterglielo, allorch Oretta si volse a chiamarli.
Un capraio avvolto in ruvidi cenci, barbuto e oscuro, con un cappellaccio a larghe tese, usciva dal sentiero sassoso con le sue bestie. Arrestatosi sul ciglio della strada salut i forestieri. Aveva a tracolla un bariletto-borraccia a minute doghe concentriche e lo porse cortesemente a Paolo.
Vogliono dissetarsi?
Vino? domand Paolo, avvicinandosi. Stappato il bariletto, si diffuse infatti intorno un odor di vino resinoso che, misto al profumo di ragia, addens gli aromi della terra. Grazie disse Paolo lasciando comprendere che gli era gradita lofferta ma  bevanda pomeridiana per noi.
A mano a mano che salivano, pi ampio sapriva lo scenario delle scogliere. Su una piazzuola scopersero un gigantesco gelso, contorto e tenacemente radicato ai ronchioni, come una vecchia quercia nodosa.
Tre pastorelli annidati tra i rami si sporsero furtivi come furetti a guardare i forestieri. Fu Oretta a scorgerli e a sostare. Dalla bocca arrossata dei monelli essa cap cosa stavano mangiando e si ritrov loro pari fra i roveti delle more. Sintesero in un baleno, e i ragazzi cominciarono a far diluviare una pioggia di frutti morati che i tre divorarono di gusto.
Come li chiamate questi frutti?
Gerse rispose il pi ardito. Avevano il sapore dolce-asprigno della terra e una densit di succhi che pareva assorbita dallaria. Allombra dellalbero, sporgendo le gambe sullanfratto, fecero sosta, continuando a ricevere gerse dai monelli, che a gara spogliavano la pianta dondolandosi sul vuoto, appesi ai rami come scoiattoli. Sotto di loro la costa stendeva i suoi dirupi, qua e l frananti sul mare. Scorsero una nave in transito sullArgentario. Vele di pescatori punteggiavano la superficie azzurra. La solitudine delle scogliere, animata dagli spumeggianti sciacquii, nulla aveva di desolato. Lontana sfumava la costa del Campese. Tuttavia Oretta torn a sentirsi smarrita. Fu la prima a levarsi, occorrendole reagire, e si mise in cammino per sentirsi ben salda sulla terra.
Sulla vetta torri e campanili emersero a una svolta dalla chiostra delle mura, erti contro il cielo come cuspidi accuminate per traforarne la volta. Grigie mura a piombo sul dirupo, chiuse intorno allabitato, annunciavano lantico borgo medioevale, difeso contro lassalto dei pirati della natura aiutata dalluomo in opere che il tempo conserva fondendole col colore della pietra.
Prima di raggiungere lunica porta giunsero a una fonte limpida e copiosa. Asinelli e muletti scalpicciavano allanello fra barili ed otri, e una nota di grazia sovrana era costituita dalle ragazze, brune e dagli occhi morati, ritte in fila con le loro anfore di rame o avviate al borgo reggendole sul capo in un atteggiamento che snelliva il busto nelle movenze eleganti del passo misurato. Fecero largo ai forestieri con gentilezza nativa, lasciando libero il getto della fonte perch si rinfrescassero e dissetassero, e si fecero guida verso la stradetta angusta che, serpeggiando fra le abitazioni agglomerate e fuse li port allunica trattoria.
Paolo, lasciate le donne a riposare e a predisporre il pasto, si aggir nel borgo gettando uno sguardo alle cantine, ai granai, alle cucine odorose di pan fresco. Nomade istintivo, si sarebbe in altre circostanze assiso presso la mascalca che faceva sonare le grigie mura con lunico timbro dellincudine, o accanto al bottaio intento a domare le doghe sul fuoco o a modellare botticelle-borraccia, di cui avrebbe voluto conservare un esemplare. Sent invece improvvisa la solitudine e lisolamento, e misur quanto ormai gli fosse necessario non procedere oltre cos, dopo aver scoperto chi pareva preparata a unirsi a lui, alleata per lievitare nellavvenire fecondi sviluppi alla sua esistenza che si sarebbe altrimenti intristita. Per vicoletti angusti e traversi si port a contemplare i dirupi dellisola, e sent mancargli al fianco quella che avrebbe colmato il paesaggio, ravvivandolo dumano colore.
Durante il pranzo il vino denso e resinoso, arrubinato dal sole, ferment giocondit anche nello spirito angustiato di Oretta, che accett poi gaiamente di uscire dallantica fortezza per percorrere le rupestri stradette dellisola. Si avventurarono fra i vigneti ove si preparava la vendemmia e dove furono invitati a sostare. Luva arrugginita dalla canicola agostana appassiva matura sui tralci. Le mani e la bocca sammollirono di sapa zuccherina che accrebbe larsura e aument la sete delle corse sui greppi. Col sangue acceso, nella densa aria marina, bevvero le salse ventate dello scirocco serale che li colse affaticati e storditi sul costone dove fecero sosta. Salivano dal mare, dividendosi sulla dorsale come contro una prua elevata nel cielo, brume ancora estive. Ai piedi del dirupo, vicino e lontano, le acque assediavano in cerchio la piccola terra, ageminate dalloro del sole declinante verso loccaso per sparire tuffandosi nella cinigia del suo nimbo.
Vedremo il raggio verde? domand Giulia.
Oretta sera stretta allamica. Qualcosa trepidava in lei che la rendeva spaurita e incapace di ammirare. Tutto quel vuoto dacque, quel sentirsi alla merc del mare ignoto, la faceva tremare. Mai aveva visto il sole scomparire dietro le acque, e i primitivi terrori dei popoli, giunti alla riva con lanimo colmo degli antichi miti, agitavano la sua sensibilit di creatura vissuta costantemente fuori dun orizzonte illimitato.
Il raggio verde? Fissate bene la sfera incandescente quando scompare. Un attimo dopo, allorch lacqua fa vetro, traspare attraverso ai liquidi cristalli azzurri un bagliore verde, purch la linea dellorizzonte sia netta anche dei pi lievi vapori. Non sono questi per i mari del raggio verde, quello che scatta dalle acque come una fiammella e irraggia di luci smeraldine laureola infuocata, rimasta sospesa tra il cielo e loceano.
Oretta ascoltava, rannicchiata contro Giulia, lasciando che Paolo narrasse infervorato di antichissimi miti solari ancora vivi presso taluni popoli che si prostrano in preghiera allalba e al tramonto. A Dakar egli aveva visto sulla riva deserta un volto ascetico, levato ad adorare la luce che si spegneva al di l delle scoscese scogliere del Capo Verde. Era forse un vecchio musulmano dallo sguardo dolce e dalla fluente barba bianca, che non mostr accorgersi del forestiero, il quale non volle sorprendere lassorto per timore di turbarne la preghiera, bench fosse tentato di far scattare la profanatrice macchina fotografica in un mirabile controluce. E ancora sulle colline fastose del Malabar, a Bombay, Paolo ricordava di aver veduto allalba un adoratore del fuoco, un parsi immobile e come perduto col viso verso il sole nascente.
Qualcosa degli antichi miti resta sempre nellanima umana, osserv Giulia che ascoltava, accarezzando la fanciulla ammutolita, per sedare i brividi che ogni tanto la scuotevano e le impedivano di partecipare alla contemplazione dei compagni.
Nella notte trascorsa nel borgo dellisola Giulia dovette dormire accanto a Oretta, divenuta una piccola creatura sperduta e oppressa dalla vastit degli orizzonti che lassediavano, e il domani fu necessario lasciare lo scoglio solare per ricondurre la fanciulla al di l del breve tratto di mare, ove langoscia degli sterminati spazi marini, per lei vuoti, non potesse rinnovarsi.
Avvilita, Oretta vinse le sue paure soltanto allontanandosi dalla riva, quasi la vertigine continuasse a stordirla, finch non si fosse ritrovata quale fisicamente era sempre vissuta a contatto con la terra, circondata dalla terra. Ritornata qualera, pianse aggrappata a Giulia, avvedendosi che ben diversamente dalle speranze concepite agiva su di lei quel drago fastoso che le era apparso in tutta la paurosa magnificenza delle sue luci a dei suoi tentacoli stesi ad allacciare la terra, ed entro ai quali le era parso di sparire inghiottita e sommersa.
Non mi lasciare, Giulia, torniamo alle Braie! Linvocazione le sfugg infantile come il grido di un bimbo.
Paolo la rassicur. Non si trattava che di un passeggero sgomento. Abituandosi ad esso con un soggiorno balneare, avrebbe potuto ammirare e godere il mare. Volto a Giulia, con lo sguardo pi che con le parole rinnov il suo invito sentendo quanto la nuova prova fosse stata anche per lui decisiva.
Abbiamo molte cose da fare ancora, io e Oretta, che dobbiamo compiere perch nessuno deve lasciare sospese e incomplete le proprie opere, per piccole che siano. Giulia aveva un modo di rispondere, che sapeva allontanare, senza generare equivoci, senza precludere vie al futuro.
Non le abbiamo mai detto che Oretta vuole dedicarsi agli studi? Senza di me so che non potrebbe uscire nemmeno da Cordiglio. Sarebbe giusto? Ed io intanto mi preparo, s, n ho pur io il diritto, mi preparo a concorsi forse un po ambiziosi, non per mire vanitose, ma per me. Quante volte si lavora, ci si impegna, si affrontano disagi, sacrifici, rinunce, proprio per questo! E ogni lavoro deve giungere a un suo esito.
Al tavolino del piccolo caff della stazione sentivano di doversi accomiatare.
Ho amici a Porto S. Stefano, piccoli capitani che vorrei rivedere, aveva detto Paolo sbarcando. Se ne ricord e glielo ripet Giulia, cui non sfuggiva il rammarico delluomo per non aver potuto trarre dallescursione marina lesito sperato, quello che gli pareva di poter conseguire con lalleanza del mare.
Si propone di ripartire presto? essa interrog, e al cenno di Paolo domand: Per dove?
Ma egli rispose ancora con un gesto indeterminato che la lasci incerta.
Sannunciava intanto larrivo del treno e Giulia mormor:
Aveva dunque ragione il dottor Barrini.
Giunto il convoglio, Paolo accompagn le amiche e attese sulla banchina di vederle affacciarsi. Mentre Oretta occupava i posti, Giulia si sporse e gli sussurr:
Attendo litinerario. Spero che gli approdi siano serviti dalla posta aerea. E rimase affacciata, mentre il treno si avviava e Oretta le veniva al fianco ad agitare il fazzoletto.
...
.
...
FINE.